06/06/2026
Lettera da un’alleata
Chi mi conosce sa che sono un’attivista transfemminista, quello che non a tuttɜ è noto è che prima di conoscere e abbracciare le istanze femministe, ho abbracciato le istanze LGBT (all’epoca l’acronimo era agli inizi) perché pur non toccandomi minimamente, le ingiustizie e le discriminazioni mi hanno sempre fatto tremendamente incazzare. E mi sembrava mio dovere, in quanto etero e cis, far presente il mio dissenso alle altre persone della mia stessa categoria: avrei usato la mia quota di privilegio etero cis, i miei studi in psicologia, la mia risaputa attitudine alla polemica per sostenere le rivendicazioni LGBT. Not in my name.
Una ventina d’anni dopo alcune cose son cambiate: LGBT è diventato LGBTQIA+, si son raggiunti traguardi importanti, ho capito di essere anche io una minoranza in quanto donna e ho conosciuto il femminismo, ma non ho cambiato idea, semmai sono sempre più convinta che l’unione faccia la forza. Perché oltre alla mia personale insofferenza per i prepotenti, avere dellɜ alleatɜ fa tutta la differenza del mondo. Perché l’isolamento toglie forza, mentre avere un sostegno permette di non soccombere. Perché oggi tocca a te, e magari non ti conosco, non mi fa effetto, ma domani potrebbe toccare a me e allora pure se non ti conosco avrei voluto che ti schierassi dalla mia, che dicessi qualcosa.
Questa non è una lettera alla comunità LGBTQIA+, non mi sento titolata a dirvi altro se non che siete bellissimɜ, continuate così, sarò sempre dalla vostra parte e non cerco ringraziamenti o riconoscimenti, ci sono perché ci credo. Questo è un invito a chi non si sente toccatə, a chi pensa che il Pride non lə riguardi o che pensa di essere irrilevante: non è così. Viviamo in un’epoca in cui meno che mai possiamo permetterci di soprassedere, siamo sempre più consapevoli e allo stesso tempo la politica non ricalca questa consapevolezza, tutt'altro. Oggi è più importante che mai farsi avanti, dire che ci siamo, essere di sostegno: usiamo il nostro privilegio, perché i diritti non sono mai definitivi. Perché la cura è un gesto meraviglioso che fa il giro e a turno ne abbiamo bisogno tuttɜ.
Buon Pride!
Carla