25/04/2026
Questa mattina ci siamo ritrovati per celebrare tutti insieme l’81esimo Anniversario della Liberazione dal Nazifascismo. Come ogni anno il corteo, accompagnato dalle majorette e dalla banda di Grugliasco, partendo dalle ex concerie Fiorio, ha percorso via San Donato con un intermezzo commemorativo di fronte alla lapide dedicata a Domenico Luciano, per poi giungere al Sacrario del Martinetto. Dopo la consueta deposizione delle corone di fiori al Sacrario, il corteo ha proseguito il suo cammino sino al cortile dell’Iren. Qui abbiamo assistito agli interventi della Presidente della nostra Sezione ANPI, Paola Alessandri, del Presidente della IV Circoscrizione, Alberto Re, dell’Assessora alla Cultura della Città di Torino, Rosanna Purchia e all’orazione ufficiale di Anna Maria Bovetti, Coordinatrice della Commissione Cultura della IV Circoscrizione, che ha posto l’attenzione sul ruolo delle Donne nella Resistenza in un anno in cui si celebra l’80esimo anniversario dal primo voto delle Donne in Italia. Infine, sempre qui, la cittadinanza ha potuto assistere allo spettacolo teatrale “A Better Way” a cura della Compagnia di Musica Teatro Accademia dei Folli che, come ogni anno, ci ha regalato una straordinaria esibizione dove ogni parola ci ha ricordato la potente forza trasformativa che detiene l’arte se usata come mezzo di denuncia e memoria.
Il piccolo, ma comunque significativo mutamento della sede per i vari interventi e lo spettacolo teatrale è la diretta conseguenza della sempre maggiore partecipazione della cittadinanza alle celebrazioni del 25 Aprile. Il Sacrario è e resterà per sempre il luogo simbolo per eccellenza della Resistenza torinese, ma il continuo aumento di persone che ha iniziato e continua ad assistere alle iniziative proposte richiede un luogo più ampio perché sia idoneo ad accogliere tutti. Di questa incessante onda partecipativa non possiamo che esserne contenti. Mentre venti di nostalgia estremista soffiano sul nostro Paese, la scena mondiale non fa altro che tingersi di orrore. I conflitti si stanno continuamente espandendo, come se volessero radicarsi nelle vene della Terra. Le mostruosità che facevano parte di un lontano passato, riaffiorano giorno dopo giorno. Sicuramente non è questo il tanto sperato “futuro migliore”, ma nonostante ciò noi restiamo speranzosi ed ottimisti. Oggi tutti voi che avete partecipato alle nostre iniziative, come a qualsiasi altra iniziativa che si è tenuta nel resto del Paese, avete piantato accanto al sangue sparso dalla guerra un seme di speranza per uno scenario migliore. Tutti voi siete la testimonianza che chi ha combattuto e perso la vita nella lotta di Liberazione non è morto invano perché gli stessi valori di libertà, uguaglianza, pace e giustizia da loro perseguiti e posti a fondamenta dell’Italia democratica sono gli stessi valori che oggi ci hanno uniti insieme. Centinaia di persone appartenenti a diverse fasce di età, a diverso genere, persone del tutto sconosciute tra di loro, ma che hanno condiviso un pezzo di vita insieme perché mossi dai medesimi ideali antifascisti figli della Resistenza. Vi ringraziamo perché non siete solo il motivo per il quale le nostre iniziative richiedono spazi più ampi, ma sopratutto perché vili tentativi di riforma non possano nuocere le fondamenta di questo Paese, la Costituzione. È vero, viviamo in tempi di odierno disordine, ma oggi tutti insieme abbiamo seminato scintille di speranza.