19/06/2026
Oltre 40mila giovani quest’anno hanno scelto il Servizio civile.
Non è scontato. E forse non è raccontato abbastanza.
Perché siamo abituati a dire che i giovani non partecipano, non si schierano, restano ai margini. Ma poi i numeri raccontano altro: più di 40mila candidature, oltre 16mila ragazze e ragazzi effettivamente avviati, quasi 19 milioni di ore di servizio dedicate a comunità, persone, territori.
Il Servizio civile è prima di tutto questo: una scelta. Che riguarda chi decide di dedicare un anno della propria vita alla cura degli altri, all’educazione, all’ambiente, ai diritti. Ma anche una scelta che ci interroga come adulti, perché mette in discussione l’idea — spesso ripetuta — di una generazione distante o disinteressata.
Mentre cerchiamo di definirla a parole, questa generazione prende posizione con i fatti: si mette in gioco, si assume responsabilità, dedica tempo ed energie a qualcosa che non ha a che fare solo con il proprio percorso individuale.
Il Servizio civile non è solo un’opportunità di crescita personale. È una forma di partecipazione, un modo per costruire legami e rafforzare le comunità. E in un tempo in cui si parla molto di sicurezza e difesa, questi numeri ricordano che esiste anche un’altra idea di Paese, fatta di relazioni, cura e responsabilità condivisa.
Una parte della capacità di accoglienza e di tenuta civica delle nostre comunità si regge anche sull’impegno di queste ragazze e di questi ragazzi!