USB - Federazione di Trieste

USB - Federazione di Trieste Il sindacato della classe lavoratrice!

18 Maggio - Sciopero Generale. Trieste sa ancora da che parte state.Un corteo partecipato, determinato, vivo.Le strade d...
18/05/2026

18 Maggio - Sciopero Generale. Trieste sa ancora da che parte state.

Un corteo partecipato, determinato, vivo.
Le strade del centro attraversate da lavoratrici, lavoratori, studenti, cittadini. Una piazza che ha scelto di non voltarsi dall’altra parte.

Mentre scioperavamo contro guerra, genocidio, riarmo ed economia di guerra, arrivava la notizia dell’assalto della Global Sumud Flotilla da parte delle forze dell’IDF in acque internazionali. Un fatto gravissimo, l’ennesima violazione del diritto internazionale consumata nella totale impunità.

Questo rende ancora più giusta la mobilitazione di oggi.

La guerra non è qualcosa di lontano. Entra nelle nostre vite attraverso salari insufficienti, precarietà, bollette, tagli a sanità, scuola e welfare. Entra nei territori, nelle fabbriche, nei porti, nella logistica. Entra nella repressione crescente contro chi prova ad opporsi.

Per questo non sarà l’ultima iniziativa.
Continueremo a mobilitarci contro l’economia di guerra e del genocidio, contro un modello che trasferisce ricchezza verso armi, speculazione e militarizzazione mentre il mondo del lavoro paga il prezzo della crisi.

Oggi da Trieste è partito un messaggio forte:
per la guerra e per il genocidio dalle aziende non deve uscire nemmeno un chiodo.
La mobilitazione continua.

SCIOPERO GENERALE 18 MAGGIOTRIESTE: DAL COLLE DI SAN GIUSTO AL MOLO AUDACENEMMENO UN CHIODO PER GUERRE E GENOCIDIOIl 18 ...
13/05/2026

SCIOPERO GENERALE 18 MAGGIO
TRIESTE: DAL COLLE DI SAN GIUSTO AL MOLO AUDACE
NEMMENO UN CHIODO PER GUERRE E GENOCIDIO

Il 18 maggio USB ha proclamato lo Sciopero Generale contro guerra, genocidio in Palestina, riarmo, attacco al diritto internazionale e repressione.

Scioperiamo perché salari insufficienti, bollette, benzina e precarietà stanno colpendo duramente il mondo del lavoro, mentre il Governo destina miliardi ad armi, economia di guerra e militarizzazione, tagliando welfare, sanità, scuola e diritti sociali.

Scioperiamo raccogliendo l’appello della Global Sumud Flotilla, mentre una nuova missione è pronta a salpare dalla Turchia verso Gaza. Dopo l’assalto di poche settimane fa, il sequestro degli attivisti e la detenzione illegale di Thiago Ávila e Saif Abu Keshek, non è più possibile fingere neutralità.

A Trieste il corteo partirà dal Colle di San Giusto per arrivare al Molo Audace.

Portare il corteo fino al mare significa dare a quel luogo un altro significato: non una narrazione patriottica e identitaria, ma uno spazio di responsabilità, solidarietà e lotta.

Il 18 maggio Trieste guarda il Mediterraneo dalla parte di Gaza, della Flotilla, dei popoli aggrediti e di chi si oppone al genocidio.

Significa dire che questa città non vuole essere complice del silenzio. Significa spingere idealmente quella flottiglia che prova ad attraversare il mare contro blocchi, minacce e repressione.

Tra molti anni, quando tutto questo sarà giudicato dalla storia, resterà una domanda semplice: da che parte stavi?

Il 18 maggio saremo in piazza anche per questo. Perché ci sono momenti in cui il silenzio diventa complicità e bisogna scegliere da che parte stare.

Noi vogliamo che resti memoria del fatto che in questa città una parte di lavoratori, studenti, precari, pensionati e cittadini ha scelto di non abbassare lo sguardo.

Il 18 maggio fermiamo il Paese contro guerra, genocidio e repressione.
Il 23 maggio porteremo a Roma una manifestazione nazionale operaia di tutto il mondo del lavoro.

