IRCI. Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata

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IRCI. Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata, sede a Trieste
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"Modernismi". Fra Liberty e Déco...solo a Trieste, qui da noi, all'IRCI, in via Torino 8. Meno di due settimane all'epil...
23/06/2026

"Modernismi". Fra Liberty e Déco...solo a Trieste, qui da noi, all'IRCI, in via Torino 8. Meno di due settimane all'epilogo di questa mostra fortunata e apprezzata da circa 20mila visitatori.

Mercoledì 24 Giugno 2026, h. 17 in punto, si terrà una nuova visita guidata, a cura della stoica Professoressa Marina Parladori.
Si parlerà dei tanti protagonisti della mostra: tra di loro, l'outsider Leopoldo Metlicovitz.

Ascoltiamo insieme la Professoressa, adesso, mentre ci va restituendo l'artista Metlicovitz, "Dalla pittura alla carta stampata”.

"Con Leopoldo Metlicovitz il tratto pittorico diventa icona e pubblicità. Triestino di nascita, inizia giovanissimo come litografo a Udine; qui viene notato dall’editore musicale Giulio Ricordi che lo porterà con sé presso le Officine Grafiche Ricordi a Milano: diventerà ben presto Direttore Grafico. Sotto la sua guida i manifesti diventeranno vere e proprie opere d’arte capaci di unire l’eleganza estetica alla comunicazione commerciale di massa".

"Il nostro allestimento ci propone un interessante spunto di confronto nel pannello posto all’ingresso: per la pubblicità 'Fleurs de Mousse – Le Grand Parfum à la mode' [1898] troviamo infatti, posti uno sopra l’altro, il bozzetto originale dipinto del volto femminile che si inebria e inspira l’essenza e... la conseguente ripresa della stessa immagine nella pubblicità su carta".

"Se si volge lo sguardo su un altro lato dello stesso pannello espositivo, non si può rimanere indifferenti alla bellezza sensuale della donna protagonista del profumo parigino “Flouvella”. Meravigliosa e provocante, ammicca con sensualità nel suo vestito trasparente e va****so. Il rosa che avvolge l’immagine da pallido e tenue, salendo lungo i profili morbidi e sinuosi della donna, si trasforma e si fa sempre più intenso e tendente all’arancio: è il fuoco della passione, ultimo atto di un profumo che non lascia scampo".

* * *

Bene: vi ricordiamo che la mostra "Modernismi" rimarrà allestita per meno di due settimane ancora, vale a dire fino al 5 Luglio 2026, lun-dom: 10.30-12.30 e 16.30-18.30. Ingresso libero...e catalogo sempre disponibile. Per info extra Lisert, [email protected] - vi risponderà la nostra Segreteria.

* Visite Guidate (gratuite): le prossime, ultime due...

Mercoledì 24 Giugno, h. 17 [Prof.ssa Marina Parladori, guida]
Martedì 30 Giugno, h. 17 [Prof.ssa Marina Parladori, guida]

da "Legno, ferro, vetro: il Liberty al pianterreno"                                       [Roberto Curci]"[...] Fu la fe...
20/06/2026

da "Legno, ferro, vetro: il Liberty al pianterreno"
[Roberto Curci]

"[...] Fu la felice simbiosi di artisti e artigiani a segnare la straordinaria crescita edilizia di una città che viveva i suoi anni migliori, prima della catastrofe bellica. Ma, a ben pensarci, fu pure un’innovazione squisitamente tecnica a segnare il cambio di passo: l’utilizzo sempre più diffuso, e infine massiccio, del calcestruzzo armato nell’edificazione e quello della pietra artificiale a stampo sul piano della decorazione architettonica. Sicché, per scalpellini e ornatisti, divenne un fatto di riproducibilità seriale, con riduzione di tempi e di costi, il discusso o detestato (non solo da Silvio Benco) inserimento nelle facciate dei nuovi palazzi delle “curve smorfiose del modern style”, delle “teste leonine di gesso”, delle “cascate di fiori zuccherine” e delle “ghirlandette massicce”. Tutto il repertorio, insomma, del decorativismo che ancor oggi, a patto di alzare gli occhi, ci stupisce e ci affascina".

