28/05/2026
28.05.26 Il prossimo 21 giugno, p. Matteo Tagliaferri, i suoi collaboratori, le persone accolte nella Comunità in Dialogo e le loro famiglie festeggeranno i 35 anni di “Amore incarnato”.
Nel 1991, per rispondere alle varie domande di aiuto di persone con problemi di dipendenza e crisi esistenziale, quest’amore si concretizzò nell’esperienza di accoglienza e di rieducazione. Nacque la Comunità in Dialogo, a Casamaina nell’Aquila. Poi nello stesso anno la Comunità si trasferì a Trivigliano in provincia di Frosinone, perché gli spazi della piccola canonica abruzzese non erano più sufficienti.
Il Papa, nell’ultima Enciclica, scrive:
“Là dove l’umanità corre il pericolo di smarrire il proprio volto,
noi cristiani alziamo gli occhi al cielo verso il Dio che si è fatto carne,
sapendo che solo nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo”.
Il 24 giugno, dopo i festeggiamenti del 35° anno dalla fondazione, p. Matteo invierà quattro persone in Brasile (a Belo Horizonte) per rispondere alla richiesta di aiuto di un medico e di un professore impegnati nel sociale.
È l’Amore che il Padre ha versato abbondantemente nel cuore di Padre Matteo che s’incarna, si fa reale, si fa vicino, risveglia, coinvolge e responsabilizza!
Come ogni inizio, dal primo ragazzo accolto e l’apertura di ogni centro della Comunità in Italia e all’estero, l’esperienza nasce da una richiesta: qualcuno che chiede aiuto e un altro, animato da Qualcun Altro, che tende la mano.
Un professore di filosofia terapeuta, venuto per trascorrere un mese un mese in Comunità, se n’è letteralmente innamorato e si è trattenuto per più di due mesi. Ha descritto questa sua incredibile esperienza così:
“La Comunità in Dialogo mi ha permesso di vivere un Vangelo pratico che può essere vissuto e condiviso. L’opportunità di vivere come ospite in cammino in questi due mesi, mi ha in gran parte svuotato dell’approccio teorico sui processi di dipendenza. La profondità della pratica quotidiana è qualcosa di rivoluzionario che fa di ogni essere umano che attraversa questo percorso un seme capace di germogliare; uomini e donne che possono essere agenti di lotta e di trasformazione di questa società così malata.“