25/04/2026
Il 25 aprile non è una data da ricordare in modo automatico solo perché è sul calendario o perché ogni anno “si fa il post”. È una giornata che esiste perché nel 1945, in un’Italia ancora segnata dalla guerra, dall’occupazione nazista e dal fascismo, migliaia di persone hanno scelto di non accettare più la violenza, la repressione e la paura come normalità. È il giorno che, simbolicamente e storicamente, rappresenta la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, e quindi anche l’inizio di un nuovo modo di immaginare il Paese, la convivenza, la politica e i diritti.
Per questo il 25 aprile non riguarda solo il passato e non dovrebbe mai essere trattato come una ricorrenza “lontana”, buona solo per i libri di scuola o per le cerimonie ufficiali.
Riguarda anche il presente, e forse proprio oggi più di ieri, perché ci obbliga a farci una domanda scomoda ma necessaria: cosa ce ne facciamo, oggi, della libertà che abbiamo ereditato? La consideriamo qualcosa di ovvio, di garantito per sempre, oppure ci rendiamo conto che la democrazia, la possibilità di dissentire, di partecipare, di esprimersi, di esistere senza paura, sono tutte cose che si possono indebolire molto più facilmente di quanto ci piaccia pensare?
Ricordare questa giornata non significa fermarsi alla memoria come gesto vuoto o nostalgico. Significa capire che la libertà non è mai solo una parola bella da usare nei discorsi, ma una responsabilità concreta che richiede presenza, consapevolezza e coraggio, soprattutto quando sarebbe molto più comodo restare in silenzio, voltarsi dall’altra parte o pensare che certe cose “non ci riguardino davvero”.
E forse è proprio questo il senso più profondo del 25 aprile: ricordarci che la libertà non è mai scontata, e che ogni generazione ha il compito di decidere se limitarsi a ereditarla o se provare davvero a difenderla.
Buona Festa della Liberazione da tutto il team di mimma dreams APS!