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Lasciare un lavoro per salvarsi dalla violenza non dovrebbe significare perdere anche la propria autonomia economica.Epp...
31/08/2026

Lasciare un lavoro per salvarsi dalla violenza non dovrebbe significare perdere anche la propria autonomia economica.

Eppure, per chi vive una situazione di violenza di genere, interrompere il rapporto di lavoro può diventare una necessità.

Per questo la normativa prevede la possibilità, in determinate condizioni, di accedere alla NASpI anche quando le dimissioni sono volontarie, se il lavoro viene lasciato a causa di una situazione di violenza.

Il riconoscimento dell’indennità è legato a specifici requisiti e alla documentazione della situazione di violenza: non è quindi un diritto automatico per chiunque si dimetta.

In questo post abbiamo spiegato a grandi linee chi può accedere alla NASpI.

Scopri di più sui siti Informadisabilità e Associazione Volonwrite .

E se non sai da dove cominciare, puoi chiedere aiuto a Verba. Raccontaci la tua situazione: vediamo insieme cosa possiamo fare. ❤️

💶 E se le nuove banconote in euro fossero davvero progettate pensando a tuttə?Negli ultimi mesi stanno circolando online...
01/08/2026

💶 E se le nuove banconote in euro fossero davvero progettate pensando a tuttə?

Negli ultimi mesi stanno circolando online le prime proposte per il nuovo design delle future banconote in euro. Ma osservandole ci siamo fattə una domanda:

E se ripensassimo anche la loro accessibilità?

Per questo abbiamo immaginato la nostra versione di una banconota più inclusiva. Non è un progetto ufficiale, ma un esercizio di design universale: un modo per ricordare che anche gli oggetti che usiamo ogni giorno possono fare la differenza nella vita di milioni di persone.

✨ Ecco alcune idee che potrebbero renderla più accessibile:

✋ Rilievi tattili più marcati e resistenti, così da riconoscere il valore anche dopo anni di utilizzo.

📏 Dimensioni ancora più differenziate tra un taglio e l'altro, per distinguerle facilmente al tatto.

🔢 Numeri molto più grandi, e con un contrasto elevato, per facilitare la lettura alle persone ipovedenti e anziane.

🎨 Colori più distinguibili, studiati anche per chi vive con diverse forme di daltonismo.

🔺 Simboli geometrici tattili (come cerchi, triangoli o quadrati), diversi per ogni banconota e riconoscibili senza bisogno della vista.

🧩 Texture differenti per ogni taglio, così che ogni banconota abbia una "firma" tattile unica.

📱 Un piccolo tag NFC o un QR code collegato a un sistema ufficiale che permetta, tramite smartphone, di identificarne il valore in modo semplice e sicuro.

♿ Un design progettato insieme alle persone con disabilità, perché l'accessibilità non si può progettare senza coinvolgere chi la vive ogni giorno.

L'accessibilità non riguarda solo edifici, trasporti o siti web.

Riguarda anche gli oggetti più comuni della nostra quotidianità. Perché un buon design non è quello che funziona per la maggioranza, ma quello che permette a più persone possibile di essere autonome.

💬 Secondo voi, quale modifica renderebbe davvero le banconote più accessibili?

Ci dicono spesso che il segreto per viaggiare bene è **viaggiare leggeri**.Ma per molte persone con disabilità, partire ...
21/07/2026

Ci dicono spesso che il segreto per viaggiare bene è **viaggiare leggeri**.

Ma per molte persone con disabilità, partire leggeri non è un'opzione.

Ogni viaggio richiede farmaci, ausili, batterie, dispositivi medici, documentazione, caricabatterie specifici, ricambi. E, soprattutto, una lunga lista di controlli, telefonate e pianificazione per capire se quel luogo sarà davvero accessibile.

Perché il bagaglio non è fatto solo di oggetti.

È fatto di responsabilità, organizzazione e preoccupazioni che molte altre persone non sono costrette a mettere in valigia.

Il diritto di viaggiare non dovrebbe dipendere da quante cose sei costrettə a portare con te.

Dovrebbe dipendere solo dalla voglia di partire.

Per secoli ci hanno insegnato che il corpo "ideale" fosse quello perfettamente proporzionato, armonico, conforme.Ma chi ...
17/07/2026

Per secoli ci hanno insegnato che il corpo "ideale" fosse quello perfettamente proporzionato, armonico, conforme.

Ma chi decide quali corpi meritano di essere considerati il modello?

Per la copertina del nuovo numero di Vita, l'illustratrice ribalta uno dei simboli più iconici della cultura occidentale: l'Uomo vitruviano. Al centro non c'è più un corpo universale, ma un corpo che per troppo tempo è stato escluso dall'immaginario collettivo.

«I corpi disabili sono stati censurati, rimossi ed esclusi dall'immaginario visivo dominante.»

La sua non è una provocazione estetica. È un gesto politico.

Perché rappresentare significa anche decidere chi ha diritto di essere visto. E quando alcuni corpi vengono sistematicamente esclusi dall'arte, dai media, dalla pubblicità e dalla cultura, il messaggio è chiaro: quei corpi non appartengono all'idea di umanità che abbiamo costruito.