Per la guerra dalle aziende non deve uscire nemmeno un chiodo.

Spezzone sociale Primo Maggio a Trieste – Il lavoro ripudia la guerraSiamo partiti dalle strade di Campo San Giacomo e a...
01/05/2026

Spezzone sociale Primo Maggio a Trieste – Il lavoro ripudia la guerra

Siamo partiti dalle strade di Campo San Giacomo e abbiamo riempito Piazza della Borsa. Una piazza viva, attraversata da chi ogni giorno tiene in piedi questa città e oggi ha deciso di non restare in silenzio.

Trieste mostra con sempre più evidenza una frattura profonda. Da una parte la città delle vetrine e del turismo mordi e fuggi, dall’altra chi lavora nei servizi, nella logistica, nel commercio, con salari insufficienti e condizioni sempre più precarie. L’overtourism sta trasformando il diritto alla casa in una merce e spinge fuori i residenti, svuota i quartieri, riduce la città a una cartolina costruita sul lavoro povero.

In questa stessa città c’è chi lavora tutto il giorno e non arriva a fine mese, chi vive con contratti instabili, chi non riesce più a sostenere affitti e bollette. C’è una generazione intera senza prospettiva pensionistica e chi oggi è in pensione deve fare i conti con ritardi e inefficienze. Il costo della vita cresce, il valore del lavoro viene sistematicamente compresso.

Da qui parte una rivendicazione chiara. Salario, casa, diritti sociali. Un salario minimo di 2.000 euro netti al mese rappresenta una soglia necessaria per restituire dignità al lavoro. Il diritto all’abitare deve essere sottratto alla speculazione. Serve un intervento pubblico reale su edilizia, affitti e welfare.

Dentro questo quadro si inserisce un altro elemento decisivo: la guerra. Mentre si chiede sacrificio a lavoratori e lavoratrici, si trovano risorse per le spese militari. I nostri territori e le nostre infrastrutture vengono utilizzati per il transito di armamenti. A questo diciamo no. Il lavoro non può essere complice della guerra.
Questa piazza ha espresso una scelta netta. Una rottura con un modello che produce disuguaglianza, precarietà e conflitto. Una rottura che rimette al centro chi lavora e chi vive questa città.

Il lavoro non si piega alla miseria.
Il lavoro non passa sulle armi.
Il lavoro ripudia la guerra.
Blocchiamo le armi.
Alziamo i salari.
Riprendiamoci le case.
Riprendiamoci il tempo.
Riprendiamoci Trieste.

IL LAVORO RIPUDIA LA GUERRABLOCCHIAMO LE ARMI, ALZIAMO I SALARILa guerra incide direttamente sulle nostre vite.Prezzi, s...
29/04/2026

IL LAVORO RIPUDIA LA GUERRA
BLOCCHIAMO LE ARMI, ALZIAMO I SALARI

La guerra incide direttamente sulle nostre vite.
Prezzi, salari e scelte economiche passano anche da lì. Le armi continuano a transitare nei porti, sulle ferrovie e negli aeroporti.
Per questo USB lancia la costruzione di uno Spezzone Sociale nel corteo del Primo Maggio.

📍 Partenza ore 9.00 da Campo San Giacomo
📍 Conclusione in Piazza della Borsa

Costruiamo insieme lo Spezzone Sociale.
USB Trieste

APPELLO PER UNO SPEZZONE SOCIALE IL 1° MAGGIO A TRIESTEMentre il Governo continua con misure vuote, il Paese paga il pre...
27/04/2026

APPELLO PER UNO SPEZZONE SOCIALE IL 1° MAGGIO A TRIESTE

Mentre il Governo continua con misure vuote, il Paese paga il prezzo dell’inflazione, del caro energia e dei salari fermi. Aumentano i profitti di pochi, peggiorano le condizioni di chi lavora.

Serve una rottura netta: salario di base di almeno 2000 euro netti, riparametrato sui livelli contrattuali, diritto alla casa garantito, blocco degli sfratti, affitti calmierati e intervento diretto sui prezzi a partire dai beni di prima necessità.

