Liquilab

Liquilab Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Liquilab, Organizzazione non governativa (ONG), Piazzetta Dell'Abate, 1, Tricase.

Liquilab si occupa di identificazione, studio, ricerca, salvaguardia, educazione, valorizzazione e trasmissione del Patrimonio Culturale Immateriale nel Sud Salento.

03/09/2026

Oggi tamburo a cornice con il maestro Gianluigi Elia alle ore 19.30 a Liquilab! Noi non ci fermiamo mai… e voi?
Passa a trovarci!

“Un bisbigliare fitto, di mille voci,s’ode lontano dai vicini cortili:tutto il paese vuole far sapereche vive ancora (…)...
02/09/2026

“Un bisbigliare fitto, di mille voci,
s’ode lontano dai vicini cortili:
tutto il paese vuole far sapere
che vive ancora (…).”
Vittorio Bodini

A proposito di Paesi, Partecipazione e Patrimonializzazione…
Di seguito trovate il link all’articolo “Ugento e Cibus Uxenti. Un laboratorio comunitario di restanza tra micronarrazioni di memoria e costruzione condivisa dell’eredità culturale” di Ornella Ricchiuto, presidente di Liquilab ONG UNESCO, pubblicato sulla rivista scientifica “Dialoghi Mediterranei”.

https://www.istitutoeuroarabo.it/DM/ugento-e-cibus-uxenti-un-laboratorio-comunitario-di-restanza-tra-micronarrazioni-di-memoria-e-costruzione-condivisa-delleredita-culturale/

𝗦𝘁𝗮𝘀𝗲𝗿𝗮 𝟑𝟏 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗼𝗿𝗲 𝟮𝟭 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝐒𝐚𝐧𝐭'𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚, 𝐂𝐚𝐩𝐫𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚✨ PIZZICA PIZZICA ITINERANTE LIQUILAB – ESTATE 2026 ✨Nuova tappa c...
31/08/2026

𝗦𝘁𝗮𝘀𝗲𝗿𝗮 𝟑𝟏 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗼𝗿𝗲 𝟮𝟭 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝐒𝐚𝐧𝐭'𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚, 𝐂𝐚𝐩𝐫𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚
✨ PIZZICA PIZZICA ITINERANTE LIQUILAB – ESTATE 2026 ✨

Nuova tappa con la Scuola di Pizzica Pizzica Liquilab curata dai maestri Rosa Valiani e Rocco Sabella a Caprarica.
Per il mesi di agosto e settembre ci ritroviamo nelle piazze del centro storico di Tricase, nei rioni di Sant'Eufemia, Tutino e Caprarica e nelle frazioni di Depressa, Lucugnano e Tricase Porto.
Un percorso itinerante che attraversa tutta la città per riscoprire il piacere di ballare insieme, incontrarsi, condividere momenti di benessere e dare nuova vita agli spazi della comunità attraverso la danza.

🗓️ Dal 27 luglio al 14 settembre 2026
💃 Vieni a ballare con noi!
📞 Info: 348 346 7609
📧 [email protected]

𝟯 𝗔𝗚𝗢𝗦𝗧𝗢Il settimo appuntamento dell’𝐗𝐈 𝐞𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐓𝐫𝐚𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐏𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐫𝐢, organizzata da 𝗟𝗶𝗾𝘂𝗶𝗹...
29/08/2026

𝟯 𝗔𝗚𝗢𝗦𝗧𝗢

Il settimo appuntamento dell’𝐗𝐈 𝐞𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐓𝐫𝐚𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐏𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐫𝐢, organizzata da 𝗟𝗶𝗾𝘂𝗶𝗹𝗮𝗯 - 𝗢𝗡𝗚 𝗨𝗡𝗘𝗦𝗖𝗢, si è svolto nell’Atrio del Palazzo dei Principi Gallone di Tricase con il tema “Storie di acqua e di terra”.

Dopo il workshop con le relazioni degli esperti lo spettacolo “𝐕𝐨𝐜𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐬𝐜𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐀𝐫𝐜𝐡𝐢𝐯𝐢𝐨 𝐋𝐢𝐪𝐮𝐢𝐥𝐚𝐛” ha proseguito sulla stessa linea d’onda curato da 𝐍𝐚𝐬𝐜𝐚 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐓𝐞𝐫𝐫𝐚 con:
𝐈𝐩𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐨 𝐂𝐡𝐢𝐚𝐫𝐞𝐥𝐥𝐨, regista e attore
𝐁𝐫𝐮𝐧𝐨 𝐆𝐚𝐥𝐞𝐨𝐧𝐞, fisarmonica
𝐃𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐅𝐚𝐥𝐜𝐨, voce e tamburi.

