Cia - Agricoltori Italiani Piemonte

Cia - Agricoltori Italiani Piemonte Cia-Agricoltori Italiani è una delle maggiori organizzazioni agricole professionali europee.

In Piemonte vanta circa 10.000 iscritti e una presenza capillare su tutto il territorio, con sedi provinciali, una sede interprovinciale e sedi zonali.

05/06/2026
04/06/2026

𝐌𝐚𝐮𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐒𝐜𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 confermato direttore nazionale di Cia 👏👨‍🌾
La nomina, per il secondo mandato di Cristiano Fini alla presidenza, deliberata dal nuovo Comitato esecutivo, in occasione della sua prima seduta nella sede confederale a 🍃
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04/06/2026

Sostegni economici per i vinicoltori, contrasto alla sovrapproduzione, sospensione di nuove autorizzazioni vinicole e convocazione degli Stati generali del vino: sono queste le richieste che Cia agricoltori italiani del Piemonte e Valle d'Aosta presenteran... (ANSA)

CRISI VINO, CIA PIEMONTE E VALLE D’AOSTA: «ECCO LE PROPOSTE CHE IL 10 GIUGNO PRESENTEREMO IN REGIONE PER DIFENDERE IL PR...
03/06/2026

CRISI VINO, CIA PIEMONTE E VALLE D’AOSTA: «ECCO LE PROPOSTE CHE IL 10 GIUGNO PRESENTEREMO IN REGIONE PER DIFENDERE IL PREZZO DELLE UVE E GARANTIRE DIGNITÀ AI VITIVINICOLTORI»



Difendere in ogni modo il prezzo delle uve per garantire dignità e moralità all’intera catena del valore, evitando che il peso delle speculazioni e delle distorsioni del mercato venga scaricato sugli agricoltori.

È questo il messaggio emerso con forza dalla riunione del Gruppo di interesse economico Viticoltura di Cia Agricoltori Italiani Piemonte e Valle d’Aosta, presieduto dal cuneese Claudio Conterno, già presidente provinciale di Cia Cuneo, alla presenza del presidente regionale dell’Organizzazione, Gabriele Carenini.

Al centro dell’incontro, la crisi che sta attraversando il comparto vitivinicolo piemontese, in un contesto in cui, sempre più spesso, il prezzo riconosciuto alle uve non riesce nemmeno a compensare i costi di produzione sostenuti dalle aziende agricole. Una situazione che rischia di compromettere la sostenibilità economica delle imprese e la tenuta sociale dei territori vocati alla viticoltura.

«La viticoltura genera occupazione e valore aggiunto non soltanto attraverso la produzione del vino, ma anche come strumento di promozione della dignità sociale delle comunità rurali – dichiara Claudio Conterno –. Per questo il prezzo delle uve non può scendere sotto il costo di produzione. Quando ciò accade, non si mette in discussione soltanto la redditività delle aziende, ma si toglie dignità agli agricoltori e si spezza quel patto di equità che dovrebbe sostenere l’intera filiera».

Sulla stessa linea il presidente regionale di Cia Piemonte e Valle d’Aosta, Gabriele Carenini: «La viticoltura in Piemonte non rappresenta soltanto il vino. Rappresenta un territorio, un’economia e una cultura che nel tempo hanno contribuito a sorvegliare, mantenere vive e sostenere le aree interne e marginali della nostra regione. Difendere questo comparto significa difendere la capacità delle comunità locali di continuare a vivere e lavorare in territori spesso fragili, ma di straordinario valore ambientale e sociale».

Nel corso della riunione è stata ricordata la richiesta di un incontro urgente che Cia Piemonte e Valle d’Aosta il 24 aprile scorso aveva rivolto all’assessore regionale all’Agricoltura della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni, per affrontare la crisi del settore e valutare le proposte elaborate dalla stessa Organizzazione agricola. Un confronto che si terrà finalmente il prossimo 10 giugno presso la Regione Piemonte.

