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1. Gentilezza e cortesia: trattiamo tutti e tutte con rispetto.

I dibattiti sani sono i benvenuti, ma è necessario sempre comportarsi con gentilezza. Assicurati che tutti e tutte si sentano al sicuro.

2. Nessuna attività di incitamento all’odio: non è consentita nessuna forma di bullismo e i commenti umilianti relativi all'etnia, la religione, la cultura, l'orientamento sessuale, il genere o l'identità delle persone non saranno tollerati.

3. Buon senso e ris

petto reciproco: è consentito esprimere le proprie opinioni su fatti e notizie nel rispetto della libertà di espressione e nei limiti del diritto di critica, senza travalicare in espressioni lesive degli altri utenti della pagina.

La migrazione in Italia viene raccontata ogni giorno.Ma quante volte partiamo davvero dai fatti?Negli ultimi mesi stanno...
25/02/2026

La migrazione in Italia viene raccontata ogni giorno.
Ma quante volte partiamo davvero dai fatti?

Negli ultimi mesi stanno cambiando molte cose: un nuovo Patto UE su migrazione e asilo, un nuovo DL Sicurezza che interviene sul tema immigrazione, mentre gli arrivi in Italia sono spesso ridotti a numeri, senza alcuna analisi o contesto.

Intanto, alcune realtà restano poco raccontate, come il fatto che migliaia di minori arrivano soli, che il Mediterraneo centrale resta una delle rotte più pericolose al mondo, ma anche che i lavoratori e le lavoratrici migranti contribuiscono in modo significativo all’economia italiana, versando miliardi in tasse e contributi e sostenendo settori essenziali.

La migrazione non è uno slogan.
È una realtà complessa fatta di persone, diritti e responsabilità.

Noi crediamo che un dibattito serio debba partire da dati verificabili, e quindi:

👉 Swipe per distinguere tra percezione e realtà.

💬 E raccontaci: qual è il mito sulla migrazione che senti più spesso?

09/02/2026

Vuoi dare una svolta alla tua ricerca di lavoro in Italia?

RED Nova e il progetto IARI organizzano sessioni informative gratuite in lingua ucraina dedicate alle rifugiate e ai rifugiati ucraini che vivono in Italia su tematiche e questioni importanti come:

- Il funzionamento del mercato del lavoro in Italia
- La scrittura di un CV efficace
- Contratti di lavoro
- Buste paga
- Lavoro autonomo

👉 Le sessioni daranno informazioni chiare, consigli pratici e consulenze individuali per aiutarti davvero a trovare lavoro.

📍 Potrai partecipare in presenza oppure online, scegliendo la modalità più comoda per te.

Il primo incontro si terrà domani, 10 febbraio
Dove: Casa del Quartiere, Via Morgari 14, Torino.
Orario: 18:00
Tema: Curriculum Vitae

Vuoi partecipare?

📞 Contatta il Call Center Emergenza Ucraina allo 011 01125500 per ricevere tutte le informazioni.

Ti aspettiamo!

04/02/2026

🚨 Cosa significa, oggi, difendere i diritti umani? Per noi di RED Nova significa trasformare ogni giorno la solidarietà in un’azione concreta.

Uno dei nostri progetti più importanti è il Call Center Emergenza Ucraina (IARI Project), un punto di riferimento nazionale che dal 2022 supporta migliaia di persone in fuga dal conflitto in Ucraina.

In questo progetto non ci limitiamo all'assistenza immediata: crediamo che la vera dignità passi attraverso l’autonomia. Per questo, il nostro Call Center è un vero motore di inclusione. Dalla mediazione in quattro lingue all'accompagnamento fisico presso gli uffici pubblici, lavoriamo per abbattere ogni barriera e costruire percorsi di vita indipendenti.

Supportiamo le persone nella conversione dei titoli di studio, forniamo consulenza sui contratti di lavoro e offriamo orientamento sulle opportunità del mercato in base alle competenze di ognuno, facilitando il contatto diretto con le aziende e i servizi del territorio.

🙌 Non perdere i nostri prossimi reels: entreremo nel vivo del mondo del lavoro. Ti offriremo informazioni dettagliate su tutto ciò che facciamo per aiutare le persone fuggite dall'Ucraina a trovare un'occupazione in Piemonte, dal riconoscimento delle qualifiche professionali alla ricerca di opportunità concrete. Continuate a seguirci per scoprire come costruiamo, passo dopo passo, nuovi percorsi di autonomia.

La salute, l’ascolto e l’accesso ai diritti sono strumenti fondamentali per costruire percorsi di benessere e autonomia....
15/01/2026

La salute, l’ascolto e l’accesso ai diritti sono strumenti fondamentali per costruire percorsi di benessere e autonomia.

