17/08/2026
Rita Lenisa. Qui ritratta in "Gatteria", casa comune di molti studenti provenienti da fuori Trieste nel '68, e in una foto davanti al suo bel ristorante "Borgo Poscolle" di Cavazzo, in occasione della primo Incontro - assemblea del 2016.
La scritta dietro al suo letto, le foto, nella stanza ricavata da un tramezzo in truciolare, rimangono una guida per interpretarla. Dolce e forte.
Siamo vicini alla famiglia Pillinini.
Nel 2014, candidata a Sindaco di Cavazzo, così descriveva la sua lista con una forte presenza femminile:
«Ci richiamiamo alle figure femminili della nostra storia: donne forti e generose che allevavano i figli, curavano gli anziani, andavano nei campi e nella stalla e gestivano il bilancio familiare, spesso in assenza del marito emigrante. Con la stessa forza e generosità ci mettiamo a disposizione in un momento difficile. Anche nei nostri paesi si percepisce un senso di diffuso malessere: calo dei residenti, problemi economici, scarse opportunità di occupazione, perdita del lavoro, negozi che chiudono, giovani costretti a emigrare, ma anche difficoltà a mettersi in relazione, pregiudizi e chiusure, che ci impediscono di crescere come comunità».
«Se vogliamo uscire da questa situazione – prosegue – dobbiamo farlo tutti insieme con un patto tra le diverse realtà del territorio: i cittadini, le associazioni, la parrocchia, gli operatori economici e l’Amministrazione comunale. Ambiente, lavoro, servizi sono i cardini del nostro programma perché se non troviamo la strada per lo sviluppo sostenibile di questi paesi, non ci sarà futuro qui, per i nostri figli».