Terre di confine - centro di cultura ucraina in Italia

Terre di confine - centro di cultura ucraina in Italia "Terre di confine - centro di cultura ucraina in Italia",vuole essere un punto di riferimento per la promozione della cultura ucraina in Italia.

Una felice notizia in mezzo a tutto questo dolore e orrore:dopo quasi 4 anni di prigionia russa — il 20 maggio saranno 4...
15/05/2026

Una felice notizia in mezzo a tutto questo dolore e orrore:
dopo quasi 4 anni di prigionia russa — il 20 maggio saranno 4 anni — insieme ad altri 250 difensori ucraini, è tornato il marito della poetessa ucraina e cara amica @Оксана Стомина , Oksana Stomina.

Abbiamo avuto il privilegio e l'onore di ospitarla qui in Puglia a novembre scorso per presentare la sua raccolta di poesie "Lettere non spedite" (pubblicato in Italia da Gilgamesh Edizioni e portato in giro attraverso tantissimi incontri resi possibili grazie alla traduttrice Marina Sorina e in collaborazione con NAU - Network Associazioni per Ucraina).
A Trani Oksana ha avuto due giorni pieni di incontri indimenticabili con i ragazzi del Liceo classico, linguistico e pedagogico "Francesco De Sanctis", e a Bisceglie alla biblioteca Isolachenoncè Opera Don Uva una bellissima emozionante serata dedicata a raccontare l'amore in tempi di guerra e la resistenza degli ucraini attraverso la poesia

Oksana è una persona di cuore puro, una custode di speranza che, anche nei momenti più neri, non ha mai, nemmeno per un solo secondo, smesso di credere nel ritorno dell'uomo che ama.
Oggi, il titolo di quel libro cambia significato per sempre. Da qualche parte, in quel modo unico in cui la vita sa riparare i cuori spezzati, quelle lettere smettono di essere "non spedite".

Lunedì 5 maggio si è svolto il primo incontro nell'ambito del progetto europeo Teles of EUkraine (TEUk). Un incontro di ...
07/05/2026

Lunedì 5 maggio si è svolto il primo incontro nell'ambito del progetto europeo Teles of EUkraine (TEUk).
Un incontro di lettura animata per bambini e una donazione dei libri bilingui ucraino-italiano per la Biblioteca Comunale di Trinitapoli (BAT)
Un grazie enorme a Tarantinodell'associazione Man Mamma per aver offerto la lettura animata dei libri.
Grazie alla Biblioteca Comunale "Mons. V. Morra" per ospitalità e collaborazione
Con Man Mamma NAU - Network Associazioni per Ucraina
Teles of EUkraine è un progetto culturale europeo nato per sostenere i bambini ucraini colpiti dalla guerra e costretti a vivere lontano dal proprio Paese, cofinanziato dal Programma Europa Creativa dell'Unione Europea. Consiste nel tradurre dall’ucraino in lingue europee e pubblicare in formato bilingue i migliori libri per l’infanzia, destinati ai paesi europei che ospitano le famiglie rifugiate.

Ogni attività di lettura o distribuzione contribuisce a creare uno spazio di incontro, sostegno e dialogo tra bambini, famiglie e comunità. I libri diventano così un ponte tra culture e un mezzo per favorire la comprensione reciproca tra le comunità europee e quella ucraina. TEUk facilita l’integrazione dei bambini ucraini nei paesi ospitanti, aumenta la conoscenza della cultura ucraina in tutta l’Unione e sostiene il settore editoriale ucraino in un momento di estremo bisogno.

Con NAU - Network Associazioni per Ucraina

Per sostenere il progetto potete donare qui: https://www.kickstarter.com/projects/nuevu/reliquiae / Affrettatevi: mancan...
07/05/2026

Per sostenere il progetto potete donare qui: https://www.kickstarter.com/projects/nuevu/reliquiae / Affrettatevi: mancano poche ORE per completare la raccolta!

il progetto è sostenuto anche dalla nostra associazione Terre di confine - centro di cultura ucraina in Italia
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𝐆𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐬𝐮 𝐜𝐮𝐬𝐜𝐢𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐯𝐞𝐥𝐥𝐮𝐭𝐨: 𝐫𝐞𝐩𝐞𝐫𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐮𝐜𝐫𝐚𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐬𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐞 𝐝𝐢 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚 ...
07/05/2026

𝐆𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐬𝐮 𝐜𝐮𝐬𝐜𝐢𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐯𝐞𝐥𝐥𝐮𝐭𝐨: 𝐫𝐞𝐩𝐞𝐫𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐮𝐜𝐫𝐚𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐬𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐞 𝐝𝐢 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐁𝐢𝐞𝐧𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐠𝐨𝐠𝐧𝐚-Ukinform
Un artista italiano pugliese ha lanciato il progetto Reliquiae in risposta alla partecipazione della Russia alla Biennale di Venezia 2026. [...]

