29/05/2026
𝗜 𝗗𝗢𝗟𝗢𝗥𝗜 𝗗𝗜 𝗧𝗘𝗦𝗧𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗩𝗜𝗖𝗘𝗦𝗜𝗡𝗗𝗔𝗖𝗢 𝗘 𝗜𝗟 𝗠𝗔𝗟 𝗗𝗜 𝗣𝗔𝗡𝗖𝗜𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗣𝗥𝗘𝗦𝗜𝗗𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗜𝗚𝗟𝗜𝗢
Continuano le scorribande della comitiva Toscano, bulimici di scivoloni e magre figure.
Risale all’ultimo consiglio comunale, tenutosi nel pomeriggio del 26 Maggio, l’ennesima cantonata dell’assessore 𝗔𝗡𝗧𝗢𝗡𝗜𝗢 𝗦𝗖𝗨𝗦𝗖𝗔 che, se si limitasse a svolgere il compitino di ragioneria, probabilmente nessuno noterebbe.
L’improvvido ragioniere💻, infatti, chiamato a relazionare in merito all’ultimo punto all’ordine del giorno, nell’incipit del proprio intervento ha polemizzato goffamente (a tratti ci ha ricordato un collega più famoso di nome Ugo🎾) nei confronti dei consiglieri comunali che, a suo dire, abuserebbero dello strumento dei “preliminari”.
Il ragioniere, nell’occasione - oltre a mostrare una scarsa propensione al confronto democratico ed una ancora più scarsa conoscenza della normativa📚 e della prassi consolidata che regola lo strumento dei “preliminari” - ha utilizzando termini che seppur coerenti con l’eloquio elementare di cui è dotato, offendono l’onore e il decoro dei consiglieri comunali tutti (di maggioranza e di opposizione).
Sostenere che i preliminari, così come si sono svolti nel corso della seduta, siano serviti solo a procurargli:
🔴🔴“𝙁𝙊𝙍𝙏𝙀 𝘿𝙊𝙇𝙊𝙍𝙀 𝘿𝙄 𝙏𝙀𝙎𝙏𝘼 ” è grave ed inaccettabile🔴🔴
Soprattutto perché sono parole che escono dalla bocca di un assessore insignito, altresì, della carica di vicesindaco.
Ci piacerebbe sapere se il vicesindaco ha patito le stesse emicranie in occasione della promozione di un funzionario accusato di corruzione, oppure quando si è deciso di sperperare denaro pubblico per assumere il portavoce del sindaco.
Sicuramente possiamo affermare che il ragionier Susca non ha approfondito le aggiudicazioni delle ultime manifestazioni di interesse, altrimenti non sarebbe bastata un’intera fornitura di Oki per placare il “dolore di testa”!
Archiviate le cefalee del vicesindaco, lasciateci dire due parole sul presidente del consiglio 𝗩𝗶𝘁𝗼 𝗣𝗿𝗼𝗰𝗮𝗰𝗰𝗶𝗼.
Nulla contro la persona, pacata e di buon senso, qualità che però possono tramutarsi in un boomerang quando si verificano casi come quello riportato.
Il solo invito a moderare i toni, accentua la mortificazione del ruolo dei consiglieri comunali e quasi giustifica lo sproloquio del vicesindaco.
⚫Il vicesindaco, che in sede di consiglio deve limitarsi a valutazioni tecniche e non politiche, andava interrotto immediatamente, censurato e ricondotto su binari consoni al rispetto istituzionale⚫.
Niente di tutto ciò è stato fatto e, se questi sono i risultati, a nulla servono i rimbrotti postumi nelle segrete stanze, tantomeno le comunicazioni riservate a mezzo pec per manifestare lancinanti dolori di pancia.
A Vito Procaccio consigliamo di prendere esempio da altri ragionieri che prima di lui hanno rivestito la carica di Presidente del consiglio con autorevolezza e senso delle istituzioni.
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