«Andremo all’incontro con spirito costruttivo, ma con la consapevolezza che non c’è più tempo da perdere – hanno sottolineato Conterno e Carenini –. Servono interventi immediati per ristabilire l’equilibrio tra produzione e mercato e per garantire un futuro alle aziende viticole piemontesi».

Tra le richieste che Cia presenterà alla Regione figura innanzitutto l’attivazione della vendemmia verde attraverso adeguati sostegni economici, utilizzando anche eventuali risorse residue provenienti da altri bandi. La misura consentirebbe ai viticoltori di eliminare i grappoli prima della maturazione, azzerando la produzione sulle superfici interessate in cambio di un contributo forfettario per ettaro, con l’obiettivo di ridurre le eccedenze e riequilibrare il rapporto tra offerta e domanda, prevenendo ulteriori crisi di mercato.

L’Organizzazione chiederà inoltre la sospensione delle autorizzazioni per i nuovi impianti viticoli, fatti salvi i diritti già acquisiti, e l’introduzione, nelle aree maggiormente in difficoltà, di strumenti pubblici di sostegno all’estirpo dei vigneti, laddove necessario per ridurre il potenziale produttivo.

Un altro tema riguarda la gestione dei superi di produzione e delle uve aromatiche. Cia propone di azzerare o limitare tali quantitativi entro una soglia compresa tra il 3 e il 5 per cento della produzione, evitando che queste partite vengano immesse sul mercato e contribuiscano ad alimentare fenomeni che rischiano di penalizzare le produzioni di qualità e le denominazioni d’origine.

Tra le richieste anche una revisione dei criteri di assegnazione delle risorse pubbliche all’agroindustria, affinché i contributi vengano destinati prioritariamente alle realtà che valorizzano le produzioni agricole piemontesi. Secondo Cia non è accettabile sostenere con fondi pubblici aziende che scelgono di approvvigionarsi all’estero, sottraendo opportunità e reddito alle filiere agricole regionali, come avviene anche per il latte comprato in altri Stati e che viene etichettato come latte italiano, oppure per il Vermouth Torino, che si chiama Torino proprio perché usava vini piemontesi e che oggi, invece, viene prodotto con vini di tutto il mondo, mantenendo però la stessa denominazione (perché non chiamarlo Vermouth mondiale, allora?).

Infine, l’Organizzazione agricola sollecita la convocazione degli Stati generali del vino piemontese, come occasione di confronto tra istituzioni, produttori e operatori della filiera per definire strategie di medio e lungo periodo, analizzare l’evoluzione dei mercati internazionali e individuare nuove opportunità commerciali in aree ancora poco presidiate.

CRISI AGRICOLA, CARENINI (CIA PIEMONTE E VALLE D’AOSTA): «PRIMI SEI MESI DIFFICILI, SERVE UN TAVOLO CONDIVISO CON GDO, E...
28/05/2026

CRISI AGRICOLA, CARENINI (CIA PIEMONTE E VALLE D’AOSTA): «PRIMI SEI MESI DIFFICILI, SERVE UN TAVOLO CONDIVISO CON GDO, ESPERTI E OPERATORI PER RIDARE SPERANZA AGLI IMPRENDITORI AGRICOLI»

Un primo semestre dell’anno segnato da forti criticità per numerosi comparti dell’agricoltura piemontese e valdostana. È il quadro tracciato da Gabriele Carenini, presidente regionale di Cia Agricoltori Italiani del Piemonte e Valle d’Aosta, che esprime forte preoccupazione per l’andamento economico delle aziende agricole, strette tra l’aumento dei costi di produzione e prezzi di mercato sempre meno remunerativi.

«Dopo i primi sei mesi dell’annata agricola – dichiara Carenini – registriamo una situazione di grande difficoltà in diversi settori strategici del comparto primario, in particolare latte, vino, riso e cereali. Le aziende stanno subendo una pressione economica sempre più pesante, che rischia di compromettere la sostenibilità stessa delle attività agricole».