"Cemento dunque, e pietra artificiale. Ma anche legni da intagliare e scolpire, e ferri da ba***re, piegare e attorcigliare in seducenti volute. Ecco il mix più rappresentativo di quello che fu lo stile del costruire e dell’abitare nel primo quindicennio del Novecento, ancora con i freschi diplomati della Scuola per Capi d’Arte a esibire la propria acquisita maestria: falegnami, intagliatori, ebanisti. Un mix esemplarmente riassunto, a parer nostro, nei portoni d’ingresso e nei portali di quei nuovi palazzi, ancorché non di tutti, evidentemente: solo di quanti possiamo ancor oggi ammirare, di quanti cioè sarebbero riusciti a reggere (per più di un secolo) alle ingiurie degli uomini e del tempo, alla miopia/tirchieria di generazioni di proprietari e condomini insensibili alla sopravvivenza di manufatti di pregio da curare e mantenere, e infine – troppo spesso - alla resa incondizionata alla tentazione del portone “comodo” e asettico: fatto del banale alluminio anodizzato oro, per capirci, lo stesso materiale largamente e indecorosamente utilizzato pure per gli accessi a tante cappelle cimiteriali. Quasi fossero anonimi portelloni d’ascensore, con meta il Cielo, all’ultimissimo piano..."

"Portoni e portali, insomma. Quasi un miracolo se, alla fin fine, tanti ancora ne restano, in palazzi curiosamente concentrati – grosso modo – in quattro nuclei di quartieri cittadini: la zona di Roiano-Scorcola, con le vie Boccaccio e Commerciale come “vetrine” esemplari; la zona tra San Vito e Cittavecchia, con una passerella di squisitezze tra le vie Tigor, Vittoria Colonna, Gaspara Stampa e piazza Cornelia Romana; la zona di Chiadino inferiore-Barriera Vecchia, con due capolavori nelle vie Vecellio (al civico 1) e Raffineria (al civico 4); la zona che si estende tra il Viale, le vie Battisti, Giulia e contermini, con lo splendido portone di quella Casa Agnani (Viale XX Settembre 32) al cui pianterreno sorgeva, all’epoca remota, il famoso Caffè Secession".

"Legno intagliato (rovere, noce massello) + ferro battuto + vetro. Talora è uno dei tre elementi a prevalere, talaltra vi è, fra i tre, un equilibrio perfetto di volute e ghirigori, ma anche di raffinati cromatismi..."

per leggere tutto il resto, cercate il catalogo di "Modernismi. La Venezia Giulia fra Liberty e Art Déco" - disponibile su Amazon o...qui da noi a Trieste, all'IRCI, in via Torino 8.

Ricordate: la mostra vi attende solo fino al 5 Luglio 2026. Quindici giorni ancora. Ingresso libero, lun-dom... 10.30-12.30 e 16.30-18.30.

* Visite Guidate (gratuite): le prossime, ultime due...

Mercoledì 24 Giugno, h. 17 [Prof.ssa Marina Parladori, guida]
Martedì 30 Giugno, h. 17 [Prof.ssa Marina Parladori, guida

“Fede e identità: don Francesco Bonifacio nella sua Istria”: album dedicato all'evento tenuto qui a Trieste, all'IRCI, l...
19/06/2026

“Fede e identità: don Francesco Bonifacio nella sua Istria”: album dedicato all'evento tenuto qui a Trieste, all'IRCI, lunedì 8 Giugno 2026.

Tutte le foto sono state scattate dalla Segreteria IRCI. Buona visione!

"Legno, ferro, vetro: il Liberty al pianterreno"                                       [Roberto Curci]"Camminare naso al...
17/06/2026

"Legno, ferro, vetro: il Liberty al pianterreno"
[Roberto Curci]

"Camminare naso all’aria e senza meta, alzare e aguzzare gli occhi, incuriosirsi per quanto di bello, strano e spesso sconosciuto certi palazzi d’epoca possono offrire, è impresa ben rischiosa in qualsiasi città, di grande o media stazza. Fretta e distrazione, ressa e marciapiedi infidi, traffico inquietante inibiscono l’arte sopraffina del flȃner, sicché tanti singolari aspetti del posto in cui si vive (in cui ognuno vive) rimangono ignorati, e magari ci si sorprende nel vedere turisti di casuale passaggio intenti a fotografare… che cosa? Toh, quel dettaglio (un decoro, un festone, un muso di pietra) che da sempre stavano là, su quella certa facciata, ma che sempre – a noi, distratti cittadini indigeni - erano sfuggiti..."

