Quelli del '68

Quelli del '68 Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Quelli del '68, Organizzazione no-profit, Via Battisti, 18, Trieste.

Il gruppo «Quelli del ‘68» è costituito da una cinquantina di persone, che hanno vissuto, agito e studiato a Trieste negli anni prossimi al ’68 in raccordo con chi è coinvolto nelle attività di valorizzazione di quell’esperienza storica

01/06/2026
Giugno, nella memoria di “Quelli del ’68”: dalla Trieste operaia e studentesca del 21 giugno 1968 alla strage di Peteano...
01/06/2026

Giugno, nella memoria di “Quelli del ’68”: dalla Trieste operaia e studentesca del 21 giugno 1968 alla strage di Peteano, dai Pentagon Papers al Watergate, dalla guerra dei Sei Giorni ai primi segnali della lotta armata in Italia

Un percorso tra storia locale e grandi fratture del mondo.

👉 Leggi l’articolo:
https://www.quellidel68.it

Immagini e documenti che hanno un'anima...
28/05/2026

Immagini e documenti che hanno un'anima...

1968 Maggio francese: proibito proibire

Come negarlo. Il maggio francese fu forse un breve lampo per la Francia. Fu una scintilla luminosa per molti anni per no...
01/05/2026

Come negarlo. Il maggio francese fu forse un breve lampo per la Francia. Fu una scintilla luminosa per molti anni per noi, a Trieste, in Friuli. Tuffiamoci nel maggio, nei suoi eventi, nella sua simbologia, nelle fotografie in cui ci ritroviamo come persone, non come fantasmi.
Buon Primo Maggio.
Buon maggio...

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25/04/2026

Buon 25 aprile
🇮🇹 ✊ ❤️

🌸 APRILE: ogni mese porta con sé un vento che smuove ricordi, piazze, voci, paure e coraggio. È un mese che non passa ma...
05/04/2026

🌸 APRILE: ogni mese porta con sé un vento che smuove ricordi, piazze, voci, paure e coraggio. È un mese che non passa mai davvero, perché quegli eventi continuano a parlarci.

C’è l’eco di Memphis, dove un sogno contro il razzismo è stato colpito ma non si è mai spento.
C’è Battipaglia, con una città intera che scende in strada e paga un prezzo altissimo per farsi ascoltare.
C’è Trieste, dove gli studenti entrano nei quartieri, nelle aule e trasformano la protesta in un modo di stare insieme.
E poi c’è il Portogallo, dove un fiore rosso diventa più forte di una dittatura.

Aprile è anche il mese in cui la storia si fa improvvisamente vicina:
la Grecia che si sveglia sotto i carri armati nel ’67, l’occupazione di Matematica del ’70 ricostruita grazie ai giornali dell’epoca, le tensioni, le assemblee, le solidarietà che attraversano l’Università e la città.

Tutto questo va ricordato, va cantato, è come una canzone che mantiene vivo il significato di quei giorni.


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Manifestino distribuito agli Open Dialogues a UdineA chi decide il futuro dell'economia del FriuliIntervengo come Respon...
06/03/2026

Manifestino distribuito agli Open Dialogues a Udine
A chi decide il futuro dell'economia del Friuli
Intervengo come Responsabile scientifico dell'associazione Quelli del '68, ognuno ha il suo, rivolgendomi ai partecipanti del convegno promosso dalle Camere di Commercio di Udine e Pordenone.
Rianimare l'Europa è un obiettivo giusto. Ma non possiamo ignorare ciò che la sta soffocando.
Dopo la crisi finanziaria, il Covid, il rincaro delle materie prime e i dazi, siamo nel pieno di una nuova crisi — non provocata da noi.
Le guerre in Ucraina e in Medio Oriente hanno chiuso fonti di approvvigionamento, tagliato sbocchi commerciali, destabilizzato intere regioni. Non era mai successo nemmeno durante la Guerra Fredda, quando l'industria manteneva relazioni con tutte le grandi potenze. Il reindirizzamento forzato degli approvvigionamenti energetici ha avuto un costo reale per le nostre imprese — e qualcuno, oltreoceano, ne ha beneficiato.
Tutto questo non è frutto del caso: sono scelte imposte dall'alto e dall'estero, non discusse, non condivise.
Nessuno di noi tollera il regime bigotto e oscurantista iraniano, ma la guerra contro l’Iran completa la destabilizzazione del Medio Oriente e del Nordafrica iniziata con l’Afghanistan, l'Iraq, la Siria, la Libia, precludendo vie commerciali fondamentali per l’Italia.
Molte persone — di ogni orientamento politico — si sentono schiacciate da decisioni altrui, in un momento in cui la sovranità dell'Italia e dell'Europa sembra non valere nulla.
Chiediamo che questa assemblea faccia propria, con una mozione, una voce semplice: riportare condizioni di pace, di vivibilità e di autonomia per l'Italia, per l'Europa, per il Mediterraneo.
Associazione Quelli del '68
I sin coma il bo, i vin na gran fuarsa e a ni menin cu na cuarduta al masèl. Pasolini
https://www.quellidel68.it
[email protected]

