NAEMT Italia

NAEMT Italia La NAEMT è stata fondata nel 1975, con il supporto del National Registry of EMTs e di numerosi esponenti di spicco della medicina d’urgenza dell’epoca.

«Il servizio di emergenza sanitaria (EMS) non salva vite. Lo fa Dio! Il nostro compito è intrattenere il paziente finché...
13/08/2026

«Il servizio di emergenza sanitaria (EMS) non salva vite. Lo fa Dio! Il nostro compito è intrattenere il paziente finché Lui non prende una decisione.»
— Dr. Red Duke

“EMS does not save lives. God does! Our job is to entertain the patient until He makes up his mind.”

Red Duke, all’anagrafe James Henry “Red” Duke Jr. (1928–2015), era un chirurgo traumatologo statunitense, diventato una figura quasi leggendaria della medicina d’emergenza in Texas.
Lavorò soprattutto a Houston, presso l’University of Texas Health Science Center e il Memorial Hermann Hospital. È ricordato in particolare per aver contribuito in modo decisivo allo sviluppo del Life Flight, uno dei primi grandi sistemi statunitensi di elisoccorso sanitario, avviato a Houston nel 1976.

SFATIAMO UN MITO:"La posizione di Trendelenburg aiuta nello shock"Il mito: gambe-in-su / testa-in-giù per "spingere" san...
09/08/2026

SFATIAMO UN MITO:
"La posizione di Trendelenburg aiuta nello shock"

Il mito: gambe-in-su / testa-in-giù per "spingere" sangue verso il circolo centrale.

La realtà: il beneficio emodinamico è minimo e transitorio, mentre i rischi sono concreti — riduce la compliance polmonare e la capacità funzionale residua, aumenta le pressioni ventilatorie e, nelle forme più marcate, può alzare la pressione intracranica riducendo la perfusione cerebrale. Le linee guida attuali sono chiare: AHA/Croce Rossa Americana 2024 raccomandano la posizione supina (non Trendelenburg) per la persona in shock; ILCOR 2025 conferma: supino invece che seduto, senza alcun beneficio dimostrato del testa-in-giù.

Attenzione a non confondere: il Passive Leg Raise (PLR, sollevamento gambe 30–45° a tronco orizzontale) NON è Trendelenburg. È un test emodinamico reversibile — sposta transitoriamente ~150–300 mL di sangue verso il circolo centrale — utile per capire se il paziente risponderà ai fluidi, non un trattamento da mantenere.

Eccezioni: gravidanza avanzata → tilt/dislocazione uterina a sinistra, mai Trendelenburg (rischio ipotensione supina); in caso di sospetto trauma cranico (TBI) → evitare comunque il testa-in-giù (rischio di aumento della pressione intracranica).

In pratica sul mezzo di soccorso:
- Shock emorragico/traumatico: supino, controllo del sanguinamento, prevenzione ipotermia, trasporto rapido. No Trendelenburg.
- PLR: solo come test rapido (1–2 min), poi si riporta il paziente supino. Evitare se sospetta frattura di bacino/femore.

Take-home message: il mito è superato. La posizione supina è lo standard nello shock; il PLR è un test, non una terapia; la posizione di Trendelenburg non ha posto nella gestione preospedaliera dello shock.

Bibliografia
- 2024 American Heart Association and American Red Cross Guidelines for First Aid. Circulation. 2024. (raccomandazione posizionamento supino nello shock)
- International Liaison Committee on Resuscitation (ILCOR). First Aid 2025 Consensus on Science, Supplementary Table — Shock Positioning.
- Monnet X, Teboul JL. Passive leg raising: five rules, not a drop of fluid! Crit Care. 2015;19:18.
- Monnet X, Marik PE, Teboul JL. Passive leg raising for predicting fluid responsiveness: a systematic review and meta-analysis. Intensive Care Med. 2016;42(12):1935-1947.
- Sing RF, O'Hara D, Sawyer MA, Marino PL. Trendelenburg position and oxygen transport in hypovolemic adults. Ann Emerg Med. 1994;23(3):564-567.

SFATIAMO UN MITO: "Mai la Cannula Naso-Faringea (CNF o NPA) nel trauma cranico"Il mito: sospetto di frattura della base ...
09/08/2026

SFATIAMO UN MITO:
"Mai la Cannula Naso-Faringea (CNF o NPA) nel trauma cranico"

Il mito: sospetto di frattura della base cranica = niente presidi nasali, per il rischio che l'NPA attraversi la lamina cribrosa ed entri in cranio.

La realtà: è un timore quasi solo teorico. La revisione di Roberts et al. (2005, Emerg Med J) ha trovato in tutta la letteratura solo 2 casi di penetrazione intracranica (Muzzi 1991, Anesthesiology; un secondo caso simile), entrambi con traumi facciali devastanti e inserimento forzato. Un caso analogo (Ellis et al., 2006, Emerg Med J) conferma: rarissimo, sempre legato a tecnica scorretta. Per questo il JRCALC (UK) ha declassato la controindicazione assoluta a semplice cautela — e i protocolli TCCC raccomandano l'NPA anche nel trauma cranico quando serve pervietà delle vie aeree.

Vere controindicazioni: fratture facciali massive con distruzione anatomica, epistassi incontrollabile, resistenza marcata all'inserimento.

Tecnica sicura: narice più pervia, lubrificazione abbondante, direzione parallela al palato duro (MAI verso l'alto), stop se resistenza, misura dalla narice al lobo dell'orecchio.

