18/11/2025
La Danimarca ha appena compiuto un passo che sta facendo discutere tutta l’Europa: ha approvato una legge che vieta l’uso dei social network ai minori di 15 anni.
Una decisione forte, che punta a proteggere la salute mentale dei più giovani da un nemico silenzioso ma sempre più pervasivo: l’ansia, la depressione e la dipendenza digitale.
Secondo la nuova normativa, solo i ragazzi tra i 13 e i 14 anni potranno accedere ai social, ma esclusivamente con l’autorizzazione esplicita dei genitori.
L’obiettivo non è punire, ma proteggere.
Non è vietare per paura, ma creare spazi di crescita più sani, meno esposti alla pressione dell’immagine, all’ossessione del like, al confronto costante e spesso crudele.
I sostenitori della legge parlano di un atto di responsabilità.
Un modo per restituire ai bambini la possibilità di vivere un’infanzia autentica, lontana da schermi e algoritmi che plasmano pensieri ed emozioni.
I critici, invece, denunciano una limitazione della libertà individuale e dell’accesso al mondo digitale, oggi sempre più intrecciato alla vita reale.
Ma al di là del dibattito, una cosa è certa: la Danimarca ha acceso un faro.
E ora molti si chiedono se altri Paesi avranno il coraggio di seguire la stessa strada.
Forse è arrivato il momento di chiederci non quanto controllo dare ai nostri figli, ma quanta infanzia gli stiamo lasciando.
Perché crescere non dovrebbe mai significare sopravvivere a uno schermo.