Udine, 6 marzo 2026

Lettera sul Messaggero Veneto 25/2/26 "I manifesti di Altan non spiegano la guerra, la interrompono - In relazione all'i...
26/02/2026

Lettera sul Messaggero Veneto 25/2/26 "I manifesti di Altan non spiegano la guerra, la interrompono -
In relazione all'iniziativa promossa da "Quelli del '68", che accosta un disegno di Altan ai versi di Zanier nelle vetrine sfitte della nostra città, vorrei proporre una riflessione che va oltre il gesto simbolico contro la guerra. Quello che mi colpisce non è soltanto l'immagine o i versi, è la frattura che producono.
Oggi la guerra non è soltanto combattuta: è continuamente spiegata. Viene scomposta in scenari, equilibri e deterrenza. È materia di analisi prima ancora che di scandalo. Ogni parola aggiunge un ordine apparente. E l'ordine, anche quando parla di distruzione, rassicura. Non è un fenomeno nuovo e l'Europa ha già imparato a convivere con la guerra attraverso il linguaggio.
La grande narrativa del Novecento ha mostrato uomini tornati dal fronte senza casa, senza posizione, senza futuro: una generazione sopravvissuta alla morte, ma non alla guerra.
Quelle pagine non ricomponevano la frattura ma la esponevano. Eppure, accanto a quella denuncia, il discorso politico e istituzionale ha spesso saputo trasformare l'esperienza in necessità storica, riconducendo l'evento dentro un racconto ordinato. Il problema è il lessico scelto. Quando la violenza entra in un sistema di categorie tecniche, perde la sua capacità di scandalizzare. La "comprendiamo", la discutiamo, la collochiamo e ciò che viene compreso con troppa chiarezza finisce per essere sopportato.
In questo senso i manifesti non aggiungono un'opinione al dibattito, fanno qualcosa di più raro: sottraggono. Riportano la guerra alla sua nudità elementare, quella di due corpi che si feriscono, un'ironia che smonta l'idea stessa di "merito". Non spiegano. Non giustificano. Interrompono. Forse è per questo che le vetrine sfitte funzionano. Non soltanto come segno urbano di una crisi, ma come spazio non ancora completamente saturato.
Non risolvono, non persuadono tutti, ma impediscono l'assuefazione all'idea che tutto sia già stato detto, analizzato, e reso inevitabile.
Oggi la guerra è oggetto di analisi e non più di scandalo morale. Non è solo il fronte ad avanzare, è la nostra coscienza ad arretrare e nessuno può considerarsi estraneo.
Asia Ginevra Renzulli"

📍 Nei negozi vuoti di Udine compaiono manifesti con un disegno di Altan e una poesia di Leonardo Zanier. Due soldati che...
19/02/2026

📍 Nei negozi vuoti di Udine compaiono manifesti con un disegno di Altan e una poesia di Leonardo Zanier. Due soldati che si sbudellano. Un teschio. Il verde della guerra.
Joseph, sarto austriaco. Bepo, muratore carnico. Si sono sbudellati, ubriachi, per difendere una "patria": quale? L'articolo di Chiara Dalmasso, che intervista Carlo Bressan sul Messaggero Veneto di oggi. 👇ne parliamo sul sito
https://www.quellidel68.it/sito/index.php/it/l-assemblea/315-zanier-altan-qd68
Scritta quasi cinquant'anni fa, questa poesia non ha perso un grammo di urgenza. Quelli del '68 lo sanno bene — e hanno scelto le vetrine spente di Udine come palcoscenico per dircelo.

Aldo, Anna, Berto, Bruna, Carlo, Claudio, Dario, Franco, Furio, Gianni, Massimo, Roberto, Sergio, Vincenzo... tant* altr* che "hanno fatto il '68" a Trieste

Ciao Ilvio! Il caro Ilvio Bidorini che abbiamo conosciuto a Ingegneria, negli interfacoltà, nei comitati di lotta, attiv...
11/12/2025

Ciao Ilvio! Il caro Ilvio Bidorini che abbiamo conosciuto a Ingegneria, negli interfacoltà, nei comitati di lotta, attivo senza perdere il suo approccio fatto di semplicità e rispetto per gli altri.

"Noi rappresentavamo - dice di sé - l’ala movimentista dell’occupazione, inizialmente anche in contrapposizione con l’ala legata alla federazione universitaria del PC".

Lo abbiamo conosciuto per il suo iniziale approccio verso il Movimento Studentesco milanese, che lo deluse. Poi attivo in ogni istanza del Movimento, partendo dal Comitato di Lotta di Ingegneria. Agli inizi degli anni '70 incontrò poi chi lo avvicinò al PCI, e qui trovò la figura di Vidali, cui fu legato.

Il suo racconto – lucido, affettuoso, a tratti disincantato – rimane oggi una testimonianza preziosa di una stagione che ha segnato un cambiamento sia sociale che personale per tutti noi.

https://www.quellidel68.it/sito/index.php/it/storia-e-storie/314

Indirizzo

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Trieste
34125

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