Telefono Rosa Torino

Telefono Rosa Torino Centro Antiviolenza e Centro Orientamento per i Diritti delle Donne. Ascoltare, accogliere, mettersi

Contrastare la violenza maschile su donne e minori; sostenere le donne nei percorsi di affrancamento e nelle loro scelte, anche grazie alla maggiore consapevolezza dei loro diritti,

Siamo da sempre al loro fianco sostenendole nel rapporto con la giustizia, con i servizi sociali e le forze dell’ordine, per superare tutte le incongruenze, le ingiustizie, i ritardi che troppo spesso rendono la vita

delle donne che incontrano la violenza davvero insostenibile. Il nostro è un percorso in continua evoluzione che si muove parallelo ai cambiamenti dei bisogni delle donne.

ANCORA DONNE UCCISE DA UOMINI CON CUI AVEVANO O AVEVANO AVUTO UNA RELAZIONE.Nelle ultime 48 ore, altre donne sono state ...
04/09/2026

ANCORA DONNE UCCISE DA UOMINI CON CUI AVEVANO O AVEVANO AVUTO UNA RELAZIONE.

Nelle ultime 48 ore, altre donne sono state uccise da uomini con
cui avevano o avevano avuto una relazione.

Il susseguirsi dei femminicidi continua ad addolorarci, a interrogarci
e a indignarci. Ma questo dovrebbe addolorare, interrogare e indignare anche
chi, prima che la violenza maschile raggiunga il suo esito più grave, ha la
responsabilità di riconoscerla e affrontarla.

Eppure, di fronte a donne che continuano a essere uccise, il
silenzio è assordante. Restano le parole di circostanza, lo sdegno espresso a
posteriori, quando ormai non c’è più nulla da proteggere.

Ma la violenza maschile va riconosciuta e presa sul serio quando
ancora è possibile intervenire, quando ancora una donna può e deve essere
protetta e tutelata.

Come Centro antiviolenza, sappiamo che è lì che è necessario
guardare: a ciò che accade prima, alle situazioni che possono presentare un
elevato livello di pericolosità, troppo spesso minimizzate invece di essere
riconosciute nella loro gravità e affrontate con interventi adeguati al
progressivo aggravarsi della violenza maschile.

La storia della violenza maschile conta. Le minacce, il controllo,
le intimidazioni, i comportamenti persecutori e gli episodi precedenti sono
indicatori di una situazione che non può essere misconosciuta né sottovalutata.

Chi entra in contatto con una situazione di violenza maschile ha
una responsabilità ineludibile: valutarne il rischio e attivare le risposte e
le misure di protezione adeguate. Non è accettabile che, di fronte a una
situazione di rischio, la responsabilità di riconoscere ciò che sta accadendo e
di attivare le risposte di propria competenza venga rimpallata tra i diversi
soggetti coinvolti.

PRENDERE SUL SERIO LA VIOLENZA MASCHILE SIGNIFICA INDIVIDUARE I SUOI SEGNALI, VALUTARE IL RISCHIO E AGIRE PER PROTEGGERE E TUTELARE.

E INVECE, ANCORA UNA VOLTA, QUANDO PARLIAMO DI VIOLENZA MASCHILE, LA RISPOSTA CHE ARRIVA È: «NON TUTTI GLI UOMINI», SPOSTANDO ANCORA UNA VOLTA L’ATTENZIONE DAL PROBLEMA.

Ciao Gloria. Grazie per la tua voce, il tuo impegno e per aver fatto parte della storia del femminismo, contribuendo ad ...
03/09/2026

Ciao Gloria.
Grazie per la tua voce, il tuo impegno e per aver fatto parte della storia del femminismo, contribuendo ad allargare la strada della libertà delle donne.

È morta a 92 anni Gloria Steinem, giornalista, scrittrice e attivista, una delle figure più importanti del femminismo contemporaneo.

Per oltre sessant’anni ha messo la sua voce e la sua energia al servizio della libertà delle donne, portando alla luce le disuguaglianze, dando parole alle esperienze delle donne e aprendo nuovi spazi di cambiamento.

La sua storia ci ricorda che il femminismo è una pratica collettiva: fatta di ascolto, relazioni, consapevolezza e lotta. È il percorso quotidiano verso una società nella quale ogni donna possa scegliere per sé, vivere libera dalla violenza e vedere riconosciuta la propria autonomia.

È anche da questa eredità che continuiamo a lavorare ogni giorno nei centri antiviolenza: accanto alle donne, sostenendole nei percorsi di uscita dalla violenza e costruendo insieme possibilità di libertà e autodeterminazione.

