LA TUA TRIESTE COMITATI di QUARTIERE

LA TUA TRIESTE COMITATI di QUARTIERE Dalla parte dei cittadini.

Record di decessi in Italia ed Europa per le ondate di calore.E questi tagliano gli alberi e non muoiono, loro.Non c'è g...
21/08/2026

Record di decessi in Italia ed Europa per le ondate di calore.
E questi tagliano gli alberi e non muoiono, loro.

Non c'è giorno che stampa e televisioni non aggiornino i bollettini dei decessi estivi in più causati dall'emergenza caldo. Colpiscono tutti i paesi d'Europa con i picchi in quelli che si affacciano sul Mediterraneo, le cui acque, bollenti, non permettono l'abbassamento notturno delle temperature e dunque al corpo umano di rifiatare.
E attenzione a patirne di più sono sì le persone anziane ma stavolta il fenomeno si allarga ad altre fasce d'età.
Quando l'appartamento in cui uno vive registra temperature giornaliere mai inferiori ai trenta gradi altro che “rifugio climatico” si trasforma in una trappola infernale. E questo vale soprattutto per quell'ampia fetta di persone che non può permettersi l'acquisto di un climatizzatore e sostenere poi gli alti costi delle bollette della luce. Dunque anche il caldo contribuisce ad aumentare le disuguaglianze di classe ed a minare le condizioni, già precarie, di vita dei non benestanti.
Se a questo aggiungi che l'Italia, in particolare, ma anche l'Europa non scherza, è guidata da una classe politica e dirigenziale, in particolare poi i Comuni e le Regioni, incapace quando non collusa con il mondo degli affari hai voglia parlare di “boschi urbani, rifugi climatici” nelle città. Tanto meno confidare in efficaci interventi di protezione del territorio, dei boschi o di piani di prevenzione contro incendi e siccità.
Anche in questa estate torrida, che oramai diventerà usuale nei prossimi anni, questi “amministratori”continuano impermeabili ad ogni logica ad abbattere migliaia di alberi a partire proprio dalle città che ribollono per il caldo.
E non sono nemmeno capaci di promuovere campagne pubbliche di climatizzazione degli appartamenti dove vivono le persone più fragili, per salute, età e reddito.
Ma di questo la politica non ama parlare e la stampa lo usa solo per vendere qualche copia in più nei mesi estivi, che in autunno finisce tutto nel dimenticatoio.

Trieste: i “rifugi climatici” di destra e PD.Nelle foto da Dipiazza a Cosolini e poi ci pensa la Regione in Val Rosandra...
19/08/2026

Trieste: i “rifugi climatici” di destra e PD.
Nelle foto da Dipiazza a Cosolini e poi ci pensa la Regione in Val Rosandra.

Trieste: troppa ombra a scuola e fermata bus?I segaioli qui non vanno in ferie.
19/08/2026

Trieste: troppa ombra a scuola e fermata bus?
I segaioli qui non vanno in ferie.

Solo “chiacchiere e distintivo”.Va garantita innanzitutto la sicurezza sociale.Ennesimo caso di “nera” sulla stampa loca...
18/08/2026

Solo “chiacchiere e distintivo”.
Va garantita innanzitutto la sicurezza sociale.