"E quanti dettagli rischiano di sfuggire, a Trieste, disseminati sui volti di quei palazzi che, quanto a ricchezza decorativa, svettano fra tutti: Casa Terni-Smolars, Casa Polacco, Casa Valdoni, Case Mosco, Palazzo Viviani-Giberti, Palazzo Junz-Calabrese… Edifici imponenti, sorti in quei tre lustri di forte espansione demografica ed edilizia di Trieste, tra 1900 e 1914, un’epoca - è stato scritto - di grande “energia costruttiva e decorativa”, nel segno di un invalso (benché alquanto osteggiato) gusto modernista, nemico dello storicismo eclettico: insomma schiettamente Liberty o Secessionista. Dettagli di pietra: e dunque fregi, festoni fitomorfi, ghirlande, lesene e paraste, mascheroni bonari o ghignanti, vispi amorini e putti svolazzanti, ieratiche figurine di fanciulle o formose cariatidi, a seno preferibilmente n**o".

"Certo, occorre alzare gli occhi. Solo allora si scoprirà quanta effusione di “scultura decorativa” si siano concessi gli architetti protagonisti di quegli anni: Mosco, Righetti, Depaoli, Zaninovich, Ferluga, Dompieri, perfino il decano Eugenio Geiringer negli anni estremi della sua multiforme attività. Accanto a loro, ma da loro diversi, Max Fabiani e Umberto Fonda, coinvolti altresì in questa mutazione, ma – grazie alla formazione maturata a Graz e a Vienna, nel segno della lezione di Otto Wagner – accomunati da un rigore formale lontano dalle esuberanze plastiche. Costruttori eccellenti, affiancati da eccellenti maestranze..."

per leggere tutto il resto, cercate il catalogo di "Modernismi. La Venezia Giulia fra Liberty e Art Déco" - disponibile su Amazon o...qui da noi a Trieste, all'IRCI, in via Torino 8.

Ricordate: la mostra vi attende solo fino al 5 Luglio 2026.
Ingresso libero, lun-dom... 10.30-12.30 e 16.30-18.30.

* Visite Guidate (gratuite): le prossime, ultime tre...
Venerdì 19 Giugno 2026, h. 17 [Prof.ssa Marina Parladori, guida]
Mercoledì 24 Giugno, h. 17 [Prof.ssa Marina Parladori, guida]
Martedì 30 Giugno, h. 17 [Prof.ssa Marina Parladori, guida]

"Modernismi". Fra Liberty e Déco...solo a Trieste, qui da noi, all'IRCI, in via Torino 8.Venerdì 19 Giugno 2026, h. 17 i...
13/06/2026

"Modernismi". Fra Liberty e Déco...solo a Trieste, qui da noi, all'IRCI, in via Torino 8.

Venerdì 19 Giugno 2026, h. 17 in punto, si terrà una nuova visita guidata, a cura della stoica Professoressa Marina Parladori. Si parlerà dei tanti protagonisti della mostra e si ricostruiranno tanti retroscena dell’architettura del nostro territorio.

Ascoltiamo insieme la Professoressa, adesso: oggi ci racconta la storia di una delle pagine liberty triestine più spiazzanti; protagonista, l’architetto Giuseppe Sommaruga.

“Nell’ampio panorama di architetti che lavorarono a Trieste tra l’Otto e il Novecento spicca la figura di G. Sommaruga, milanese, uno dei tre architetti italiani di statura internazionale insieme a Raimondo D’Aronco ed Ernesto Basile”.

