Società di Minerva

Società di Minerva La Società di Minerva è la più antica associazione culturale del FVG, dal 1810.

“Scritture parallele ? Sul rapporto tra le letterature italiana e slovena”, a cura di Elvio Guagnini e Miran Košuta.Cari...
08/03/2026

“Scritture parallele ? Sul rapporto tra le letterature italiana e slovena”, a cura di Elvio Guagnini e Miran Košuta.

Cari Minervali,
vi annunciamo il prossimo 𝒢𝒾ℴ𝓋ℯ𝒹𝒾̀ 𝓂𝒾𝓃ℯ𝓇𝓋𝒶𝓁ℯ in programma il giorno: giovedì 12 marzo 2026, alle ore 16.30.
Presso la sala conferenze del II piano della Biblioteca Statale “Stelio Crise”, in Largo papa Giovanni XXIII n.6 a Trieste, si terrà una conferenza sul tema: “Scritture parallele ? Sul rapporto tra le letterature italiana e slovena”. Ne parlerà, in dialogo con Elvio Guagnini, il prof. Miran Košuta, titolare dell’insegnamento di Lingua e letteratura slovena ll’Università di Trieste. La conferenza si svolge nell’ambito dei “Giovedì della Minerva”, che nel mese di marzo sono dedicati a temi letterari.
L’ingresso è libero.
“Scritture parallele” è il titolo di un libro pubblicato da Košuta nel 1997 (Trieste, Lint). Nella prefazione, Guagnini affermava come il titolo sottolineasse quasi “la separazione e la distanza” che avevano “segnato tanti tratti (la maggior parte) del cammino delle due letterature”, italiana e slovena, nello stesso territorio. Da allora sono passati quasi tre decenni che hanno mutato sensibilmente anche la geografia politica, culturale e spirituale dei territori di frontiera del Nordest alto adriatico. Da ricordare almeno, tra i tanti fatti significativi, che – dal 2001 – la comunità nazionale slovena in Italia è tutelata da una specifica legge dello Stato, che dal 2004 i due Stati coabitano nella stessa Unione Europea, che nel 2007 è stato fisicamente dissolto il confine “alle spalle di Trieste”, e che – nel 2025 – Gorizia e Nova Gorica sono diventate un’unica capitale europea della cultura. In che modo, questi e altri avvenimenti hanno influito sul mutamento di rapporti tra le culture? Oltre ai parallelismi, si sono verificate pure convergenze? Chi sono stati e sono i principali artefici del dialogo? Introducendo uno dei libri di Košuta su questi temi (“Slovenica”, 2005), Claudio Magris ha scritto che le sue pagine, che analizzano “così intensamente l’essere e il sentirsi poeticamente di frontiera”, sono “un passo importante nella direzione del superamento di quelle frontiere che ci hanno separati e che rendono così spesso l’Io triestino un Io diviso – il che spiega anche la straordinaria fioritura letteraria della nostra città”.

Il professor MIRAN KOŠUTA, è autore di numerosi saggi storico-letterari, tra i quali il recentissimo “Altronauti” (Trieste, ZTT-EST, 2025), e di traduzioni (dallo sloveno in italiano e dall’italiano in sloveno) tra le quali quelle di France Prešeren, Igo Gruden, Fulvio Tomizza, Giorgio Gaber e Gianni Rodari.

Cari Minervali,vi annunciamo il prossimo 𝒢𝒾ℴ𝓋ℯ𝒹𝒾̀ 𝓂𝒾𝓃ℯ𝓇𝓋𝒶𝓁ℯ in programma il giorno: 5 marzo 2026, alle ore 16.30Presso l...
28/02/2026

Cari Minervali,
vi annunciamo il prossimo 𝒢𝒾ℴ𝓋ℯ𝒹𝒾̀ 𝓂𝒾𝓃ℯ𝓇𝓋𝒶𝓁ℯ in programma il giorno: 5 marzo 2026, alle ore 16.30

