Associazione Crescere Insieme

Associazione Crescere Insieme Ass. di volontariato T. S. Sede leg. Strada del Drosso 184/H - To. Sede op. Via Anselmetti 67 To.

Cosa offriamo:

- accoglienza mamma-bambino
- distribuzione alimenti per famiglie in difficoltà
- centro d'ascolto
- centro famiglie
- attività autogestite dalle famiglie: tempo libero, feste di compleanno e altre ricorrenze familiari
- incontri tematici gestiti da esperti su argomenti quali educazione, alimentazione, gestione dei conflitti, ecc.
- laboratorio per la salute della mamma in gravid

anza
- laboratorio di massaggio neonatale e cura della neomamma
- "Musica in culla" con ascolto, canto, raccolta e produzione di ninna-nanne e filastrocche
- "Do-re-mi" con musica e canto per bambini e genitori
- "C'era una volta": con laboratorio di fiabe, lettura e scrittura creativa
- Spazio gioco "Fanta...giò" per bambini accompagnati da un adulto
- consulenza legale
- sportello Spazio d'Ascolto per genitori
- servizi Baby Parking
- Culture a confronto con animazione, danze popolari internazionali e cucina multietnica.

08/05/2026
Vi aspettiamo!
04/04/2026

Vi aspettiamo!

30/01/2026

Radio Contatto ha il piacere di partecipare ad una bella iniziativa proposta da Associazione Crescere Insieme, Casa Affido, Torino Famiglie e con il contributo della Città di Torino.

“YOUTH IN ACTION”
Una serie di incontri rivolti a ragazze e ragazzi dai 13 ai 18 anni, dove poter esprimere le idee e le emozioni attraverso la fotografia e il podcast
Photovoice
Immaginare, raccontare, far parte di una comunità radiofonica e fotografica, imparare insieme ai tuoi coetanei ad esprimerti liberamente con nuovi linguaggi, attraverso la bellezza delle immagini e alla forza della tua voce.

Presentazione del progetto “YOUTH IN ACTION”
Avverrà il giorno 31 gennaio alle ore 15,30
c/o l’associazione Crescere Insieme – Via Anselmetti 67 - Torino.
Questo luogo sarà anche sede dei laboratori.
Si garantisce la possibilità di parcheggio esterno ed eventuale accessibilità al cortile.
Contatti: 338 2607765
(anticipando la richiesta di informazioni con un messaggio SMS o Whatsapp)

̀ditorino

28/01/2026
17/01/2026

Mi chiamo Francesca, ho 45 anni, e tra venti minuti gli assistenti sociali suoneranno al citofono per portarsi via il bambino che ho cresciuto negli ultimi due anni. Ho passato la notte a riempire il suo zainetto di Spider-Man e a scrivere questa lista per la sua "madre biologica", sperando che lei legga tra le righe che le sto consegnando il mio cuore impacchettato insieme ai calzini antiscivolo.
Oggetto: Istruzioni per la gestione ordinaria e straordinaria di Leo (4 anni). (Da leggere con attenzione prima della prima notte)

1. Il rituale della nanna (Fondamentale) Leo non si addormenta se c'è buio completo. Ha bisogno della lucina a forma di tartaruga (è nella tasca laterale dello zaino). Non basta accenderla. Devi dirgli: "La tartaruga fa la guardia". Se non glielo dici, si sveglierà alle tre di notte urlando. Quando urla, non toccarlo subito. Aspetta. Se lo tocchi mentre è nel terrore notturno, ti graffia. Devi sussurrargli: "Sono qui, il mostro è andato via". Nota bene: Lui si aspetterà la mia voce. Quando sentirà la tua, potrebbe piangere più forte. Non arrabbiarti. Abbi pazienza. Per lui, la "mamma" che scaccia i mostri, fino a stamattina, ero io.

2. L'alimentazione (Il problema dei piselli) Ti diranno che mangia tutto. Non è vero. I piselli li mangia solo se glieli schiacci con la forchetta. Se li vede interi, li lancia. Non è un capriccio, è una questione di consistenza. Per favore, schiacciali. Non costringerlo a digiunare solo per dimostrare chi comanda. Ha perso 400 grammi l'ultima volta che è stato agitato, non possiamo permetterci che dimagrisca ancora.

