Progetto Policoro TRIVENTO

Progetto Policoro TRIVENTO Il Progetto Policoro è un progetto organico della Chiesa italiana che tenta di dare una risposta concreta al problema della disoccupazione in Italia.

ANNO SCOLASTICO 2023-202440 BORSE DI STUDIO PER STUDENTI DELLA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADOPER INFORMAZIONI www.ca...
16/09/2023

ANNO SCOLASTICO 2023-2024
40 BORSE DI STUDIO PER STUDENTI DELLA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO
PER INFORMAZIONI www.caritastrivento.it

L’uomo venuto da lontano che parla al cuore del mondo. Grazie, Papa Francesco!… e così, sono passati dieci anni. Un temp...
13/03/2023

L’uomo venuto da lontano che parla al cuore del mondo. Grazie, Papa Francesco!

… e così, sono passati dieci anni.
Un tempo lungo ma relativamente breve.

Il primo Papa latino-americano, il primo appartenente all'ordine dei Gesuiti e il primo Papa che prende il nome di Francesco, in onore al ''poverello di Assisi''.
Jorge Mario Bergoglio, argentino di origini piemontesi, è stato eletto quando aveva 76 anni, dieci anni fa (il 13 marzo 2013). Per quindici anni è stato arcivescovo di Buenos Aires.

Queste le sue prime parole successive all’elezione del 13 marzo 2013:

“Fratelli e sorelle, buonasera! Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un Vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli Cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo, ma siamo qui. Vi ringrazio dell’accoglienza.” […]

Preghiamo per te Papa Francesco, perché il Signore di benedica e la Madonna ti custodisca… ✨🙏🏻❤️

Nell’ambito della progettazione “8 xmille alla Chiesa Cattolica”, la Caritas Diocesana di Trivento ha istituito delle “D...
24/02/2023

Nell’ambito della progettazione “8 xmille alla Chiesa Cattolica”, la Caritas Diocesana di Trivento ha istituito delle “DOTI PER L’INCLUSIONE LAVORATIVA” per l’anno 2023, per la formazione di soggetti svantaggiati, individuati secondo i criteri di seguito specificati, con conseguimento di qualifica/ attestato finale delle competenze acquisite.
il progetto, in cui le doti sono inserite, “Resto nella mia terra” ha
Art. 1 - Finalità
1. Le doti messe a bando sono finalizzate a sostenere la formazione in materia di lavoro. I corsi che si intende attivare sono: Corso di scultura e fusione artistica c/o “Pontificia Fonderia Marinelli di Campane”, Agnone
2. Corso di elettricità ed elettronica c/o “Pontificia Fonderia Marinelli di Campane”, Agnone
3. Costruzione di coltelleria artigianale tradizionale c/o Fraraccio Coltellerie, Frosolone
4. Progettazione per laser (Disegno tecnico CAD-CAM 2D/3D per macchine CNC, taglio metallico con laser fibra, taglio legno e materiali plastici, approccio alla realtà virtuale ed al metaverso) c/o Fraraccio Coltellerie, Frosolone
5. Corso per apicoltori, c/o apiario solidale Caritas in località S. Vito Castelguidone

PROGETTO RESTO NELLA MIA TERRA Pubblicato il 24 Febbraio 2023 Corsi di formazione 8xmille 2023 Avviso-per-lassegnazione-di-Doti-per-linclusione-lavorativa-2Download Domanda-di-partecipazione-1-3Download Corso-di-scultura-e-fusione-artisitrcaDownload Corso-di-elettricita-ed-elettronicaDownload Lavoro...

07/02/2023

Sisma in Turchia e Siria, Caritas Trivento avvia raccolta fondi

25/11/2022

COLLETTA ALIMENTARE 2022 Pubblicato il 25 Novembre 2022 È arrivato l’appuntamento annuale con la Colletta del Banco Alimentare onlus. Sabato 26 novembre 2022, la Caritas Diocesana collabora con il Banco Alimentare Onlus nei punti vendita di seguito riportati: Trivento: Maxi CoalBuongiorno Coal (V...

10/11/2022

La Caritas Diocesana e gli Uffici Pastorali della Diocesi di Trivento organizzano la marcia per la pace con la testimonianza del giornalista di Avvenire PAOLO LAMBRUSCHI.

