Six Degrees

Indicazioni Sito Web

Six Degrees reportage, immagine d'autore, informazione, formazione, workshop, corsi
www.fromthefrontline.net
[email protected]

Alex non avrebbe voluto troppe parole.Le considerava superflue.E così cercherò di usarne il meno possibile.Quello che no...
05/02/2026

Alex non avrebbe voluto troppe parole.
Le considerava superflue.
E così cercherò di usarne il meno possibile.

Quello che non posso evitare, al di là di ogni retorica e celebrazione, è dire quanto sia stato importante per noi.

Alex Junin è stato uno dei fondatori, nel 2014, di un percorso formativo per giornalisti di guerra e operatori umanitari impegnati in aree di crisi ad Arvier, a cui demmo il nome di War Reporting Training Camp. Un progetto sperimentale, avanguardistico in anni in cui la formazione HEAT/HEFAT doveva ancora guadagnarsi il ruolo e il riconoscimento che ha oggi.

Un progetto a cui molti, sotto il cappello dell’Associazione Six Degrees, hanno contribuito: un lavoro collettivo fatto di progettazione, studio, analisi, confronto, coinvolgimento delle istituzioni.

La prima edizione del training di Arvier, nel 2015, ha visto la luce grazie al suo supporto insostituibile. Un supporto che non è mai mancato negli anni successivi.
Non è mai mancato fino a oggi.

Responsabile degli addestramenti immersivi, insieme a Mattia Cubito e ai ragazzi del Mountain Devils Softair, aveva il compito di immaginare e costruire scenari realistici in cui gli allievi potessero mettere in pratica ciò che avevano appreso.

Lo scopo era ed è fondamentale: creare una base cognitiva ed esperienziale solida a cui poter attingere, un giorno, in un contesto di crisi reale.

Non sapremo mai quante vite ha contribuito a salvare.
Quante immagini, quanti articoli, quanti reportage dai luoghi più pericolosi del pianeta devono anche a lui la loro esistenza.

Ma una cosa è certa:
una parte di Alex vive in ognuna di quelle immagini,
in ognuna di quelle parole.

HOSTILE ENVIRONMENT AWARENESS TRAINING (HEAT / HEFAT)📍 Belgium | May 11–14Six Degrees – Frontline Training Camp, in coll...
14/01/2026

HOSTILE ENVIRONMENT AWARENESS TRAINING (HEAT / HEFAT)
📍 Belgium | May 11–14
Six Degrees – Frontline Training Camp, in collaborazione con Bluespear HEAT, organizza un training immersivo dedicato alla sicurezza in contesti complessi e ad alto rischio.
Un corso rivolto a giornalisti, operatori umanitari, ONG e professionisti sul terreno, basato su simulazioni operative, consapevolezza situazionale e gestione della pressione.
✔ Certificazioni conformi agli standard internazionali
✔ Formazione valida e riconoscibile in ambito nazionale e internazionale
📩 Info: [email protected]
📞 Tel: +39 340 495 8616

HOSTILE ENVIRONMENT AWARENESS TRAINING (HEAT / HEFAT)
📍 Belgium | May 11–14
Six Degrees – Frontline Training Camp, in collaboration with Bluespear HEAT, delivers an immersive safety training for professionals operating in high-risk and unstable environments.
The course is designed for journalists, humanitarian workers, NGOs and field professionals, focusing on operational simulations, situational awareness and decision-making under pressure.
✔ Certifications compliant with international standards
✔ Training recognised and applicable in national and international professional contexts
📩 Info: [email protected]
📞 Phone: +39 340 495 8616

01/06/2025

Aperte le iscrizioni alla X edizione del Training Camp di Arvier che si terrà dal 7 al 14 settembre, come sempre organizzato dall'Associazione Six Degrees in collaborazione con la Tactical Rescue Unit - Tactical Fi****ms Academy

Il programma, molto più approfondito e articolato rispetto a un classico corso HEFAT, di cui rappresenta una significativa evoluzione, è stato ulteriormente aggiornato grazie al lavoro del Comitato tecnico-scientifico di Six Degrees, composto da giornalisti, operatori umanitari ed esperti in sicurezza informatica, droni e altri settori strategici.

Le innovazioni tecnologiche impongono un costante adeguamento delle procedure di sicurezza e delle competenze operative, senza rinunciare alla collaudata modalità immersiva sperimentata negli ultimi dieci anni.
La partecipazione consente ai giornalisti iscritti all'Ordine dei Giornalisti di ottenere crediti formativi.

