18/05/2026
18 Maggio - Sciopero Generale. Trieste sa ancora da che parte state.
Un corteo partecipato, determinato, vivo.
Le strade del centro attraversate da lavoratrici, lavoratori, studenti, cittadini. Una piazza che ha scelto di non voltarsi dall’altra parte.
Mentre scioperavamo contro guerra, genocidio, riarmo ed economia di guerra, arrivava la notizia dell’assalto della Global Sumud Flotilla da parte delle forze dell’IDF in acque internazionali. Un fatto gravissimo, l’ennesima violazione del diritto internazionale consumata nella totale impunità.
Questo rende ancora più giusta la mobilitazione di oggi.
La guerra non è qualcosa di lontano. Entra nelle nostre vite attraverso salari insufficienti, precarietà, bollette, tagli a sanità, scuola e welfare. Entra nei territori, nelle fabbriche, nei porti, nella logistica. Entra nella repressione crescente contro chi prova ad opporsi.
Per questo non sarà l’ultima iniziativa.
Continueremo a mobilitarci contro l’economia di guerra e del genocidio, contro un modello che trasferisce ricchezza verso armi, speculazione e militarizzazione mentre il mondo del lavoro paga il prezzo della crisi.
Oggi da Trieste è partito un messaggio forte:
per la guerra e per il genocidio dalle aziende non deve uscire nemmeno un chiodo.
La mobilitazione continua.