14/12/2025
Aldidilà della vuota retorica montata su una notizia dipersè bellissima, che vede la cucina italiana riconosciuta, anche formalmente visto che nella pratica lo era già, patrimonio immateriale dell'umanità, Carlin e slow food ci restituiscono, come sempre nel loro agire, una lettura reale e storica dei valori che hanno reso la cucina italiana una cosa straordinaria.
Tutto il resto sono solo slogan e rimbambimento mediatico...
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«Gli scambi hanno arricchito la diversità ed è impossibile negare che la cucina italiana sia figlia del meticciato. Nel corso dei secoli in questa terra si sono alternate diverse civiltà, e da questa terra si è partiti per andare lontano ad incontrare altri popoli per poi tornare a casa con i frutti di questi incontri. Ogni scambio portava con sé qualcosa di diverso che ha lasciato il segno e ha plasmato la nostra identità gastronomica meticcia.
E c’è un altro meticciato che non va dimenticato: quello generato dai flussi migratori dei nostri nonni. Ogni migrante che si integra nella società ospitante è portatore di un elemento di diversità che arricchisce e non indebolisce. La straordinarietà della cucina italiana sta dunque proprio nell’aver saputo rendere fecondi questi incontri.
Il cambiamento climatico sta modificando e continuerà a modificare le colture: alcune le perderemo e altre nuove si aggiungeranno. Cambieranno quindi anche i prodotti e le cucine. Se sapremo restare aperti alle diversità del mondo siano esse umane, biologiche o culturali, e metteremo in campo l’intelligenza affettiva e collettiva che nei secoli hanno permesso alla nostra cucina di evolversi, allora la cucina italiana potrà continuare ad avere il valore di patrimonio culturale immateriale che ci è stato formalmente riconosciuto».
Come Slow Food difendiamo e promuoviamo il valore di questa diversità da quasi quarant’anni:
🐌 L’Arca del Gusto oggi custodisce 1239 prodotti che rischiavano l’estinzione a causa dell’omologazione e dell’agricoltura intensiva.
🐌 I 401 Presìdi Slow Food sono invece diventati strumenti di resilienza e identità territoriale e rappresentano comunità che hanno scelto di salvare i propri prodotti e insieme immaginare un futuro economico locale più forte e sostenibile.
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👉 Leggi l'articolo a firma di Carlo Petrini: www.slowfood.it/petrini-cucina-italiana/