Serve riportare sotto controllo pubblico l’energia, a partire dalla nazionalizzazione di ENI e delle grandi imprese che stanno lucrando sui rincari.

A Trieste questa crisi si intreccia con l’overtourism e la turistificazione della città: affitti alle stelle, quartieri svuotati, lavoro precario e sfruttato nei servizi. Una città sempre più vetrina e sempre meno vivibile.

La guerra pesa direttamente sulle nostre vite. Incide sui prezzi, sui salari e sulle scelte economiche. Le armi continuano a passare nei nostri porti, sulle nostre ferrovie e nei nostri aeroporti, dirette verso i luoghi del genocidio e dei massacri.

USB lancia un appello a tutte e tutti per costruire uno Spezzone Sociale nel corteo del Primo Maggio.

In testa porteremo senza simboli, ma molto chiaro:

IL LAVORO RIPUDIA LA GUERRA, BLOCCHIAMO LE ARMI, ALZIAMO I SALARI

📍 Partenza ore 9.30 da Campo San Giacomo
📍 Conclusione in Piazza della Borsa

Costruiamo insieme lo Spezzone Sociale.
USB Trieste

Il corteo del 25 aprile di Trieste Antifascista e Global Sumud Italia ha attraversato la città con forza, partecipazione...
25/04/2026

Il corteo del 25 aprile di Trieste Antifascista e Global Sumud Italia ha attraversato la città con forza, partecipazione e consapevolezza.

Tante persone, tante realtà, unite dalla stessa esigenza: riportare la Resistenza nel presente.

In una fase segnata da guerra, carovita e compressione dei diritti, la risposta è arrivata dalle strade. Una presenza reale, che ha rotto la distanza tra memoria e attualità, trasformando il 25 aprile in un momento di lotta.

Nonostante le limitazioni imposte, il corteo ha mantenuto il suo significato. Ha parlato chiaro: l’antifascismo non è celebrazione, è pratica quotidiana.

Una giornata importante, costruita insieme, che conferma una direzione: organizzarsi, esserci, non arretrare.
La Resistenza continua.

SIAMO ANCORA L'EQUIPAGGIO DI TERRA. TRIESTE SA ANCORA DA CHE PARTE STARE.L’iniziativa di oggi al Molo Audace ha dimostra...
12/04/2026

SIAMO ANCORA L'EQUIPAGGIO DI TERRA. TRIESTE SA ANCORA DA CHE PARTE STARE.

L’iniziativa di oggi al Molo Audace ha dimostrato con chiarezza che esiste una parte di questo Paese che non accetta il silenzio e non accetta la normalizzazione di ciò che sta accadendo.

Un imbarcazione della "Flottilla" ha attraccato simbolicamente a Trieste, in un momento pubblico che ha dato continuità concreta a un percorso costruito in questi mesi dentro mobilitazioni, iniziative e partecipazione diffusa.

USB è intervenuta in questa iniziativa come organizzazione sindacale che ha promosso e costruito gli scioperi generali dell’autunno.
E lo abbiamo detto chiaramente: lo abbiamo fatto una volta e siamo pronti a farlo ancora.

Di fronte a un’escalation globale fatta di guerra, aggressioni imperialiste e devastazione sociale, bisogna ritornare nelle piazze, come oggi.

Abbiamo indicato con chiarezza il quadro:
dalla Palestina a Cuba, dal Venezuela all’Iran, siamo dentro una fase di offensiva globale che si regge su un’economia di guerra che produce morte, distruzione e sfruttamento.

Un’economia che oggi significa anche genocidio.
E che vede la complicità diretta dei governi occidentali, Italia compresa, attraverso la produzione e il commercio di armi verso lo stato genocida di Israele.

Abbiamo richiamato anche ciò che accade nei nostri territori: il ruolo dei porti, a partire da Trieste, dentro le filiere della guerra.
Un nodo che non può più essere ignorato.
Per questo la risposta deve crescere.
Partecipazione, mobilitazione, organizzazione.
Le iniziative a sostegno della Flotilla non si fermano qui.
Saranno rilanciate, rafforzate, estese.
Perché questa battaglia non riguarda solo la Palestina.
Riguarda il modello di società che vogliono imporci.