Grazie, Gloria, per aver contribuito ad allargare lo spazio della libertà di tutte.

Il tuo impegno continua nelle donne che hanno trovato la forza di alzare la voce, nelle relazioni che costruiamo ogni giorno e nelle generazioni che verranno.

In your memory, we will keep fighting for a world where every woman is free to define her own life.♀️

«Ho sbagliato. Sono molto dispiaciuto.»Ma il dispiacere dichiarato da chi è accusato di violenza non può essere il punto...
01/09/2026

«Ho sbagliato. Sono molto dispiaciuto.»
Ma il dispiacere dichiarato da chi è accusato di violenza non può essere il punto da cui guardare la sicurezza di chi quella violenza l’ha subita.
Come Centro antiviolenza , ci poniamo una domanda precisa: come viene valutato il rischio e quanto pesa, in questa valutazione, la protezione della persona offesa?
Nel caso di Torino, il GIP ha riconosciuto gravi indizi di colpevolezza e un «concreto e attuale pericolo di commissione di reati analoghi», disponendo comunque l’obbligo di firma.
Per noi è questo il punto: la violenza non deve ripetersi perché il rischio venga preso sul serio. La protezione deve essere centrale già dopo il primo episodio.

𝗗𝗢𝗡𝗡𝗘 𝗖𝗢𝗡 𝗕𝗔𝗖𝗞𝗚𝗥𝗢𝗨𝗡𝗗 𝗠𝗜𝗚𝗥𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜𝗢:𝗤𝗨𝗔𝗡𝗗𝗢 𝗨𝗦𝗖𝗜𝗥𝗘 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗥𝗜𝗖𝗛𝗜𝗘𝗗𝗘 𝗨𝗡𝗔 𝗥𝗘𝗧𝗘 𝗤𝗨𝗔𝗟𝗜𝗙𝗜𝗖𝗔𝗧𝗔Le donne con background migrat...
31/08/2026

𝗗𝗢𝗡𝗡𝗘 𝗖𝗢𝗡 𝗕𝗔𝗖𝗞𝗚𝗥𝗢𝗨𝗡𝗗 𝗠𝗜𝗚𝗥𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜𝗢:

𝗤𝗨𝗔𝗡𝗗𝗢 𝗨𝗦𝗖𝗜𝗥𝗘 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗥𝗜𝗖𝗛𝗜𝗘𝗗𝗘 𝗨𝗡𝗔 𝗥𝗘𝗧𝗘 𝗤𝗨𝗔𝗟𝗜𝗙𝗜𝗖𝗔𝗧𝗔

Le donne con background migratorio che si rivolgono a Telefono Rosa Piemonte sono vittime di violenza maschile.

Spesso, alla violenza subita si intrecciano difficoltà significative economiche, lavorative e abitative. A queste si affiancano la distanza dalla propria rete familiare e affettiva, la difficoltà a costruire o mantenere legami di sostegno nel Paese di arrivo, le questioni legate alla propria condizione giuridica e la scarsa conoscenza dei propri diritti e dei servizi disponibili.

Tutti questi elementi possono rendere più difficile il percorso di uscita dalla violenza e il rapporto con le istituzioni e con i diversi ambiti della presa in carico, compreso quello sanitario. Le barriere linguistiche e comunicative possono rappresentare, a loro volta, un ulteriore ostacolo, rendendo necessaria una mediazione linguistico-culturale adeguata. In alcuni percorsi può essere inoltre importante il coinvolgimento di professionalità con competenze etnopsicologiche, in grado di tenere conto della storia, del contesto culturale e del vissuto della donna.

Nel nostro lavoro di accoglienza incontriamo anche casi di violenza esercitata da uno o più componenti della famiglia d’origine nei confronti di giovani ragazze. Può accadere quando la famiglia rifiuta la loro scelta del partner o tenta di imporre loro un fidanzamento o un matrimonio contro la loro volontà.

Il percorso di uscita dalla violenza può inoltre intrecciarsi con questioni legate ai permessi di soggiorno per «casi speciali», al sequestro dei documenti d’identità da parte del partner e a situazioni di tratta e sfruttamento.

Sono situazioni complesse, che richiedono competenze specifiche.

Per questo riteniamo quanto mai essenziale una 𝗿𝗲𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗮, che permetta al Centro antiviolenza di collaborare, a seconda dei casi, con le professionalità che sarebbe necessario coinvolgere, mettendo in comune competenze diverse a sostegno del percorso di autonomia e libertà della donna.

