20/10/2026
"Questa economia uccide. Uccide perché scarta, trasforma le persone in ingranaggi, in merce da consumare e poi gettare via, calpestando la loro dignità".
Nell'intervista di Gian Antonio Stella, sulle pagine del Corriere della Sera, riflette sul tempo che stiamo vivendo partendo da temi che attraversano la vita quotidiana di milioni di persone: il lavoro impoverito e la trasformazione di Torino dopo la crisi industriale, il rapporto tra economia ed etica, l'espansione dell'azzardo di Stato e le che produce, la crisi della sanità pubblica, l'aumento delle disuguaglianze, la diffusione della povertà, il rapporto tra politica e interesse collettivo, la corruzione, la trasparenza negli appalti, le grandi opere e il rischio di infiltrazioni negli investimenti pubblici.
Tra i passaggi più significativi c'è la denuncia dell'espansione dell'azzardo, che continua a produrre , fragilità e nuove forme di impoverimento mentre viene spesso raccontato come una risorsa per i conti pubblici.
C'è poi una domanda che riguarda tutti: quale economia stiamo costruendo? Un'economia che genera diritti, dignità e opportunità o un sistema che considera inevitabile lasciare indietro chi è più fragile?
Quando il profitto diventa l'unico criterio con cui misuriamo il successo di una società, il rischio è che la dignità delle persone finisca in secondo piano. E che povertà, esclusione e disuguaglianze vengano considerate effetti collaterali accettabili invece che ingiustizie da contrastare.
📖 Oggi l'intervista completa sul Corriere della Sera, oppure qui: https://bit.ly/3TRidVD