Il Training Camp gode del sostegno del Consiglio Regionale della Valle d'Aosta e del patrocinio del Comune di Arvier.

Per informazioni e iscrizioni:
[email protected]
www.fromthefrontline.net
3404958616


Lo staff dell'Associazione Six Degrees, in collaborazione con la Tactical Rescue Unit-  Tactical Fi****ms Academy  e il ...
30/01/2025

Lo staff dell'Associazione Six Degrees, in collaborazione con la Tactical Rescue Unit- Tactical Fi****ms Academy e il Comune di Arvier, è felice di comunicare che le iscrizioni alla X edizione del training Camp di Arvier sono aperte
Il programma, come sempre molto più esteso di quello previsto in un classico corso HEFAT, sarà ulteriormente attualizzato grazie al lavoro del Comitato tecnico scientifico dell'Associazione Six Degrees, che vede la partecipazione di giornalisti, operatori umanitari ed esperti di vari settori, dalla sicurezza informatica all'impiego di droni. Le innovazione tecnologiche in ambito bellico impongono un serio lavoro di adeguamento delle procedure di sicurezza e delle competenze specifiche per tutti coloro che operano in contesti di crisi, pur mantenendo la modalità immersiva, ampiamente sperimentata nel corso degli ultimi dieci anni.
Le novità (tante) verranno comunicate nel corso dei mesi di preparazione del training.
La partecipazione al training permette ai giornalisti iscritti all'Ordine dei giornalisti l'acquisizione di crediti formativi.
Il training Camp è patrocinato, come ogni anno, dal Comune di Arvier, in Valle d'Aosta
Per informazioni e iscrizioni:
[email protected]
www.fromthefrontline.net

Il morto del giorno.
15/01/2025

Il morto del giorno.

Oggi su “Il Foglio” Andrea Marcenaro nella sua rubrica si è dispiaciuto che Sigfrido Ranucci conduttore di Report non sia morto ai tempi in cui era inviato a Sumatra nel 2005.

Gli ha risposto in modo gentile ma deciso il figlio di Ranucci, Emanuele:

“Caro Andrea,
fortunatamente mi sono imbattuto così poche volte nelle pagine del "giornale" in cui scrivi da non sapere né il tuo cognome né se tu - spero vivamente per la categoria di no - sia un giornalista professionista o un comico satirico, sono il figlio di Sigfrido Ranucci e nonostante alcune volte me ne sorprenda anche io, non sono ancora orfano di padre.

Vivo da sempre con il pensiero, il timore che ogni volta che saluto mio padre possa essere l'ultima, del resto credo sia inevitabile quando vivi per decenni sotto scorta, quando hai sette anni e ci sono i proiettili nella cassetta della posta di casa tua, quando vai a mangiare al ristorante e ti consigliano di cambiare aria perché non sei ben gradito nella regione, quando ti svegli una mattina e trovi scientifica, polizia, carabinieri e DIGOS in giardino perché casualmente sono stati lasciati dei bossoli, quando ricevi giornalmente minacce, pacchi contenenti polvere da sparo e lettere minatorie, o semplicemente quando ti abitui a non poter salire in macchina con tuo padre.

Ricordo perfettamente il periodo dello Tsunami e dell'isola di Sumatra, che giusto per precisione si trova in Indonesia e non India, quando papà con il parere contrario del suo Direttore Roberto Morrione decise di raccontare la vicenda in uno dei luoghi più martoriati dalle inondazioni, lontano dalle comodità e dai luoghi privilegiati dai quali tutti i media scrivevano.

È uno dei primi ricordi di cui ho contezza, avevo 5 anni, mia sorella 6, mio fratello forse 8, eravamo in macchina, erano circa 40 ore che nessuno riuscisse ad avere contatti con papà, mamma tratteneva le lacrime a fatica, sola con noi tre, faceva finta che andasse tutto bene, forse è stata la prima volta che ho avuto la sensazione che dovessi percepire la vita con papà come se fosse a tempo, con una data di scadenza.

Ebbene sì, è tornato sano e salvo e a distanza di 20 anni purtroppo per te, Andrea, per fortuna per noi e credo di poter dire per il paese è ancora qui, a svolgere il suo lavoro come sempre, vivo e vegeto anche se in tanti lo vorrebbero morto.
Il morto del giorno è il giornalismo italiano, ancora una volta, e chi è l'assassino è evidente a tutti.”

Non aggiungo altro.

