25/02/2026
Ci sono luoghi che non si limitano a essere mura, ma diventano casa, piazza, officina di pensiero.
Per noi, il Comala è stato questo.
Uno spazio autentico di aggregazione, attraversato da storie, domande, dialoghi e visioni. Un luogo che ha accolto Il Pulmino Verde nei passaggi più intensi e significativi del suo cammino.
Al Comala abbiamo presentato il progetto sulla Rotta del caporalato; lì, poco dopo, abbiamo intrecciato parole e volti con il progetto Racconti dalla Terra.
Abbiamo acceso riflessioni necessarie con il documentario Metalli Pesanti, lasciando che le immagini aprissero discussioni profonde.
Ci siamo riuniti in quello spazio quando è stato eletto l’ultimo Consiglio direttivo: un momento di responsabilità condivisa, di futuro immaginato insieme.
Il Comala è stato un crocevia: tra attivismo e cultura, tra memoria e azione, tra ascolto e proposta. Un luogo dove fermarsi non significava restare immobili, ma prendere slancio.
In un Paese e in un tempo sempre più individualista, ripiegato sulle differenze, spazi come questo sono ossigeno: uniscono, contaminano, costruiscono legami. Sono la prova concreta che le comunità non nascono per caso, ma dalla scelta quotidiana di esserci.
Continuiamo a credere nella forza dei luoghi che accolgono e mettono in relazione.
Nella potenza delle assemblee, delle presentazioni, delle serate passate a confrontarsi.
Crediamo nella vocazione degli spazi che costruiscono legami reali e rafforzano la vita collettiva.