Casa del Popolo di Sottolongera, Trieste

Casa del Popolo di Sottolongera, Trieste Casa del Popolo "Giorgio Canciani" di Sottolongera
Via Masaccio 24, 26 - Trieste
Bus 35 e 35/ fu causa di nuove importanti modificazioni della realtà rionale.

L’attuale Casa del Popolo di Sottolongera venne inaugurata il 1° maggio 1978 , ma una struttura analoga preesisteva nel rione fin dal lontano 1898 , anno in cui un gruppo di ragazzi e uomini, con pochi mezzi e scarse conoscenze, ma con grande volontà, diede vita al Circolo di cultura popolare “Stella” , di ispirazione socialista, con sede nell’attuale civico 177 di Strada per Longera, presso l

a trattoria Fronc , poi trattoria Pertot, oggi Pizzeria Mediterranea. L’attività di detto circolo, presieduto da Korent Just, era finalizzata alla diffusione della cultura e dei principi di solidarietà, internazionalismo e giustizia sociale ed era sostenuta e seguita con grande attenzione e partecipazione dalla popolazione locale. Nascevano e sviluppavano le loro attività gruppo musicali, corali e teatrali, funzionava una biblioteca , si organizzavano escursioni e gite, conferenza e lezioni di dirigenti politici e sindacali e di intellettuali socialisti. Con lo scoppio della prima guerra mondiale e la chiamata al fronte di tutti gli uomini validi , l’attività del circolo venne interrotta. Contemporaneamente vennero a modificarsi abitudini e costumi ed in particolare cambiò radicalmente il ruolo sociale delle donne che dovettero , spinte dalla necessità, sostituirsi agli uomini nell’industria estrattiva , nelle fabbriche , in porto , nei cantieri edili. Il processo di maturazione politico-culturale investì così anche loro, rimaste fino ad allora ai margini della lotta politica. La crisi economica del dopoguerra, il dissolvimento dell’Impero ed il passaggio di Trieste e della Inezia Giulia all’allora Regno d’Italia , comportarono per le nostre popolazioni una nuova , traumatica svolta e l’apertura di una fase di aspri conflitti sociali. L’attività del Circolo tuttavia , sotto la guida di Pavel Zolja, riprese e furono riorganizzati il coro ed il gruppo teatrale. Un secondo duro colpo all’attività del Circolo venne inflitto dall’avvento del fascismo: iniziò anche a Trieste l’epoca terribile delle incursioni squadristiche contro le organizzazioni operaie e contro la popolazione slovena. In questo quadro di intimidazione e terrore , nel 1922 il Circolo Stella” fu costretto a sciogliersi. Il terrore fascista non riuscì a cancellare le aspirazioni ad una società più giusta , diffuse ampiamente negli anni precedenti anche grazie all’attività del Circolo. Così molti sottolongerani furono attivamente impegnati nell’attività cospirativa antifascista e diedero un importante contributo all’insurrezione per la liberazione della città. Dopo anni di silenzio culturale e di violenza finalmente nel ’45 Trieste e l’Italia riuscirono a liberarsi dal nazifascismo ed anche il Circolo potè riaprire , coinvolgendo molti paesani. Il 24 giugno del 1945 venne organizzato un Meeting partigiano ; il 6 gennaio del 1946 una delegazione di Sottolongera prese parte all’assemblea dell’Unione dei Circoli culturali in via Cicerone 2 ed il circolo, mantenendo il suo nome originale “Stella-Zvezda” , entrò a far parte dell’Unione. L’attività del circolo che pur non possedeva una sede adatta riprese con slancio ed il 1° maggio 1949 l’allora presidente Slavko Škodler inaugurò la nuova sede:una baracca militare prefabbricata in legno , intergarata da alcuni vani costruiti con il lavoro volontario della popolazione. Nonostante le drammatiche contrapposizioni generate dalla questione dell'appartenenza statuale di Trieste nel periodo che va dal 1945 al 1954, il circolo«Stella« , a quei tempi guidato saldamente da dirigenti comunisti, riuscì a costituire un punto di riferimento unitario per la popolazione rionale italiana e slovena. Si costituirono un gruppo filodrammatico, un gruppo di danze folcloristiche ed il gruppo dei »Canterinisi Sottolongera« che