⚠️ 𝗨𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗶𝘀𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲Opinioni diverse, dissenso e posizioni critiche fanno parte di un confronto aperto. Il lim...
27/08/2026

⚠️ 𝗨𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗶𝘀𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲
Opinioni diverse, dissenso e posizioni critiche fanno parte di un confronto aperto. Il limite non riguarda ciò che si pensa, ma il modo in cui lo si esprime.
Per questo motivo, 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗲𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗮 𝗿𝗶𝗺𝘂𝗼𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲, 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼, 𝗮 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗼 𝗯𝗹𝗼𝗰𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗹’𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗴𝗶𝗻𝗮 in presenza di insulti, provocazioni, denigrazioni o contenuti rivolti a screditare chi pubblica o interviene.
Le critiche, anche quando sono ferme o molto distanti dalle nostre posizioni, fanno parte del dibattito. Offese e tentativi di screditare chi interviene non sono forme di critica.
Questa pagina vuole rimanere un luogo di informazione e partecipazione, dove ciascuno possa esprimere le proprie idee anche con fermezza, senza che il dissenso diventi offensivo.
𝗜𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 è 𝘂𝗻 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗲 𝗮𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼: è 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗼 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲.
Grazie a chi contribuisce a mantenere questo spazio aperto alle idee, al dialogo e a uno scambio attento e responsabile.

𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐄𝐍𝐒𝐎 𝐒𝐄𝐒𝐒𝐔𝐀𝐋𝐄 𝐒𝐈 𝐄𝐒𝐏𝐑𝐈𝐌𝐄, 𝐍𝐎𝐍 𝐒𝐈 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐔𝐌𝐄.𝑳𝒂 𝒈𝒓𝒂𝒎𝒎𝒂𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒅𝒆𝒍 “𝒔ì” 𝒆 𝒅𝒆𝒍 “𝒏𝒐”.La natura o la durata di una relazione...
24/08/2026

𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐄𝐍𝐒𝐎 𝐒𝐄𝐒𝐒𝐔𝐀𝐋𝐄 𝐒𝐈 𝐄𝐒𝐏𝐑𝐈𝐌𝐄, 𝐍𝐎𝐍 𝐒𝐈 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐔𝐌𝐄.
𝑳𝒂 𝒈𝒓𝒂𝒎𝒎𝒂𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒅𝒆𝒍 “𝒔ì” 𝒆 𝒅𝒆𝒍 “𝒏𝒐”.
La natura o la durata di una relazione non ne modificano il significato: hai sempre il diritto di dire sì, dire no o cambiare idea.
Rispettare questa libertà significa rispettare anche un ripensamento.
Dare per scontato che un “sì” valga per sempre o ignorare un “no” significa oltrepassare un confine. Un atto sessuale imposto contro la tua volontà può costituire violenza sessuale.
Se ti è capitato o ti sta capitando di vivere una situazione in cui il tuo consenso non viene rispettato o in cui non ti senti libera di esprimerlo, chiedere aiuto può essere un’opportunità per fare chiarezza e capire come affrontare la situazione.
Al Telefono Rosa Torino verrai accolta e sostenuta senza alcun giudizio e potrai ricevere supporto e tutela nel percorso che sceglierai di intraprendere.
Il percorso viene costruito insieme, nel rispetto dei tuoi tempi, dei tuoi bisogni e delle tue scelte.
Per le giovani donne tra i 18 e i 25 anni è attivo il progetto “Giovani donne e ragazze vittime di violenza maschile – Percorsi integrati: dalla sicurezza e tutela all’autonomia personale”, sviluppato da Telefono Rosa Torino nell’ambito del progetto “NORA against GBV”, promosso dalla Fondazione Realizza il Cambiamento e da Italia e cofinanziato dall’Unione Europea.
Chiedere aiuto può essere un primo passo. Noi ci siamo!
📞 011 530666
📞 011 5628314

𝐼𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎 𝑙’𝑜𝑝𝑖𝑛𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑢𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑒 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑒𝑠𝑐𝑙𝑢𝑠𝑖𝑣𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑠𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖. 𝑁𝑒́ 𝐿'𝑈𝑛𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒𝑢𝑟𝑜𝑝𝑒𝑎 𝑛𝑒́ 𝑙𝑎 𝐷𝐺 𝐽𝑈𝑆𝑇 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑟𝑖𝑡𝑒𝑛𝑒𝑟𝑠𝑖 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑠𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑒 𝑖𝑛𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑛𝑒́ 𝑝𝑒𝑟 𝑙’𝑢𝑠𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑒 𝑣𝑒𝑛𝑔𝑎 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜. 𝐴𝑛𝑎𝑙𝑜𝑔𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑟𝑖𝑡𝑒𝑛𝑒𝑟𝑠𝑖 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑠𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖 𝐴𝑐𝑡𝑖𝑜𝑛𝐴𝑖𝑑 𝐼𝑛𝑡𝑒𝑟𝑛𝑎𝑡𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙 𝐼𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎 𝐸.𝑇.𝑆. 𝑒 𝐹𝑜𝑛𝑑𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑅𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎 𝑖𝑙 𝐶𝑎𝑚𝑏𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜.

