23/01/2026
Il Carnevale di Muggia, storicamente simbolo di libertà e di partecipazione collettiva, sta per essere definitivamente svenduto.
La decisione dell'amministrazione comunale di imporre un ticket d'ingresso di 10 euro per i non residenti è un atto politico inaccettabile che trasforma una festa di popolo in un evento d'élite. L'amministrazione tenta di giustificare questa barriera economica come un filtro per limitare l'afflusso dei cosiddetti "maranza" e garantire il decoro. È una retorica pericolosa: la sicurezza non si compra con un biglietto. Utilizzare il portafoglio come filtro sociale significa criminalizzare intere generazioni e classi sociali meno abbienti. Il Carnevale non può diventare un club esclusivo che tiene fuori i giovani delle periferie perché considerati "indesiderati".
L’installazione di varchi presidiati rappresenta un esperimento di controllo territoriale inquietante. Muggia non è un museo a pagamento né un parco a tema privato: è una comunità viva. Trasformare le piazze in un’area recintata, accessibile solo tramite scansione di un QR code, significa mercificare lo spazio pubblico e negare il diritto alla libera circolazione. In un momento di forte inflazione, 10 euro per l'ingresso sono una vera e propria tassa sulla socialità. Questa misura esclude chi non dispone di redditi alti, trasformando la gioia collettiva in un bene di lusso. L'esenzione per i residenti è una misura di facciata che serve solo a dividere la comunità, tentando di sopire il dissenso locale mentre si trasforma il territorio in una trappola per turisti da spremere.
Per questo chiediamo:
- l'abolizione immediata del ticket di ingresso: il Carnevale deve restare un bene comune, libero e gratuito per tutti, senza distinzioni di portafoglio o di provenienza;
- il rifiuto della "selezione sociale": la sicurezza si garantisce con una gestione oculata e con l'inclusione, non alzando muri economici contro i giovani;
- il rifiuto della divisione in zone: la città non può essere frammentata e controllata militarmente per fini di lucro;
- una gestione pubblica e sociale: il Comune deve garantire l'organizzazione senza gravare sulle tasche delle classi popolari.
Il Carnevale non si vende! La cultura popolare non può essere ingabbiata. Invitiamo tutti i cittadini e le forze sociali a far sentire la propria voce contro questa trasformazione di Muggia in un’azienda a cielo aperto.
Rifondazione Comunista Circolo di Muggia
Federazione di Trieste