La decisione di ammettere il padiglione russo ha spinto artisti di diversi Paesi a organizzare una serie di proteste alla vigilia e nel giorno dell’inaugurazione ufficiale della Biennale, il 9 maggio.
Una di queste iniziative è il progetto artistico indipendente "Reliquiae", che presenterà reperti portati dall’Ucraina a Venezia come testimonianze della guerra.
I partecipanti prevedono di presentarlo l’8 e il 9 maggio sotto forma di una processione laica che partirà dalla stazione ferroviaria di Venezia e attraverserà i tradizionali percorsi turistici. Ogni partecipante porterà una “reliquia” su un cuscino di velluto rosso: un frammento annerito del monastero dei Bernardini di Lviv, danneggiato da un drone russo, un pezzo di mattone proveniente da un edificio residenziale bombardato a Odesa, una targa crivellata di proiettili con il nome di una città ucraina oppure una composizione artistica simbolica.

Il progetto è stato ideato dall’artista e designer italiano Walter Espedito Trento - Walter Ex Trento [un caro amico della nostra associazione]
«Questa idea è nata come un gesto in parte provocatorio in risposta alla decisione degli organizzatori di riaprire il padiglione russo alla Biennale di Venezia, sostenendo che “la cultura è fuori dalla politica”. Vogliamo quindi presentare le nostre reliquie come conseguenze della “grande cultura russa”», ha dichiarato l’artista all'agenzia Ukriniform.

"Abbiamo parlato con Walter, così come con un altro partecipante al progetto – il designer italiano Paolo Coia – alla fine di aprile, quando l’ideatore di "Reliquiae" si è recato in Ucraina per cercare oggetti comuni da presentare a Venezia come reliquie simboliche di storia e memoria.

«QUANDO IL SIGNOR BUTTAFUOCO HA APERTO LA BIENNALE AL REGIME RUSSO, È STATO COME UN’ESPLOSIONE DENTRO DI ME»
Artista, designer e direttore artistico del progetto, Walter Espedito Trento vive e lavora a Cisternino, in Puglia. Dirige lo studio NÙEVÙ studio e sviluppa progetti legati al design contemporaneo e alle installazioni spaziali.

Walter è arrivato per la prima volta in Ucraina circa 17 anni fa, nell’ambito di una performance artistica realizzata in vari Paesi europei. Viaggiando con lievito madre, preparava pane con farine locali in diverse città, dimostrando le radici comuni dei popoli europei.

Questa idea ha avuto per lui anche una continuazione concreta: in seguito, “sul lievito di quel progetto artistico”, ha avuto un figlio in Italia con un’artista ucraina di Lviv. Sebbene oggi la coppia viva separata, l’Ucraina è rimasta una parte importante della sua vita.

Secondo l’artista, negli ultimi anni la percezione dell’Ucraina in Italia è cambiata notevolmente. In passato molti italiani la consideravano quasi invisibile all’interno della grande “macchia rossa” con cui veniva indicata l’Unione Sovietica sulle mappe. Lui stesso, che allora si definiva “radicalmente di sinistra”, associava l’Ucraina a povertà e arretratezza.

L’incontro diretto con gli ucraini lo ha spinto ad approfondire la storia del Paese. Durante Euromaidan, ha sostenuto gli ucraini sui social media e ha cercato di spiegare la loro posizione al pubblico italiano.
Parallelamente, ha continuato a lavorare a progetti artistici e a mantenere contatti con artisti ucraini, soprattutto di Lviv.
«Ogni volta che andavo lì sentivo un fermento creativo costante: tutto era dinamico, vivo, vibrante. Mi sembrava di essere a Berlino e volevo sempre far parte di quel processo», ricorda.

Walter ha trascorso il Capodanno 2022 in un villaggio nella regione di Lviv, per poi tornare in Italia. Dopo il 24 febbraio, è stato tra i primi italiani a recarsi al confine con alcuni minibus per evacuare mogli e figli dei suoi amici.
«Da allora ho coinvolto continuamente artisti ucraini nei miei progetti in Puglia. Sentivo di dover fare qualcosa per l’Ucraina. Avrei potuto andare al fronte, ma sarebbe stato un gesto troppo “giornalistico”. Quando però il signor Buttafuoco ha aperto le porte della Biennale al regime russo, è stato come un’esplosione dentro di me: “Ah sì? Allora vi mostrerò la vera ‘grandezza’ della cultura russa”. Così è nata l’idea di *Reliquiae*», racconta.

