Ics Ufficio Rifugiati ETS

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Ics Ufficio Rifugiati ETS Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Ics Ufficio Rifugiati ETS, Organizzazione no-profit, Via del lavatoio 5, Trieste.

ICS è un’associazione privata, laica e senza scopo di lucro che svolge un’opera di tutela a favore di richiedenti asilo, rifugiati e persone titolari di protezione presenti a Trieste e in FVG ICS – Consorzio Italiano di Solidarietà – Ufficio Rifugiati Onlus è un’associazione privata, laica e senza scopo di lucro che svolge un’opera di tutela a favore di richiedenti asilo, rifugiati e persone titolari di protezione temporanea o sussidiaria presenti a Trieste e in Friuli Venezia Giulia e organizza servizi di accoglienza e integrazione nell’area nord orientale.

📆 Due nuovi appuntamenti con i Tavoli di rete del progetto Crescere Insieme, per mettere in dialogo le realtà del territ...
18/09/2026

📆 Due nuovi appuntamenti con i Tavoli di rete del progetto Crescere Insieme, per mettere in dialogo le realtà del territorio e confrontarsi su inclusione e diritti.

📌 Sabato 19 settembre, a Gorizia, si parlerà di disabilità, accessibilità e inclusione, presso l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

📌 Sabato 26 settembre, a Trieste, il confronto sarà dedicato a multiculturalità, internazionalizzazione, mobilità lavorativa per giovani immigrati e valorizzazione delle culture di provenienza, presso Casa Donk.

Lo sgombero effettuato questa mattina in Porto Vecchio, dove circa cento persone avevano trovato riparo sotto la pensili...
17/09/2026

Lo sgombero effettuato questa mattina in Porto Vecchio, dove circa cento persone avevano trovato riparo sotto la pensilina di largo Città di Santos, conferma ancora una volta la gravità di una situazione che ICS denuncia da mesi: a Trieste continuano a esserci persone richiedenti asilo costrette a vivere in strada o in ripari di fortuna perché non adeguatamente prese in carico dal sistema di accoglienza.

L'intervento di questa mattina pone però una questione precisa alla quale le autorità devono rispondere: che cosa significa, concretamente, sgomberare persone che hanno già manifestato la volontà di chiedere protezione internazionale?

Secondo quanto riferito dai media locali, circa 20 delle persone coinvolte erano già in possesso di titoli rilasciati dalla Questura di Trieste e circa 50 provenivano da altre città, dove avevano già un appuntamento presso le rispettive Questure. Si tratta, per quanto riguarda queste ultime, principalmente di persone che a Trieste hanno tentato senza successo di registrare la propria domanda di asilo e che, solo in un secondo momento, hanno provato a rivolgersi alle Questure di Udine e Gorizia.

Anche questo problema è ben noto e lo abbiamo denunciato più volte: lo scorso inverno, circa 200 richiedenti asilo di competenza della Questura di Gorizia sono stati costretti a registrare lì le proprie domande, dopo che la Questura di Trieste non lo aveva fatto.

Di fronte a questa situazione, la responsabilità istituzionale ricade innanzitutto sul Prefetto di Trieste, in quanto rappresentante territoriale del governo e commissario straordinario per il coordinamento delle attività connesse alla gestione dei flussi migratori sul territorio regionale. Dinanzi a un problema divenuto ormai costante, determinato non da arrivi massicci e improvvisi, ma dalle carenze nelle procedure di registrazione, nei trasferimenti e nelle prese in carico, cosa intende fare il Prefetto, nel suo ruolo di coordinamento delle Prefetture della Regione?

Le autorità hanno dichiarato che le persone sgomberate saranno prese in carico e, dopo la verifica delle loro posizioni, inserite nel sistema di accoglienza. Ma che cosa significa concretamente? Dove saranno accolte queste persone e con quali tempi? Non è la prima volta che vengono annunciati inserimenti nel sistema di accoglienza che poi non trovano corrispondenza nella realtà, mentre i trasferimenti delle persone verso altre città non sono stati annunciati.