Presso la sala conferenze del II piano della Biblioteca Statale “Stelio Crise”, in Largo papa Giovanni XXIII n.6 a Trieste, si terrà una conferenza su
“AGHIOS”, UNA RIVISTA DI STUDI SVEVIANI A TRIESTE E A LECCE.
La rivista sarà presentata da Beatrice Stasi e Luca Mendrino (dell’Università di Lecce) e da Sergia Adamo, Elvio Guagnini, Paolo Quazzolo, Iwan Paolini (dell’ Università di Trieste). La conferenza si svolge nell’ambito dei “Giovedì della Minerva”.
L’ingresso è libero.
“Aghios. Quaderni di studi sveviani” è una pubblicazione nata nel 1997 dalla collaborazione degli italianisti delle università di Trieste e di Lecce, con la direzione di Giuseppe Antonio Camerino ed Elvio Guagnini; è stata edita con cadenza biennale fino al 2017 ed è divenuta “rivista” con cadenza annuale nel 2019. I “quaderni” di “Aghios” (il nome è tratto da quello del protagonista della novella sveviana Corto viaggio sentimentale) sono nati con l’intento di offrire notizie ai lettori interessati ad aggiornamenti sul dibattito intorno a Svevo e alla sua odierna fortuna. Il pubblico dello scrittore è aumentato in Italia e all’estero; e Svevo, senza riserve, è considerato un classico: Di lui sono state pubblicate un’Edizione Nazionale delle Opere, edizioni critiche, edizioni commentate anche in collane economiche, edizioni per la scuola, accanto a importanti realizzazioni delle opere teatrali. Percepito come uno scrittore europeo moderno, Svevo è oggi al centro di un dibattito critico crescente, in Italia e all’estero, di cui – come delle numerose traduzioni – è utile e opportuno dare notizia, come pure delle tante riletture di testi, anche in seguito alla conoscenza di manoscritti, dattiloscritti, documenti di vario genere legati all’esperienza sveviana e al suo contesto, affiorati anche recentemente.
Il numero 7 (17° n.s.), apparso ora, è dedicato a Giuseppe A. Camerino (fondatore e condirettore di “Aghios”) e ad Anna Storti (collaboratrice e coordinatrice editoriale), scomparsi nel 2025. E contiene – oltre al ricordo dei due studiosi – saggi di Rudolf Behrens (Bochum, Germania), Carmine G. Di Biase (Jacksonville, Alabama), Gianna Mazzieri Sanković (Fiume), Sergia Adamo, Paolo Quazzolo, Iwan Paolini (Trieste), oltre a un importante scritto di Federica Manzon (Le nostre ispirazioni segrete, nella rubrica “Svevo visto dagli scrittori”) e un ampio schedario relativo a Edizioni e Studi recenti.

Il giorno 26 febbraio 2026, alle ore 16.30, presso la sala conferenze del II piano della Biblioteca Statale “Stelio Cris...
25/02/2026

Il giorno 26 febbraio 2026, alle ore 16.30, presso la sala conferenze del II piano della Biblioteca Statale “Stelio Crise”, in Largo papa Giovanni XXIII n.6 a Trieste, il dottor Roberto Micheli e il dottor Pietro Riavez terranno una conferenza sul tema:
LA BASILICA TERGESTINA DELLA MADONNA DEL MARE RITROVATA"
La conferenza si svolge nell’ambito dei “Giovedì della Minerva” che nel mese di febbraio sono dedicati alla storia antica dell’area alto-adriatica (a cura del professor Gino Bandelli).
L’ingresso è libero.

L’area di via Madonna del Mare nel centro storico di Trieste custodisce nel sottosuolo evidenze importanti della storia cittadina. A circa tre metri di profondità si preservano i resti della basilica paleocristiana che fu sede della prima comunità cristiana di Tergeste tra il IV e il VI sec. d.C.
Nel corso della conferenza verrà presentato un aggiornamento sulle ricerche in corso, cercando di delineare il contesto in cui sorse e si sviluppò la basilica paleocristiana nell’ambito della Tergeste tardoantica.
I

Si allega una foto dello scavo della Basilica della Madonna del Mare

✨ Cari Minervali,vi annunciamo il prossimo 𝒢𝒾ℴ𝓋ℯ𝒹𝒾̀ 𝓂𝒾𝓃ℯ𝓇𝓋𝒶𝓁ℯ in programma il giorno:🕘 giovedì 3 aprile 2025 ore 16.30📍 ...
02/04/2025

