09/06/2026
LA NASCITA
E un giorno il destino si compie; per qualcuno è stato l'ultimo giorno di vita ma i suoi cari o la persona stessa hanno permesso che solo la sua storia si concludesse. Il suo corpo, invece, può permettere ad altri di proseguire la narrazione delle loro storie.
Un atto di Amore permette così a quel corpo di veicolare la vita e dopo viaggi in luoghi diversi con aerei, elicotteri e macchine, diversi contenitori, come uno scrigno medico, arrivano nei luoghi dove sono tanto attesi.
Ogni paziente e la sua famiglia sono stati allertati e in quei momenti si accavallano e si scontrano nella loro mente gioia, paura, ansia, amore, gratitudine. Gratitudine perché il pensiero va a chi ha permesso di ricevere l'organo, un perfetto sconosciuto che un giorno decise di pensare agli altri o i suoi familiari che nel momento del dolore, non si sono chiusi ma aperti al dolore di altri nella malattia.
Il cuore donato è adesso adagiato nel petto di un uomo, viene collegato da mani sapienti, con gesti precisi, sicuri e delicati insieme e poi il primo battito, come il primo vagito di un bambino che nasce. I primi a gioire in modo freddo e distaccato, come deve essere, sono i medici. La famiglia ancora è in attesa, tra preghiere e speranze, fino a quando si apre una porta ed è come se entrasse il sole: esplode una gioia scomposta, tra lacrime, sorrisi, abbracci e cellulari che entrano in funzione per far volare le parole.
Questo forse sarà avvenuto anche per il nostro caro compaesano e la notizia del suo trapianto ha portato tutto il paese a riempire i polmoni di speranza e le bocche di sorrisi, dopo che per settimane eravamo, increduli, col fiato sospeso.
I giorni si mettono in fila mentre il cuore e chi lo ospita prendono sempre più confidenza : figli che non conosce ma che lo hanno fatto ba***re d'emozione, una moglie che ha amato da subito e due genitori che, anche se non lo hanno creato, lo amano come un figlio. La strada è ancora lunga ma uomo e cuore insieme, iniziano il loro cammino verso il momento in cui il nostro compaesano tornerà a Tuoro, a casa, mentre per il suo cuore sarà tutto nuovo: nuovi paesaggi, nuovi amici, nuovi compaesani.
Non li può vedere direttamente, ma gli altri organi, attraverso le immagini, i suoni, gli odori e grazie alla mente che dirige questa orchestra, gli trasmetteranno sensazioni ed emozioni che lo faranno accelerare, rallentare o sussultare.
E in quel momento, l'ultimo arrivato nel corpo, sarà parte di una squadra.
Debora Castelluzzo