Se lo sgombero è finalizzato alla presa in carico, allora deve essere seguito da una sistemazione effettiva. Altrimenti si tratta semplicemente di spostare le persone da un luogo all'altro, senza affrontare il problema che da mesi denunciamo. Un'operazione di questo tipo non è assistenza, ma un'azione rivolta contro persone che già si trovano in una condizione di estrema vulnerabilità.

Una domanda riguarda anche il funzionamento ordinario del sistema: se oggi, a seguito dello sgombero, si procede all'inserimento delle persone nelle strutture di accoglienza, perché non si procede ogni giorno in modo adeguato alle necessità? La presenza di persone in strada non può essere attribuita semplicemente a un'improvvisa emergenza determinata da arrivi massicci. È una situazione che si ripete da mesi, come abbiamo più volte denunciato.

C'è infine un'altra questione che le autorità devono affrontare: che cosa si intende fare per le persone diventate “invisibili” non per scelta, ma perché vengono rimbalzate per settimane dall'Ufficio Immigrazione della Questura di Trieste, senza riuscire a registrare la propria domanda di protezione e rimanendo, di conseguenza, in strada senza alcuna presa in carico?

Anche su questo punto chiediamo risposte immediate. Non è possibile, da un lato, sgomberare le persone in nome di una fantomatica “sicurezza” e, dall'altro, lasciare irrisolto il meccanismo amministrativo che impedisce a molte di loro di accedere alle procedure e al sistema di accoglienza a cui avrebbero diritto.

Le nuove regole europee ridisegnano il sistema di gestione delle migrazioni e dell’asilo: quali saranno le conseguenze c...
16/09/2026

Le nuove regole europee ridisegnano il sistema di gestione delle migrazioni e dell’asilo: quali saranno le conseguenze concrete per chi arriva in Europa e chiede protezione?

Martedì 6 ottobre alle 20.30, alla Sala dei Saveriani di Vicenza, il presidente di ICS Gianfranco Schiavone interverrà all’incontro “La frontiera cucita addosso. Il paradosso del nuovo Patto Europeo sulla Migrazione e l’Asilo e le sue conseguenze”, organizzato dal Centro Astalli Vicenza.

📍 Sala dei Saveriani, Viale Trento 119, Vicenza
📅 Martedì 6 ottobre 2026
🕣 Ore 20.30

15/09/2026

📣 Nuovi corsi gratuiti INSPIRED in partenza per operatori e operatrici!

Se lavori nei servizi di accoglienza, nell’educazione o nella formazione con persone migranti, minori stranieri non accompagnati, richiedenti asilo e rifugiati, il Catalogo INSPIRED propone nuovi percorsi di aggiornamento professionale dedicati a chi opera ogni giorno nei processi di inclusione.

📅 I prossimi appuntamenti:

🤝 Dal 15 settembre | Pordenone
La relazione efficace ed il benessere operativo nei servizi alla persona: uno sguardo Etno-Sistemico-Narrativo
12 ore per approfondire strumenti e approcci utili alla relazione professionale e al benessere di chi lavora nei servizi alla persona.

👥 Dal 7 ottobre | Trieste
Costruire fiducia, lavorare in gruppo: Team building e relazioni professionali nei servizi di accoglienza
12 ore dedicate alle dinamiche di gruppo, alla costruzione della fiducia e alle relazioni professionali nei contesti dell’accoglienza.

🎨 Dal 29 ottobre | Udine
Alfabetizzazione emotiva: laboratorio esperienziale di arteterapia
10 ore per sperimentare metodologie e strumenti dedicati al riconoscimento e all’espressione delle emozioni.

✅ La partecipazione è gratuita.

I corsi fanno parte del Catalogo aperto INSPIRED e mirano a rafforzare competenze, metodologie e strumenti per accompagnare percorsi di inclusione, alfabetizzazione, orientamento e tutela delle persone migranti più vulnerabili.