AGNONE 10 NOVEMBRE 2022

07/11/2022

Il bando del Concorso di Idee "Lavoro e Pastorale" sulla edizione bolognese di Avvenire

06/11/2022

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: "Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello". C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: "Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe". Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui»

30/10/2022

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto»

24/10/2022

LA PAROLA DEL PAPA ALL'ANGELUS DI DOMENICA 23 OTTOBRE 2022

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Il Vangelo della Liturgia odierna ci presenta una parabola che ha due protagonisti, un fariseo e un pubblicano (cfr Lc 18,9-14), cioè un uomo religioso e un peccatore conclamato. Entrambi salgono al tempio a pregare, ma soltanto il pubblicano si eleva veramente a Dio, perché con umiltà scende nella verità di sé stesso e si presenta così com’è, senza maschere, con le sue povertà. Potremmo dire, allora, che la parabola è compresa tra due movimenti, espressi da due verbi: salire e scendere.

Il primo movimento è salire. Il testo infatti comincia dicendo: «Due uomini salirono al tempio a pregare» (v. 10). Questo aspetto richiama tanti episodi della Bibbia, dove per incontrare il Signore si sale verso il monte della sua presenza: Abramo sale sul monte per offrire il sacrificio; Mosè sale sul Sinai per ricevere i comandamenti; Gesù sale sul monte, dove viene trasfigurato. Salire, perciò, esprime il bisogno del cuore di staccarsi da una vita piatta per andare incontro al Signore; di elevarsi dalle pianure del nostro io per salire verso Dio – liberarsi del proprio io –; di raccogliere quanto viviamo a valle per portarlo al cospetto del Signore. Questo è “salire”, e quando preghiamo noi saliamo.

Ma per vivere l’incontro con Lui ed essere trasformati dalla preghiera, per elevarci a Dio, c’è bisogno del secondo movimento: scendere. Come mai? Che cosa significa questo? Per salire verso di Lui dobbiamo scendere dentro di noi: coltivare la sincerità e l’umiltà del cuore, che ci donano uno sguardo onesto sulle nostre fragilità e le nostre povertà interiori. Nell’umiltà, infatti, diventiamo capaci di portare a Dio, senza finzioni, ciò che realmente siamo, i limiti e le ferite, i peccati, le miserie che ci appesantiscono il cuore, e di invocare la sua misericordia perché ci risani, ci guarisca, ci rialzi. Sarà Lui a rialzarci, non noi. Più noi scendiamo con umiltà, più Dio ci fa salire in alto.

Infatti, il pubblicano della parabola umilmente si ferma a distanza (cfr v. 13) – non si avvicina, ha vergogna –, chiede perdono, e il Signore lo rialza. Invece il fariseo si esalta, sicuro di sé, convinto di essere a posto: stando in piedi, inizia a parlare al Signore solo di sé stesso, a lodarsi, a elencare tutte le buone opere religiose che fa, e disprezza gli altri: “Non sono come quello là…”. Perché questo fa la superbia spirituale – “Ma padre, perché ci parla della superbia spirituale?”. Perché tutti noi rischiamo di cadere in questo –. Essa ti porta a crederti per bene e a giudicare gli altri. Questa è la superbia spirituale: “Io sto bene, io sono migliore degli altri: questo è la tal cosa, quello è la tal altra…”. E così, senza accorgerti, adori il tuo io e cancelli il tuo Dio. È un ruotare intorno a sé stessi. Questa è la preghiera senza umiltà.

Fratelli, sorelle, il fariseo e il pubblicano ci riguardano da vicino. Pensando a loro, guardiamo a noi stessi: verifichiamo se in noi, come nel fariseo, c’è «l’intima presunzione di essere giusti» (v. 9) che ci porta a disprezzare gli altri. Succede, ad esempio, quando ricerchiamo i complimenti e facciamo sempre l’elenco dei nostri meriti e delle nostre buone opere, quando ci preoccupiamo dell’apparire anziché dell’essere, quando ci lasciamo intrappolare dal narcisismo e dall’esibizionismo. Vigiliamo sul narcisismo e sull’esibizionismo, fondati sulla vanagloria, che portano anche noi cristiani, noi preti, noi vescovi ad avere sempre una parola sulle labbra, quale parola? “Io”: “io ho fatto questo, io ho scritto quest’altro, io l’avevo detto, io l’avevo capito prima di voi”, e così via. Dove c’è troppo io, c’è poco Dio. Da noi, nella mia terra, questa persone le si chiama “io-con me-per me-solo io”, questo è il nome di quella gente. E una volta si parlava di un prete che era così, centrato in sé stesso, e la gente per scherzare diceva: “Quello, quando fa l’incensazione, la fa a rovescio, si autoincensa”. È così, ti fa cadere anche nel ridicolo.