Ennesimo caso di “nera” sulla stampa locale, solite le zone dove avvengono i fattacci, abituali gli “interpreti”.
Mettiamo un punto fermo iniziale riassumendo la situazione.
Trieste e provincia, per la loro ovvia conformazione geografica, sono la porta d'ingresso via terra dei flussi di persone che fuggono da guerre, miserie e calamità naturali: insomma cercano una vita migliore. Che questo generi e si affianchi anche a politiche criminali: qui gli “spalloni” o “passeur” che guidano e gestiscono, strozzandoli economicamente prima, questi gruppi di persone; o l'infiltrazione tra questi di semplici malviventi è cosa nota e diremmo quasi “fisiologica”.
Che queste persone, comunque arrivate a Trieste, abbiamo diritto ad una accoglienza dignitosa e ad una assistenza sanitaria è fuori discussione, ne va del nostro senso di umanità e civiltà. E su questo chi amministra queste terre ha non poca colpa e responsabilità.
Che la stragrande maggioranza se non la totalità di queste persone arrivate a Trieste non pensi minimamente di fermarvici è pacifico: puntano, e come dar loro torto, ad accasarsi in paesi più “benestanti” dell'Italia.
Che a Trieste esista da anni una presenza numericamente rilevante di gruppi di persone provenienti da paesi Balcanici, oggi quasi tutti membri della Comunità Europea, è altrettanto pacifico, come il fatto che questi gruppi, spesso separati tra loro da antichi e recenti odii, abbiano oramai colonizzato intere zone del Centrocittà: da San Giacomo, a Barriera con epicentro piazza Garibaldi e limitrofe, e che in passato abbiano gestito alcune zone, come il Silos e dintorni come vere e proprie bande criminali, anni fa erano albanesi.
Che a questo si aggiunga che Trieste ospita in apposite case di accoglienza appaltate a privati centinaia di minori non accompagnati di cui è difficile in partenza individuare l'età e che sempre più frequentemente ad ore impossibili quanto incompatibili con la sorveglianza che dovrebbero ricevere in queste “comunità” pubbliche/private questi si rendano protagonisti di risse, pestaggi, violenze e vandalismi è accertato.
Se poi aggiungiamo la resa ed il fallimento del sistema famiglia e di quello educativo/scolastico che causano la sempre più frequente comparsa agli onori della cronaca nera di gruppi: baby gang o branchi li definisce abitualmente la stampa con l'immancabile aggiunta della parola “Maranza”, di adolescenti italianissimi, insomma i figli dei nostri vicini di casa, il quadro è pressochè completo.
E questo genera da tempo un diffuso clima di insicurezza generale in una città dove le persone anziane si avviano ad essere la metà della popolazione residente e la loro paura ad uscire di casa aumenta in modo esponenziale. A questo si aggiunga il degrado sociale intollerabile dei grandi complessi abitativi di edilizia popolare a cui una Ater sfasciata e lottizzata dai partiti non riesce a fare fronte. E la crescita esponenziale della povertà diffusa oramai in oltre un terzo dei residenti: da pensioni e sussidi da fame con l'Inps nel ruolo di vessatore di Stato, ai “lavoratori poveri” in mano a cooperative e ditte a cui gli enti pubblici (dai Comuni alle aziende sanitarie) hanno affidato gran parte dei servizi una volta curati dai propri dipendenti, e che sono preda dello sfruttamento con “paghe” che spesso non superano i 600 euro netti al mese.
E se aggiungiamo che da anni a Trieste il Servizio sociale del Comune è di fatto inesistente e totalmente inadeguato, come la crisi inarrestabile dei servizi sanitari territoriali (Distretti) parlare di Sicurezza Sociale, ma non come i partiti fanno esclusivamente in campagna elettorale, oggi è uno dei temi chiave per la nostra comunità.
E più volte ne abbiamo su queste pagine indicato pure le soluzioni e le strade immediatamente percorribili, ignorati totalmente appunto da questi, tutti, i partiti.

Numeri interessanti sulle nostre pagine (12) di Facebook.La sola pagina Circolo Miani sfiora i 500.000 (478.366) lettori...
17/08/2026

Numeri interessanti sulle nostre pagine (12) di Facebook.
La sola pagina Circolo Miani sfiora i 500.000 (478.366) lettori negli ultimi 28 giorni.

