11/06/2026
GIUGNO 1945 A TRIESTE, QUANDO I TITINI SCORNATI NON RIUSCIRONO A RUBARE I CAMION…
Cari Amici,
ecco un bella testimonianza di Santi Cavallar, storico proprietario della omonima gioielleria a Trieste, risalente all'ultimo giorno dell'occupazione slavo comunista del capoluogo giuliano.
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Dovete sapere che, al finire finalmente della famosa quarantena titina, successe un fatto di cui molti o non sanno, o non ricordano.
Le autorità tedesche durante il periodo della loro occupazione nel famoso “Adriatisches Küstenland”, al fine di poter permettere che la popolazione di Trieste (Podestà Pagnini) potesse ve**re approvvigionata di adeguate assegnazioni assistenziali, permisero che un Ente, denominato SEPRAL, fornito di alcuni grossi camion e sotto il loro ovvio controllo, facesse una quasi quotidiana spola fra la città di Trieste ed il Friuli.
Poiché ricordiamo che la “quarantena” finì il 12 giugno (auspice l’intervento presso Tito del generale Alexander) e che questi camion stazionavano per la sosta nella zona di Roiano, avvenne che i titini il giorno prima si presentassero con una loro petulante delegazione, avvertendo che il giorno 12, e prima dello scattare delle ore 10 - ora del passaggio dei poteri da loro al Governo Militare Alleato - loro i titini con alcuni autisti, si sarebbero presi e prelevati i nostri bei camion.
Naturalmente fu logico lo sgomento e la paura dei dirigenti della predetta SEPRAL, i quali si precipitarono al G.M.A. scongiurando di fare qualcosa perché questo prelevamento furtesco non avvenisse.
I funzionari ripeterono che loro sarebbero entrati in funzione legale alle ore 10 del giorno 12, e non prima; e quindi basta e silenzio.
Al mattino del 12, subito dopo le 8, si presentarono ai cancelli del grande garage, i titini con alcuni autisti, per il prelevamento preannunciato: paura, sconcerto, parole; tutto inutile.
Passa di lì un carro armato americano, dopo qualche minuto, e proprio davanti ai cancelli, e lì si ferma; una improvvisa ed imprevista, come confermano i conducenti del carro, larga
macchia d’olio si forma sotto il mezzo, il quale, in questa condizione, non si può muovere: c’è un guasto.
Subito si danno da fare i carristi sotto il camion per tentare di riparare il guasto, mentre strepitano e bestemmiano i titini di fare presto, onde liberare il cancellone dove stanno già vibrando pronti i camion della SEPRAL. Tutti sanno che le ore 10 si stanno avvicinando, ma la macchia d’olio non cessa di scendere, e gli americani cercano di “fare presto”.
Urlano i titini, ma il tempo passa, i cancelli aperti restano tali, i camion non riescono a passare. Arrivano le 10, valanghe di triestini si precipitano in Piazza Unità (non ancora chiamata piazza Unità d’Italia) e tra tanti, anch’io; i titini escono furenti a piedi, imprecanti e senza i camion, gli americani escono di sotto del carro armato e ridenti confermano la “finta” della macchia d’olio.
La gente applaude, i funzionari dell’Ente li abbracciano, i bei camion della SEPRAL sono salvi e rimangono nostri.
Scornati e furenti i titini se ne vanno: lasceranno solo una scia paurosa di indicibile dolore.
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Foto: 12 giugno 1945, zona Silos - stazione ferroviaria di Trieste. Gli slavi abbandonano la città a seguito degli accordi di Belgrado del 9 giugno.