“L’edificio che lui realizza per il capoluogo giuliano in via dell’Acquedotto, ora viale XX Settembre, sarà l’unico palazzo che progetterà al di fuori dell’area lombarda. L’edificio triestino venne commissariato dagli ingegneri Viviani e Giberti, titolari di un’importante impresa di costruzioni, con funzioni di sala per spettacoli e appartamenti ad uso residenziale”.

“Il palazzo, che conserva il ricco apparato decorativo originale, venne realizzato dallo storico collaboratore di Sommaruga, Ambrogio Pirovano. Inaugurato il giorno di Natale del 1907, al momento dell’inaugurazione ospitava il Teatro Filodrammatico; successivamente il teatro lasciò lo spazio al cinema Eden, oggi Ambasciatori”.

“L’edificio si sviluppa su sei piani con un rivestimento in bugnato grezzo al piano terra e la facciata riccamente decorata con cornici floreali e dettagli in ferro battuto. L’ingresso principale è imponente ed è dominato da due figure femminili dal busto fieramente scoperto scolpite da Romeo Rathmann che l’ironia popolare interpretò subito come donne di facili costumi assegnando loro pure dei nomi: la Barbara e la Gigogin”.

* * *

Bene: vi ricordiamo che la mostra "Modernismi" rimarrà allestita per tre settimane ancora, vale a dire fino al 5 Luglio 2026, lun-dom: 10.30-12.30 e 16.30-18.30. Ingresso libero...e catalogo sempre disponibile. Per info extra Lisert, [email protected] - vi risponderà la nostra Segreteria.

* Visite Guidate (gratuite): le prossime, ultime tre...
Venerdì 19 Giugno 2026, h. 17 [Prof.ssa Marina Parladori, guida]
Mercoledì 24 Giugno, h. 17 [Prof.ssa Marina Parladori, guida]
Martedì 30 Giugno, h. 17 [Prof.ssa Marina Parladori, guida]

MAGAZZINO 18 - FRAMMENTI DI VITA Ogni tanto, rimescolando i documenti conservati al Magazzino 18, si trovano piccole sor...
12/06/2026

MAGAZZINO 18 - FRAMMENTI DI VITA

Ogni tanto, rimescolando i documenti conservati al Magazzino 18, si trovano piccole sorprese come questa raccolta di carte.
Si tratta di minute trascritte su dettatura da un meticoloso funzionario della Prefettura di Pola al retro di documenti dismessi per carenza di carta durante gli anni della guerra.
Era una pratica piuttosto comune nell'uso di cancelleria, non solo per evitare di sprecare carta in tempi difficili ma anche per soddisfare le necessità di archiviazione dei tanti documenti. Ecco che la lettera di richiesta per un sussidio a favore di una vedova di guerra nel 1942 viene trascritta sul retro di un rapporto carcerario per un giovane cocchiere del 1900. Quel giovane Nicolò Picoli doveva aver risposto male a un cliente oppure aver alzato un po' troppo il gomito durante il servizio per essere rinchiuso un giorno intero in gattabuia come punizione...

#1900

Così Zeno Saracino per TRIESTE.news:"Sarà la Libia di Marcello Dudovich, ricca di suggestioni di luce e misteri oriental...
11/06/2026

Così Zeno Saracino per TRIESTE.news:

"Sarà la Libia di Marcello Dudovich, ricca di suggestioni di luce e misteri orientali, la grande protagonista della prossima mostra dell’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata presso la sede museale di via Torino, già nota per le tante esposizioni dedicate al pittore del lusso, dei transatlantici, delle belle donne [...]"

"La mostra a Milano, tenutasi lo scorso marzo 2026, era stata la prima ad approfondire l’arte di Dudovich ‘coloniale’, dipinta durante un primo soggiorno nel 1936 in Libia e, di nuovo, nel 1950 con una visita nel secondo dopoguerra. Il cuore della collezione della mostra meneghina era stato l’archivio del medico psichiatra Salvatore Galati, collezionista e amico di Dudovich".