Questi nomi si aggiungono a quelli di tante altre donne e ragazze uccise dalla violenza maschile.Come Telefono Rosa Tori...
22/08/2026

Questi nomi si aggiungono a quelli di tante altre donne e ragazze uccise dalla violenza maschile.

Come Telefono Rosa Torino, da ben oltre trent’anni siamo accanto alle donne e alle ragazze che vivono o hanno vissuto situazioni di violenza maschile. Lo facciamo
ogni giorno nella nostra sede storica di Torino e attraverso gli Sportelli
Antiviolenza realizzati in collaborazione con l’ Università degli Studi di Torino e l’ Università del Piemonte Orientale.
Accogliere, ascoltare e sostenere le donne, accompagnandole nei percorsi di protezione e autonomia che decidono di intraprendere, è il lavoro quotidiano dei Centri Antiviolenza. Ma, per quanto fondamentale, da solo non basta.
La violenza maschile sulle donne non è un problema individuale: riguarda tutta la società.
E allora c’è una domanda che dobbiamo porci: cosa succede quando una situazione di violenza viene sottovalutata?
Troppo spesso si guarda all’ultimo episodio senza considerare ciò che è accaduto prima. Ma la storia della violenza conta. Minacce, comportamenti ed episodi precedenti possono indicare un livello
di rischio che l’ultimo fatto, preso da solo, non restituisce.
Per questo la valutazione del rischio è fondamentale. Chi entra in contatto con una situazione di violenza deve saper riconoscere i segnali, valutare il rischio e agire tempestivamente, utilizzando
gli strumenti e le misure di protezione già previsti dal nostro ordinamento.
Di fronte a ogni femminicidio, il dolore ci attraversa.
Ma deve anche interrogarci.
Quali segnali erano già presenti? Il rischio era stato riconosciuto e valutato?
Sono domande che riguardano ogni situazione di violenza maschile sulle donne e che tutti i servizi e le professionalità che entrano in contatto con queste situazioni dovrebbero porsi.
Riguardano il modo in cui, come società, scegliamo di affrontare la violenza maschile sulle donne.

Per contattarci:
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Violenza maschile contro le donne e le ragazze: riconoscere la complessità, senza stereotipi.Male violence against women...
20/08/2026

Violenza maschile contro le donne e le ragazze: riconoscere la complessità, senza stereotipi.
Male violence against women and girls: recognizing complexity, without stereotypes.
Dal workshop sulla violenza maschile contro le donne, a cui abbiamo partecipato il 19 agosto a Sacramento (USA), condividiamo uno spunto emerso dal confronto con attiviste impegnate in California nell’ambito dei Women’s Studies e delle Domestic Violence Agencies: quanto gli stereotipi possano ancora condizionare il modo in cui vengono ascoltate e considerate le esperienze delle donne e delle ragazze che subiscono violenza maschile.
Le esperienze di violenza possono essere diverse e non esiste un unico modo di reagire. Paura e stress possono influire sulla capacità di prendere decisioni e agire, così come la difficoltà a ricostruire la cronologia degli eventi o il permanere in una relazione violenta per paura o dipendenza economica.
Riconoscere questa complessità, però, non significa rinunciare all’accertamento dei fatti o alla presunzione di innocenza. Significa piuttosto interrogarsi su quanto stereotipi e aspettative possano influenzare il modo in cui viene considerata la testimonianza di una donna sulle violenze subite, anche nei contesti preposti all'accertamento dei fatti.
Questa è una questione che riguarda tutte le professioni che entrano in contatto con donne e ragazze vittime di violenza maschile: i servizi sanitari, le forze dell'ordine, la magistratura e i servizi sociali.
Un approccio survivor-centred, attento alla complessità delle esperienze e lontano da ogni forma di victim blaming, richiama la necessità di ascoltare senza stereotipi, pregiudizi o stigma.
L’incontro di Sacramento ci ha confermato che, nonostante le differenze tra Paesi e sistemi, è fondamentale il modo in cui le donne che subiscono violenza vengono ascoltate, comprese, accolte e considerate. Ovunque, gli stereotipi, i pregiudizi e lo stigma continuano a influenzare l'interpretazione delle loro storie.
Continueremo, quindi, a lavorare in rete, condividendo esperienze e punti di vista.