✨ Cari Minervali,
vi annunciamo il prossimo 𝒢𝒾ℴ𝓋ℯ𝒹𝒾̀ 𝓂𝒾𝓃ℯ𝓇𝓋𝒶𝓁ℯ in programma il giorno:

🕘 giovedì 3 aprile 2025 ore 16.30
📍 presso la Sala Imperatore dell’Hotel Savoia Excelsior di Trieste (in Riva del Mandracchio, numero 4)
ingresso libero

"Pavle Merkù e le tradizioni popolari degli Sloveni in Italia"
Conferenza del professor Roberto Dapit (Dipartimento di Lingue e Letterature, Comunicazione, Formazione e Società, Università degli Studi di Udine)

L’iniziativa fa parte del ciclo di conferenze della Società di Minerva “Conservazione e ripresa delle tradizioni etnografiche di una regione di confine: la svolta degli anni '50-'60 ”, sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia nell’ambito dell’ “Avviso pubblico storico ed etnografico, progetti eventi e manifestazioni -Novecento- Anno 2023”.

Pavle Merkù (1927-2014), è stato un insigne slavista e slovenista, compositore e violinista, responsabile e collaboratore dei programmi RAI in lingua slovena di Trieste; e membro corrispondente dell’Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti di Lubiana dal 1985.
È stato il valoroso precursore di un’epoca di studi dedicati all’esplorazione della comunità di lingua slovena in Italia, che si sono rivelati di elevato valore scientifico nonché simbolico, grazie all’approccio interdisciplinare adottato. Armonizzando infatti le conoscenze in ambito etnografico (etnomusicologico) e linguistico (dialettologico), l’intellettuale triestino Pavle Merkù dagli anni Sessanta realizza un’ampia campagna di ricerca sul campo i cui risultati, in un’ottica molto innovativa, sono puntualmente messi a disposizione del pubblico specialistico sloveno, italiano e internazionale. Di estrema rilevanza, sul piano sia contenutistico che metodologico, appare l’opera intitolata Le tradizioni popolari degli sloveni in Italia, pubblicata nel 1976 in sloveno e italiano in cui, per la prima volta, assistiamo alla rappresentazione dell’intera area linguistica slovena in Italia, da Muggia a Fusine, sotto l’aspetto della documentazione etnografica oltre che linguistica: l’intuizione della valenza di una simile operazione culturale è senza precedenti.
Dai numerosi studi dedicati alle Valli del Torre e a Resia, come pure dagli scritti in forma diaristica o di riflessione sulla propria opera – tra i quali menzioniamo gli emblematici libretti intitolati Poslušam (1983) e Pajčevina in kruh (1987) - emerge da un lato l’acuta capacità dello studioso sul campo di osservare una condizione sociolinguistica molto complessa e scarsamente nota al mondo accademico, dall’altro lo stupore di fronte alla scoperta dell’unicità e ricchezza di un patrimonio culturale e linguistico, che Pavle Merkù non smise mai di contemplare, soprattutto nella sua ‘terra promessa’, le Valli del Torre e la sua gente.

✨ Cari Minervali,vi annunciamo il prossimo 𝒢𝒾ℴ𝓋ℯ𝒹𝒾̀ 𝓂𝒾𝓃ℯ𝓇𝓋𝒶𝓁ℯ in programma il giorno:🕘 giovedì 13 febbraio 2025 ore 16.0...
12/02/2025

✨ Cari Minervali,
vi annunciamo il prossimo 𝒢𝒾ℴ𝓋ℯ𝒹𝒾̀ 𝓂𝒾𝓃ℯ𝓇𝓋𝒶𝓁ℯ in programma il giorno:

🕘 giovedì 13 febbraio 2025 ore 16.00
📍 presso il Museo dell’arte fabbrile e delle coltellerie di Maniago
ingresso libero

Prof.ssa ROBERTA ALTIN “IL PATRIMONIO A GEOMETRIE VARIABILI DEL MUSEO DELL’ARTE FABBRILE E DELLE COLTELLERIE DI MANIAGO”
La conferenza sarà preceduta da una breve visita al Museo.