E riguarda la necessità di rompere con un governo, quello guidato da Giorgia Meloni, che si rende complice della guerra, del riarmo e delle politiche che stanno trascinando il Paese dentro questa deriva.

Giornate come quella di oggi lo dimostrano:
c’è una forza reale che può crescere.
Sta a noi tutti organizzarla.
Sta a noi farla diventare un altra marea.

USB Federazione di Trieste

Le missioni della Global Sumud Flotilla 2026 sono un percorso reale, costruito dentro una rete internazionale che non ac...
10/04/2026

Le missioni della Global Sumud Flotilla 2026 sono un percorso reale, costruito dentro una rete internazionale che non accetta il silenzio né la normalizzazione della violenza verso il popolo Palestinese ma non solo. Uno sguardo è rivolto al Venezuela a Cuba, il Libano e l'Iran.

Trieste c’è. E continuerà a esserci.

Sabato 12 aprile alle ore 10:00 ci vediamo al Molo Audace. Due imbarcazioni attraccheranno simbolicamente per rappresentare il legame tra la città e la Flotilla in partenza. Un momento pubblico, visibile, che tiene insieme mobilitazione, solidarietà e presenza.
Non è un punto di arrivo. È un passaggio.
Ci vediamo in molo.

Ieri anche USB Trieste era a Roma nella grande manifestazione nazionale del 14 marzo.In oltre 20.000 abbiamo attraversat...
15/03/2026

Ieri anche USB Trieste era a Roma nella grande manifestazione nazionale del 14 marzo.

In oltre 20.000 abbiamo attraversato le strade della capitale per dire con chiarezza NO alla guerra, NO al governo che attacca i diritti sociali, NO a un modello economico che continua a scaricare la crisi su lavoratori e lavoratrici.

Una piazza larga e partecipata, composta da lavoratori, giovani, studenti e realtà sociali, ha dato vita a un corteo determinato che ha portato al centro un messaggio semplice: mentre crescono le spese militari e si rafforza l’economia di guerra, nel Paese aumentano precarietà, salari bassi e diseguaglianze.

Per questo USB Trieste ha scelto di essere presente, perché la risposta alla guerra, alla repressione e all’attacco ai diritti passa dalla costruzione di una opposizione sociale reale, capace di unire lavoratori, movimenti e settori popolari.

La partecipazione di ieri dimostra che nel Paese esiste una domanda forte di pace, diritti e giustizia sociale.

Da questa piazza riparte un percorso di mobilitazione che continuerà nei territori e nei luoghi di lavoro.

L' 8 marzo è una giornata di lotta.Le donne sono tra le prime a pagare il prezzo delle scelte economiche e politiche che...
05/03/2026

L' 8 marzo è una giornata di lotta.

Le donne sono tra le prime a pagare il prezzo delle scelte economiche e politiche che stanno ridisegnando questo Paese. L’economia di guerra, l’aumento delle spese militari, i dazi e le tensioni internazionali producono effetti molto concreti: tagli al welfare, servizi pubblici sempre più indeboliti, salari bassi e lavoro precario. E dentro questo quadro le lavoratrici sono colpite più duramente.

Sono le donne a reggere gran parte del lavoro povero, dei contratti precari, del lavoro di cura non riconosciuto. Sono le donne a subire maggiormente l’impoverimento dei servizi sociali e sanitari. Quando si taglia su scuola, sanità e welfare si scarica sulle loro spalle un peso ancora più grande.

Per questo l’8 marzo è una giornata di mobilitazione contro lo sfruttamento, contro l’economia di guerra e contro un modello economico che continua a produrre disuguaglianze.

La risposta non può che essere collettiva.
Il 9 marzo sciopero generale.
Contro la guerra, contro il carovita, contro lo sfruttamento.

Indirizzo

Via Ponziana 5/b
Trieste
34137

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

+390409654565

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