La regia dello spettacolo, affidata a Ippolito Chiarello, ha visto l’intreccio tra l’autobiografia del regista e le storie di vita di Simonetta Coppola, Pina Schifano, Antonio Alfarano, Anna Boccadamo, Rocco Cazzato e Franco Coppola, conservate nell’Archivio Liquilab.
Le testimonianze restituiscono la memoria di una comunità profondamente legata al mare e alla pesca, attraverso il racconto del lavoro quotidiano dei pescatori e delle loro famiglie, della fatica e dei pericoli del mare, ma anche della solidarietà, dell’amicizia e del senso di appartenenza che caratterizzavano la vita di Tricase Porto e Castro. Le storie raccontano le antiche tecniche di pesca, la cura e il rammendo delle reti, il ruolo fondamentale delle donne, la vita familiare, l’alimentazione e le tradizioni legate al pesce, insieme alle feste, ai riti e alla devozione dei marinai.
Accanto al lavoro emergono i ricordi dell’infanzia, della scuola, della povertà e della vita quotidiana, in un mondo in cui mare e campagna rappresentavano risorse indispensabili per la sopravvivenza. Attraverso proverbi, espressioni dialettali, gesti e saperi tramandati di generazione in generazione, le memorie individuali diventano così memoria collettiva di un patrimonio culturale oggi profondamente trasformato.
Al centro delle testimonianze rimane il rapporto ambivalente con il mare: luogo di lavoro e fonte di sostentamento, ma anche spazio di paura e di pericolo; allo stesso tempo, luogo di libertà, bellezza, identità e appartenenza. Un mare che continua a vivere nei ricordi di chi lo ha abitato e attraversato, e che attraverso queste voci diventa racconto, memoria e patrimonio condiviso.

Fotografie di Giorgio Montanaro.

𝐌𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐀𝐫𝐜𝐡𝐢𝐯𝐢𝐨 𝐋𝐢𝐪𝐮𝐢𝐥𝐚𝐛...𝐈𝐥 𝐭𝐢𝐫𝐨𝐜𝐢𝐧𝐢𝐨 𝐮𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐏𝐚𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐋𝐮𝐜𝐢𝐚 𝐂𝐚𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨Duran...
27/08/2026

𝐌𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐀𝐫𝐜𝐡𝐢𝐯𝐢𝐨 𝐋𝐢𝐪𝐮𝐢𝐥𝐚𝐛...
𝐈𝐥 𝐭𝐢𝐫𝐨𝐜𝐢𝐧𝐢𝐨 𝐮𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐏𝐚𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐋𝐮𝐜𝐢𝐚 𝐂𝐚𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨

Durante il tirocinio di Martina Paiano, studentessa dell'Università di Bologna, presso Liquilab è stata ripresa la storia di vita di 𝗟𝘂𝗰𝗶𝗮 𝗖𝗮𝘇𝘇𝗮𝘁𝗼, abitante del rione Puzzu a Tricase, conservata nell'archivio Liquilab e registrata il 9 marzo 2012 nella sua abitazione. Vogliamo ricordarla perché proprio in questo periodo di raccolta dei fichi, Lucia, avendo ereditato dalla madre Maria Grazia l'arte di fare la fornaia, ricordò quando si mettevano i fichi in forno. Riportiamo un frammento del suo ricordo fedele al parlato:
"𝘛𝘢𝘯𝘯𝘶 𝘧𝘢𝘤𝘪́𝘷𝘦𝘯𝘦 𝘦 𝘧𝘪𝘤𝘩𝘦, 𝘦 𝘧𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘶 𝘭𝘭𝘪 𝘯𝘰𝘤𝘪, 𝘤𝘶 𝘭𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘦 𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘰𝘳𝘢 𝘯𝘦 𝘮𝘢𝘯𝘵𝘪́𝘷𝘪𝘯𝘦 𝘦 𝘱𝘢𝘯𝘢𝘳𝘦, 𝘦 𝘤𝘪𝘴𝘵𝘦 ‘𝘵𝘵𝘰𝘳𝘯𝘢 [𝘴𝘰𝘳𝘳𝘪𝘥𝘦], 𝘵𝘢𝘯𝘯𝘶 𝘥𝘪𝘤𝘪́𝘷𝘦𝘯𝘦 𝘱𝘢𝘯𝘢𝘳𝘦… 𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘰𝘳𝘢 𝘧𝘢𝘤𝘪́𝘷𝘦𝘯𝘦 𝘵𝘳𝘦, 𝘲𝘶𝘢𝘵𝘵𝘳𝘶 𝘤𝘰𝘵𝘵𝘦 𝘥𝘦 𝘧𝘪𝘤𝘩𝘦. 𝘈𝘭𝘭𝘰𝘳𝘢 𝘤𝘦𝘳𝘵𝘦 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘦 𝘤𝘩𝘪𝘳𝘦 𝘧𝘪𝘤𝘩𝘦, 𝘪 𝘱𝘢𝘥𝘳𝘶𝘯𝘪, 𝘷𝘶𝘭𝘪́𝘷𝘦𝘯𝘦 𝘤𝘩𝘪𝘳𝘦 𝘴𝘤𝘦𝘭𝘵𝘦 𝘦 𝘯𝘶𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘶 𝘭𝘪 𝘥𝘢𝘷𝘦𝘯𝘦 𝘪 𝘳𝘪𝘢𝘴𝘵𝘪𝘢𝘯𝘦, 𝘤𝘪 𝘭𝘦 𝘷𝘶𝘭𝘪́𝘢 𝘴𝘦 𝘱𝘪𝘫𝘢𝘷𝘢. 𝘕𝘯𝘢 𝘷𝘰𝘵𝘢 𝘢 𝘮𝘢𝘮𝘮𝘢 𝘮𝘪𝘢 - 𝘥𝘳𝘢𝘧𝘪𝘴𝘤𝘶 𝘳𝘦𝘤𝘶 𝘮𝘢𝘵𝘦𝘳𝘯𝘦 𝘤𝘪 𝘯𝘦 𝘷𝘰𝘭𝘦 𝘢 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘪 𝘴𝘢𝘯𝘵𝘪 𝘮𝘰𝘳𝘵𝘪 - 𝘢𝘭𝘭𝘰𝘳𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘶 𝘦𝘳𝘢𝘯𝘦? 𝘉𝘪𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦? 𝘓𝘦 𝘱𝘶𝘳𝘵𝘢𝘷𝘢 𝘣𝘪𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦. 𝘕𝘪𝘷𝘦𝘳𝘦? 𝘌 𝘯𝘪𝘷𝘦𝘳𝘦 𝘭𝘦 𝘱𝘶𝘳𝘵𝘢𝘷𝘢."