si esibì con successo nelle feste popolari in tutta la provincia e nel vicino Friuli. Per alcuni anni la sala venne utilizzata anche come palestra:vi si svolgeva no corsi di judo e la preparazione atletica della squadra calcistica rionale »Union«. Intensa l'attività politico-culturale con riunioni, feste, proiezioni cinematografiche e iniziative di ogni genere. L'espansione urbanistica accelerata dai massicci insediamenti della I.A.C.P. Aumentò moltissimo la densità della popolazione residente e cambiò il rapporto numerico tra gli abitanti delle due nazionalità, fino ad allora prevalentemente sloveni. Tutto ciò avvenne senza traumi e contrapposizioni: nuovi e vecchi abitanti del rione convivevano , facendo prevalere il rispetto e la considerazione reciproca. Un grande ruolo di promozione della conoscaenza e della solidarietà tra le diverse componenti venne svolto dal Circolo , che rimase l'unica struttura aperta al confronto ed all'incontro in una realtà periferica sempre più degradata e priva di moderne strutture culturali o di altri luoghi di aggregazione. La diffuzione della televisione , una maggiore mobilità della popolazione residente resa possibile dallo sviluppo della motorizzazione , la diffusione di un relativo benessere, segnano l'inizio di un nuovo periodo di difficoltà. Mancano inoltre adeguate risorse finanziarie. Ciò malgrado , grazie allo spirito di sacrificio di pochi compagni , il Circolo continua ad operare : rimane punto di aggregazione per i pensionati; vi si organizzano veglioni di Capodanno e di Carnevale per la parte meno abbiente della popolazione, doposcuola per l'infanzia. Il circolo continua ad essere l'unica sede disponibile per le associazioni democratiche. La sezione locale del PCI, l'UDI, Il Sindacato, la FGCI, l'ANPI, l'ARCI, la Lega dei Pensionati sono organizzazioni che sviluppano una notevole attività ed esercitano una forte influenza politico-culturale sul rione. Nel 1976 per iniziativa del Circolo e delle organizzazioni che lo animano si manifesta con slancio la solidarietà della popolazione rionale nei confornti delle popolazioni fiulane duramente colpite dalla tragedia del terremoto. Alle prime ore del 23 gennaio 1978 un furioso incendio , sulle cui cause non si riuscì mai a fare luce , distrusse completamente la vecchia gloriosa »baracca«( come veniva affettuosamente denominata dalla popolazione) . La distruzione del Circolo suscitò emozione e sgomento ed anche coloro che non frequentavano la struttura espressero solidarietà e preoccupazione per la perdita dell'unico centro di aggregazione del rione. Per iniziativa della locale sezione del P.C.I. vennero contattati i partiti democratci per sentire la loro disponibilità ad uno sforzo comune per la ricostruzione del Circolo. Sarà questo organismo a promuovere la sottoscrizione volontaria ed a partecipare ad un'asta pubblica per l'acquisto della nuova sede. Così a soli quattro mesi dall'incendio Sottolongerà riacquistò la sua Casa del Popolo ed il Circolo si insediò nella struttura attualmente occupata. Inizò una nuova fase di intenso lavoro per restituire il prestito contratto per l'acquisto della nuova casa; proseguì con salncio la sottoscrizione popolare nel rione e nelle fabbriche , scattò la solidarietà degli altri circoli democratici. In quattro anni l'intero importo venne restituito, riuscendo anche ad acquistare un decoroso arredo. Feste popolari,conferenze, istituzione della biblioteca, una mostra regionale di grafica a cui parteciparono i maggiori artisti della regione. E poi ancora serate di solidarietà con i popoli della Palestina, Nicaragua, Sudafrica. Nella nuova Casa del Popolo trovarono ospitalità i corsi di taglio e cucito, frequentati da decine di donne e ragazzi, gli orto-viticultori del gruppo »Union« che vi svolgevano le loro riunioni organizzando al mostra annuale dei vini e vi installarono persino un laboratorio di analisi. Con il dissolvimento dell' Unione Sovietica ed in Italia del P.C.I. iniziò un nuovo periodo di difficoltà