"La mostra includeva disegni, 11 tempere a colori, foto scattate in Libia, la riproduzione di un murales un tempo presente nel Palazzo dell’Aeronautica militare a Roma; e poi bozzetti, lettere, documenti e così via. La visita del 1936 era sorta a seguito dell’esortazione di Italo Balbo, volta a creare un’arte italiana per la Libia: non a caso a Tripoli i primi lavori di Dudovich erano per le guide turistiche; e tuttavia anche quando rientrò in Italia, Dudovich chiese più volte ad amici e modelli di posare con abiti tradizionali nord africani per i propri soggetti, evidenziando pertanto quanto lo scatolone di sabbia lo avesse suggestionato..."

tutto l'articolo (da leggere!), https://www.triesteallnews.it/2026/06/irci-tra-le-sabbie-della-libia-con-la-prossima-mostra-su-marcello-dudovich-in-africa

Trailer!Tra un mese, circa, qui a Trieste, all'IRCI, torneremo a dedicarci a un artista già protagonista delle nostre mo...
09/06/2026

Trailer!
Tra un mese, circa, qui a Trieste, all'IRCI, torneremo a dedicarci a un artista già protagonista delle nostre mostre, negli ultimi 25 anni: Marcello Dudovich. Torneremo sul triestino Dudovich, di sangue dalmata, concentrandoci sui suoi passaggi in Libia - come da recente, fortunata mostra meneghina - e aggiungendo e integrando qualcosa di insolito (forse di inedito!) e di spiazzante.
Per adesso, questo:). Prossimamente vi riferiremo molto altro.

Per iniziare a prendere le misure a (parte di) quel che vi aspetta, leggete questo buon articolo sulla mostra milanese di poche settimane fa:

Tra i protagonisti dell’arte e della grafica italiana del primo Novecento, Marcello Dudovich (1878-1962) occupa un posto centrale

MAGAZZINO 18 - FRAMMENTI DI VITAQuando stirare significava sollevamento pesi
05/06/2026

MAGAZZINO 18 - FRAMMENTI DI VITA

Quando stirare significava sollevamento pesi

AGENDA IRCI!Lunedì 8 Giugno 2026, h. 17:30, l’I.R.C.I. – Istituto Regionale per la Cultura Istriano – fiumano – dalmata ...
04/06/2026

AGENDA IRCI!
Lunedì 8 Giugno 2026, h. 17:30, l’I.R.C.I. – Istituto Regionale per la Cultura Istriano – fiumano – dalmata di Trieste, presenta il saggio “Fede e identità: don Francesco Bonifacio nella sua Istria”, presso il Civico Museo della Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata, in via Torino 8.

A ottant’anni dal martirio di don Francesco Bonifacio, Giuliana Stecchina propone una contestualizzazione della figura del beato e della società istriana degli anni ’40 e ’50 alla luce di diverse teorie psicologiche e sociali.

Stecchina, docente presso le Università di Trieste e Pola, giornalista e autrice di decine di sceneggiati su personalità illustri delle nostre terre, si appoggia in quest’opera ai numerosi scritti lasciati da don Bonifacio, dal suo diario intimo alle omelie. L’autrice ricostruisce il suo pensiero, i suoi rapporti familiari e la filosofia di vita che lo portarono a essere punto di riferimento per la sua comunità e un esempio di mitezza, tanto nel quotidiano quanto di fronte ai suoi carnefici. Dalla figura di Bonifacio il discorso si allarga ad abbracciare l’intera società istriana dell’epoca, alle interazioni tra fede, comunità e identità in un periodo di tremende tensioni e incertezze.

Dialogherà con l’autrice Andrea Bartole, diretto promotore dell’ideazione e pubblicazione del libro e presidente della CAN (Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana) di Pirano. L’incontro sarà arricchito dall’interpretazione dell’attrice Sabrina Censky Gojak, che nel "Bastone" darà voce alla madre di don Bonifacio. A introdurre l’incontro sarà il presidente dell’IRCI, Franco Degrassi.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Non mancate!

Indirizzo

Via Duca D'Aosta 1
Trieste
34123

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 12:00
16:00 - 18:00
Martedì 10:00 - 12:00
Mercoledì 10:00 - 12:00
Giovedì 10:00 - 12:00
16:00 - 18:00
Venerdì 10:00 - 12:00

Telefono

+39040639188

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