07/05/2026
𝐆𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐬𝐮 𝐜𝐮𝐬𝐜𝐢𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐯𝐞𝐥𝐥𝐮𝐭𝐨: 𝐫𝐞𝐩𝐞𝐫𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐮𝐜𝐫𝐚𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐬𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐞 𝐝𝐢 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐁𝐢𝐞𝐧𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐠𝐨𝐠𝐧𝐚-Ukinform
Un artista italiano pugliese ha lanciato il progetto Reliquiae in risposta alla partecipazione della Russia alla Biennale di Venezia 2026. [...]
La decisione di ammettere il padiglione russo ha spinto artisti di diversi Paesi a organizzare una serie di proteste alla vigilia e nel giorno dell’inaugurazione ufficiale della Biennale, il 9 maggio.
Una di queste iniziative è il progetto artistico indipendente "Reliquiae", che presenterà reperti portati dall’Ucraina a Venezia come testimonianze della guerra.
I partecipanti prevedono di presentarlo l’8 e il 9 maggio sotto forma di una processione laica che partirà dalla stazione ferroviaria di Venezia e attraverserà i tradizionali percorsi turistici. Ogni partecipante porterà una “reliquia” su un cuscino di velluto rosso: un frammento annerito del monastero dei Bernardini di Lviv, danneggiato da un drone russo, un pezzo di mattone proveniente da un edificio residenziale bombardato a Odesa, una targa crivellata di proiettili con il nome di una città ucraina oppure una composizione artistica simbolica.
Il progetto è stato ideato dall’artista e designer italiano Walter Espedito Trento - Walter Ex Trento [un caro amico della nostra associazione]
«Questa idea è nata come un gesto in parte provocatorio in risposta alla decisione degli organizzatori di riaprire il padiglione russo alla Biennale di Venezia, sostenendo che “la cultura è fuori dalla politica”. Vogliamo quindi presentare le nostre reliquie come conseguenze della “grande cultura russa”», ha dichiarato l’artista all'agenzia Ukriniform.
"Abbiamo parlato con Walter, così come con un altro partecipante al progetto – il designer italiano Paolo Coia – alla fine di aprile, quando l’ideatore di "Reliquiae" si è recato in Ucraina per cercare oggetti comuni da presentare a Venezia come reliquie simboliche di storia e memoria.
«QUANDO IL SIGNOR BUTTAFUOCO HA APERTO LA BIENNALE AL REGIME RUSSO, È STATO COME UN’ESPLOSIONE DENTRO DI ME»
Artista, designer e direttore artistico del progetto, Walter Espedito Trento vive e lavora a Cisternino, in Puglia. Dirige lo studio NÙEVÙ studio e sviluppa progetti legati al design contemporaneo e alle installazioni spaziali.
Walter è arrivato per la prima volta in Ucraina circa 17 anni fa, nell’ambito di una performance artistica realizzata in vari Paesi europei. Viaggiando con lievito madre, preparava pane con farine locali in diverse città, dimostrando le radici comuni dei popoli europei.
Questa idea ha avuto per lui anche una continuazione concreta: in seguito, “sul lievito di quel progetto artistico”, ha avuto un figlio in Italia con un’artista ucraina di Lviv. Sebbene oggi la coppia viva separata, l’Ucraina è rimasta una parte importante della sua vita.
Secondo l’artista, negli ultimi anni la percezione dell’Ucraina in Italia è cambiata notevolmente. In passato molti italiani la consideravano quasi invisibile all’interno della grande “macchia rossa” con cui veniva indicata l’Unione Sovietica sulle mappe. Lui stesso, che allora si definiva “radicalmente di sinistra”, associava l’Ucraina a povertà e arretratezza.
L’incontro diretto con gli ucraini lo ha spinto ad approfondire la storia del Paese. Durante Euromaidan, ha sostenuto gli ucraini sui social media e ha cercato di spiegare la loro posizione al pubblico italiano.
Parallelamente, ha continuato a lavorare a progetti artistici e a mantenere contatti con artisti ucraini, soprattutto di Lviv.
«Ogni volta che andavo lì sentivo un fermento creativo costante: tutto era dinamico, vivo, vibrante. Mi sembrava di essere a Berlino e volevo sempre far parte di quel processo», ricorda.
Walter ha trascorso il Capodanno 2022 in un villaggio nella regione di Lviv, per poi tornare in Italia. Dopo il 24 febbraio, è stato tra i primi italiani a recarsi al confine con alcuni minibus per evacuare mogli e figli dei suoi amici.
«Da allora ho coinvolto continuamente artisti ucraini nei miei progetti in Puglia. Sentivo di dover fare qualcosa per l’Ucraina. Avrei potuto andare al fronte, ma sarebbe stato un gesto troppo “giornalistico”. Quando però il signor Buttafuoco ha aperto le porte della Biennale al regime russo, è stato come un’esplosione dentro di me: “Ah sì? Allora vi mostrerò la vera ‘grandezza’ della cultura russa”. Così è nata l’idea di *Reliquiae*», racconta.