Chiediamo l’intercessione di Maria Santissima, l’umile serva del Signore, immagine vivente di ciò che il Signore ama compiere, rovesciando i potenti dai troni e innalzando gli umili (cfr Lc 1,52).

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Dopo l'Angelus

Cari fratelli e sorelle!

Si celebra oggi la Giornata Missionaria Mondiale, che ha per tema “Di me sarete testimoni”. È un’occasione importante per risvegliare in tutti i battezzati il desiderio di partecipare alla missione universale della Chiesa, mediante la testimonianza e l’annuncio del Vangelo. Incoraggio tutti a sostenere i missionari con la preghiera e con la solidarietà concreta, affinché possano proseguire nel mondo intero l’opera di evangelizzazione e di promozione umana.

Oggi si aprono le iscrizioni per la Giornata Mondiale della Gioventù che si svolgerà a Lisbona nell’agosto 2023. Ho invitato due giovani portoghesi ad essere qui con me mentre mi iscrivo anch’io come pellegrino. Lo farò adesso… (clic sul tablet). Ecco, mi sono iscritto. Tu, ti sei iscritta? Fallo… E tu ti sei iscritta? Fallo… Ecco, rimanete qui. Cari giovani, vi invito ad iscrivervi a questo incontro nel quale, dopo un lungo periodo di lontananza, ritroveremo la gioia dell’abbraccio fraterno tra i popoli e tra le generazioni, di cui abbiamo tanto bisogno!

Ieri, a Madrid, sono stati beatificati Vincenzo Nicasio Renuncio Toribio e undici compagni della Congregazione del SS.mo Redentore, uccisi in odio alla fede nel 1936, in Spagna. L’esempio di questi testimoni di Cristo, fino all’effusione del sangue, ci spinga ad essere coerenti e coraggiosi; la loro intercessione sostenga quanti faticano oggi per seminare il Vangelo nel mondo. Un applauso ai nuovi Beati!

Con trepidazione seguo la persistente situazione di conflitto in Etiopia. Ancora una volta ripeto con animo accorato che la violenza non risolve le discordie, ma soltanto ne accresce le tragiche conseguenze. Faccio appello a quanti hanno responsabilità politiche, affinché cessino le sofferenze della popolazione inerme e si trovino soluzioni eque per una pace duratura in tutto il Paese. Possano gli sforzi delle parti per il dialogo e la ricerca del bene comune condurre a un concreto percorso di riconciliazione. Non manchino ai fratelli e alle sorelle etiopi, così duramente provati, la nostra preghiera, la nostra solidarietà e i necessari aiuti umanitari.

Sono addolorato per le inondazioni che stanno colpendo vari Paesi dell’Africa e che hanno provocato morte e distruzione. Prego per le vittime e sono vicino ai milioni di sfollati, ed auspico un maggiore impegno comune per prevenire queste calamità.

E saluto tutti voi, romani e pellegrini di vari Paesi. In particolare, saluto i chierici e i religiosi indonesiani residenti a Roma; la comunità peruviana che celebra la festa del Señor de los Milagros; il Centro Academico Romano Fundación e il gruppo della diocesi polacca di Tarnow. Saluto i fedeli di San Donà di Piave, Padova, Pontedera e Molfetta; i ragazzi della cresima di Piacenza, il gruppo “Tiberiade” di Carrobbio degli Angeli e il Movimento Nonviolento di Verona. E oggi, all’inizio di un nuovo Governo, preghiamo per l’unità e la pace dell’Italia.

Dopodomani, martedì 25 ottobre, mi recherò al Colosseo a pregare per la pace in Ucraina e nel mondo, insieme ai rappresentanti delle Chiese e Comunità cristiane e delle Religioni mondiali, riuniti a Roma per l’incontro “Il grido della pace”. Vi invito ad unirvi spiritualmente a questa grande invocazione a Dio: la preghiera è la forza della pace. Preghiamo, continuiamo a pregare per l’Ucraina così martoriata.

Auguro a tutti una buona domenica. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!

Indirizzo

Via Salita Trinità, 5
Trivento
86029

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