Costituzione 32

Costituzione 32 Pagina facebook dell'associazione Costituzione 32

COSTITUZIONE 32 è costituita al fine di:

- promuovere la tutela della salute, quale fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, come sancito dall'art.32 della Costituzione;
- per raggiungere la suddetta finalità l'Associazione si propone come Osservatorio permanente dello stato del sistema sanitario pubblico, con particolare riferimento alla regione Friuli Venezia Giulia

, al fine di sviluppare una costante attività di informazione e ricerca sulla situazione dell'assistenza sanitaria, con particolare riguardo alla specifica produzione normativa e ai conseguenti assetti organizzativi/operativi delle aziende sanitarie ed ospedaliere, da cui dipende la qualità delle prestazioni erogate ai cittadini;
- in tale ambito l'Osservatorio sviluppa un'ampia e costante attività di ricerca, per individuare i punti di maggiore criticità, sottoporli a puntuale valutazione tecnica, quindi suggerire, quando possibile ed opportuno, idonee azioni correttive;
- pertanto nei contesti di malfunzionamenti/disservizi del sistema sanitario pubblico l'Associazione si pone a tutela sia degli utenti, sia degli operatori sanitari, in quanto entrambi, seppure in forme diverse, sono danneggiati e/o penalizzati da un comune fattore, che in ultima analisi risulta essere l'inadeguata/carente organizzazione/gestione dei presidi sanitari ospedalieri e territoriali;
- tutto quanto sopra garantendo sempre ampia e puntuale informazione ai cittadini.

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22/08/2026

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FVG: NUOVE NUBI SI ADDENSANO SULL’ ANTINCENDIO BOSCHIVO, CARENZE NEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELLE GUARDIE FORESTALI

Le guardie forestali hanno in dotazione una sola tuta antincendio, in molti casi priva dei marchi di conformità ISO. Questa la denuncia degli organi di rappresentanza del personale forestale in una lettera trasmessa alla Regione.

Le tute antincendio sono DPI - Dispositivi di sicurezza individuali – ed è obbligatorio indossarle quando si opera sugli incendi per proteggere il corpo da fiamme, calore radiante, fumi e rischi meccanici. Avendo in dotazione una sola tuta quando l’incendio si prolunga, come avvenuto a Tolmezzo, i forestali devono lavorare per più giorni sul fronte del fuoco con la stessa tuta impregnata di sudore, polveri residue della combustione e schiuma antincendio dei Canadair.

Dovrebbe essere obbligo del datore di lavoro, in questo caso la Regione FVG, fornire i DPI in quantità sufficiente, e provvedere anche a pulizia e lavaggio dopo l’uso, seguendo le indicazioni del costruttore, per mantenere le caratteristiche protettive. Invece sono le stesse guardie che provvedono alla pulizia delle tute portandole a lavare a casa propria.

Quindi non è un problema da poco quello sollevato dai sindacati poiché attiene alla sicurezza del personale, vista anche la questione dei DPI privi dei marchi di conformità ISO che andrebbe approfondita quanto prima. Affrontare un incendio boschivo è un’operazione rischiosa e gli uomini e donne che lottano contro il fuoco devono avere il massimo possibile delle protezioni.

E devono anche essere trattati bene. Quando si fanno intervenire i sindacati su queste questioni, c’è qualcosa che non va nei rapporti tra il personale e le strutture di comando, e su questo bisogna agire, anche a livello politico.

E poi bisogna incrementare le risorse in modo da proteggere sempre più i nostri boschi.

Per questo non vengono lesinate risorse al volontariato di Protezione Civile. E' rimasto impresso il finanziamento della Regione per acquistare tute di primissimo ordine ai volontari della Motostaffetta friulana, perché esibissero sì sulle tute il marchio IOSONOVENEZIAGIULIA al Giro d’Italia, ma soprattutto per una protezione ottimale in caso di caduta o incidente.

Ecco, vorremmo che un simile riguardo fosse riservato anche ai forestali quando si trovano a lottare contro i roghi.