Si è quindi rivolto ad artisti ucraini – pittori, scrittori, poeti – invitandoli a individuare oggetti capaci di diventare reliquie artistiche, lasciando loro piena libertà di scelta.
Al momento dell’intervista aveva già ricevuto “reliquie” da Lviv, Kyiv, Bucha, Mykolaiv, Ternopil e Cherkasy, ed era in attesa di altre da Kharkiv e da altre città.
Durante la processione per le strade di Venezia, queste saranno portate da circa dieci partecipanti, tra artisti italiani e membri della comunità ucraina in Italia.
«LA RUSSIA NON HA LIMITI, NEMMENO NELLA CRUDELTÀ»
Il designer e artista italiano Coia che vive in Ucraina da quasi dieci anni, ha contribuito al progetto con un’opera che incorpora schegge provenienti da Bucha.
Anche lui originario della Puglia, osserva che la propaganda russa è ancora piuttosto diffusa nella regione. Ha esperienza diretta nel cercare di spiegare alla società italiana la realtà della guerra, spesso difficile da accettare nella sua brutalità.
Ricorda che nel 2022 realizzò un’opera per una mostra a Milano: un ritratto di Putin che fissava lo spettatore, con frammenti di missili sospesi.
«L’idea era che i visitatori guardassero Putin negli occhi e toccassero gli oggetti che usa per uccidere le persone. Ma nessuno lo fece, e questo mi scioccò. In quel momento capii che in Italia la comunicazione deve essere diversa», racconta.
Per *Reliquiae*, Paolo ha utilizzato piccole schegge d’acciaio provenienti da Bucha, elementi utilizzati nelle munizioni contro civili.
La sua opera consiste in una base rettangolare in materiale morbido, dipinta con i colori della bandiera ucraina. Al centro vi è un cuore scuro, simbolo di una vita che si spegne, attraversato da nastri rossi fissati con schegge, metafora della negazione del valore della vita umana da parte della Russia.
«Quando una persona viene colpita da centinaia di questi elementi, muore lentamente e in modo doloroso. Questo è un crimine di guerra. Per questo ho dato quest’opera a Walter: per mostrare che la Russia non ha limiti, nemmeno nella crudeltà», spiega.
«RELIQUIAE È UNA CONTINUAZIONE DELL’IDEA DELLA NATURA COMUNE DEI POPOLI EUROPEI»
Per aiutare il pubblico a comprendere il simbolismo del progetto, Walter ha preparato adesivi e segnalibri con codici QR collegati al sito dell’iniziativa, promuovendola attivamente sui social.
Sia lui che Paolo sono convinti di riuscire a trasmettere il messaggio: alcuni faranno domande, altri scannerizzeranno semplicemente il codice.
«Nulla può fermare un’idea il cui tempo è arrivato», affermano sorridendo.
Dopo l’azione veneziana, Walter prevede di portare le “reliquie” a Cisternino, dove saranno esposte dal 30 maggio al 30 settembre nella storica chiesa di Santa Maria di Costantinopoli.
Intende inoltre avviare una raccolta fondi nella comunità locale per sostenere il progetto, già parzialmente finanziato tramite la piattaforma Kickstarter.
Alla domanda se gli italiani siano pronti a uscire dalla propria zona di comfort per comprendere il messaggio di *Reliquiae*, Walter risponde:
«Per me vita, arte e cultura sono quasi inseparabili. Questo progetto è la continuazione dell’idea della natura comune dei popoli europei. Si può fingere che la cultura sia fuori dalla politica, ma sono convinto che non possa esistere politica senza cultura, né cultura senza politica. E se non ti occupi di politica, arriverà il giorno in cui sarà la politica a occuparsi di te».
Secondo Walter, gli italiani sono attratti da situazioni che generano dibattito, quindi la Biennale di quest’anno e le polemiche ad essa legate resteranno a lungo al centro dell’attenzione. In questo contesto, anche la risposta artistica all’invito rivolto alla Russia – incluso il progetto *Reliquiae* – sarà molto visibile.
Articolo in ucraino: di Nadiia Yurchenko, Foto di Yevhen Kotenko.
Articolo pubblicato su Ukrinform il 5 maggio 2026
‼Per sostenere l’iniziativa: https://www.kickstarter.com/projects/nuevu/reliquiae
Il progetto è sostenuto d NAU - Network Associazioni per Ucraina e dalla nostra associazione Terre di confine - centro di cultura ucraina in Italia
foto: 1-2 Walter Trento con alcuni dei oggetti
3. Paolo Coia con la sua opera
4. Una delle " reliquie"