25/07/2025
E se lo facessimo anche noi, qui nel Comune di T***a?
𝗚𝗮𝘇𝗮 𝗺𝘂𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝗺𝗲: il genocidio entra nella fase finale, e Israele prepara così una terra finalmente davvero senza popolo.
Affamando, assetando, bombardando.
𝗔 𝗚𝗮𝘇𝗮 𝘀𝘂𝗼𝗻𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝘀𝗶𝗿𝗲𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗺𝗯𝘂𝗹𝗮𝗻𝘇𝗲, 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗮𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝗻𝗮𝘁𝗶 𝗮 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝗮𝗺𝗲 𝗲 𝗯𝗼𝗺𝗯𝗲.
Quelle sirene dicono al mondo che non c’è più tempo.
Non possono fare altro, a Gaza: perché i governi del cosiddetto ‘mondo libero’ stanno con Israele.
Con il carnefice, non con la vittima.
Anche il nostro governo continua a sostenere Israele: impedendo la sospensione dell’accordo con l’Unione europea; continuando a vendergli armi; coprendolo in ogni modo.
Il nostro governo ha le mani sporche di sangue.
𝗘𝗯𝗯𝗲𝗻𝗲, 𝗻𝗼𝗶 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗿𝗼𝗺𝗽𝗲𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗼𝘀𝗼 𝗺𝘂𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼.
Vogliamo fracassarlo, e liberare la verità.
𝗩𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘂𝗻𝗶𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲 𝘀𝗶𝗿𝗲𝗻𝗲 𝗲 𝗹𝗲 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗮𝗻𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗶𝗿𝗲𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗺𝗯𝘂𝗹𝗮𝗻𝘇𝗲 𝗱𝗶 𝗚𝗮𝘇𝗮.
𝗗𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟮𝟳 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼, 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟮𝟮, 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝘂𝗼𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗲𝘀𝗮 𝗹𝗲 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗮𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗶 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗶, 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝗲, 𝗲 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘀𝗶𝗿𝗲𝗻𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲: 𝗮𝗺𝗯𝘂𝗹𝗮𝗻𝘇𝗲, 𝗻𝗮𝘃𝗶, 𝗯𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲, 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶. 𝗦𝘂𝗼𝗻𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗳𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗲𝘁𝘁𝗼, 𝗯𝗮𝘁𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗻𝘁𝗼𝗹𝗲. 𝗙𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗿𝘂𝗺𝗼𝗿𝗲, 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗰𝗵𝗶𝗮𝘀𝘀𝗼, 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗳𝗿𝗮𝗰𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲. 𝗙𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼𝗹𝗼 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲: 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗶𝗮𝘇𝘇𝗲 𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗽𝗶𝗮𝗴𝗴𝗲. 𝗙𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼𝗹𝗼 𝘀𝘂𝗶 𝗯𝗮𝗹𝗰𝗼𝗻𝗶 𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗶𝗻𝗲𝘀𝘁𝗿𝗲. 𝗙𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼𝗹𝗼 𝘀𝘂𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹. 𝗙𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗮𝗽𝗽𝗲𝗿𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼.
𝘊𝘩𝘦 𝘤𝘪 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘯𝘰 𝘧𝘪𝘯𝘰 𝘢 𝘎𝘢𝘻𝘢: 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘴𝘢𝘱𝘱𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘥𝘪 𝘯𝘰𝘯 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘴𝘰𝘭𝘪.
𝘊𝘩𝘦 𝘤𝘪 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘯𝘰 𝘯𝘦𝘪 𝘱𝘢𝘭𝘢𝘻𝘻𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘱𝘰𝘵𝘦𝘳𝘦 𝘪𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢𝘯𝘰: 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘭𝘪̀ 𝘴𝘢𝘱𝘱𝘪𝘢𝘯𝘰, 𝘪𝘯𝘷𝘦𝘤𝘦, 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘴𝘰𝘭𝘪; 𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘭𝘢 𝘷𝘦𝘳𝘪𝘵𝘢̀ 𝘩𝘢 𝘪𝘭 𝘱𝘰𝘵𝘦𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘧𝘳𝘢𝘤𝘢𝘴𝘴𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘴𝘪𝘭𝘦𝘯𝘻𝘪𝘰 𝘥𝘦𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘪𝘤𝘪 𝘦 𝘥𝘦𝘪 𝘷𝘪𝘭𝘪.
Ci sentiamo impotenti di fronte all’enormità di quel grande campo di concentramento in cui Israele ha trasformato Gaza.
Lo saremo davvero solo se rimarremo muti di fronte allo scandalo della fame usata come arma di sterminio di massa: ma noi, il popolo dei sudari, delle luci, delle sanzioni popolari, non ci fermiamo.
𝙉𝙤𝙣 𝙧𝙞𝙢𝙖𝙧𝙧𝙚𝙢𝙤 𝙞𝙣 𝙨𝙞𝙡𝙚𝙣𝙯𝙞𝙤, 𝙢𝙚𝙣𝙩𝙧𝙚 𝙡𝙖 𝙜𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙙𝙞 𝙂𝙖𝙯𝙖 𝙫𝙞𝙚𝙣𝙚 𝙨𝙩𝙚𝙧𝙢𝙞𝙣𝙖𝙩𝙖.
Domenica 27 luglio, alle 22, facciamo suonare a distesa le campane dei palazzi comunali, quelle delle chiese, e ogni sirena possibile: ambulanze, navi, barche, porti.