L’iniziativa, organizzata in partnership con il comune di Maniago, fa parte del ciclo di conferenze della Società di Minerva “Conservazione e ripresa delle tradizioni etnografiche di una regione di confine: la svolta degli anni '50-'60 ”, sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia nell’ambito dell’ “Avviso pubblico storico ed etnografico, progetti eventi e manifestazioni -Novecento - Anno 2023”.

La conferenza di Roberta Altin, professoressa associata e docente di antropologia culturale all’Università di Trieste, esplora il caso del Museo dell’arte fabbrile e delle coltellerie di Maniago (MAFC) come esempio di trasformazione delle politiche, delle pratiche e delle interpretazioni legate alle tradizioni popolari nel contesto del Friuli. Sono evidenziate le quattro fasi principali della vita del Museo delle coltellerie, come museo tecnico-etnografico, commerciale, turistico e partecipativo, analizzando come ogni fase abbia influenzato le pratiche e le politiche museali. I diversi progetti che si sono susseguiti nel corso degli anni hanno modificato il concetto stesso di patrimonio, adattandolo ai cambiamenti sociali, economici e culturali.
L’oratrice intende riflettere sulle trasformazioni del MAFC e, più in
generale, sul modo in cui i musei locali e regionali possano rispondere ai mutamenti delle politiche culturali globali, in un’epoca in cui le relazioni tra patrimoni e identità sono sempre più fluide e complesse. Si tratta di esplorare come il museo possa diventare uno spazio di intersezione tra culture, storie e pratiche diverse, e come esso possa coinvolgere attivamente i cittadini – non solo quelli locali, ma anche le nuove generazioni e i migranti – in un processo di reinterpretazione del patrimonio culturale. Il fine sarà quello di promuovere un significato di cultura intesa come capacità di aspirare al futuro e non solo di conservare, focalizzando la missione e lo sguardo verso un futuro sostenibile più che su un passato nostalgico.

12/11/2024

✨ Cari Minervali,
vi annunciamo il prossimo 𝒢𝒾ℴ𝓋ℯ𝒹𝒾̀ 𝓂𝒾𝓃ℯ𝓇𝓋𝒶𝓁ℯ in programma il giorno:

🕘 giovedì 14 novembre 2024 ore 17.00
📍 presso la sede dell'IRCI di via Torino 8
IRCI. Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata

I BENANDANTI NEL FRIULI E NELL’ ISTRIA, FRA RICERCA STORICA E INDAGINE ANTROPOLOGICA.
a cura del dottor Piero Delbello e della professoressa Giovanna Paolin.

Per gli studi sull’antico mito agrario dei benandanti del Friuli e dell’Istria, tema oggi ben noto a livello internazionale a storici e antropologi, il 1966 si pone come un anno di svolta. In quell’anno esce infatti per i tipi di Einaudi la monografia di Carlo Ginzburg I benandanti: stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicento, a sua volta seguita nei decenni successivi e fino ai nostri giorni da ulteriori ricerche di storici e antropologi, come Bošković-Stulli, Gri, Nardon, interessati a ricostruire le tracce storiche e le persistenze folcloriche del mito agrario, incentrato principalmente sulle immaginarie lotte notturne fra benandanti e stregoni per il raccolto. La sua diffusione risulta oggi attestata oltre che nel Friuli, dove lo aveva ritrovato il Ginzburg leggendo i processi dell’Inquisizione aquileiese, anche nell’Istria, dove è descritto nel secolo XVII da corografi come Giacomo Filippo Tomasini e Prospero Petronio.
Tuttavia, come aveva riconosciuto lo stesso Ginzburg, tracce della credenza nei benandanti, chiamati in Istria kresniki, erano sopravvissute fino al ‘900, e sono state rilevate anche in anni recenti.
È proprio dallo studio di queste sopravvivenze che parte il nostro incontro, attraverso le notizie raccolte sul campo già da diversi anni dal dottor Piero Delbello, direttore dell’IRCI. A sua volta Giovanna Paolin, per molti anni ricercatrice e docente presso l’Istituto di Storia.
dell’Università di Trieste, nota studiosa del patriarcato di Aquileia,
dell’Inquisizione e del monachesimo femminile, approfondisce le radici
storiche della credenza dei benandanti tra Friuli ed Istria, attraverso le
visite pastorali e i processi inquisitoriali.

Indirizzo

Via Imbriani 5
Trieste
34100

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