06/05/2026
.🏠 50 anni dal Terremoto del Friuli: Dalle macerie alla Rinascita 🇮🇹
Il 6 maggio 1976, alle ore 21:00, la terra tremò in Friuli.
Una scossa di magnitudo 6.5 della scala Richter, cambiò per sempre il volto di questa terra, distruggendo interi paesi come Gemona e Venzone e portando via quasi 1.000 vite.
Ma proprio tra quelle macerie è nata una delle eccellenze del nostro Paese.Oggi ricordiamo non solo il dolore, ma il "Modello Friuli": una ricostruzione straordinaria avvenuta "dov'era e com'era", guidata dall'orgoglio di un popolo che non si è mai arreso.
La "filosofia" del: "Prima le fabbriche, poi le case e dopo le chiese" è stato seguita ed imitata anche nelle altre catastrofi che hanno coinvolto successivamente il nostro Paese.
💡 Il Big Bang della Protezione Civile.
Forse non tutti sanno che il terremoto del '76 è stato il vero propulsore della nostra Protezione Civile nazionale.
Prima di allora, l'Italia affrontava le emergenze senza una struttura coordinata. Fu la visione e l'impegno incrollabile dell'On. Giuseppe Zamberletti, nominato Commissario Straordinario, a cambiare tutto.
Zamberletti capì che il soccorso non poteva essere solo militare o improvvisato: serviva un sistema permanente che unisse istituzioni, tecnici e il cuore pulsante del volontariato.
Grazie a lui, l'Italia ha imparato a prevenire, prevedere gli eventi catastrofici e organizzare adeguatamente i soccorsi.
Oggi, a 50 anni da quel boato, onoriamo le vittime e ringraziamo chi, come Zamberletti e le migliaia di volontari, ha trasformato una tragedia in un pilastro di sicurezza per tutti noi.