Sono numeri significativi e non nostri: il consueto report ogni 28 (?) giorni che ci invia Facebook che qui per brevità limitiamo alla sola pagina Circolo Miani, che ne abbiamo altre undici che riprendono i nostri servizi.
Va detto che i 14 articoli, con foto annesse, dedicati agli “alberi”, più nel male che nel bene, da soli hanno ottenuto, a partire dal 7 agosto: Lettori (utenti unici!) 422.300; Like (mi piace) 14.854; Condivisioni (di cui non abbiamo i risultati sugli altri profili) 5.726; Commenti (idem come sopra) 4.952. Da considerare che Facebook non permette più da tempo di vedere i numeri realizzati sulle pagine che hanno “condiviso”.
Dunque altro che il “sondaggio” del piccolo giornale con un duemila rispondenti sulle poco più di 4.000 copie vendute a Trieste i nostri numeri sono inequivocabili e un amministratore che porta la responsabilità di questa (i 13 platanini inscatolati mobili) infausta scelta, con i “tecnici” di contorno, dovrebbe trarne immediata conseguenza anche perchè queste “oasi” climatiche son costate quasi 50.000 euro ai Triestini.
Scriviamo questo per rispondere ad alcuni gentili commentatori che, garbatamente a dire il vero, sostenevano che sfogarsi sui social serve a poco o nulla. Tesi interessante e parzialmente esortativa a passare dalle parole ai fatti (in tanti ci chiedevano di ricorrere alle vie legali e di organizzare manifestazioni in piazza). Ma una cosa non esclude l'altra: ovvero, almeno per quello che ha sempre caratterizzato da quasi 50 anni le iniziative del Circolo Miani, anche in campo editoriale: vedi oggi il periodico “Muggia” diffuso gratuitamente in migliaia di copie, noi continuiamo a ritenere, e ad offrire, quell'informazione necessaria ed indispensabile per mettere i cittadini nelle condizioni di “sapere e decidere”, magari forti delle esperienze passate. Cosa che da tempo giornali e televisioni hanno smesso di fare, per non parlare poi della stampa locale, almeno a Trieste ed in Regione, legati come sono al mondo indistinto degli affari e della politica, questa politica.
Chiudiamo riportando quanto scritto pochi giorni fa in altro articolo trattante il caso triestino dei platanini in scatola.
La nostra preoccupazione: toglieteli subito da quei cubi in metallo e piantateli come Dio comanda in terra (ad esempio nelle aiuole di Piazza San'Antonio) liberandoli da quelle gabbie torturanti sulle striminzite chiome e poi provvedete a regola d'arte ad irrigarli quotidianamente con questa calura.
Il nostro suggerimento: varate un piano concreto di mitigazione climatica in città e sfruttate la disponibilità della Regione a finanziare un piano di climatizzazione degli appartamenti delle persone fragili, consumi compresi. Ma di corsa e poi per il bene di tutti levatevi di torno che di danni voi ed i vostri predecessori ne avete fatti fin troppi, a Trieste come a Muggia.

Nelle foto: il parto di questa politica.Due dimostrazioni attuali dei pigmei microcefali che ci “governano”.Per fare una...
17/08/2026

Nelle foto: il parto di questa politica.
Due dimostrazioni attuali dei pigmei microcefali che ci “governano”.
Per fare una pista da sci in plastica in un Parco naturale!

Alberi: seguire sempre i soldi.Cronistoria di un modus operandi di questa politica.Come ha sempre sostenuto il nostro pr...
16/08/2026

Alberi: seguire sempre i soldi.
Cronistoria di un modus operandi di questa politica.