Si è quindi rivolto ad artisti ucraini – pittori, scrittori, poeti – invitandoli a individuare oggetti capaci di diventare reliquie artistiche, lasciando loro piena libertà di scelta.
Al momento dell’intervista aveva già ricevuto “reliquie” da Lviv, Kyiv, Bucha, Mykolaiv, Ternopil e Cherkasy, ed era in attesa di altre da Kharkiv e da altre città.
Durante la processione per le strade di Venezia, queste saranno portate da circa dieci partecipanti, tra artisti italiani e membri della comunità ucraina in Italia.

«LA RUSSIA NON HA LIMITI, NEMMENO NELLA CRUDELTÀ»
Il designer e artista italiano Coia che vive in Ucraina da quasi dieci anni, ha contribuito al progetto con un’opera che incorpora schegge provenienti da Bucha.
Anche lui originario della Puglia, osserva che la propaganda russa è ancora piuttosto diffusa nella regione. Ha esperienza diretta nel cercare di spiegare alla società italiana la realtà della guerra, spesso difficile da accettare nella sua brutalità.

Ricorda che nel 2022 realizzò un’opera per una mostra a Milano: un ritratto di Putin che fissava lo spettatore, con frammenti di missili sospesi.
«L’idea era che i visitatori guardassero Putin negli occhi e toccassero gli oggetti che usa per uccidere le persone. Ma nessuno lo fece, e questo mi scioccò. In quel momento capii che in Italia la comunicazione deve essere diversa», racconta.

Per *Reliquiae*, Paolo ha utilizzato piccole schegge d’acciaio provenienti da Bucha, elementi utilizzati nelle munizioni contro civili.
La sua opera consiste in una base rettangolare in materiale morbido, dipinta con i colori della bandiera ucraina. Al centro vi è un cuore scuro, simbolo di una vita che si spegne, attraversato da nastri rossi fissati con schegge, metafora della negazione del valore della vita umana da parte della Russia.
«Quando una persona viene colpita da centinaia di questi elementi, muore lentamente e in modo doloroso. Questo è un crimine di guerra. Per questo ho dato quest’opera a Walter: per mostrare che la Russia non ha limiti, nemmeno nella crudeltà», spiega.

«RELIQUIAE È UNA CONTINUAZIONE DELL’IDEA DELLA NATURA COMUNE DEI POPOLI EUROPEI»
Per aiutare il pubblico a comprendere il simbolismo del progetto, Walter ha preparato adesivi e segnalibri con codici QR collegati al sito dell’iniziativa, promuovendola attivamente sui social.
Sia lui che Paolo sono convinti di riuscire a trasmettere il messaggio: alcuni faranno domande, altri scannerizzeranno semplicemente il codice.
«Nulla può fermare un’idea il cui tempo è arrivato», affermano sorridendo.

Dopo l’azione veneziana, Walter prevede di portare le “reliquie” a Cisternino, dove saranno esposte dal 30 maggio al 30 settembre nella storica chiesa di Santa Maria di Costantinopoli.
Intende inoltre avviare una raccolta fondi nella comunità locale per sostenere il progetto, già parzialmente finanziato tramite la piattaforma Kickstarter.

Alla domanda se gli italiani siano pronti a uscire dalla propria zona di comfort per comprendere il messaggio di *Reliquiae*, Walter risponde:
«Per me vita, arte e cultura sono quasi inseparabili. Questo progetto è la continuazione dell’idea della natura comune dei popoli europei. Si può fingere che la cultura sia fuori dalla politica, ma sono convinto che non possa esistere politica senza cultura, né cultura senza politica. E se non ti occupi di politica, arriverà il giorno in cui sarà la politica a occuparsi di te».

Secondo Walter, gli italiani sono attratti da situazioni che generano dibattito, quindi la Biennale di quest’anno e le polemiche ad essa legate resteranno a lungo al centro dell’attenzione. In questo contesto, anche la risposta artistica all’invito rivolto alla Russia – incluso il progetto *Reliquiae* – sarà molto visibile.

