12/06/2026
⭕️ SCIOPERO DELLA CULTURA ⛔️🚫12 giugno ‼️
«PIÙ RISORSE E MENO PRECARIATO»
➡️Tra le rivendicazioni in campo percorsi di stabilizzazione del personale, un reddito di discontinuità, lotta alle false partite Iva e un piano di assunzioni»
🚫Braccia incrociate domani anche in Friuli Venezia Giulia per i lavoratori della cultura. A proclamare lo sciopero Funzione pubblica e Nidil, per denunciare le condizioni di lavoro nel settore, che comprende musei, teatri, biblioteche e altre istituzioni pubbliche, rivendicare più finanziamenti e meno precariato: un’agitazione che coinvolgerà tutti i lavoratori, ma che guarda in particolare a quelli con i contratti più precari, dagli interinali agli autonomi con partita Iva.
🚫Alla base della mobilitazione la richiesta di un cambio di rotta nelle politiche del Governo, accusato di ridurre i finanziamenti alla cultura mettendo a rischio servizi, occupazione e attività culturali su tutto il territorio nazionale.
🟥«La cultura produce valore economico e sociale per il Paese, ma continua a essere penalizzata da scelte che ne indeboliscono il ruolo e la capacità di garantire lavoro di qualità», dichiara Mauro Cenci, responsabile funzioni centrali della Fp Cgil Friuli Venezia Giulia. «Servono investimenti strutturali e risorse adeguate – prosegue – perdare continuità ai servizi culturali e valorizzare le professionalità che operano nel settore».
➡️Tra i punti centrali della piattaforma rivendicativa figurano un piano straordinario di assunzioni nel ministero della Cultura e nelle istituzioni pubbliche del settore, la stabilizzazione del personale precario e il superamento del ricorso a esternalizzazioni, appalti e false partite Iva.
🟥«Non è più accettabile che attività altamente qualificate continuino a essere svolte in condizioni di precarietà e con tutele insufficienti», aggiunge Cenci. «Chiediamo il riconoscimento del lavoro culturale, retribuzioni dignitose e percorsi di stabilizzazione per chi oggi garantisce il funzionamento di musei, teatri, archivi, biblioteche e istituzioni culturali».
➡️I sindacati rivendicano inoltre maggiori investimenti in salute e sicurezza, il contrasto a ogni forma di discriminazione, molestia e violenza nei luoghi di lavoro e l’introduzione di strumenti di tutela per le professioni caratterizzate da discontinuità occupazionale, a partire da un reddito di discontinuità per i lavoratori del settore