Secondo Cia Piemonte e Valle d’Aosta, a incidere in maniera determinante è l’impennata dei costi di produzione, a partire dalle materie prime e dai carburanti, che continua a erodere i margini delle imprese agricole.

«I costi continuano a crescere – prosegue Carenini – mentre i prezzi riconosciuti ai produttori rimangono stagnanti o, in alcuni casi, addirittura in regressione. In queste condizioni diventa impossibile garantire redditività alle imprese. Oggi molti agricoltori lavorano senza avere un reale ritorno economico, nonostante investimenti, sacrifici e qualità delle produzioni».

Sottolinea Carenini: «Occorre affrontare il problema in modo organico e strutturale evitando interventi frammentari o limitati ai singoli comparti. La crisi riguarda l’intero sistema agricolo e richiede una strategia condivisa e tempestiva».

Per questo Cia Agricoltori Italiani del Piemonte e Valle d’Aosta lancia un appello a tutti i soggetti istituzionali con responsabilità di governo, oltre che alle organizzazioni di rappresentanza agricola, affinché venga aperto al più presto un tavolo di consultazione permanente.

«Chiediamo alla Regione Piemonte che attivi immediatamente un tavolo di confronto – conclude Carenini – coinvolgendo anche esperti esterni e la Grande distribuzione organizzata, che ha un ruolo fondamentale nella formazione dei prezzi lungo la filiera. Servono indicazioni urgenti, misure efficaci e una visione di prospettiva per restituire fiducia agli operatori del settore e garantire futuro all’agricoltura del nostro territorio».

CIA AGRICOLTORI ITALIANI, IL PRESIDENTE REGIONALE DI CIA PIEMONTE E VALLE D’AOSTA GABRIELE CARENINI ELETTO NEL COMITATO ...
26/05/2026

CIA AGRICOLTORI ITALIANI, IL PRESIDENTE REGIONALE DI CIA PIEMONTE E VALLE D’AOSTA GABRIELE CARENINI ELETTO NEL COMITATO ESECUTIVO NAZIONALE

Il presidente regionale di Cia Piemonte e Valle d’Aosta, Gabriele Carenini, è stato eletto questa mattina nel Comitato esecutivo nazionale di Cia Agricoltori Italiani dal Consiglio direttivo nazionale dell’Organizzazione.
Orticoltore alessandrino di Valmacca, 49 anni, Carenini è stato riconfermato a marzo, per acclamazione e per la terza volta consecutiva, presidente regionale di Cia Agricoltori italiani di Piemonte e Valle d’Aosta.
L’elezione nel Comitato esecutivo nazionale rappresenta per lui il riconoscimento di un lungo percorso all’interno dell’Organizzazione. Nel 2018 Carenini era stato eletto per la prima volta presidente regionale di Cia Piemonte, risultando il più giovane presidente regionale della Confederazione a livello nazionale. In precedenza, dal 2010 al 2014, aveva ricoperto il ruolo di vicepresidente nazionale di Agia, l’associazione dei giovani agricoltori di Cia, mentre dal 2018 al 2022 è stato presidente nazionale del Caa, il Centro di assistenza agricola di Cia.
«Ringrazio il Consiglio direttivo nazionale e tutta l’Organizzazione per la fiducia accordatami – dichiara Carenini –. È importante che nei vertici direttivi di Cia ci siano agricoltori che vivono quotidianamente il lavoro nei campi e conoscono da vicino le difficoltà e le esigenze delle imprese agricole. Sosterrò con piena determinazione le battaglie a favore della categoria, per garantire redditività, dignità e prospettive a chi opera nel settore primario».
Carenini rivendica da sempre la centralità degli agricoltori come priorità assoluta dell’azione sindacale, con l’obiettivo di salvaguardare non soltanto la produzione, ma il produttore, senza il quale non esisterebbero le eccellenze del Made in Italy” e il territorio, specialmente nelle aree interne e più fragili, sarebbe abbandonato a sè stesso.
I componenti del nuovo Comitato esecutivo nazionale di Cia Agricoltori italiani sono: Cristiano Fini, Gianmichele Passarini, Valentino Berni, Gennaro Sicolo, Gabriele Carenini, Graziano Scardino e Maria Possidente.
Dal Piemonte fanno parte del Consiglio direttivo nazionale di Cia Agricoltori italiani, oltre allo stesso Carenini, Gianni Champion, Michele Votta, Gabriella Fallarini, Daniela Ferrando ed Emanuela Ceruti.

