Le Nuove Querce ODV

Le Nuove Querce ODV Le Nuove Querce è O.D.V Chi siamo? Donne e uomini, ragazze e ragazzi che vogliono fare cose e sanno che a dare si riceve sempre molto più di quello che si da.

Persone che vogliono fare rete, vogliono vivere la comunità, vogliono esserci sempre "nel bene e nel male" e assolutamente non vogliono restare alla finestra. Sei anche tu così? Contattaci ti aspettiamo

Il prossimo appuntamento in sala Pierluigi Cappello è con la Poesia.Presentiamo la raccolta di poesie IL PRATO IN FONDO ...
23/05/2026

Il prossimo appuntamento in sala Pierluigi Cappello è con la Poesia.
Presentiamo la raccolta di poesie IL PRATO IN FONDO AL CUORE di Leda Palma con Luciano Paronetto.

30/04/2026

«ÀN PUARTÂT VIA IL FORMADI E LA SPONGJA…»

Per una risposta generale ai vari commenti pubblicati sull’episodio di Bordano, in un discorso che può essere esteso a vari episodi della Resistenza friulana, riporto i versi di una poesia di Leonardo Zanier (che fu candidato al Nobel) sui tanti luoghi comuni e le generalizzazioni apparse a proposito del movimento partigiano:

HAN ROBÂT, COPÂT...
Las veras pa PATRIA
no ses han tornadas
né i cancei
las ringhieras
(fintamai las filiadas)
seadas a or dal mûr
par ordin dal duce e dal re
par fâ l'IMPERO
né i cjaldîrs
las cogumas
las frisorias
e i cops di ram
puartâts vaint
e joduts a sbusâ
sgomberâ
trai 'tar un grum
su la plaza
pa VITTORIA
né las pioras
tratas four dal cjôt
dopo ve viert
a sdopetadas la puarta
e cuetas interias
dai nazi-cosacs
'tas cialderias dal formadi
par RAPPRESAGLIA
né las gjalinas
i purcits
las vacjas
requisidas (robadas)
dai nazi-todescs
e dai republichins nostrans
par fan e par fa dam..cence contâ
i oms picjâts
torturâts depuartâts
i paîs brusâts
nissun s'impensie?
S'impensais però
dai partigjans:
"...han robât
copât..."
ma cui erino?

Gori, Carlo e Santina dal Negro
Min da Tea
Armando di Centa
Madio di agna Miuta
Tilio da Rigolato
i fîs di Esterina
Berto di Paschina
Cragnul Anastas di Zuviel
Barbacet Mario di Cjampiei..
centenars e centenars
di cjargnei
miârs di fantats
la vuesta mularia
la nesta zoventût.

[Per quanti non conoscono il carnico: “Le vere per la PATRIA / non ve le hanno restituite / né i cancelli / le ringhiere / (nemmeno le recinzioni) / segate a filo del muro / per ordine del duce e del re / per fare l’IMPERO / né le secchie/ le caffettiere / le pentole / le padelle / e i recipienti di rame / portati via fra le lacrime / e buttati a fondere / svuotati / ammucchiati / sulla piazza / per la VITTORIA / né le pecore / tolte dalla stalla / dopo aver forzato / e sfondato la porta / e cotte intere / dai nazi-cosacchi / nelle caldaie del formaggio / per RAPPRESAGLIA / né le galline / i maiali / le mucche / requisite (rubate) / dai nazi-tedeschi / e dai repubblichini nostrani / per fame e per fare danno / …senza contare / gli uomini impiccati / torturati deportati / i paesi bruciati / nessuno ci pensa? / Pensate però / ai partigiani: / “...hanno rubato / ucciso...” / ma chi erano?
Gori, Carlo e Santina dal Negro / Min da Tea / Armando di Centa / Madio di agna Miuta / Tilio da Rigulat / i figli di Esterina / Berto di Paschina / Cragnul Anastas di Zuviel / Barbacet Mario di Cjampiei / … / centinaia e centinaia / di carnici / migliaia di giovani/ i vostri ragazzi / la nostra gioventù”].