Come ha sempre sostenuto il nostro prezioso amico, il giudice Gherardo Colombo, oggi uno degli strumenti più utilizzati nel sottobosco degli affari e politica è quello di “far girare i soldi”, ovvero dal pubblico al privato, e da quando la Comunità Europea ha stanziato ingenti fondi per incentivare le politiche “green” sul territorio questo business si è affiancato a quello dei rifiuti nel divenire un polo di interesse ed attrazione per molti interessi, leciti e non.
Ciò è stato reso più agevole da alcune misure approvate dai governi e dal Parlamento e qui ne citiamo solo due: l'abolizione del reato di “abuso d'ufficio” che interessa non solo i politici ma anche dirigenti e funzionari della pubblica amministrazione, e l'aumento del tetto degli importi in cui non occorre più fare gare pubbliche ma si ricorre all'assegnazione diretta dei lavori.
Considerando inoltre che da decenni è in voga l'esternalizzazione di gran parte dei servizi pubblici prima svolti dai dipendenti interni, e fonte inarrestabile di diffusione del “lavoro povero”, sfruttato e talvolta in nero, e che i beneficiari sono cooperative e ditte, quasi sempre le stesse, a cui i comuni affidano la cura del verde, finanche le perizie, che è come chiedere all'oste se il suo vino è buono visto che più tagliano più guadagnano, il quadro si chiude con una perdita complessiva in denaro pubblico e qualità del servizio reso. Ma a tale scopo vi suggeriamo di leggervi su queste pagine l'articolo pubblicato il 10 agosto dal titolo “Il business del verde, pubblico. Altro che boschi urbani!”.
Pertanto viste le esperienze da noi provate rivolgendosi in passato agli “organi di controllo e vigilanza” (vedi l'articolo precedente in pagina) e il sostanziale disinteresse di questa politica, a tutti i livelli e di tutti i colori, salvo uscite propagandistiche prive di qualunque proposta concreta, e visto che stiamo trattando non più di una situazione sporadica ma di una emergenza in purtroppo costante crescita che riguarda la difesa oltre che del territorio dove viviamo soprattutto della nostra salute e vita, vanno percorse e praticate nuove strade di contrasto e di legittima autodifesa.
Ve ne diamo un primo esempio nella mozione presentata, e ovviamente bocciata, nel secondo Comune della provincia di Trieste, Muggia, e che riguarda l'abbattimento di centinaia di alberi, soprattutto Pini Neri e Frassini, in corso nel Bosco dell'Arciduca (la primigenia tenuta di un Asburgo-Lorena).
Qui a Trieste va poi menzionato che il promoter della campagna di disboscamento dei Pini Neri sul Carso, finanziata con fondi europei e regionali, alberature scelte ed impiantate dai botanici Austroungarici a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, è proprio una sigla “ambientlista”, il wwf, che si pone l'obbiettivo di ripristinare la “Landa carsica”. Landa mai esistita in origine ma frutto del forsennato disboscamento attuato dalla Serenissima Venezia per lenire la sempiterna fame di legname (per navi e fondamenta). Ma tant'è.
Mozione
Al Sindaco di Muggia
Oggetto: Abbattimento alberi centenari località Ligon.
Costituzione della Repubblica, articolo 42: “La proprietà è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti ALLO SCOPO DI ASSICURARE LA FUNZIONE SOCIALE E DI RENDERLA ACCESSIBILE A TUTTI.”
Premesso che la cima della collina Forte Olmi/Ligon, in continuità con il Bosco dell'Arciduca, per quattro ettari accatastati nel Piano Regolatore a terreno agricolo è passata di proprietà, che la nuova proprietà ha provveduto a chiudere ed inibire l'accesso al pubblico e tradizionale passaggio della storica strada carrabile che circumnaviga l'austriaco Forte Punta Olmi ed altra via che conduceva ad una casa colonica.
Premesso che da copia di autorizzazione a firma del direttore dell'Ispettorato regionale Forestale per le province di Trieste e Gorizia, Benedetti, inviata al competente Ufficio del Comune di Muggia diretto dall'ing. Petaros, si evince che la nuova proprietà ha comunicato la sua intenzione di abbattere centinaia di alberi centenari e rimuovere la vegetazione presente al fine di insediare degli agrumeti ed un vivaio di tartufi, costruire un edificio per ottocentosessantuno metri quadrati, in parte sopraelevato di un piano da destinare a residenza abitativa, agriturismo, luogo di ristoro/bar, negozio vendita prodotti e magazzino deposito. E che tutto ciò non può prescindere dalla presentazione di un formale progetto agli uffici comunali, cosa che non risulta ancora avvenuta, e da una richiesta preventiva di parziale variazione dell'attuale Piano Regolatore (da zona agricola a residenziale-commerciale).
Considerato che l'unica strada comunale di collegamento viario e pedonale tra le località di San Floriano e Punta Sottile, per altro recentemente riasfaltata e che ora risulta ammalorata dai mezzi pesanti impiegati nei lavori, è stata e si presume è tuttora interrotta dall'occupazione totale dello stretto sedime stradale, per lunghi e ripetuti periodi di tempo, dai medesimi mezzi, anche di enorme tonnellaggio, interrompendo così viabilità stradale e pure il semplice transito pedonale anche delle numerose famiglie residenti in zona. Che non risulta essere stata presentata dalla committente i lavori agli uffici comunali alcuna richiesta di occupazione di suolo pubblico dietro versamento del compenso dovuto. Come nessun avviso o segnale stradale sia stato posto, a valle e monte, per deviare, per quanto possibile, il traffico veicolare e pedonale.
Tutto ciò premesso si impegna questa Amministrazione, i cui uffici erano comunque venuti in via preventiva a conoscenza, dal 2 aprile scorso, di tutta l'impresa, ad intervenire con la massima urgenza presso l'Ispettorato regionale Forestale di Trieste e Gorizia per ricorrere contro tale autorizzazione e per approfondire le ragioni del mancato intervento della Polizia locale, pur raggiunta da ripetute segnalazioni di amministratori comunali presenti in loco e che non hanno ricevuto riscontro alcuno.
Trieste, 17 giugno 2026.
Maurizio Fogar, consigliere Lista civica Muggia.

Alberi e magistratura.I mancati rispetti delle leggi.Prima una considerazione quasi ovvia: curare un albero adulto o met...
15/08/2026

Alberi e magistratura.
I mancati rispetti delle leggi.