Take-home: l'ipossia uccide, il mito no. Nel preospedaliero la CNF (o NPA) resta spesso l'unico presidio per garantire ventilazione in attesa di EGD/IOT.

Bibliografia
- Roberts K, Whalley H, Bleetman A. The nasopharyngeal airway: dispelling myths and establishing the facts. Emerg Med J. 2005;22(6):394-396.
- Muzzi DA, Losasso TJ, Cucchiara RF. Complication from a nasopharyngeal airway in a patient with a basilar skull fracture. Anesthesiology. 1991;74(2):366-368.
- Ellis DY, Lambert C, Shirley P. Intracranial placement of nasopharyngeal airways: is it all that rare? Emerg Med J. 2006;23(8):661.
- Committee on Tactical Combat Casualty Care (CoTCCC). TCCC Guidelines for Medical Personnel, airway management module.
- JRCALC UK Clinical Practice Guidelines, gestione delle vie aeree.

UMILTÀ E NOVITÀLa medicina è una scienza viva. E proprio perché è viva cambia, evolve, corregge sé stessa.La disponibili...
27/06/2026

UMILTÀ E NOVITÀ
La medicina è una scienza viva. E proprio perché è viva cambia, evolve, corregge sé stessa.
La disponibilità a modificare la propria pratica clinica, anche quando significa mettere in discussione ciò che ci è stato insegnato e ciò in cui abbiamo creduto per anni, è una delle qualità che distinguono un vero professionista.
Per questo anche l'umiltà è una competenza clinica. Così come lo è l'aggiornamento continuo.
Oggi non vi racconto un errore. O meglio, non uno dei miei errori — e chi mi conosce questa storia l'ha già sentita raccontare molte volte. Oggi vi racconto come cambia la medicina.
Facciamo un salto indietro.
All'inizio degli anni Novanta due litri di Ringer Lattato sembravano la risposta a quasi ogni paziente traumatizzato. L'emergenza territoriale stava crescendo rapidamente: erano anni di entusiasmo pionieristico, di studio, di sperimentazione e di protocolli che cercavano di dare ordine a un sistema in piena evoluzione.
Un giorno fui inviato d'urgenza nel carcere della città con la mitica ambulanza Tango 93, un nome che farà riaffiorare molti ricordi a chi ha vissuto gli inizi del Piemonte 118.
Un detenuto si era procurato profonde ferite agli avambracci con una lametta. Sul pavimento della cella c'era molto sangue. Lui era pallido, a terra, ma ancora vigile.
Accanto a lui trovai il giovane medico del carcere. Aveva fatto ciò che riteneva corretto: aveva bendato le ferite, posizionato un piccolo Butterfly e iniziato una flebo di soluzione fisiologica da 250 mL con una fiala di acido tranexamico (allora conosciuto soprattutto con il nome commerciale di Ugurol).
Io arrivavo fresco di corsi, protocolli e linee guida. Ero il perfetto esempio di quella miscela esplosiva fatta di entusiasmo, sicurezza e limitata consapevolezza dei propri limiti che oggi descriveremmo con l'effetto Dunning-Kruger.
L'ATLS rappresentava il nostro riferimento assoluto.
Guardai quella flebo e, con tutta la sicurezza dei miei trent'anni, rimproverai il collega:
«Un solo accesso venoso? Dovevi metterne almeno un altro. E bisogna iniziare subito due litri di Ringer Lattato.»
Ero convinto di avere ragione.
Anzi, non avevo il minimo dubbio.
Perché quello era ciò che ci avevano insegnato. Era scritto nei manuali, raccomandato nei protocolli, ripetuto in tutti i corsi. E noi quei protocolli li applicavamo con convinzione.
Oggi, più di trent'anni dopo, ripenso a quella scena e sorrido.
Oggi sappiamo che, nel paziente con emorragia non controllata, un'eccessiva infusione di cristalloidi può essere dannosa. Parliamo di rianimazione ipotensiva, limitiamo l'uso dei liquidi quando appropriato, evitiamo l'emodiluizione e la disgregazione dei coaguli appena formati e somministriamo precocemente l'acido tranexamico nei pazienti che ne hanno indicazione.
Paradossalmente, osservando quella scena con le conoscenze di oggi, il medico del carcere era più vicino alla medicina moderna di quanto lo fossi io.
Questo non significa che io avessi torto.
E non significa neppure che avesse ragione lui.
Significa semplicemente che entrambi eravamo figli delle conoscenze disponibili in quel momento.
Io stavo applicando correttamente le migliori evidenze dell'epoca.
Lui, quasi per caso, stava adottando una strategia che molti anni dopo sarebbe risultata sorprendentemente vicina a quella raccomandata dalle nuove evidenze.
È questa la vera lezione.
La medicina cambia continuamente. Quello che oggi consideriamo uno standard potrebbe essere, domani, soltanto una tappa del nostro percorso di conoscenza.
Per questo dovremmo essere prudenti quando giudichiamo chi ci ha preceduto e ancora più prudenti quando siamo convinti di avere tutte le risposte.
Perché tra trent'anni qualcuno potrebbe raccontare un episodio di oggi... e sorridere della nostra incrollabile sicurezza.
E forse sarà proprio quello il segno che la medicina, ancora una volta, avrà fatto un passo avanti.
AlAd!

per i nostalgici di Silver Surfer
25/06/2026

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