26/04/2026
Le iniziative promosse in occasione del 25 aprile, nell’81° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, hanno visto una presenza attenta e consapevole di cittadine e cittadini dell’area ofantina a testimonianza di quanto i valori della Resistenza siano ancora vivi e radicati nelle nostre comunità.
Quest’anno, inoltre, celebra i suoi 80 anni la Repubblica italiana, fondata sull’antifascismo e custodita dalla nostra Costituzione, una Costituzione che spesso è stata svilita e messa in discussione nei suoi principi fondamentali. Per questo l’ANPI ritiene indispensabile ribadire con forza il valore di quei principi che rappresentano il fondamento della nostra convivenza democratica.
In particolare, in un contesto internazionale segnato da conflitti e tensioni, sentiamo il dovere di far ricordare l’articolo 11 della Costituzione che ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
Non possiamo tuttavia esimerci dal denunciare con forza quanto accaduto anche quest’anno nel nostro territorio. La scelta del Sindaco e dell’amministrazione comunale di Trinitapoli di anticipare di un giorno la celebrazione ufficiale del 25 aprile rappresenta un atto grave e ingiustificato, che svuota di significato la ricorrenza stessa e ne compromette il valore simbolico e storico. Ancora più grave è la reiterata esclusione dell’ANPI da tale celebrazione: una decisione che non solo mortifica il ruolo dell’associazione che per statuto e storia è custode della memoria della Resistenza, ma rivela una precisa volontà di marginalizzare una voce critica e autonoma.
A ciò si aggiunge un altro elemento inaccettabile: il ripetersi di un approccio revisionista della storia, che tende a relativizzare le responsabilità del fascismo e a depotenziare il significato della Liberazione, accompagnato dalla strumentalizzazione dell’evento per meri fini di politica locale. Il 25 aprile non può e non deve essere piegato a logiche di parte, né trasformato in una passerella istituzionale priva di rigore storico e rispetto per la memoria collettiva.
Queste scelte non sono neutre. Esse contribuiscono a indebolire la consapevolezza democratica e a confondere le nuove generazioni su ciò che il 25 aprile rappresenta davvero: la riconquista della libertà, della dignità e dei diritti fondamentali. Escludere l’ANPI e alterare tempi e modalità della celebrazione significa sottrarre autenticità a una ricorrenza che appartiene a tutto il popolo italiano.
Invitiamo infine il Sindaco a riprendere in considerazione la Delibera n. 12 del 27.5.2020, con la quale il Consiglio Comunale impegnò la Giunta Comunale “a denominare l’area verde attrezzata, cosiddetta “pineta”, adiacente a via Libertà, in “Parco dei Partigiani”, con l’apposizione di un cippo marmoreo con i nomi dei partigiani trinitapolesi”. Si tratta di un impegno preciso verso la memoria storica della comunità, che ad oggi risulta disatteso.
Attendiamo ancora un riscontro alle nostre PEC e rinnoviamo la disponibilità ad organizzare un incontro per stabilire insieme i prossimi passi, nella convinzione che il dialogo istituzionale debba fondarsi sul rispetto reciproco e sulla condivisione dei valori costituzionali.
L’ANPI Ofantina continuerà, con determinazione e coerenza, a difendere i valori della Resistenza e a vigilare affinché il 25 aprile resti ciò che è: una giornata di unità e di verità storica.
Luca Carulli
Presidente A.N.P.I. Sezione Ofantina