16/08/2026

I BOSCHI DELLA CARNIA BRUCIANO, LA REGIONE FVG NON HA UN PIANO ANTINCENDIO BOSCHIVO AGGIORNATO E SI ATTENDE LA PIOGGIA

Ferragosto, i boschi della Carnia bruciano l’assessore alla Protezione Civile comunica che giovedì prossimo potremmo assistere a un cambio delle condizioni meteo e quindi, forse, essere in grado di chiudere questa stagione di incendi.
Del resto, che altro fare oltre a quel che c’è già in campo, se non aspettare la pioggia?
La Regione FVG non ha un Piano Antincendio Boschivo aggiornato, nonostante la Legge regionale n.17 del 2019 lo prevedesse entro un anno, quindi entro il 2020, ma ad oggi non c’è. Eppure, la pianificazione è essenziale per la previsione e prevenzione degli incendi boschivi (vigilanza, manutenzione delle aree boschive, strade tagliafuoco, ecc.), ed è altrettanto essenziale quando il fuoco divampa per assicurare efficacia e sicurezza delle operazioni di spegnimento.
Così la lotta contro gli incendi sostenuta dai pompieri, dalle guardie forestali, dai volontari diventa eroica, anzi doppiamente eroica, visto che questi oltre ad affrontare roghi immensi in un clima torrido e in ambienti ostili, devono operare senza piani di emergenza aggiornati e condivisi.
Neppure i disastrosi roghi del 2022 sono serviti per avere un Piano AIB aggiornato, il nostro attuale riferimento tecnico-normativo risale al secolo scorso, è il “Piano Regionale di Difesa del Patrimonio Forestale 1997-1999” (DPG n. 0136 del 17 aprile 1998).
La vicina Slovenia ha invece fatto tesoro di tale esperienza migliorando tra l’altro le infrastrutture antincendio con nuovi idranti e piste tagliafuoco, e ha acquistato 4 velivoli dedicati, gli Air Tractor Fire Boss capaci ciascuno di 3mila litri di acqua a lancio.
Il giorno prima di Ferragosto era stato comunicato che la situazione era “complessa ma sotto controllo”, previsione che non sembra proprio azzeccata, ma c’è un altro passo del comunicato dell’assessore Riccardi che preoccupa, quando dopo aver elencato tutti i mezzi aerei operativi sul fronte del fuoco, dice: “Ad Amaro sono inoltre impegnati circa 30 volontari della Protezione civile.”
Ma come? In un incendio così esteso ci sono solo 30 volontari? A cui vanno ovviamente i ringraziamenti per la loro preziosa opera, come vanno a tutti i professionisti che spengono gli incendi.
Ma a oltre ai ringraziamenti sarebbe apprezzabile metterli nelle condizioni di operare con la massima efficacia e sicurezza. E lo apprezzerebbero anche i boschi superstiti, e gli animali che ci vivono.

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05/08/2026

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TRIESTE: A 82 ANNI CADE E RIMANE A TERRA PRONA PER 3 ORE E MEZZA PRIMA CHE ARRIVI L’AMBULANZA

È successo in via Monte Mangart. Questo il racconto del genero.

