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01/09/2025
🚮 GIORNATA NAZIONALE SPRECO 🚮Come medico dietologo,ma ancor di più come uomo, non posso che dare risonanza a questa impo...
04/02/2025

🚮 GIORNATA NAZIONALE SPRECO 🚮

Come medico dietologo,ma ancor di più come uomo, non posso che dare risonanza a questa importante occasione, per riflettere su questo importante problema ed attuare concrete iniziative.

Lo spreco alimentare in Italia è un problema serio, con un aumento significativo nel 2025 rispetto agli anni precedenti. Secondo uno studio dell'Osservatorio Waste Watcher, lo spreco è aumentato del 15% rispetto al 2024, raggiungendo un totale di 2,6 miliardi di kg di cibo sprecato, per un valore di circa 14 miliardi di euro.

Vediamo insieme alcune delle cause :

* Famiglie: Lo spreco domestico è una delle cause principali, con un aumento del 12% nel 2025. Le ragioni includono acquisti eccessivi, conservazione inadeguata degli alimenti e confusione sulla data di scadenza.
* Distribuzione e ristorazione: questi settori della distribuzione e della ristorazione contribuiscono allo spreco, in modo significativo
* Agricoltura e industria: anche questi settori sono responsabili di una parte dello spreco alimentare.

Vediamo anche quali sono le categorie di alimenti più sprecate:

* Frutta e verdura: Sono gli alimenti più comunemente sprecati, sia a livello domestico che nella grande distribuzione.
* Pane fresco: Un altro alimento che viene spesso buttato via, soprattutto se non consumato entro pochi giorni dall'acquisto.
* Latticini e uova: Questi prodotti deperibili contribuiscono anch'essi allo spreco alimentare.
* Surgelati e conservati in modo inadeguato o portati oltre scadenza

Certamente ci sono delle conseguenze e tra queste:

* Economiche: Lo spreco alimentare rappresenta una perdita economica significativa per famiglie e imprese.
* Ambientali: Lo spreco di cibo contribuisce all'inquinamento e all'emissione di gas serra.
* Sociali: Lo spreco alimentare è in contrasto con la lotta alla fame e alla povertà nel mondo.
* Etiche : credo si debba avere un profondo rispetto per ogni forma di vita animale e vegetale che ci nutre.

Allora come possiamo intervenire:

* Sensibilizzazione: È fondamentale sensibilizzare i consumatori sull'importanza di ridurre lo spreco alimentare.
* Prevenzione: Adottare comportamenti responsabili nella spesa e nella conservazione degli alimenti, pianificando i pasti e utilizzando gli avanzi in modo creativo, credo che qui molti miei pazienti ricorderanno le mie raccomandazioni.
* Riduzione degli sprechi nella filiera: Implementare soluzioni per ridurre le perdite e gli sprechi nei settori dell'agricoltura, della distribuzione e della ristorazione.
* Donazione e recupero: Promuovere la donazione degli alimenti invenduti a enti di beneficenza e organizzazioni che si occupano di assistenza alimentare.
* Riutilizzo ed adeguata conservazione:le nostre mamme e nonne non sprecavano nulla: quanti nostri piatti nascono da “ scarti” ben riutilizzati, poi quello che si avanza deve essere adeguatamente conservato per i giorni successivi.
*Programmazione e consapevolezza nella spesa: una nutrizione attenta deve sempre basarsi su scelte qualitative piuttosto che quantitative.


Se siete interessati ulteriori ad informazioni :
* Sito web dell'Osservatorio Waste Watcher: https://www.sprecozero.it/waste-watcher/
* Articolo di Sky TG24 sullo spreco alimentare in Italia: https://tg24.sky.it/economia/2025/02/04/cibo-spreco-alimentare
* Articolo dell'ANSA sullo spreco alimentare in Italia: https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/cibo_e_salute/2024/02/02/risale-lo-spreco-alimentare-8-in-italia-sos-poverta_50357d80-a5df-4633-827c-b536f725c20e.html
Spero che queste informazioni ti siano utili.