𝐑𝐄𝐍𝐃𝐄𝐑𝐄 𝐈𝐌𝐏𝐄𝐍𝐒𝐀𝐁𝐈𝐋𝐄 𝐋𝐀 𝐕𝐈𝐎𝐋𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐌𝐀𝐒𝐂𝐇𝐈𝐋𝐄 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐄 𝐃𝐎𝐍𝐍𝐄.Quattro casi di femminicidio in circa 72 ore.Di fronte a questa rea...
19/08/2026

𝐑𝐄𝐍𝐃𝐄𝐑𝐄 𝐈𝐌𝐏𝐄𝐍𝐒𝐀𝐁𝐈𝐋𝐄 𝐋𝐀 𝐕𝐈𝐎𝐋𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐌𝐀𝐒𝐂𝐇𝐈𝐋𝐄 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐄 𝐃𝐎𝐍𝐍𝐄.
Quattro casi di femminicidio in circa 72 ore.
Di fronte a questa realtà, il nostro impegno si intensifica: per sostenere le donne e le ragazze che subiscono violenza maschile e contrastare tutto ciò che la rende possibile, tollerabile o spesso invisibile.
Continuiamo a lavorare per costruire una cultura in cui la violenza non venga normalizzata né minimizzata, i comportamenti di controllo e prevaricazione non vengano giustificati o tollerati e l’autodeterminazione delle donne venga riconosciuta e rispettata.
Rendere impensabile la violenza significa riconoscerla, nominarla, prevenirla e mettere in discussione gli stereotipi e i modelli culturali che la alimentano.
Come Telefono Rosa Piemonte lo ribadiamo da tempo: la violenza maschile contro le donne dispone di un quadro normativo e di strumenti di protezione, tra cui le disposizioni del Codice Rosso e le misure cautelari. Ma la loro efficacia dipende dalla tempestività e dall’effettività della loro applicazione.
Per questo insistiamo nel chiedere una formazione specifica e continua per tutte le professionalità che, a diverso titolo, intervengono nella tutela delle donne dalla violenza maschile, dalla rete dei servizi al sistema sanitario, dalle forze dell’ordine alla magistratura.
Perché una società libera dalla violenza sulle donne non si costruisce da sola. Si costruisce insieme.
Perché ciò che ancora oggi viene spesso minimizzato deve diventare impensabile.
𝐏𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐭𝐚𝐫𝐜𝐢:
☎️ 011 530666
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𝗜𝗹 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗔𝗻𝘁𝗶𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗧𝗲𝗹𝗲𝗳𝗼𝗻𝗼 𝗥𝗼𝘀𝗮 𝗣𝗶𝗲𝗺𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗧𝗼𝗿𝗶𝗻𝗼 𝗲̀ 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼.𝗡𝗼𝗶 𝗰𝗶 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼. Per le donne e le ragazze che vivono o h...
17/08/2026

𝗜𝗹 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗔𝗻𝘁𝗶𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗧𝗲𝗹𝗲𝗳𝗼𝗻𝗼 𝗥𝗼𝘀𝗮 𝗣𝗶𝗲𝗺𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗧𝗼𝗿𝗶𝗻𝗼 𝗲̀ 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼.

𝗡𝗼𝗶 𝗰𝗶 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼. Per le donne e le ragazze che vivono o hanno vissuto situazioni di violenza maschile, in tutte le sue forme, anche online, per accoglierle, sostenerle e accompagnarle nel percorso che scelgono di intraprendere.

La nostra presenza è possibile grazie al lavoro quotidiano delle nostre professioniste e a una 𝗿𝗲𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼.

È un lavoro di équipe, fatto di confronto, ascolto e collaborazione, che trasforma l’esperienza quotidiana in nuove possibilità di intervento e di sostegno.

𝗘𝘀𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶, 𝗽𝗲𝗿 𝗻𝗼𝗶, 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗮𝗿𝗰𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗺𝗮𝘀𝗰𝗵𝗶𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲.

𝗣𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝘁𝗮𝗿𝗰𝗶:

☎️ 011 530666
☎️ 011 5628314
📱 327 3275692
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Indirizzo

Via Assietta 13/a
Turin
10128

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 19:00
Martedì 09:30 - 18:00
Mercoledì 09:30 - 18:00
Giovedì 09:30 - 18:00
Venerdì 09:30 - 18:00

Telefono

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