24/12/2025
Auguri di cuore a Vincenzo Carenza per i suoi 90 anni.
Un traguardo straordinario che racconta una vita fatta di lavoro, dedizione e silenziosa passione. Novant’anni attraversati con dignità, forza e coerenza, valori che oggi diventano memoria condivisa. Che questa giornata sia colma di affetto, serenità e ricordi preziosi, circondato dall’amore della famiglia, degli amici e di quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo. Grazie, Vincenzo, per averci donato il tuo racconto e per aver trasmesso il senso autentico della fatica, del rispetto e delle tradizioni che rendono unica la nostra terra.
Il video che segue è un omaggio al decano dei carrettieri turesi e pugliesi, Vincenzo Carenza, che oggi compie 90 anni. Figlio di carrettieri, ha iniziato fin da giovanissimo a seguire le orme del padre, apprendendo un mestiere che richiedeva forza fisica, pazienza, disciplina e soprattutto rispetto per gli animali, compagni inseparabili di viaggio e pilastri dell’economia rurale di un tempo. Le immagini sono state realizzate il 27 settembre 2019 in occasione della vendemmia nelle vigne di Donato Giuliani, imprenditore vitivinicolo Turese e oggi Presidente dell'associazione Mule del Carro di Sant'Oronzo, con l’intento di restituire valore e voce a una memoria che ha contribuito a costruire l’identità del territorio e delle sue comunità.
Vincenzo nel contributo video che segue, rievoca i tempi in cui la vendemmia era fatica vera, ma anche orgoglio e solidarietà. Le giornate iniziavano prima dell’alba: nutrire il cavallo o la mula, pulirli con cura, prepararli al traino e avviarsi verso le campagne assegnate. I carri procedevano in fila, cinque o sei alla volta, carichi di uva diretta agli stabilimenti vinicoli. Turi era un centro nevralgico dello smistamento, punto di riferimento per il trasporto dell’uva e di molte altre produzioni agricole.
Lo scarico avveniva rigorosamente a mano: botti girate, svuotate e risistemate con fatica. Percorrere 15 chilometri richiedeva circa due ore, al passo lento e costante degli animali. Una vita scandita da sacrifici quotidiani, ma non priva di momenti di condivisione: le parole scambiate lungo il percorso, l’acqua fresca delle cisterne di campagna, un ambiente allora incontaminato. Era una vita dura, ma attraversata da un profondo senso di comunità. Il mestiere del carrettiere non era solo lavoro: era identità, appartenenza, rispetto della terra e delle persone.
Oggi Vincenzo continua a dare il proprio contributo, rievocando quei tempi come socio dell’Associazione “Mule del Caro di Sant’Oronzo”, realtà che, grazie all’impegno dei trainieri di ieri e delle nuove generazioni, contribuisce a tenere viva la tradizione, promuovendo e custodendo il patrimonio culturale e storico del Comune di Turi.
Un passaggio di testimone che trasforma l’esperienza in memoria viva.
Ascoltare Vincenzo significa compiere un viaggio nel tempo, riscoprire un mondo in cui il lavoro era dignità e la fatica era condivisa. Il suo racconto resta testimonianza autentica di un’epoca che ha forgiato generazioni e comunità. Un’eredità preziosa, semplice e profonda, che continua a parlare al presente.
Ufficio Stampa
Associazione Mule del Carro di Sant'Oronzo