Il giorno 28 luglio alle ore 18.30 mia suocera di 82 anni è caduta in bagno a casa, ha la demenza in stato avanzato, e per fortuna con lei c’era mio suocero di 83 anni. Tuttavia avendo anche lui patologie non ha potuto alzarla e poi, essendo già capitato, avevamo espressamente detto di non alzarla potendo avere dei traumi per evitare peggioramenti sollevandola, ma comunque non poteva e non riusciva ad alzarla. Ha però prontamente allertato Televita che ha provato a contattare mia moglie, ma eravamo in Croazia gli unici cinque giorni all’anno che ci siamo dedicati, perché lei dà assistenza giornaliera ai suoi genitori. Non abbiamo sentito la telefonata e nel richiamare ci dava numero sconosciuto. Tramite il servizio è stata comunque avvisata la Centrale di Palmanova a cui veniva riferito che la donna, seppur non in presenza di sangue, era distesa a terra. Arrivava una telefonata a mio suocero, suppone da Palmanova ma non sa di sicuro, per chiedere informazioni di sua moglie, mia suocera, e confermava quanto detto a Televita; gli viene comunicato che se la situazione peggiora di chiamare nuovamente il 112. Televita è sempre stata presente e vicino a mio suocero e, a loro dire, avevano sollecitato l’intervento. Nel frattempo, mio suocero seppur con due ore di ritardo perché non voleva disturbarci sapendo quanto mia moglie si dedica a loro, ci ha contattato alle 20.30 dandoci la notizia e l’attesa prolungata della autoambulanza, credendo che arrivassero prima e non sapendo cosa fare, chiaramente agitato anch’esso. Televita ancora chiamava mio suocero e chiedeva se fosse arrivata l’autoambulanza. Siamo partiti dalla Croazia e nel tragitto abbiamo fatto sollecitare Televita da mio suocero, cosa avvenuta. Convinti che fosse arrivata, ma dopo una conferma di mio suocero che nulla era mutato, ci trovavamo in zona Rabuiese - Autamarocchi direzione Altura ed abbiamo per sicurezza chiamato il 112 il quale ci ha passato il servizio a Palmanova, ed infastiditi per la nostra reazione ci dicevano che stava arrivando, partendo in quell’istante da Cattinara; mia suocera si trova in via Monte Mangart. Spiegavamo a loro che oramai era da oltre 3 ore, distesa sul pavimento. Noi siamo arrivati alle 21.59 e l’autoambulanza non era ancora presente. Mia moglie, nel frattempo, è salita ed io ho atteso per 7 minuti il loro arrivo: 22.06. Il servizio è stato cortese e professionale e una volta arrivati hanno accertato che la donna (mia suocera) si trovava a pancia e faccia in giù da oltre TRE ORE E MEZZA! Ci hanno riferito che le indicazioni ricevute erano che mia suocera era non distesa ma seduta tranquillamente, e per questo il loro intervento era stato dato con precedenza ad altre situazioni, notizie contrastanti rispetto a quello che mio suocero e la stessa Televita hanno dato. Hanno fatto degli accertamenti primari e molto professionali ed in mezz’ora la hanno trasportata via, riscontrando fin da subito un’ecchimosi al volto lato sinistro dovuto alle tre ore e mezza con la faccia rivolta sul pavimento mentre sul lato destro il colpo dovuto alla caduta. Dolore alla cervicale ed a tutto il corpo, nonché il braccio sinistro senza possibilità di muoverlo. In stato evidente di confusione dovuta al tempo ed alla caduta e chiaramente alla malattia. Alle ore 05.20 circa le hanno fatto la Tac con esito per fortuna negativo e dopo le 5.40 i raggi al braccio che hanno evidenziato la frattura dell’arto. Credo il polso non ho ancora i referti in mano. Poco dopo le ore 09.00 le hanno fatto un po’ di anestesia perché le dovranno sistemare il polso. Oggi 29 luglio, alle ore 9 circa ci chiama Televita e mi dicono che Televita ha sollecitato diverse volte ma senza esito. Inoltre dicono che le loro indicazioni erano ben chiare con anziana con demenza rivolta a terra senza possibilità di essere alzata. Ore 10 circa le hanno messo il gesso con una prognosi di 35 giorni. La domanda è come può una donna di 82 anni rimanere a terra a pancia e viso in giù per oltre tre ore e mezza? (lettera firmata)

Alcuni mesi fa l’assessore Riccardi aveva dichiarato che le ambulanze dell'area giuliana e isontina sono risultate le più veloci d'Italia, aggiungendo che è un dato che deve rassicurare i cittadini e depotenziare le tante sterili polemiche su questi temi.

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30/07/2026

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MONFALCONE: INCENDIO CASA DI COMUNITA’ SUSCITA SERI INTERROGATIVI

L’incendio che si è sviluppato nella Casa della Comunità di Monfalcone pone due interrogativi, il primo riguarda gli standard di sicurezza, in quanto si apprende che l’attività clinica e assistenziale è svolta in una struttura con cantieri ancora aperti.

Fortunatamente l’incendio è stato di modesta entità e le fiamme sono state spente rapidamente, ma si è prodotto molto fumo, tanto da costringere all’evacuazione immediata degli operatori sanitari e degli utenti, e trasferire le attività in altre sedi.

Ci si chiede perché si sono aperte attività cliniche assistenziali in un edificio che da quanto riporta la stampa non sembra ancora ultimato, attività che comunque fino a poco tempo fa venivano svolte nelle sedi del Distretto. E allora perché esporre personale e utenti a potenziali rischi connessi ai lavori in corso?

E poi c’è un altro interrogativo. Dai documenti pubblicati da ASUGI risulta che la realizzazione della sede della Casa di Comunità di Monfalcone è stata ultimata lo scorso mese di maggio; quindi, non si capisce perché dopo due mesi ci siano ancora lavori in corso da cui è originato l’incendio.

Si sa che le Case della Comunità sono in parte finanziate dai fondi PNRR, tanto che la stessa Giunta regionale ne aveva attestato l’avvenuta realizzazione il 29 maggio scorso (DGR 759), e tra le Case ultimate risulta anche quella di Monfalcone.

Allora come mai c’è ancora un cantiere in attività?

Indirizzo

Trieste
34100

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