Risale in Italia lo spreco alimentare: a casa si passa da 75 grammi di cibo buttato ogni giorno a testa nel 2023, a quasi 81 grammi nel 2024, in pratica oltre mezzo chilo (566,3 grammi). (ANSA)

♥️
28/05/2024

♥️

“Certe volte le donne hanno molta fame.
Aprono il frigorifero e vorrebbero ingoiare tutto quello che c’è dentro. Entrano in una pasticceria e vorrebbero ingurgitare ogni cosa, fino a scoppiare.
Mangiano la cioccolata e vorrebbero non smettere mai.
Mangiano i biscotti e ne finiscono due pacchi.
Mangiano le patatine e vanno avanti fino a star male.
C’è una bocca affamata dentro di loro: grida per essere riempita, scalpita come una bestia selvaggia per ricevere ciò che vuole: cibo! cibo! cibo!
Ma il cibo è solo l’involucro di quello che la bocca affamata pretende.

Dietro quella voglia famelica c’è di più: c’è la voglia di qualcosa che faccia sentire vive.
È la donna che arde di fame di se stessa, pallida della sua passione, a digiuno della sua anima.

Le donne affamate spesso non seguono la loro vera natura:
hanno smesso di cantare,
hanno intrappolato le loro parole da qualche parte,
hanno appoggiato la penna,
hanno scelto di essere “troppo in ordine”, “troppo carine”, “troppo compiacenti”, “troppo perfette”, “troppo simpatiche”, “troppo disponibili”.

Sono lontane dalla loro vita profonda, passionale, nutriente, rigenerante: svalutano il proprio lavoro,
dicono a se stesse che sono sbagliate perché non hanno fatto abbastanza,
si autoimpongono di stare zitte,
si sentono in colpa se non sono disponibili per tutti.

Mettono sotto sale i loro desideri, fanno conserve con i loro sogni, ripongono in frigorifero necessità personali con l’etichetta «più avanti».

C’è chi arrotola la passione stringendo un laccio attorno,
chi scrive la parola “rassegnazione” sul muro della camera,
chi appoggiato la penna sul tavolo e non la riprende in mano,
chi getta la tela e poi giura a denti stretti di guardare sempre dall’altra parte.

Spesso queste donne hanno la sensazione di essere “immobilizzate” e in questo immobilismo si costringono a non andare,
a non fare un passo,
a non pretendere,
a non diventare,
a non scoprire.

La loro vita è “una bocca vuota” e il cibo diventa la metafora di un nutrimento che non arriva da un’altra parte.

Ma non è una situazione irreversibile.
È semplicemente necessario “un risveglio”.

Bisogna avvicinarsi all’anima, che giace da qualche parte con le ossa spezzate, e ricomporla.

Come fare?
Chiedendo a noi stesse cosa davvero desideriamo.
Non è così difficile come sembra.
Nel momento in cui ci chiniamo pietose sulla nostra anima esangue e ferita lei si rianima.
Le basta poco. Un po’ di ascolto, una riflessione vera, una risposta sincera: rivolta a noi.

Le donne sanno molto bene cosa vogliono, quando se lo chiedono con voce sincera.
Conoscono il motivo di quella bocca affamata, di quelle mani tese per ricevere altro cibo.

Quando risvegliamo la nostra anima lei non parla in modo criptato:
ci dice a chiare lettere quale direzione prendere.
È un’amica sicura, fidata, compassionevole, stimolante… lei ha le risposte che cerchiamo… e allora, come per magia, quella bocca affamata si chiude e dentro di noi nasce una nuova forza, la voglia di vivere davvero la nostra vita….!”
S. Oberhammer

E quando la fame nervosa diventa “fame di propositi” la vita cambia per sempre!
(Immagine: Botero)

21/12/2023

A grande richiesta pubblico nuovamente:

🎅 LO ZEN E L’ARTE DI SOPRAVVIVERE ( in dieta ) AL NATALE 🎄

Guida semiseria per la gestione dietologica delle feste.