Articolo in ucraino: di Nadiia Yurchenko, Foto di Yevhen Kotenko.
Articolo pubblicato su Ukrinform il 5 maggio 2026

‼Per sostenere l’iniziativa: https://www.kickstarter.com/projects/nuevu/reliquiae

Il progetto è sostenuto d NAU - Network Associazioni per Ucraina e dalla nostra associazione Terre di confine - centro di cultura ucraina in Italia

foto: 1-2 Walter Trento con alcuni dei oggetti
3. Paolo Coia con la sua opera
4. Una delle " reliquie"

NAU - Network Associazioni per Ucraina La Biennale d’arte di Venezia è la vetrina per i migliori artisti contemporanei c...
05/05/2026

NAU - Network Associazioni per Ucraina
La Biennale d’arte di Venezia è la vetrina per i migliori artisti contemporanei che espongono la diversità dei loro sguardi creativi, per rappresentare il proprio paese.

Nel 2026 i gestori della biennale hanno deciso di rianimare un padiglione che preferiremmo vedere chiuso: rappresenta le idee che vanno a cozzare contro lo spirito di pace e armonia fra i popoli. Non potevano rimanere in silenzio: per questo abbiamo promosso o sostenuto alcune iniziative ad alto valore simbolico che ci racconteremo nei prossimi giorni.

La prima inizia da oggi: quest’anno, ci sarà un padiglione in più. Un padiglione invisibile, ma ricco di eventi, che esiste unicamente come una rete di manifesti distribuiti in tutta la città. andando ad integrare il padiglione ucraino ufficiale, si diffonderà per le strade di Venezia ed eventualmente, di altre città.

Il “Padiglione invisibile” è in apparenza un programma culturale composto da mostre, proiezioni cinematografiche, presentazioni di libri, incontri pubblici. Ad annunciarli saranno i manifesti in lingua inglese, che riportano i nomi di artisti e scrittori, le date e i luoghi, come si fa di solito con i numerosi eventi collaterali della Biennale.

C’è però un dettaglio: nessuno di loro potrà fare davvero questo evento, perché sono stati uccisi dai russi. La scritta “CANCELLED because the author was killed by Russia” che attraversa il manifesto mette le cose in chiaro.

I manifesti affissi in città saranno come porte verso una dimensione parallela: un QR code condurrà a un archivio digitale degli artisti, delle loro opere e delle mostre, dei film e dei libri da loro creati…

Non potremo aggiungere nuovi progetti al loro curriculum: sono stati uccisi dalla stessa federazione russa che ostenta ora la propria influenza, cercando di tornare nel mondo d’arte nonostante i divieti europei.

Così l’“Invisible Pavilion” trasforma Venezia in uno spazio della memoria, in cui ogni manifesto rappresenta non solo un evento cancellato, ma una vita interrotta e il futuro mancato di un’intera cultura.



Il testo e l'opera dell'artista ucraino  Yermolenko "Venezia riapre ancora una volta le porte al padiglione russo — con ...
05/05/2026

Il testo e l'opera dell'artista ucraino Yermolenko

"Venezia riapre ancora una volta le porte al padiglione russo — con lo stesso sorriso cortese dietro cui si nasconde un’amnesia ben collaudata.

Mentre in Ucraina si seppelliscono poeti, musicisti, registi.
Mentre i nomi delle figure della cultura non entrano nei cataloghi dei festival, ma nelle liste dei caduti.
Mentre la cultura muore letteralmente insieme a coloro che la creavano — come Maksym “Dali” Kryvtsov, come Volodymyr Vakulenko, come Davyd Chychkan.*

E da qualche parte, su questo sfondo, appare una metafora quasi perfetta del nostro tempo: Putin che cavalca il leone alato di Venezia, stringendo le redini con le sue mani insanguinate.
E il leone non disarciona il cavaliere.
Il leone resta immobile, posa educatamente e accoglie gli ospiti.

E proprio in questo stesso momento il Paese assassino si prepara a partecipare alla Biennale.
Con quadri, concetti, un linguaggio levigato sulla “umanità”.
Come se non fossero i loro missili a squarciare le città.
Come se non fosse il loro Stato a uccidere sistematicamente — persone, memoria, futuro.

Prima le Olimpiadi. Ora Venezia.
Poi il ritorno alla “normalità”, dove tutti capiscono tutto, ma preferiscono non vedere.
Perché i contratti non si firmano da soli.
Perché il mercato ama il silenzio più della verità.

“L’arte è fuori dalla politica”, dicono.
Ditelo alla Rinascita Fucilata,**
A Stus.
A Symonenko.
A Ivasiuk.
Ad Alla Horska.***
Ditelo a coloro che vengono uccisi adesso — in diretta nella storia che è così comodo spegnere.