L'inclusione non comincia con una rampa.

Comincia da ciò che immaginiamo possibile, da ciò che scegliamo di raccontare e da chi riconosciamo come parte della nostra idea di mondo.

Forse non abbiamo bisogno di un nuovo corpo "universale".

Abbiamo bisogno di un immaginario capace di accogliere la pluralità dei corpi, delle esperienze e delle vite.

L'abilismo si manifesta anche nei gesti più ordinari.Salutiamo una persona, ma interroghiamo una persona disabile.La cur...
14/07/2026

L'abilismo si manifesta anche nei gesti più ordinari.

Salutiamo una persona, ma interroghiamo una persona disabile.

La curiosità viene spesso considerata più importante della privacy, del consenso e della relazione.

Eppure, la disabilità non è un invito a fare domande.

Ogni persona ha il diritto di decidere se, quando e con chi condividere la propria storia.

Il rispetto inizia da un saluto.

Questa convinzione non nasce dalla disabilità in sé, ma da una società che continua a rappresentarla come una tragedia, ...
10/07/2026

Questa convinzione non nasce dalla disabilità in sé, ma da una società che continua a rappresentarla come una tragedia, un limite invalicabile o una vita "di serie B".

Il Disability Pride esiste per ribaltare questa narrazione.

Per affermare che le persone disabili hanno diritto a essere visibili, ascoltate, rappresentate e rispettate. Che i loro corpi, le loro esperienze e le loro vite hanno lo stesso valore di qualsiasi altra.

Non si celebra la disabilità. Si celebra l'orgoglio di esistere in una società che troppo spesso marginalizza, esclude e discrimina.

E si rivendica un futuro in cui nessuno debba più pensare che una vita con disabilità valga meno.

💚 Perché il problema non sono i corpi. Sono le barriere, l'abilismo e l'esclusione.

Luglio è il Disability Pride Month.Ogni anno se ne parla poco. E quando succede, spesso viene raccontato come una sempli...
06/07/2026

Luglio è il Disability Pride Month.

Ogni anno se ne parla poco. E quando succede, spesso viene raccontato come una semplice "celebrazione della disabilità".

In realtà nasce da una storia di rivendicazione politica, diritti civili e lotta contro lo stigma.

Perché il Pride non significa dire che vivere una disabilità sia facile.

Significa affermare che nessuna persona dovrebbe sentirsi sbagliata, invisibile o costretta a giustificare la propria esistenza.

💬 Qual è la cosa che ti ha sorpreso di più?

Hanno scalato l'Empire State.Nel frattempo, c'è ancora chi non riesce a salire sul proprio autobus.Chi aspetta mesi per ...
03/07/2026

Hanno scalato l'Empire State.

Nel frattempo, c'è ancora chi non riesce a salire sul proprio autobus.
Chi aspetta mesi per una visita.
Chi rinuncia a un lavoro perché il luogo non è accessibile.
Chi deve ancora lottare per esercitare diritti che dovrebbero essere garantiti.

La disabilità non è una sfida da superare. Sono le barriere, fisiche e culturali, a dover essere abbattute.

L'accessibilità non è un privilegio.
È un diritto.

Ci sono segnali che passano inosservati.Frasi, atteggiamenti, pratiche che sembrano “normali”… ma che non lo sono.Quando...
26/06/2026

Ci sono segnali che passano inosservati.
Frasi, atteggiamenti, pratiche che sembrano “normali”… ma che non lo sono.

Quando si parla di disabilità e persone migranti, le red flag esistono — e riconoscerle è il primo passo per non esserne complici.

Ne abbiamo raccolte alcune: piccole e grandi forme di abilismo, stereotipi e discriminazioni intersezionali che attraversano il quotidiano.

Perché non basta avere buone intenzioni: serve consapevolezza, ma anche accesso ai giusti strumenti e servizi.

✨ Se ti riconosci in queste situazioni o hai bisogno di orientamento, supporto o informazioni, Associazione Verba può aiutarti a trovare i servizi più adatti. Scrivici in DM o via mail.

Abitare non è solo occupare uno spazio: è costruire relazioni, cura, appartenenza e possibilità.Siamo felicɜ di aver par...
23/06/2026

Abitare non è solo occupare uno spazio: è costruire relazioni, cura, appartenenza e possibilità.

Siamo felicɜ di aver partecipato a Cantiere Corale all'interno di , un momento di confronto ricco, partecipato e necessario. Insieme abbiamo riflettuto su cosa significa abitare oggi: le nostre case, i nostri corpi, i nostri legami e gli spazi che attraversiamo.

Grazie a tutte le persone che hanno condiviso pensieri, esperienze e domande, contribuendo a rendere questo incontro un vero successo. Continuiamo a immaginare e costruire spazi sempre più accoglienti, sicuri e dissidenti. ✨

***r

Indirizzo

Corso Unione Sovietica 220/d
Turin
10134

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