13/01/2026
Poco tempo fa avevamo lanciato, come fatto più volte, questo appello alla comunità di Trieste e non solo. Lo avevamo fatto perché in città decine di persone, richiedenti asilo già identificati, sono costrette a dormire all’aperto, senza coperte né sacchi a pelo, in attesa di un’accoglienza che spetterebbe loro per diritto.
Oggi quell’appello pesa ancora di più.
A Trieste è morto Sunil Tamang, 43 anni, arrivato dal Nepal. Da settimane aspettava di entrare in accoglienza. Da settimane viveva all’aperto, in Porto Vecchio, esposto al freddo. È morto dopo giorni di ricovero in ospedale. Non è una fatalità. È la conseguenza diretta di un sistema che scoraggia, rallenta, respinge. Un sistema di deterrenza che lascia le persone per strada pur sapendo che hanno diritto a essere accolte.
Sunil non è il primo. Nelle ultime settimane altre quattro persone sono morte in Friuli Venezia Giulia. Tutte avevano alle spalle viaggi durissimi, tutte sono state ulteriormente esposte a condizioni disumane una volta arrivate qui. A uccidere non è solo il freddo, ma l’assenza di risposte, il vuoto istituzionale, il silenzio.
La Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin continua a fare quello che può, insieme ad altre realtà del territorio, ma non può e non deve essere la solidarietà a sostituirsi allo Stato. L’accoglienza non è un favore, è un dovere. E quando viene negata, le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
🆘Rinnoviamo quindi il nostro appello alla comunità:
servono con urgenza coperte e sacchi a pelo, da consegnare al Centro di raccolta Elide, in via Valdirivo 16/a a Trieste.
Chi lo desidera può sostenere anche con una donazione:
→ IBAN: IT 89 Z 02008 02230 000105946147
Ma insieme all’aiuto concreto serve una presa di posizione collettiva.
Non lasciamoli soli. E non abituiamoci mai a tutto questo.