3. La cicatrice sul ginocchio Se cade, non vuole il disinfettante che brucia. Vuole il "bacio magico". Devi baciare il ginocchio e fare un rumore schioccante, tipo "Smack!". Se non fai il rumore, la magia non funziona e lui continua a piangere. So che ti sembrerà ridicolo, ma è l'unico anestetico che funziona su di lui. Usalo.

4. La parola proibita Non chiedergli: "Ti sei divertito da Francesca?". Lui non sa come rispondere. Lui mi chiama "Mamma Francy". Tu sei "Mamma Laura". Nella sua testa c'è una confusione che noi adulti non possiamo immaginare. Se gli parli di me, fallo sorridendo. Se gli parli di me con rabbia o gelosia, lui si sentirà in colpa per avermi voluto bene. Non fargli portare il peso del nostro conflitto. Lasciagli il permesso di amarci entrambe, anche se io dovrò amarlo da lontano.

5. Il peluche (L'Orso Bobo) È vecchio, puzza di lavanda (il mio detersivo) e ha un occhio scucito. Non lavarlo. Ti prego, Laura, non lavarlo mai. Quell'odore è l'unica cosa che gli resta di questa casa. È il suo ponte di collegamento con la sicurezza. Se lo lavi, cancelli due anni della sua vita. Lasciaglielo annusare quando avrà paura di te, perché avrà paura di te i primi giorni, è inevitabile.

Nota finale: Leo non è un pacco postale. È un bambino che è stato strappato via due volte. La prima volta quando l'hanno tolto a te perché stavi male. La seconda volta oggi, quando lo tolgono a me perché tu sei guarita. Io non ti odio, Laura. Ho provato a odiarti, ma non ci riesco. Perché se ti odiassi, odierei la persona che Leo ama di più al mondo dopo di me. Abbi cura di lui. E se un giorno, tra qualche anno, dovesse chiederti "Chi era quella donna con cui stavo prima?", non dirgli che ero una parcheggiatrice di bambini. Digli che ero la sua mamma di scorta. Quella che ha tenuto il posto caldo nel suo cuore finché tu non sei tornata a riprendertelo.

Addio, piccolo mio. Il citofono sta suonando.

Iscriviti all’Anonima Ipocondriaci. Inviaci un messaggio.

20/12/2025

Lunedì 22 dicembre alle 19 saremo nella sede di Crescere Insieme per la diretta di CRESCERE IN CONTATTO!
Con Fabio e Martino le ragazze ed i ragazzi degli oratorio di Beati Parroci e San Luca 🤍🎙️.
Beh vi aspettiamo in via Anselmetti 67 (Torino) per una puntata portafortuna: cosa vuoi nel 2026?
Dillo con noi e si realizzerà!
O almeno.... Facciamo finta che succeda. 🤩

CRESCERE IN CONTATTO è un progetto di Associazione Crescere Insieme e Radio Contatto, con la collaborazione del Piccolo Teatro Comico. Il progetto è patrocinato e finanziato dalla Circoscrizione 2 - Torino.

27/11/2025

Raccontare, ascoltare, costruire un linguaggio comune fatto di curiosità, rispetto e voglia di comunicare.
Un laboratorio interattivo che unisce l'amore per la voce, la radio e i podcast alla tecnica e soprattutto al divertimento

Sono aperte le iscrizioni al laboratorio di formazione vocale, finalizzato alla creazione di podcast o programma radiofonico, in un ambiente informale ma professionale, con strumentazione in loco, che si potrà utilizzare anche dopo il termine del laboratorio.
Si farà anche esperienza sul campo con accrediti radio e live in esterna.
Per maggiori informazioni
https://www.radiocontatto.it/centro-di-formazione

18/11/2025

“MAMMA E FIGLIO CAMMINANO INSIEME” – LA TESTIMONIANZA DI DANIELA

Mi chiamo Daniela e per anni non ho trovato la forza di raccontare ciò che è successo. La mia voce si spezzava ogni volta che provavo a pronunciare anche solo il suo nome: Simone, il mio bambino.
Era il 2018 quando la mia vita si è fermata. Tornavo a casa dal lavoro, come sempre. Ho aperto la porta chiamandolo, aspettandomi il suo solito sorriso, le sue battute, il suo modo di riempire ogni stanza. Simone era così: rumore di vita, energia pura.

Invece l’ho trovato lì, in ginocchio, davanti alla porta della sua camera. Una corda al collo, l’altra estremità legata alla sbarra che usava per allenarsi.
Pensavo, speravo, illudevo me stessa che stesse scherzando come al solito. Gli ho fatto il solletico per farlo ridere. Ma lui non si muoveva. Non respirava.
Il tempo si è fermato insieme a lui. E con lui è finita anche la mia felicità.