Non si tratta di arte.
Si tratta dell’abitudine di chiudere gli occhi e chiamarlo principio.

Doppi standard, doppia morale — e tutta questa menzogna raffinata, lucidata fino a brillare, non si maschera nemmeno più.
Funziona e basta"

Ivan Yermosha
Andriy Yermolenko Art

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* Sono solo tre dei 364 artisti e scrittore ucraini uccisi dai missili e bombe russe in questi più di 4 anni dell' aggressione su vasta scala russa

* Il Rinascimento Fucilato è (Rozstriljane Vidrodžennja) indica una generazione di scrittori, poeti, registi, artisti e intellettuali ucraini degli anni 1920–1930 che contribuirono a una straordinaria rinascita culturale dell’Ucraina, ma furono poi repressi fisicamente e politicamente dal regime staliniano.

Molti di loro vennero arrestati, deportati o giustiziati durante le purghe sovietiche, soprattutto nel 1937. Per questo la loro fioritura culturale viene chiamata “fucilata”: una rinascita artistica brutalmente interrotta dalla repressione politica.

Questo fenomeno è oggi considerato uno dei simboli della perdita culturale subita dall’Ucraina nel XX secolo.

*** Alcuni dei rappresentanti dei artisti -dissidenti ucraini degli anni 60-80 uccisi dal regime sovietico, alcuni come Stus già all'epoca di Gorbaciov

La bandiera ucraina è oggi simbolo della lotta per la libertà, l’indipendenza, la democrazia e la vita umana — contro la...
25/04/2026

La bandiera ucraina è oggi simbolo della lotta per la libertà, l’indipendenza, la democrazia e la vita umana — contro la brutale guerra della Russia, la più grande guerra dalla Seconda guerra mondiale.
Siamo sinceramente grati al Governo italiano e a tutti gli italiani che sostengono l’Ucraina e il popolo ucraino nella lotta per la vita e il futuro.

Gli episodi di aggressione e discriminazione contro persone con bandiere ucraine durante le celebrazioni odierne sono assolutamente inaccettabili.

La bandiera ucraina è oggi simbolo della lotta per la libertà, l’indipendenza, la democrazia e la vita umana — contro la brutale guerra della Russia, la più grande guerra dalla Seconda guerra mondiale.

Siamo sinceramente grati al Governo italiano e a tutti gli italiani che sostengono l’Ucraina e il popolo ucraino nella lotta per la vita e il futuro.

La violenza contro chi si oppone alle uccisioni quotidiane di persone innocenti, alla deportazione dei bambini e ai tentativi della Russia di distruggere uno Stato indipendente e il suo popolo suscita profonda indignazione e totale incomprensione. Questo non deve ripetersi.

Gli Alleati hanno combattuto sul suolo italico per due anni: sono morti per la libertà altrui inglesi e americani, polac...
25/04/2026

Gli Alleati hanno combattuto sul suolo italico per due anni: sono morti per la libertà altrui inglesi e americani, polacchi e ucraini, francesi e indiani. Le brigate partigiane rappresentavano un ampio spettro di ideologie: socialisti e cattolici, comunisti e monarchici — tutti loro erano contrari alla dittatura, e tutti loro vanno ricordati oggi.
Oltre al ricordo dei partigiani, questa festa dovrebbe avere al centro anche i partigiani d’oggi: gli ucraini, fulgido esempio di un popolo che ha trovato l’invasore e non si è arreso. In molte città italiane è andata proprio così: a Ravenna, Ancona e Udine gli ucraini hanno sfilato con le proprie bandiere, simbolo di libertà e resistenza.

19/04/2026
Buona Pasqua !
12/04/2026

Buona Pasqua !

In questo Santo giorno di Pasqua, la Resurrezione non è soltanto una celebrazione: è una promessa che attraversa il dolore e lo trasfigura in speranza, ricordando che nessuna notte è eterna.

La Network Associazioni per l’Ucraina rivolge i suoi più sinceri auguri a tutti gli ucraini ortodossi: oggi celebriamo la vita che vince sulla morte, la luce che resiste all’oscurità.

Che questa luce vi raggiunga ovunque siate, vi dia forza quando manca il respiro, vi consoli quando il cuore è stanco, e vi tenga uniti nella speranza che resiste.

Cristo è risorto — e con Lui risorge anche la speranza di pace, di giustizia e di libertà....e risorgerà anche l'Ucraina.

Buona Pasqua, con il cuore e con l’anima.

@топові прихильники

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Trinitapoli
71049

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