Con Fatima, a Torino, supportiamo donne con background migratorio offrendo cure sanitarie gratuite, supporto psicologico e orientamento socio-legale, anche grazie a un’unità mobile attiva nei contesti di maggiore fragilità.

☕ Questa settimana puoi sostenere il progetto attraverso 1 Caffè: un piccolo gesto che contribuisce a generare opportunità concrete.

👉 Dona il tuo caffè qui: https://dona.1caffe.org

☕ Il nostro progetto Fatima è la campagna settimanale di 1 Caffè!Con una donazione a questo link (https://dona.1caffe.or...
12/01/2026

☕ Il nostro progetto Fatima è la campagna settimanale di 1 Caffè!

Con una donazione a questo link (https://dona.1caffe.org/) contribuirai a sostenere donne vulnerabili con background migratorio a Torino (madri sole con figli/e, in gravidanza, vittime di violenza e di tratta), favorendo l’accesso a cure sanitarie gratuite, supporto psicologico e orientamento socio-legale 👩‍⚕️👩‍💻👩‍⚖️

Il progetto Fatima offre assistenza sanitaria di base e specialistica, con particolare attenzione alla salute femminile e materno-infantile, attraverso un’unità mobile che opera direttamente in quartieri e hub di maggiore marginalità. Accanto all’intervento sanitario, il progetto accompagna le donne nella conoscenza dei propri diritti e nell’accesso ai servizi pubblici, promuovendo autonomia e inclusione nel lungo periodo.

Fatima è ascolto, accompagnamento e fiducia.
È aiutare le donne a conoscere i propri diritti, a orientarsi nei servizi, a costruire passo dopo passo un percorso di autonomia e inclusione.

☕ Puoi essere parte di tutto questo anche tu
Vai su ➡️ https://dona.1caffe.org e dona il tuo caffè

N.03 RED NOVA ETS con il Progetto “Fatima”.

Con la tua contribuirai a sostenere vulnerabili con background migratorio nella Città Metropolitana di (madri sole con figli/e, in gravidanza, vittime di violenza e di tratta), favorendo l’accesso a sanitarie gratuite, psicologico e socio-legale 👩‍⚕️👩‍💻👩‍⚖️

Questa meravigliosa iniziativa offre di base e specialistica, con particolare attenzione alla salute e materno-infantile, attraverso un’unità mobile che opera direttamente in quartieri e hub di maggiore marginalità. Accanto all’intervento sanitario, il progetto accompagna le donne nella conoscenza dei propri e nell’accesso ai servizi pubblici, promuovendo e nel lungo periodo 🌷

Collegati su ➡️ https://dona.1caffe.org e il tuo ☕️
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Che ca**o di senso ha la Giornata Internazionale dei Diritti Umani, nel 2025? Davvero, che senso ha? I diritti crollano ...
10/12/2025

Che ca**o di senso ha la Giornata Internazionale dei Diritti Umani, nel 2025?

Davvero, che senso ha?

I diritti crollano in diretta, c'è una crisi nuova al giorno, le ingiustizie riempiono il nostro algoritmo e la nostra vita.

E chi dovrebbe custodire impegni, convenzioni, leggi...semplicemente non lo fa.

Quindi, che senso ha questa giornata, oggi?

Ce lo chiediamo da mesi.

E forse di senso non ne ha nessuno, più.
Se non il senso che le diamo noi.

Noi con le nostre scelte. Noi con le nostre prese di posizione – anche quando non conviene, anche quando ci eviteremmo molti problemi a stare zitte.

E allora scriviamolo questo senso, oggi.

- Ha senso scendere in piazza.
- Ha senso ricercare e condividere informazioni VERE.
- Ha senso consumare con consapevolezza cibo, abiti, prodotti.
- Ha senso votare con responsabilità.
- Ha senso sostenere chi combatte in prima linea per i diritti di tutte.
- Ha senso unire le lotte e le comunità.

E tu, che ca**o di senso ci dai ai diritti umani, oggi?

Scrivicelo nei commenti. Aiutaci a completare questa lista e dare un senso a questa giornata.

🌍 Oggi è la Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese Questa giornata non nasce a caso: è stata i...
29/11/2025

🌍 Oggi è la Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese

Questa giornata non nasce a caso: è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1977, in ricordo della Risoluzione 181 del 1947, il piano di partizione che segnò l’inizio di un conflitto ancora irrisolto. Ogni anno il 29 novembre serve a ricordare che la questione palestinese rimane aperta. E oggi più che mai, con un genocidio in atto, questa giornata assume un ruolo ancora più forte.