per le Case del Popolo, quasi tutte intestate a cooperative riconducibili ,non giuridicamnete ma come tendenza politica dei soci, al vecchio P.C.I: le cooperative iniziano così a vendere gli immobili spartendo gli utili tra gli eredi del P.C.I: , P.D.S. e R.C. ,in modo pressochè proporzionale all'esito congressuale; il tutto avviene nell'indifferenza più totale del P.D.S. che anzi, pressato dall'esigenza di far cassa incoraggia l'operazione. Rifondazione comunista acquista l'immobile centrale in via Tarabochia ma non ha risorse per rilevare le Case del Popolo,nè viene accettata dal PDS la proposta di co-gestione degli immobili. La Casa del Popolo di Sottolongera si salva dalle spartizioni. Era stato il segretario della locale sezione del PCI Giorgio Canciani a presentare le credenziali e ad impegnarsi in prima persona all'acquito dell'immobile;era stata la popolazione di Sottolongera a raccogliere i fondi ed il denaro anticipato dal PCI era stato interamente restituito. La Casa di Sottolongera era allora veramente...del Poplo! Con la modifica della legge che non consentiva ia Partiti di amministrare immobili, Giorgio Canciani, divenuto ormai il Segretario Provinciale del PRC potè intestare una volta per tutte la Casa a Rifondazione Comunista che si impegnava però a mantenere la struttura allo scopo per cui era sorta. A garanzia di ciò venne costituito un Comitato della Casa del Popolo , indipendente dal PRC, per la gestione economica e delle attività della Casa , Comitato che di fatto si identificò nel Direttivo del Circolo »Stella« e chiese di aderire all'ARCI Provinciale. Da allora le proposte continuano a non mancare : ancora corsi di ballo, preparazione dei carri di carnevale, vengono ospitate lezioni teoriche di una scuola di carpenteria e di falegnameria per ragazzi immigrati;viene ospitata la direzione amministrativa di Radio Balkan. Si susseguono serate di cultura , di solidarietà internazionalista , dibattiti politici , concerti e la sala inizia anche a venir prestata per feste , cene associative e di solidarietà , iniziative esterne. Viene data ospitalità un anno al »Meditarraneo Folk Club« e un altro a »Legambiente«; si moltiplicano le iniziative per la pace e le guerre nel Kosovo , in Afganistan e poi in Iraq:film concerti, interventi di Marino Andolina di ritorno dalle zone di guerra. La solidarietà prende anche una strada concreta : vengono effettuate due adozioni a distanza da parte della Casa del Popolo (con libera sottoscrizione da parte di chi la frequenta ) : una a favore di un orfanotrofio palestinese e l'altra a favore di una bambina serba, che inizia ad intarprendere con i soci una piccola corrispondenza. Nella Casa vengono sperimentate anche nuove attività, come quella dello »Scambi-mercato« , una sorta di provocatorio ritorno al baratto per denunciare il caro-prezzi, e quella del cinema, dapprima con singole proiezioni, persino di opere liriche e poi, nel giugno del 2004 , con la costituzione del Circolo Cinematografico Charlie Chaplin, voluto direttamente dal Comitato di gestione della Casa e successivamnete divenuto autonomo. Da segnalare che la Casa è sempre riuscita ad autofinanziarsi , senza mai dover chiedere fondi alla proprietà per l'ordinaria gestione. Cambiano i tempi , ma è tuttora viva, pur con ciclici momenti di »riflusso« nel privato , l'esigenza di spazi per svolgere attività culturali , musicali, ricreative e per effettuare momenti di incontro, di elaborazione o di semplice convivialità, anche ( e forse ancor di più) in periodi come il nostro , caratterizzati dalla proliferazioen di forme di comunicazione virtuale. Pertanto la Casa (nel frattempo intestata allo scomparso Giorgio Canciani , alla presenza di Fausto Bertinotti) continua ad essere sede unitaria aperta alla popolazione , centro di vita culturale e democratica, testimonianza concreta dello sforzo creativo delle generazioni passate, strumento sia pur modesto di crescita e maturazione, a disposizione delle generazioni attuali e future.

16/06/2026
BANDIERE ROSSE E TRICOLORI IN CARSO: NON CADREMO NELLA TRAPPOLA…Alcune associazioni hanno lanciato una proposta per mett...
16/06/2026

BANDIERE ROSSE E TRICOLORI IN CARSO: NON CADREMO NELLA TRAPPOLA…

Alcune associazioni hanno lanciato una proposta per mettere fine all'esposizione delle bandiere rosse in Carso o per affiancare a queste il tricolore italiano. Questa proposta, lanciata a ridosso dei giorni della cosiddetta "vera liberazione di Trieste" (il 12 giugno, partenza delle truppe jugoslave), non meriterebbe rilievo se non rientrasse in un tentativo in atto da decenni di ribaltare l'immaginario relativo a due delle festività costitutive della Repubblica italiana, 25 Aprile e 1° Maggio, che riusciamo a celebrare oggi anche per merito di chi combatté sventolando la bandiera rossa.
Nel caso specifico di una di queste associazioni, il linguaggio usato è francamente inaccettabile: in un post la bandiera rossa è uno "straccio vermiglio" e un "immondo canovaccio rosso", simbolo di "deportazione e di infoibamento di migliaia di italiani". Quella che è stata la Liberazione dall'orrore nazifascista viene così letta come un'invasione. Ricordiamo a questi pseudo-difensori dell'italianità i crimini italo-fascisti in Jugoslavia contro le popolazioni slovene e croate, le decine di migliaia di vittime e le distruzioni che quest'occupazione provocò; e ricordiamo, in particolare a Trieste, le delazioni, le deportazioni, il collaborazionismo, l'odio anti-slavo e anti-ebraico.
Rimandiamo a una lettera indirizzata al sindaco di Trieste, e che non ha mai avuto risposta, scritta da esponenti della Sezione ANPI di Santa Croce (v. Il Piccolo del 26.05 2026). Ne riportiamo alcuni passaggi: “(…) Siamo i discendenti di coloro che, per opporsi alle ingiustizie e ai soprusi del fascismo, hanno messo in gioco il loro bene più sacro, la vita. Rappresentiamo la memoria dei 228 valorosi partigiani di Santa Croce caduti nella guerra contro il nazifascismo, dei 73 compaesani reclusi e torturati nelle carceri fasciste, dei 28 internati nei campi di sterminio nazisti e dei 150 deportati ai lavori forzati in Germania. La bandiera rossa (…) è il vessillo che incarna queste lotte…” Non possiamo trovare parole migliori da far leggere a chi, irresponsabilmente, vuole scatenare battaglie inutili e pericolose per la tenuta del tessuto sociale e politico della nostra città. Non cadremo nella trappola e, speriamo, non vi cadano le istituzioni preposte.

Gianluca Paciucci
Partito della Rifondazione Comunista - Federazione di Trieste

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02/06/2026

📢 AVVISO IMPORTANTE
2 giugno 2026
A causa delle condizioni meteo avverse, il Concerto per la Pace dedicato alla Festa della Repubblica e della Costituzione, non si terrà in Piazza Hortis come previsto.
L'evento è stato spostato in Piazza Oberdan 4, sotto i porticati, mantenendo lo stesso orario (20:00-23:00)
Vi aspettiamo!

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21/05/2026

In questi giorni, ancora una volta l’esercito israeliano assalta in acque internazionali, nel più classico stile della pirateria, imbarcazioni disarmate, alcune delle quali battenti bandiera italiana, sequestrando e facendo prigionieri civili inermi, facendosi beffe del diritto internazionale nell’immobilismo delle democrazie occidentali e nei balbettii del governo italiano.

Giovedì 21 maggio, con inizio alle ore 17.00 presso la Sala Xenia di riva 3 novembre 9 a Trieste, l’ANPI/VZPI triestino in collaborazione con il Partito Democratico del FVG presentano il libro di Arturo Scotto “Flotilla: in viaggio per Gaza” edito da Giunti.

Il libro è il racconto dell’esperienza vissuta in prima persona a bordo del Karma in viaggio verso la Striscia di Gaza assieme alle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla e racconta l’abbordaggio, l’arresto, la detenzione, i retroscena e quanto non è mai stato raccontato dai giornali. Una riflessione su come la pace sia indissolubile dalla legalità e dalla denuncia delle responsabilità, anche e soprattutto nella difesa del diritto internazionale.

Ne discuteranno con l’autore Fabio Vallon, presidente del comitato provinciale dell’ANPI/VZPI di Trieste e Caterina Conti, segretaria regionale del PD.

Indirizzo

Via Masaccio 24, 26
Trieste
34128

Sito Web

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