Rispetto alla storia di vita di Lucia, riportiamo anche un frammento del commento della studentessa Martina:
"𝐿’𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑣𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝐿𝑢𝑐𝑖𝑎 𝐶𝑎𝑧𝑧𝑎𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑜𝑠𝑠𝑒𝑟𝑣𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑧𝑜𝑛𝑎 𝑃𝑢𝑧𝑧𝑢 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑖𝑙 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑣𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑎 𝑣𝑖𝑠𝑠𝑢𝑡𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒𝑡𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑝𝑟𝑖𝑛𝑐𝑖𝑝𝑎𝑙𝑖 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀ 𝑝𝑟𝑜𝑑𝑢𝑡𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑎𝑒𝑠𝑒. 𝐿𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑡𝑒𝑠𝑡𝑖𝑚𝑜𝑛𝑖𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑚𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑖𝑙 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑜, 𝑙𝑎 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎 𝑒 𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑓𝑜𝑠𝑠𝑒𝑟𝑜 𝑠𝑡𝑟𝑒𝑡𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑛𝑡𝑟𝑒𝑐𝑐𝑖𝑎𝑡𝑖.
𝐼𝑙 𝑓𝑜𝑟𝑛𝑜 𝑑𝑜𝑣𝑒 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑎𝑣𝑎 𝐿𝑢𝑐𝑖𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑠𝑜𝑙𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑢𝑛 𝑙𝑢𝑜𝑔𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑑𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑎𝑛𝑒: 𝑒̀ 𝑢𝑛𝑜 𝑠𝑝𝑎𝑧𝑖𝑜 𝑛𝑒𝑙 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑠𝑖 𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑎𝑛𝑜 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑒 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑞𝑢𝑎𝑟𝑡𝑖𝑒𝑟𝑒, 𝑠𝑖 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑔𝑙𝑖 𝑖𝑚𝑝𝑎𝑠𝑡𝑖, 𝑠𝑖 𝑎𝑡𝑡𝑒𝑛𝑑𝑜𝑛𝑜 𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑡𝑡𝑢𝑟𝑒 𝑒 𝑠𝑖 𝑠𝑐𝑎𝑚𝑏𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑖𝑛𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖. 𝐼𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑠𝑒𝑛𝑠𝑜 𝑖𝑙 𝑓𝑜𝑟𝑛𝑜 𝑒̀ 𝑢𝑛 𝑙𝑢𝑜𝑔𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑟𝑒𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎𝑟𝑖𝑒.
𝐿𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝐿𝑢𝑐𝑖𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑜𝑠𝑠𝑒𝑟𝑣𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑟𝑢𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑒 𝑛𝑒𝑙 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑜 𝑡𝑟𝑎𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒: 𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑑𝑟𝑒 𝑖𝑚𝑝𝑎𝑟𝑎 𝑖𝑙 𝑚𝑒𝑠𝑡𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑓𝑜𝑟𝑛𝑎𝑟𝑎 𝑒 𝑠𝑢𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑣𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝐿𝑢𝑐𝑖𝑎 𝑒𝑟𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝑙𝑒𝑖 𝑙’𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀ 𝑒 𝑙’𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑑𝑖 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑝𝑎𝑛𝑒. 𝑁𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑎 𝑞𝑢𝑖𝑛𝑑𝑖 𝑠𝑜𝑙𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑜 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑑𝑢𝑎𝑙𝑒, 𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑚𝑖𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑒𝑡