20/12/2025
Ho appena letto un articolo che, con rara chiarezza, riassume la filosofia didattica che negli ultimi anni sta permeando i corsi più evoluti sulla gestione delle vie aeree: spostare il focus dall’atto tecnico dell’intubazione all’obiettivo clinico reale, cioè un’ossigenazione e una ventilazione efficaci, tempestive e appropriate al contesto. In questa prospettiva, l’intubazione tracheale perde il ruolo di manovra automatica o identitaria e torna a essere ciò che dovrebbe sempre essere: una delle opzioni possibili, non un fine in sé, da utilizzare solo quando realmente indicata.
Chi mi conosce sa quanta passione ed energia vengano investite, da chi come me si occupa di formazione, nel promuovere programmi didattici sulle vie aeree che non addestrino semplicemente all’uso di un dispositivo, ma allo strumento più potente di cui disponiamo: la testa, e il ragionamento critico che deve sostenere ogni decisione clinica. Non a caso, nel tempo, fare corsi che “insegnano anche a non intubare” è diventato quasi un nostro marchio di fabbrica, di cui andiamo orgogliosi.
Chiarito una volta per tutte che la “plastopenia tracheale” non esiste (quella sindrome mitologica che alcuni anestesisti sembrano temere come reale), nella sintesi che segue dell’articolo “The Airway Arms Race: Are We Intubating to Impress or to Save?” di Orlando E. Rivera, DNP, MBA, RN, vengono affrontati alcuni dei nodi critici dell’intubazione tracheale osservata dalla prospettiva del soccorso preospedaliero, alla luce delle più recenti evidenze scientifiche.
La corsa agli armamenti delle vie aeree: stiamo intubando per impressionare o per salvare?
La gestione delle vie aeree in ambito preospedaliero è diventata più di una procedura clinica: è diventata un simbolo. Ma quando il tubo diventa un trofeo, sono i pazienti a pagarne il prezzo. Un corpo crescente di evidenze scientifiche del 2024 e 2025 mette in discussione lo status quo, spingendo i servizi di emergenza sanitaria (EMS) a ricalibrare le proprie priorità nella gestione delle vie aeree.
Questo articolo analizza le più recenti ricerche sui dispositivi sovraglottici, sull’intubazione endotracheale (ETI) e sugli esiti clinici nell’arresto cardiaco e nel trauma, ponendo una domanda cruciale: stiamo intubando per salvare vite o per validare il nostro set di competenze?
Il cerotto e il tubo.
Esiste una competizione silenziosa nel mondo dell’EMS. Non viene dichiarata apertamente, ma è percepita nella mente di ogni soccorritore: chi ha messo il tubo? Celebriamo ogni intubazione come una tacca sulla propria cintura. Ricordiamo la nostra prima intubazione riuscita come un vero e proprio rito di passaggio.
Ma se avessimo costruito una cultura in cui il tubo è diventato una dichiarazione di valore piuttosto che una soluzione clinica? Le vie aeree sono uno strumento, non un trofeo. Ed è tempo di trattarle come tali.
Intubazione tracheale: una tradizione sotto attacco.
Le nuove evidenze dipingono un quadro complesso dell’intubazione endotracheale (IT) preospedaliera. Un ampio studio statunitense ha rilevato che, nell’arresto cardiaco, l’uso dei dispositivi extraglottici (EGD) ha superato l’IT, senza peggioramento degli esiti clinici e con vantaggi in termini di rapidità e facilità di posizionamento.¹
EGD come l’I-gel® mostrano un tasso di successo dell’88% nell’uso reale sul campo.² Molti sistemi ora sostituiscono l’IT con EGD dopo il ritorno della circolazione spontanea (ROSC), poiché la ventilazione del paziente e la sopravvivenza non risultano compromesse.³
Quando la competenza diventa un simbolo.
Storicamente, l’IT è stata considerata il gold standard, in parte per la sua difficoltà tecnica. Questa difficoltà è diventata un surrogato della competenza professionale. Ma con l’evoluzione della medicina basata sulle evidenze, la domanda diventa inevitabile: stiamo intubando perché è utile al paziente o perché conferma il nostro ruolo?
Questo interrogativo diventa particolarmente critico nei casi pediatrici e nel trauma.
Trauma pediatrico: “Less is more”.
Uno studio del 2025 che ha confrontato la gestione di base delle vie aeree con le procedure avanzate nel trauma pediatrico ha dimostrato che la gestione di base è risultata altrettanto efficace, e talvolta superiore, soprattutto grazie alla maggiore rapidità e al minor numero di complicanze.⁴
Troppo spesso l’intubazione pediatrica viene tentata più per la pressione di “fare qualcosa” che per una reale indicazione clinica.
Tentativi falliti, tempi di apnea prolungati e tubi malposizionati causano più danni che benefici, specialmente nelle vie aeree di piccole dimensioni, dove ogni secondo conta. Il fatto che possiamo intubare non significa che dobbiamo farlo. Nei bambini, “meno” non è solo “di più”: può essere salvavita.
Arresto cardiaco traumatico: chi ne trae davvero beneficio?
Uno studio giapponese del 2025 ha rilevato un miglioramento degli esiti neurologici associato all’intubazione preospedaliera solo in uno specifico sottogruppo di pazienti traumatizzati: soggetti sotto i 65 anni, con lesioni toraciche e tempi di trasporto prolungati.⁴
Negli altri gruppi, non è stato riscontrato alcun beneficio in termini di sopravvivenza.
I nostri protocolli non stanno tenendo il passo.
Nonostante l’analisi di oltre 630.000 casi nelle nuove linee guida nazionali americane,⁵ molti sistemi EMS continuano a privilegiare l’IT come approccio predefinito. Solo il 21% delle linee guida soddisfa gli standard di qualità della National Academy of Medicine.⁶
Il rapporto NEMSQA 2024 sollecita l’adozione di metriche di qualità come il successo al primo tentativo e l’uso della capnografia con onda.⁷
Un cambiamento culturale, non l’abbandono di una competenza.
Questo non è un attacco all’IT, né una richiesta di eliminarla, ma un invito a usarla con giudizio. Cambiare la cultura delle vie aeree significa chiedersi: un EGD sarebbe più sicuro in questo momento? Questo paziente trae reale beneficio dall’IT? Sto intubando per il distintivo o per il paziente?
Umiltà nelle vie aeree è eccellenza clinica.
Abbiamo insegnato ai professionisti a valutare le vie aeree. Ora dobbiamo insegnare loro a valutare le proprie intenzioni.
In una nuova era di un Soccorso Preospedaliero guidato dai dati e da evidenze, il successo non è definito dalla procedura più difficile, ma da quella più appropriata. La prossima volta che allunghi la mano verso un tubo, chiediti: sono qui per impressionare o per salvare?
E ai programmi di formazione che continuano a trattare l’intubazione come il gioiello della corona della gestione delle vie aeree: insegnate ai vostri studenti che la vera maestria non è solo eseguire la manovra più complessa, ma sapere quando non farla.
L’eccellenza odierna nella gestione delle vie aeree significa comprendere che, a volte, meno è davvero di più. Soprattutto quando il paziente è piccolo, spaventato o sta rapidamente peggiorando.
Alberto Adduci
Riferimenti bibliografici
1. Wang HE, Yu MI, Crowe RP, et al. Longitudinal Changes in Emergency Medical Services Advanced Airway Management. JAMA Netw Open. 2024;7(8):e2427763. doi:10.1001/jamanetworkopen.2024.27763
2. Handtevy. (2025). Paramedic i-gel® placement and perception of use in prehospital airway management.https://www.handtevy.com/wp-content/uploads/2025/04/Paramedic-i-gel-Placement-and-Perception-of-Use-in-Prehospital-Airway-Management-1.pdf
3. Winniford, C. EMS Airway. (2024). Operational realities of evidence-based medicine in prehospital airway management. https://emsairway.com/2024/07/15/operational-realities-of-evidence-based-medicine-in-prehospital-airway-management/
4. International Prehospital Medicine Institute. (2025). Literature Review – May 2025. https://www.jems.com/patient-care/international-prehospital-medicine-institute-literature-review-may-2025/
5. USFA. (2024). New evidence-based guidelines for prehospital airway management. https://www.usfa.fema.gov/blog/new-guidelines-for-prehospital-airway-management/
6. Martin-Gill, C., Patterson, P. D., Richards, C. T., Misra, A. J., Potts, B. T., & Cash, R. E. (2025). 2024 Systematic Review of Evidence-Based Guidelines for Prehospital Care. Prehospital Emergency Care, 29(6), 703–712. https://doi.org/10.1080/10903127.2024.2412299
7. NEMSQA. (2024). Measures Report: Airway Management.https://www.nemsqa.org/assets/Airway/2024%20NEMSQA%20Measures%20Report%20Airway%20Management.pdf