28/05/2026
Questa prima settimana di caldo eccessivo ha già generato le prime conseguenze per la nostra agricoltura. Nel Torinese sta già terminando la stagione delle fragole con una quindicina di giorni d’anticipo. Stessa prospettiva per la stagione delle ciliegie, che stanno maturando tutte insieme, comprese le varietà tardive.
Il caldo di questi giorni sta influenzando negativamente anche la produzione di cereali. Il grano sta “costruendo” i chicchi delle spighe in pieno stress climatico, con la conseguente prospettiva di avere una maturazione anticipata, ma con chicchi più piccoli e con una qualità in sostanze nutritive più scadente.
Sempre il caldo costringe gli agricoltori ad anticipare il periodo di irrigazione per il mais, con un aggravio di costi.
Altri problemi si stanno già osservando addirittura nei pascoli di montagna. Tra una decina di giorni è prevista la monticazione delle mandrie in alpeggio, che dovrebbe avvenire in concomitanza con le prime fioriture delle erbe alpine alla quota di 1.200-1.500 metri. Invece, i pascoli sono già in piena crescita e fioritura anche a queste altezze, con i primi sintomi di disseccamento. C’è il rischio che i margari salgano nelle valli con l’erba già secca, con una grave mancanza di cibo per le mucche e un conseguente calo della produzione di latte per i formaggi più pregiati.
«I vegetali che si coltivano da sempre alle nostre latitudini sono adattati a un clima che si scalda lentamente – ricorda il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – Nel mese di maggio le coltivazioni si avviano piano piano alla maturazione. La quantità e la qualità dei nostri raccolti dipendono da questa progressione in vista delle maturazioni di giugno e luglio. Le accelerazioni fanno male alla nostra agricoltura».