Per noi, parlare di solidarietà significa riconoscere che, anche da lontano, ogni cittadina/o può avere un ruolo concreto. Perché le nostre scelte quotidiane, economiche, civili e comunicative, hanno un impatto più grande di quanto pensiamo.

👉 Come si mostra la solidarietà oggi?
Con azioni concrete: informarsi da fonti affidabili, sostenere chi lavora sul campo, partecipare a iniziative pubbliche, supportare campagne di pressione civile, fare scelte di consumo responsabili, difendere apertamente i diritti umani. Non servono gesti eroici o plateali: serve continuità e presenza.

👉 Perché è importante?
Perché il silenzio normalizza l’ingiustizia. La solidarietà, quando è collettiva, diventa uno strumento politico e sociale. Negli ultimi mesi lo abbiamo visto: mobilitazioni globali, prese di posizione pubbliche, volontariato e raccolte fondi hanno portato il tema dove molti avrebbero preferito non vederlo.

👉 E noi? Abbiamo davvero un ruolo come cittadine e cittadini?
Sì.

Come cittadine e cittadini: possiamo chiedere trasparenza e responsabilità alle istituzioni.
Come consumatrici e consumatori: possiamo scegliere cosa finanziare e cosa no tramite le nostre scelte di consumo.
Come lavoratrici e lavoratori, produttrici e produttori: possiamo sostenere pratiche etiche nelle nostre realtà lavorative.
Come persone che comunicano: possiamo contrastare disinformazione e indifferenza.

La solidarietà è un atteggiamento quotidiano e oggi vogliamo ricordarlo: la cittadinanza attiva non è solo simbolica. È parte della soluzione.

📌 Oggi è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e vogliamo parlare delle forme di ...
25/11/2025

📌 Oggi è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e vogliamo parlare delle forme di violenza che incontriamo ogni giorno nel nostro lavoro. Perché la violenza non è solo ciò che riconosciamo subito, ha volti diversi, a volte sottili, quasi invisibili.

Ogni giorno incontriamo donne che sostengono altre donne, che denunciano ingiustizie, che tengono in piedi servizi fondamentali per le loro comunità. Eppure, anche qui, la violenza si insinua. Spesso è silenziosa, normalizzata, nascosta sotto la retorica del “fare del bene”.
Queste sono alcune delle forme di violenza che vediamo, diverse tra loro solo in apparenza, ma unite dallo stesso filo conduttore: a subirle sono donne, in quanto tali.

Marta coordina un servizio di accoglienza.
Quando segnala carichi di lavoro insostenibili o situazioni rischiose, spesso si sente rispondere: “Sei troppo sensibile”, “esageri”, “hai preso tutto troppo sul personale”.
Il suo impegno diventa un pretesto per sminuirla.

Amina organizza gruppi di confronto nel suo quartiere.
Quando prende parola nelle riunioni pubbliche, viene spesso interrotta o corretta da colleghi uomini.
Le sue idee vengono riprese… ma attribuite ad altri.

Olga chiede un supporto psicologico dopo la violenza subita.
Un operatore, mentre compila i documenti, le dice: “Ricordati che ti stiamo aiutando. Dovresti essere più disponibile, più gentile.”
La sua vulnerabilità diventa una moneta di scambio.

Sara lavora come mediatrice culturale.
Ha competenze fondamentali, ma spesso viene esclusa da momenti decisionali con la motivazione: “Tanto tu sei qui solo per tradurre.”
La sua professionalità viene ridotta al minimo, come se il suo contributo fosse accessorio.

Sono episodi che sembrano diversi tra loro, ma sono facce dello stesso sistema.
E non riguardano solo “contesti difficili” o “di marginalità”: toccano operatrici, attiviste, professioniste, utenti. Riguardano tutte.

In questo 25 novembre, ricordiamo che anche nei luoghi che nascono per proteggere e aiutare, serve il coraggio di guardare le dinamiche basate sulla violenza.. E serve un impegno collettivo, concreto e quotidiano, per cambiarle.

📆 Il 17 ottobre è la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Povertà. Oggi, in Italia, quasi una persona su die...
17/10/2025

📆 Il 17 ottobre è la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Povertà.

Oggi, in Italia, quasi una persona su dieci vive in povertà assoluta.
In Europa, quasi il 20% vive a rischio di povertà o esclusione sociale.

👉 La povertà non è un destino, una colpa individuale, ma il risultato di scelte economiche, sociali e politiche che producono disuguaglianza, esclusione e precarietà. Ma noi continuiamo a vederla e a trattarla come un destino, una colpa, una scelta.

📌 La povertà è molto più invasiva e diffusa di quanto crediamo.
Colpisce chiunque: famiglie monoreddito, giovani con affitti impossibili, pensionati soli, lavoratori e lavoratrici che lavorano ma restano poveri.

📌 E in molti modi diversi.
- povertà economica, quando il reddito non basta a coprire bisogni essenziali come cibo, casa, salute e istruzione;
- educativa, quando mancano opportunità di apprendimento e sviluppo;
- energetica, quando non si riesce a riscaldare la propria casa o a pagare le bollette;
- digitale, quando l’accesso a Internet e alle tecnologie resta un privilegio;
- sanitaria, quando le cure sono troppo costose o inaccessibili;
- abitativa e sociale, quando si vive in condizioni precarie o di isolamento.
Tutte queste forme tolgono dignità, sicurezza e possibilità di futuro.

💰 E generano nuove disuguaglianze.
In un mondo dove l’1% più ricco del pianeta detiene il 40% della ricchezza globale, la povertà non può essere uno stigma, né una colpa individuale.

💥 La povertà è una struttura economica e sociale, frutto di un sistema che concentra risorse e opportunità nelle mani di pochi.
E se nasce da scelte politiche, può essere cambiata da nuove scelte politiche.
Parlare di povertà significa parlare di giustizia, accesso e dignità.
Ma non è sufficiente, perché serve agire contro il lavoro povero e precario, che non garantisce futuro, contro le case-scatola a prezzi impossibili, che escludono intere generazioni, contro servizi e burocrazie pensati per chi ha già risorse e competenze.
Per un welfare che protegge davvero, non che respinge.

📣 Comprendere è il primo passo per agire.
Condividi, organizza, partecipa.

Le frontiere europee non sono più solo muri o recinzioni: sono reti di dati, sensori e algoritmi che decidono chi è “leg...
08/10/2025

Le frontiere europee non sono più solo muri o recinzioni: sono reti di dati, sensori e algoritmi che decidono chi è “legittimo” e chi no.

Queste tecnologie vengono presentate come strumenti neutrali di sicurezza. Ma non sono neutrali: riflettono i pregiudizi e le scelte politiche di chi le programma.

Un algoritmo può classificare una persona come “a rischio” solo in base al volto o al Paese d’origine. Può respingere senza ascolto, senza difesa, senza diritti.

La tecnologia non è il problema. Lo è l’uso che se ne fa.

🧱 Se serve a bloccare e sorvegliare, costruisce muri invisibili.

🛟 Se serve a proteggere e soccorrere, salva vite.

Ogni tecnologia è una scelta politica.

Possiamo usarla per cancellare diritti o per proteggerli.

La responsabilità non è delle macchine: è di chi le costruisce, le finanzia e le accetta in silenzio.

E tu, sapevi dell'uso della tecnologia ai confini? Scrivi un commento qui sotto o condividi il post per aiutarci a diffonderlo

Il 3 ottobre 2013 a largo di Lampedusa morirono 368 persone in un naufragio che avrebbe dovuto scuotere le coscienze e c...
03/10/2025

Il 3 ottobre 2013 a largo di Lampedusa morirono 368 persone in un naufragio che avrebbe dovuto scuotere le coscienze e cambiare per sempre le politiche europee sulle migrazioni.
Oggi, 12 anni dopo, quel cambiamento non è arrivato.

Ogni giorno, centinaia di persone continuano ad attraversare il Mediterraneo rischiando la vita, perché mancano canali sicuri e legali di migrazione.
Il mare, che dovrebbe unire, continua ad essere una frontiera di morte.

Oggi, il Mediterraneo è anche teatro della più grandi operazioni umanitarie civili mai vista: la Global Sumud Flotilla, che cerca di portare aiuti a Gaza. Anche in questo caso, alcuni cercano di ignorare il diritto marittimo, mettendo in pericolo la vita delle persone per convenienze politiche e militari.

Dal Mediterraneo a Gaza, il filo rosso è lo stesso: la negazione del diritto alla vita, alla sicurezza, alla dignità delle persone.

Oggi ricordiamo chi ha perso la vita il 3 ottobre 2013.

Dal 2016, il 3 ottobre è la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, una data ancora poco conosciuta e ricordata.

Oggi ricordiamo Lampedusa.
Sosteniamo chi attraversa il mare per vivere. Difendiamo i diritti, ovunque, sempre.

Il silenzio non è un'opzione.

Indirizzo

Via San Pio V, 15
Turin
10125

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