“Itadakimasu”, è l’espressione giapponese di inizio pasto, la possiamo tradurre con: “ umilmente ricevo questo cibo in dono”, in questa semplice parola ,si riassume l’approccio Zen al cibo ed all’alimentazione.
Concetto antitetico all’italico :“prova qualcosa, almeno un assaggino, non puoi dirmi di no “, pronunciato da una famigerata ZIA PINA, presente in ogni famiglia della pen*sola, che dietro parole apparentemente dolci , cela una un messaggio minaccioso: “ tu non hai idea di quanto io ci abbia messo a preparare questo piatto, amore,fatica e NESSUNO al mondo lo prepara così e se non lo mangi mi offendi per sempre!!!”

Vivendo la doppia veste di medico e di figlio/ nipote di zie Pine, non potevo lasciarvi soli nel mezzo di questa guerra emotiva, tra il buonsenso alimentare, da me prescritto e la pace familiare; così vi dedico questo scritto, con un intento ben preciso ,ovvero trovare una via filosofico trascendentale , per affrontare pranzi e cene di queste feste,ottenendo i seguenti risultati:

A)godere della cucina di zia Pina, ricevere il suo amore e gratitudine, scampando a faide familiari.
B)evitare di aumentare il girovita di dieci centimetri in 10 giorni.
C) impedire al colesterolo di avere la meglio sulle vostre arterie
D) non farvi soffocare dai sensi di colpa post prandiali.

Vi suggerisco allora sette punti da attuare ,con una strategia degna di Sun Tzu, come metterli in atto e conquistare nostro obbiettivo : SOPRAVVIVERE AL NATALE IN DIETA!
Ah, dimenticavo.... esiste una strada alternativa , che vi permetterebbe saltare a fine articolo, ovvero convertire zia Pina allo Shintoismo, ma credetemi i miei consigli sono di più facile applicazione.

Partiamo analizzando il campo di battaglia, facendoci accompagnare da un sano buonsenso: inizio la Dieta si, inizio la dieta no.....non pensateci nemmeno un secondo: NO!NO! NO! Non iniziate una dieta adesso.
Il Natale, il Capodanno,sono festa, condivisione, accoglienza, dono, godimento; credo che nulla sia più lontano allo Zen di una dieta in questi giorni.
Lasciamo dunque i buoni propositi di affrontare un regime alimentare restrittivo, a dopo l’Epifania, che , come noto,tutte le calorie si porta via.
Se invece già siete in corso di dieta,concedetevi dei MOMENTI di libertà, senza però rinunciare a condurre voi il gioco:

1) Stabilite in anticipo il numero di tragressioni, di momenti realmente irrinunciabili. Normalmente dico ai miei pazienti di calcolare Natale, Capodanno, più altri due/tre pasti, per un totale di quattro/ cinque, da distribuire e se possibile distanziare tra di loro in questi giorni;
2) Comunicate a tutti questa vostra decisione ,spiegandone il perché della vostra scelta, a volte le zie Pine sono più comprensive del previsto.
3) Concedetevi e concentrate sfizi e prelibatezze all’interno di un singolo pasto , se potete limitate il numero delle portate, ovvero date all’agnolotto di zia Pina il ruolo di Re del pasto e godetevelo!!! Conditeli con mugolii di piacere, bis, tris ,abbracci, baci e complimenti alla cuoca, che a quel punto farà poco caso se evitate o riducete i ventisette antipasti che lo precedono ed i diciotto secondi che lo seguono: qui potrete sfoderare una scusa fantastica: ”mi tengo leggero,per gustarmi una porzione epica dei tuoi agnolotti”: girovita e zia gongoleranno a queste parole.
4) Prima e dopo questa guerra calorica , vi sconsiglio i digiuni preparatori o riparatori, non servono anzi.....ricordate, anche un monaco, in crisi d’ipoglicemia ,può dare segni d’inquietudine e decidere di mangiare un pandoro alle due di notte.
5) Evitate la sedentarietà assoluta, tradotto: non dovete iniziare una smodata attività fisica, per altro mai fatta durante l’anno, nonostante le mie raccomandazioni, ma una passeggiata ,od una visita al museo più vicino, vi aiuteranno a nutrire lo spirito ed a combattere con le calorie da fette di panettone assunte e la noia di queste giornate “ sospese nel nulla “ .
6) Si al vino, in quantità moderate, un paio di calici e di qualità assoluta, meglio se limitato solo nelle trasgressioni .
7)Mantenete sempre un eccellente apporto d’acqua, mai sotto i due litri al giorno e per chi dice : “In inverno fa freddo ed io non riesco a bere “ ebbene ricordate, che i termosifoni rendono l’aria delle case più secca aumentando la disidratazione, questa può ridurre il nostro metabolismo.
8)Condividete con amici e parenti gli sforzi fatti nei mesi precedenti di dieta, per ottenere dei risultati concreti, al contempo spiegate l’eventuale fatica che dovrete fare per recuperare le troppe trasgressioni, questo modo ,molto probabilmente, vi permetterà di far calare tensione ed insistenza su di voi e regalandovi la possibilità di gestire i vari pasti con la serenità meritata, mangiando gli agnolotti di cui sopra senza sensi di colpa, gustandoli fino in fondo, senza offendere chi li ha preparati e pensati con amore per voi.

Se userete in modo eguale cuore e cervello credo otterrete un piccolo miracolo natalizio, ovvero assistere a quel magico istante, dove lo Zen e zia Pina saranno una cosa sola.

Bibliografia consigliata per evitare datteri,fichi, torrone, scampando ad una fantozziana la tombolata : “ Lo Zen e l’arte del mangiare bene “ di Seigaku Tamura.
La novella da me scritta non è coperta da copyright, se la volete copiare, condividere o variare gli agnolotti,con le mille delizie della cucina italica siete liberi di farlo!

A tutti i miei pazienti, amici e parenti auguro un
Buon Natale e felice anno nuovo

Eugenio Franzero
Medico chirurgo

Master universitario II livello nutrizione

Torino-Milano
⁨335 834 8005⁩

L’eccellenza medica l’abbiamo qui a Torino!
02/05/2023

L’eccellenza medica l’abbiamo qui a Torino!

😉
14/04/2023

😉

“Un cerchio di donne è uno specchio multiforme in cui ogni donna vede se stessa riflessa .
Il cerchio è un rituale sacro, è un raduno di donne coinvolte in una forma d'arte capace di cambiare noi stesse e il mondo”

Jean Shinoda Bolen
Si parla di FAME NERVOSA,
Un cerchio di donne in un luogo sicuro è la nascita del tuo sogno e la rinascita del tuo potenziale… siamo otto donne in cerchio per cambiare davvero ciò che non va!
Vi conduco in un viaggio bellissimo!
Basta mangiare emozioni!

Presso OfficinaRiparaSogni con dott.ssa Ilaria Bartoletta, per info e prenotazioni scrivimi in privato o su:
[email protected]

20/03/2023

🌍 EQUINOZIO ed ALIMENTAZIONE 🍓

Questa volta molti dubiteranno della mia salute mentale: quale nesso potrà mai esistere tra dieta e astronomia? In realtà i due argomenti hanno più punti d’interconnessione.

Oggi,poco dopo le 22 ,saremo all’equinozio di primavera ( per i meteorologi in realtà è iniziata con il mese di marzo), le giornate si allungano ,questo porta al risveglio, ad una rinascita della terra e con questa di tutti noi esseri viventi.