15/01/2025

Oggi pomeriggio ho letto sulla pagina Facebook di Sigfrido Ranucci che su "Il Foglio", un tal andrea marcenaro, nella sua rubrica si è detto dispiaciuto che il giornalista di Report non sia morto ai tempi in cui era inviato a Sumatra nel 2005.

A fargli barba, capelli e shampoo, è stato il figlio di Sigfrido, Emanuele, che con fermezza, determinazione e ironia, ha dato una lezione di stile, di giornalismo e di etica, tipiche di una persona perbene, intelligente e di chi ha un padre esemplare.

Ve lo ripropongo.

"Caro Andrea,
fortunatamente mi sono imbattuto così poche volte nelle pagine del "giornale" in cui scrivi da non sapere né il tuo cognome né se tu - spero vivamente per la categoria di no - sia un giornalista professionista o un comico satirico, sono il figlio di Sigfrido Ranucci e nonostante alcune volte me ne sorprenda anche io, non sono ancora orfano di padre.

Vivo da sempre con il pensiero, il timore che ogni volta che saluto mio padre possa essere l'ultima, del resto credo sia inevitabile quando vivi per decenni sotto scorta, quando hai sette anni e ci sono i proiettili nella cassetta della posta di casa tua, quando vai a mangiare al ristorante e ti consigliano di cambiare aria perché non sei ben gradito nella regione, quando ti svegli una mattina e trovi scientifica, polizia, carabinieri e DIGOS in giardino perché casualmente sono stati lasciati dei bossoli, quando ricevi giornalmente minacce, pacchi contenenti polvere da sparo e lettere minatorie, o semplicemente quando ti abitui a non poter salire in macchina con tuo padre.

Ricordo perfettamente il periodo dello Tsunami e dell'isola di Sumatra, che giusto per precisione si trova in Indonesia e non India, quando papà con il parere contrario del suo Direttore Roberto Morrione decise di raccontare la vicenda in uno dei luoghi più martoriati dalle inondazioni, lontano dalle comodità e dai luoghi privilegiati dai quali tutti i media scrivevano.

È uno dei primi ricordi di cui ho contezza, avevo 5 anni, mia sorella 6, mio fratello forse 8, eravamo in macchina, erano circa 40 ore che nessuno riuscisse ad avere contatti con papà, mamma tratteneva le lacrime a fatica, sola con noi tre, faceva finta che andasse tutto bene, forse è stata la prima volta che ho avuto la sensazione che dovessi percepire la vita con papà come se fosse a tempo, con una data di scadenza.

Ebbene sì, è tornato sano e salvo e a distanza di 20 anni purtroppo per te, Andrea, per fortuna per noi e credo di poter dire per il paese è ancora qui, a svolgere il suo lavoro come sempre, vivo e vegeto anche se in tanti lo vorrebbero morto.
Il morto del giorno è il giornalismo italiano, ancora una volta, e chi è l'assassino è evidente a tutti".

Chapeau a Lele.

Se fossi il pennivendolo in premessa, mi andrei a nascondere. E per fortuna non lo sono.
Mentre se fossi il presidente dell'Ordine dei Giornalisti, espellerei immediatamente il soggetto dalla categoria per violenza verbale e inutilità sociale.

Sigfrido è patrimonio UNESCO del giornalismo italiano, non è un cerno né un capezzone e figuriamoci un mercenar(i)o. Giù le mani da costui.

Massima solidarietà al giornalista di Report e alla sua famiglia.
E massima condivisione per questa straordinaria umiliazione a "social unificati" di un piccolo megafono di regime.

Terzo appuntamento con i fotografi di Six Degrees, in collaborazione con Il Contatto  di Roberto ZitoBody and soul, lo s...
14/01/2025

Terzo appuntamento con i fotografi di Six Degrees, in collaborazione con Il Contatto di Roberto Zito
Body and soul, lo straordinario progetto del fotografo Stefano Scherma , tratta le malattie del comportamento alimentare maschile entrando nella quotidianità dei protagonisti. Il progetto punta a mostrare come la malattia non sia né una questione esclusivamente femminile, come veicolato dall'immaginario collettivo, né una questione estetica legata al peso corporeo. E'una malattia generata da sofferenze profonde che portano a sfogare sul corpo il dolore nascosto.
La mostra inaugura sabato 18 gennaio 2025 alle ore 11.00
Sala espositiva Il Contatto
Via Orvieto 62/c
Torino

12/12/2024

La chiusura il 10 gennaio, giorno in cui saranno licenziati tutti i dipendenti e i giornalisti. Il comunicato di Cdr e assemblea dei dipendenti pubblicata online

Indirizzo

Turin

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Six Degrees pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi