27/09/2026
I giornali del '68 ritornano a parlarci grazie all'I.A.
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C'è un odore che chi ha frequentato un archivio non dimentica: quello della carta di giornale ingiallita, fragile, che si sbriciola agli angoli. Dieci anni fa, per la mostra, quell'odore a Furio ha fatto compagnia; a Bruna invece le luci dei microfilm del Primorski. Pesanti faldoni con le raccolte del Piccolo e del Messaggero, giornali che hanno raccontato noi, a volte bene, a volte male, spesso senza capirci del tutto.
Il problema degli archivi è che conservano tutto ma spariscono negli scaffali appena scritto il libro, l'articolo, chiusa la mostra. Niente più.
Finché qualcuno non rimette insieme i pezzi.
Un articolo del Piccolo, messo accanto all'Unità dello stesso giorno, al volantino distribuito davanti all'Università e al Primorski Dnevnik che racconta la stessa piazza in un'altra lingua, ritorna a parlarci: si capisce che cosa si pensava, che cosa si temeva, che cosa si sperava.
È quello che abbiamo provato a fare, e ora potete vedere. Oggi ci sono oltre seicento articoli, dal 1968 al 1974, raccolti in vicende: l'occupazione del Rettorato nel 1970, le mobilitazioni antifasciste e delle scuole del dicembre di quell'anno, l'inchiesta sulla scuola in regione del 1971. Poi c'è il settembre 1972, con la contestazione agli scienziati legati al Pentagono durante il simposio di fisica a Trieste. Nel 1973 arrivano il golpe in Cile e la rivolta del Politecnico di Atene, con i suoi echi sui muri della nostra Università. Nel 1974, infine, l'attentato alla scuola slovena di San Giovanni e la risposta di tutta la città.
Accanto a ogni articolo trovate l'immagine della pagina originale, che si può ingrandire, e, quando è stato possibile, la trascrizione completa del testo. Così si può cercare per parola: un nome, un luogo, un'aula. Non ci si perde: ci si allarga.
Un esperimento
C'è anche una novità, e ve la dico con franchezza: per questo lavoro ho usato in via sperimentale l'intelligenza artificiale. Non per scrivere la storia al posto nostro, ma per fare la fatica che nessuno ha più tempo di fare: leggere colonne di giornale stampate male, trascriverle, riconoscere date e testate, proporre collegamenti fra articoli lontani.
Ogni scheda l'ho poi controllata, ma qualche errore c'è sicuramente: un cognome storpiato, una data sbagliata di un giorno, una foto attribuita alla testata sbagliata. Per le correzioni. conto su di voi. E anche per nuovi pezzi della Storia. Delle storie.
Perché ancora oggi
Oggi, anche chi è più giovane di noi può trarne vantaggio, per una ricerca, un interesse personale. Rileggendo quelle pagine mi ha colpito quanto poco siano invecchiate. Nel 1972 si discuteva se la scienza dovesse lavorare per la guerra, e la domanda è ancora lì. I bombardamenti sul Vietnam hanno lasciato il posto ad altre guerre, ma i titoli si somigliano in modo inquietante. La bomba contro una scuola slovena ci ricorda che la convivenza in una terra di confine non è mai scontata.
E poi c'è un filo che tiene insieme tutto: l'idea che l'impegno civile non sia una fase della giovinezza, ma un modo di stare al mondo. Molti di voi ne sono la prova.
Volete dare un'occhiata? Lasciarvi sorprendere da una foto o da un titolo e, se vi va, ripensare a com'è andata davvero.
Il lavoro continua: magari questo esempio potrà essere utile per altri archivi storici.
Intanto, buona lettura, e buon viaggio nel tempo.
Aldo, Anna, Berto, Bruna, Carlo, Claudio, Dario, Franco, Furio, Gianni, Massimo, Roberto, Sergio, Vincenzo... tant* altr* che "hanno fatto il '68" a Trieste