Recenti studi, hanno dimostrato come il maggiore numero di ore di luce ed il variare delle frequenze d’onda della stessa, portino ad una vera riattivazione del metabolismo: la funzionalità della tiroide si innalza, aumenta la velocità del transito intestinale, si riduce la resistenza insulinemica ed aumenta l’attivazione della vitamina D3; insomma il nostro corpo ci manda un segnale da ascoltare ,“ sono pronto a smaltire gli eccessi dell’inverno”, allora a noi sfruttare

Per questi motivi, la primavera risulta essere il periodo più adatto, da un punto di vista metabolico, per iniziare un percorso dietologico, finalizzato non solo al dimagrimento, ma anche per controllare iperglicemie, osteoporosi, sindrome metabolica ; ovviamente sempre sotto il controllo di personale medico, in modo bilanciato e personalizzato con adeguati accertamenti ematochimici/ormonali.

Mi scuso con chi ha sperato che parlassi di cibo ed oroscopo, ma preferisco la scienza!

Buon Equinozio 🌗e buona Primavera 🌸

🔝
22/02/2023

🔝

🦗GRILLO PARLANTE ed i suoi amici🐞

Dopo i tanti (tanti tanti) messaggi da parte di pazienti ed amici, che mi chiedevano informazioni sull'argomento, ho deciso di esprimere la mia opinione su di un argomento di attualità : l'uso di farine di insetti ed in generale l’utilizzo dei cosiddetti "novel foods".

Le paure e perplessità esposte da molti riguardano la sicurezza: si tratta di prodotti testati dall' EFSA (https://www.efsa.europa.eu/it), che ne garantisce la sicurezza alimentare, le filiere di produzione e l'assenza di contaminanti; questo dovrebbe rassicurarci un minimo, anche se mi permetto di segnalare la relativa brevità di queste indagini e l'assenza di studi specifici sulla CHITINA del carapace, chimicamente simile a quella dei gamberi e acari, in grado di scatenare, nei pazienti predisposti, reazioni allergiche e/o sensibilizzazioni al prodotto nell'uso prolungato.
Se volessi dare un voto alla sicurezza ad oggi direi un 6+, con studi ulteriori potrebbe anche sensibilmente aumentare.

In altri messaggi la domanda era se questo tipo di farine presentasse dei vantaggi rispetto ad altre farine: qui la risposta è si, si tratta di una fonte proteica notevole, ( tra il 50 ed il 65% ) ricca in ferro e Vit B12; però i dati per fare una precisa valutazione nutrizionale sono ad oggi assai scarsi.
Nella nostra analisi dobbiamo anche calcolare il "footprinting" basso, ovvero un'incidenza ambientale assai minore rispetto ad altre fonti proteiche animali, richiedendo circa 1/6 del mangime e con una produzione di gas serra quasi nulla.
Divenire mangime è forse il vero destino di queste farine, essere alla base dell'alimentazione animale (pollame e maiale ), questo per ridurre la produzione di soia e mais destinata all'allevamento, limitando l’impatto ambientale,ovvero riducendo una delle maggiori cause di deforestazione.
Il problema ad oggi è il costo assai elevato, risolvibile però con adeguate economie di scala, ma questo esula dalla mia competenza.

Altri hanno manifestato anche il disgusto all'uso di questi prodotti: " Io mangiare insetti: che schifo!" a questi rispondo che anche io non sono così stimolato al loro consumo, ma nonostante questo voglio ricordare che già oggi, anzi da millenni, usiamo, nei nostri cibi un colorante di un bel rosso carminio : la cocciniglia ( E 120 ), senza scordare una pletora di formaggi tradizionali con vermi presenti in Italia ,o guardano all'estero l'uso di formiche e cavallette in Africa ed Asia, arrivando al "verme " nella tequila; dunque ad ognuno lascio una propria valutazione personale sull'uso o meno di queste farine,la cui presenza DEVE e sarà ben segnalata sulle confezioni.
Mi astengo dal dare un giudizio sul gusto: non ho dati in tal proposito.

Ho cercato di dare, a chi me lo ha chiesto un'informazione a carattere scientifico, limitando al massimo le mie valutazioni personali, spero di non aver urtato nessuna sensibilità, se così è stato anticipatamente mi scuso.

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