16/06/2026
𝐃𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐞 𝐝𝐢𝐠𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐨𝐦𝐞𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨
Oggi eravamo davanti a Palazzo Lascaris, insieme alla CGIL Torino, in occasione della 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐨𝐦𝐞𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨, per dare voce a migliaia di lavoratrici e lavoratori troppo spesso invisibili ma fondamentali per il nostro welfare.
Una delegazione è stata ricevuta dalla Giunta regionale del Piemonte, portando al centro le condizioni reali del settore: lavoro nero diffuso, salari bassi, diritti insufficienti e forte isolamento.
“Chi lavora nel domestico svolge una funzione essenziale ma continua a essere lasciato solo, esposto a sfruttamento, ricatti e perdita di diritti. È un lavoro che sostiene famiglie e persone fragili, ma ancora relegato all’irrilevanza. Non è più accettabile: servono atti concreti e misure di sostegno. Le istituzioni, a partire dalla Regione, devono assumersi le proprie responsabilità” ha spiegato Germana Canali, Segretaria generale Filcams CGIL Torino.
“Parliamo di oltre 62mila lavoratrici e lavoratori domestici in Piemonte, in gran parte donne e spesso straniere, in un settore dove il lavoro nero resta molto alto. Serve un intervento strutturale: chiediamo alla Regione un albo pubblico che incroci domanda e offerta, per far emergere il lavoro irregolare, rafforzare formazione e tutele. La Regione deve farsi carico di queste richieste con strumenti concreti” ha dichiarato Elena Ferro della segreteria CGIL Torino.
Il lavoro domestico di colf, badanti e baby sitter è un lavoro essenziale, che tuttavia continua a non essere riconosciuto fino in fondo.
Per questo non ci fermeremo: continueremo a sostenere lavoratrici e lavoratori perché il lavoro di cura abbia diritti, tutele e piena dignità.