La poesia si sviluppa come una lunga e incalzante denuncia, costruita per accumulo: prima l’elenco concreto delle sottrazioni materiali — oggetti, animali, case — poi quello, ben più tragico, delle vite umane spezzate. Il ritmo è volutamente martellante, quasi ossessivo, e può forse smontare una memoria distorta che tende a porre sotto accusa i partigiani dimenticando le violenze subite. Il finale, con l’elenco dei nomi e il richiamo diretto alla comunità (“i vostri ragazzi”, “la nostra gioventù”), restituisce identità e dignità a quei volti, trasformando la poesia in un atto di memoria collettiva e di responsabilità civile. È un discorso che nasce in Carnia, ma che può riguardare anche la Val del Lago e tante zone della montagna friulana.

[VdL, PILLOLE DI STORIA – 177 – PARTIGIANI (33)]
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Nella foto, partigiani carnici e, nel riquadro, Leonardo Zanier.

26/04/2026

Insolentire la presidenza dell'Anpi accusandola di incitamento all'antisemitismo è stupido oltre che grottesco. Si rivoltano nella tomba gli antifascisti della prima ora e i partigiani ebrei che avevano già sacrificato la vita ben prima che, nell'aprile 1945, la Brigata Ebraica sbarcasse in Italia. Farne un uso strumentale per scopi che nulla hanno a che fare con il 25 aprile è faccenda recente che mortifica i valori sempre attuali della Resistenza.
P.S. Questo, con scritta trilingue, è lo stemma del Palestine Regiment, reparto di fanteria fondato nel 1942, composto da volontari arabi ed ebrei residenti nel territorio del mandato britannico. Combatterono insieme le armate nazifasciste.

24/04/2026
27/12/2025

📅 Sabato 10 gennaio alle ore 19.00
📍 Comunità nove Cooperativa Sociale Itaca Parco Sant'Osvaldo in via Pozzuolo 330 a Udine

🎶 𝐙𝐎𝐇𝐑𝐀
Un progetto musicale e narrativo che racconta la storia di una ragazza pakistana di 14 anni in fuga verso libertà ed emancipazione.
Un viaggio lungo la rotta balcanica, tra confini, ostacoli e violenze, fino al Friuli Venezia Giulia.
Un racconto che dà voce alle donne che vorrebbero partire ma non possono, e che invita ad abbattere barriere fisiche, mentali e politiche.
Un album che ricorda come nessuna legge possa fermare il bisogno umano di migrare, né il coraggio di una giovane donna.

con
⭐️𝐍𝐢𝐜𝐨𝐥𝐞 𝐂𝐨𝐜𝐞𝐚𝐧𝐜𝐢𝐠 , voce e chitarra
⭐️𝐌𝐢𝐫𝐜𝐨 𝐓𝐨𝐧𝐝𝐨𝐧, contrabbasso
⭐️𝐆𝐢𝐚𝐜𝐨𝐦𝐨 𝐈𝐚𝐜𝐮𝐳𝐳𝐨, percussioni
⭐️𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐒𝐩𝐨𝐧𝐭𝐨𝐧, percussioni
⭐️𝐀𝐥𝐯𝐢𝐬𝐞 𝐍𝐨𝐝𝐚𝐥𝐞 , bouzouki, tastiera, chitarra

❤️Un appuntamento intenso, necessario, da condividere
ℹ️Un'iniziativa promossa dal Circolo ARCI Misskappa APS per il progetto “Fuori casa”, con il contributo del Comune di Udine. in collaborazione con Ospiti in Arrivo e Comunità Nove Cooperativa Itaca
🆓Ingresso libero
📌Evento promemoria https://fb.me/e/6v6MY4BaM

25/12/2025

Mohammed Bakri, fratello, amico, è morto ieri, tradito da un cuore troppo fragile per reggere le potenza vitale e umanitaria di quest’uomo. È stato un grande attivista per i diritti del suo popolo, i palestinesi, e per questo è stato incessantemente perseguitato dal governo israeliano per aver raccontato la verità nel suo docufilm “Jenin Jenin” ma non sono riusciti a fermarlo. Si beveva la vita a grandi sorsi, alcol, fumo, viaggi stremanti, cibo qualsiasi, non aveva tempo per la confortevole vita delle gente comune. Doveva fare, doveva provarci, senza mollare mai.
Non dobbiamo dimenticarlo in mezzo alle migliaia di morti della sua gente, era il volto e l’anima della Palestina.

11/09/2025
05/09/2025

Indirizzo

Tricesimo

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 19:00
Giovedì 17:00 - 19:00
Sabato 08:30 - 12:30

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