Prima una considerazione quasi ovvia: curare un albero adulto o metterlo in sicurezza costa molto ma molto meno che abbatterlo, senza considerare che per raggiungere i benefici apportati all'ambiente da una pianta adulta la nuova eventuale alberatura ci metterà decenni.
Ma veniamo a noi visto che quasi la metà dei 2.000 commenti ricevuti ai nostri articoli invitava, reclamava di denunciare a magistratura e organi di controllo l'indiscriminato taglio di alberi in corso a Trieste, Roma, Belluno, insomma in mezza Italia.
Allora vi raccontiamo la nostra esperienza sulla base di due leggi chiarissime ed incontrovertibili.
Le leggi sono quella del 29 gennaio 1992, n. 113 (firmata ancora da Andreotti) e la sua integrazione del 14 gennaio 2013, n. 10 meglio note con il nome “un albero da piantare in ogni comune per ogni neonato registrato all'anagrafe annualmente”.
Il Comune di Trieste che in media conta 1200 nuovi nati all'anno registrati all'anagrafe dovrebbe, badate bene è un obbligo di legge, dunque piantare nel suo territorio ogni anno nuovi 1200 alberi.
Ma la Giunta comunale su proposta dell'assessora Lodi e del sindaco Dipiazza approva una delibera che in sostanza scrive questo: siccome riteniamo che nell'ambito del Comune non ci sia lo spazio per applicare la legge riduciamo l'obbligo della stessa a due, ripetiamo 2, nuove piantumazioni all'anno, un albero per i maschietti ed uno per le femminucce. Avete capito bene? Un ente locale si sostituisce a Governo e Parlamento e disattende platealmente e pubblicamente a due leggi dello Stato, senza poi nemmeno prendere in considerazione la motivazione speciosa e ridicola: mancanza di spazio.
Abbiamo allora preso le due leggi, la delibera del Comune e, assistiti da un legale, presentato denuncia in Procura della Repubblica, ma non solo ne abbiamo inviato copia al Commissario del Governo, il Prefetto di Trieste, che tra i suoi doveri ha quello di controllare che l'operato degli enti locali rispetti e non violi le leggi dello Stato.
Risultati? Mai saputo più nulla dalla Procura ed il Prefetto non ha mai risposto.
E qui ci soccorre una frase detta nell'affollato incontro pubblico promosso dal Circolo Miani, dove il Procuratore Capo di Udine, nostro ospite, ad un cittadino presente che gli domandava “ma la legge non dovrebbe essere uguale per tutti, a Trieste come ad Udine? Rispose con queste esaustive e chiarissime parole: “Si. La legge è uguale per tutti, i magistrati chiamati ad applicarla no”.
Occorre altro?

Platanini inscatolati mobili. La nostra serena e ponderata analisi.E' UNA CA**TA PAZZESCA  !!!Altro che il “sondaggio” d...
14/08/2026

Platanini inscatolati mobili. La nostra serena e ponderata analisi.
E' UNA CA**TA PAZZESCA !!!

Altro che il “sondaggio” del piccolo giornale con un duemila rispondenti sulle poco più di 4.000 copie vendute a Trieste i nostri numeri sono inequivocabili e un amministratore che porta la responsabilità di questa infausta scelta, con i “tecnici” di contorno, dovrebbe trarne immediata conseguenza anche perchè queste “oasi” climatiche son costate quasi 50.000 euro ai Triestini.
I nostri numeri, finora che la crescita è costante ed esponenziale, al momento in cui scriviamo questo articolo sono i seguenti per gli undici pezzi dedicati all'argomento a partire dal 7 agosto, e solo sulla pagina Circolo Miani che ne abbiamo altre undici che pubblicano in contemporanea.
Lettori 242.300; Like (mi piace) 4.854; Condivisioni (di cui non abbiamo i risultati sugli altri profili) 1.726; Commenti (idem come sopra) 1.592.
La nostra preoccupazione: toglieteli subito da quei cubi in metallo e piantateli come Dio comanda in terra (ad esempio nelle aiuole di Piazza San'Antonio) liberandoli da quelle gabbie torturanti sulle striminzite chiome e poi provvedete a regola d'arte ad irrigarli quotidianamente con questa calura.
Il nostro suggerimento: varate un piano concreto di mitigazione climatica in città e sfruttate la disponibilità della Regione a finanziare un piano di climatizzazione degli appartamenti delle persone fragili, consumi compresi. Ma di corsa e poi per il bene di tutti levatevi di torno che di danni voi ed i vostri predecessori ne avete fatti fin troppi, a Trieste come a Muggia.

Indirizzo

Via Valmaura 77
Trieste
34100

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