17/06/2026
A cinque anni dall’affossamento del ddl Zan contro l’omobilesbotransafobia, ecco apparire all'orizzonte una nuova proposta di legge contro l’omofobia — chiamata "Legge Libertà" — presentata il 15 giugno a Montecitorio da Gay Conservatori e Liberali e GayLib, associazioni LGBTQIA+ dell'area politica di destra.
Vorremmo fosse un errore di battitura, ma non lo è: volutamente parliamo di “omofobia” perché di questo si tratta. La proposta di legge punirebbe chi discrimina sulla base del sesso e dell'orientamento sessuale — a tutela dunque di persone gay, lesbiche e bisessuali — ma lascerebbe completamente fuori il tema dell'identità di genere, con buona pace delle persone trans* e non binarie. Aggredire una ragazza lesbica per il suo orientamento sarebbe considerato reato; aggredire un ragazzo trans* per la sua identità di genere no.
Una mossa astuta, che mina l’unità delle rivendicazioni transfemministe e intersezionali delle comunità LGBTQIA+. Le nostre comunità si troveranno ora di fronte all'occasione di ottenere delle briciole da parte di questa classe politica, al prezzo di abbandonare per strada tutto ciò che riguarda i temi dell'identità di genere e i diritti di tutela verso le persone trans*. Persone che, dati alla mano, maggiormente subiscono attacchi, violenze, discriminazioni e tentativi di marginalizzazione e cancellazione, in Italia e in tutto il mondo.
Le persone trans* sarebbero sacrificate sull'altare della tattica politica — «per evitare le resistenze che portarono all'affossamento del ddl Zan», motivano le realtà promotrici.
Se già questo non bastasse per tacciare di ridicolo questa proposta di legge, nel testo vengono a più riprese salvaguardate ipotetiche libertà di espressione su base religiosa, scientifica ed educativa. Come a dire: non è reato, se ti aggredisco perché me lo dice la Chiesa.
Lo abbiamo urlato dai nostri carri durante i Pride, lo ribadiamo ancora una volta adesso: il nostro movimento è nato ed esiste grazie al ruolo delle persone trans*, fin dai Moti di Stonewall, quando guidarono la resistenza all'aggressione della polizia. Sono trans* alcuni dei nomi e dei volti fondamentali all’attivismo di oggi. Non esiste una lotta LGBTQIA+ senza la T* delle persone trans*: lo ricordiamo a tutte le persone, anche e soprattutto a quelle cisgender.
Sentiamo come fondamentale prendere una posizione netta e priva di dubbi: questa proposta di legge è indecente ed escludente. La lotta per i diritti e la tutela è una lotta comune.