👉 Scopri i programmi e le modalità di iscrizione:
https://www.progettoinspired.it/catalogo-aperto-operatori/

Le iniziative sono realizzate nell’ambito del progetto , cofinanziato dal 2021-2027.



Civiform ETS

14/09/2026

Rispondendo esclusivamente alla logica della paura e della criminalizzazione delle persone migranti, il Nuovo Patto Europeo su Migrazione e Asilo cancella il diritto di asilo ed estende misure repressive, di detenzione e di controllo alle persone con vulnerabilità e alle persone minori, favorendo la creazione di CPR e luoghi di detenzione di massa per persone che non hanno commesso alcun reato.
Attraverso il nuovo patto, l'esternalizzazione dei confini diviene una questione centrale di responsabilità dell'Unione europea che agisce nuove forme di colonialismo sui corpi delle persone migranti.

Ci vediamo il 19 settembre al panel di Antares presso il Circolo Arci 29 Martiri!

Per Cambiare L'Ordine delle Cose - Forum nazionale
Arci Agogo Aulla
Associazione Studi Giuridici Immigrazione
L'Altro Diritto
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🚧 A Trieste esiste una frontiera che, secondo le regole europee, non dovrebbe esserci.🧑‍⚖️ Il nuovo Patto europeo su mig...
07/09/2026

🚧 A Trieste esiste una frontiera che, secondo le regole europee, non dovrebbe esserci.

🧑‍⚖️ Il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo ha introdotto la procedura accelerata di frontiera. Può essere applicata al confine tra Italia e Slovenia, che è una frontiera interna dell’Ue? Il governo italiano dice di sì. Ma il Tribunale di Trieste non è d'accordo, e ha già accolto una quarantina di ricorsi.

📰 Il Fatto Quotidiano ha seguito il caso di Sajan e Asha, una coppia nepalese arrivata dalla Croazia, e racconta cosa sta accadendo a Trieste, dove l’applicazione delle nuove procedure sta producendo esclusioni dall’accoglienza e marginalizzazione.

Il Viminale estende per decreto l'applicazione delle nuove procedure d'asilo, ma il Regolamento Ue detta i limiti stringenti. Il rischio di una nuova battaglia giudiziaria: già 40 i ricorsi accolti

04/09/2026

🚓 Ieri abbiamo assistito all'ennesimo sgombero in Porto Vecchio. Eppure ci ritroviamo sempre al punto di partenza. Come mai?

🎙️ Il presidente di ICS Gianfranco Schiavone ricostruisce cosa è successo negli ultimi mesi e spiega perché lo sgombero del 3 settembre è l’ennesimo effetto di una gestione segnata da «inerzia e degrado istituzionale».

Le volontarie e i volontari dei Fornelli Resistenti denunciano episodi di aggressione fisica in Piazza della Libertà, mi...
18/08/2026

Le volontarie e i volontari dei Fornelli Resistenti denunciano episodi di aggressione fisica in Piazza della Libertà, minacce e una crescente campagna di odio razzista sui social. Ora, a preoccupare, c’è anche l’annuncio delle cosiddette “passeggiate della sicurezza” del gruppo neofascista forza nuova.

Per questo la Rete solidale dei Fornelli Resistenti chiede al Prefetto di intervenire mettendo finalmente a disposizione uno spazio adeguato e dignitoso per l’assistenza alle persone migranti in transito, abbandonate in strada.

✍️ Firma anche tu l’appello:

Al Prefetto di Trieste OGGETTO: Comunicazione urgente in merito alla sicurezza in Piazza della Libertà e alle minacce rivolte a volontari e persone migranti Ci rivolgiamo a Lei in rappresentanza della Rete solidale dei Fornelli Resistenti, che da anni opera in Piazza della Libertà a Trieste offren...

Indirizzo

Via Del Lavatoio 5
Trieste
34132

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