Nomine e incarichi decisi dal Consiglio Direttivo della Confederazione riunito oggi a Roma
26/05/2026

Nomine e incarichi decisi dal Consiglio Direttivo della Confederazione riunito oggi a Roma

MORTE DI CARLIN PETRINI, CIA PIEMONTE E CIA CUNEO: «UN PADRE DELLA CULTURA AGROALIMENTARE ITALIANA, HA PORTATO LE RADICI...
22/05/2026

MORTE DI CARLIN PETRINI, CIA PIEMONTE E CIA CUNEO: «UN PADRE DELLA CULTURA AGROALIMENTARE ITALIANA, HA PORTATO LE RADICI DELLA LANGA NEL MONDO»


Cia Agricoltori italiani di Piemonte e Valle d’Aosta e Cia Agricoltori Italiani Cuneo si uniscono al cordoglio espresso dal presidente nazionale di Cia Agricoltori italiani, Cristiano Fini, per la scomparsa di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e figura di riferimento internazionale per la cultura del cibo, della biodiversità e della sostenibilità agricola.

«Il nostro è l’addio a un padre della terra e precursore di futuro – ha dichiarato Fini –, perdiamo una figura di riferimento che ha saputo scuotere le coscienze in modo indelebile, segnando profondamente il dibattito culturale, agricolo e sociale del nostro Paese. Ci lascia un testamento prezioso, che ci invita a proseguire nella missione che vede gli agricoltori custodi del territorio, ispirati dai suoi pilastri del cibo buono, pulito e giusto».

Il presidente regionale di Cia Piemonte e Valle d’Aosta, Gabriele Carenini, sottolinea come “Carlin Petrini abbia rappresentato una voce autorevole e innovativa capace di dare centralità al ruolo dell’agricoltura, delle comunità rurali e della qualità alimentare. La sua visione ha contribuito a diffondere una nuova consapevolezza sul valore della biodiversità, della sostenibilità e del legame profondo tra uomo, ambiente e territorio. Alla sua famiglia e alla grande comunità che lo ha accompagnato in questo percorso va la vicinanza di Cia Piemonte e Valle d’Aosta”.

Particolarmente forte il legame con il territorio di origine, il Cuneese, ricordato dal presidente provinciale di Cia Cuneo, , e dal direttore provinciale : «Con Carlin Petrini – dichiarano Bozzolo e Varrone – se ne va una figura che ha saputo portare le radici profonde della Langhe e della Granda nel mondo, trasformando una visione nata in terra cuneese in un movimento culturale globale. La Cia di Cuneo ha visto nascere e crescere il progetto di Slow Food e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, istituzioni delle quali siamo partner e con cui abbiamo condiviso fin dall’inizio la stessa idea di agricoltura: legata ai territori, alle tradizioni, alla qualità delle produzioni e alla dignità del lavoro agricolo».

«Petrini – aggiungono – ha avuto il merito di riportare al centro il valore del cibo come espressione culturale, sociale ed economica delle comunità rurali. La sua eredità continuerà a essere un punto di riferimento anche per il mondo agricolo cuneese, che in questi anni ha camminato al fianco delle sue intuizioni e delle sue battaglie».

21/05/2026

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SICUREZZA SUL LAVORO, DAL 24 MAGGIO OBBLIGATORIA LA FORMAZIONE PER I DATORI DI LAVORO
🗞️ Entra definitivamente in vigore il nuovo Accordo Stato-Regioni. L'obbligo di formazione per i datori di lavoro seguirà nuove regole, ecco quali
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