Simone aveva 14 anni. Amato da tutti, pieno di voglia di vivere, di superare i propri limiti. Troppo. Tanto da cadere vittima di quella maledetta “prova” circolata sui social, la “blackout challenge”, che spinge i ragazzi a sfidarsi trattenendo il respiro fino allo svenimento. Una follia che gli è costata la vita.

Da allora ho vissuto anni di silenzio, dolore e domande che non avranno mai una risposta.
Perché?
Perché il mio Simone?
Perché nessuno ferma certe mode assassine?

Poi, un giorno, ho capito che il mio silenzio non lo avrebbe riportato indietro ma avrebbe potuto condannare altri ragazzi all’ignoranza e altri genitori alla disperazione.
Così ho iniziato a parlare.

E oggi, attraverso queste parole, mi rivolgo a tutti i giovani:

“Non scherzate con la vita.
Non cercate il limite per sentirvi più forti.
La vostra esistenza non è una sfida di coraggio, ma un dono meraviglioso.”

A volte, quando il dolore diventa insopportabile, vado al mare. È il nostro luogo. Porto con me una lanterna e la lascio andare in cielo. La fiamma sale, il vento mi accarezza il viso come faceva lui quando era piccolo. E in quel momento, mentre le lacrime scorrono da sole, sento Simone vicino.
Camminiamo insieme. Sempre.

UNA TESTIMONIANZA CHE CI OBBLIGA A GUARDARE NEGLI OCCHI IL NOSTRO TEMPO.

Ci sono storie che non dovrebbero mai essere scritte. Storie che graffiano la pagina, che pesano sul cuore come macigni. La storia di Simone e di sua madre Daniela è una di queste. Una vicenda che, anche a distanza di anni, continua a scuotere le coscienze perché non è una tragica fatalità, non è un incidente imprevedibile: è la conseguenza diretta di una ferita culturale profonda che riguarda tutti noi.

La morte di Simone non è soltanto il dramma di una famiglia distrutta: è lo specchio deformante del nostro presente, quello dei social usati senza consapevolezza, delle “sfide” trasformate in prove di coraggio, di un mondo virtuale che diventa più reale della vita stessa.
Un adolescente che cerca un limite da superare, un like in più, un brivido momentaneo… e alle sue spalle un vuoto che nessuno vede. Nemmeno gli adulti, spesso troppo lontani, impreparati o inconsapevoli.

Daniela non accusa nessuno, eppure la sua voce è una denuncia potente.
Parla a tutti noi.
Alle famiglie.
Alla scuola.
Alle istituzioni.
Ai colossi del web.
Ai genitori che credono che “tanto queste cose non capiteranno mai a mio figlio”.

Simone invece era quel figlio: solare, amato, pieno di vita.
E proprio per questo – paradossalmente – vulnerabile.

La lanterna che Daniela lascia volare in cielo è più di un simbolo: è un richiamo.
Un invito a svegliarsi, ad ascoltare, a guardare, a proteggere.
A capire che l’adolescenza oggi è un territorio fragile, spesso invisibile a chi dovrebbe esserne guida.

Il mare che culla le sue lacrime è lo stesso che restituisce la forza a una madre che ha deciso, con un coraggio che commuove, di trasformare il lutto in un messaggio. Un messaggio che salva.
Perché ogni volta che la sua storia viene raccontata, forse un ragazzo ci pensa due volte prima di lasciarsi trascinare in una sfida incosciente. Forse un genitore trova il coraggio di fare una domanda in più, di entrare nella stanza, di sedersi accanto, di ascoltare davvero.

Simone non tornerà.
Ma la sua vita può ancora cambiare quelle degli altri.

E in quel gesto, in quella lanterna che sale nel cielo al tramonto, c’è una promessa:
il legame tra una madre e suo figlio non conosce fine.
Nemmeno nella morte.
Nemmeno nel silenzio.
Nemmeno nel dolore.

Daniela e Simone continuano a camminare insieme.
E, grazie a lei, un po’ anche noi con loro.

Indirizzo

Via Anselmetti, 67
Turin
10135

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 19:00
Martedì 15:00 - 19:00
Mercoledì 15:00 - 19:00
Giovedì 15:00 - 19:00
Venerdì 15:00 - 19:00
Sabato 15:00 - 20:00
Domenica 15:00 - 20:00

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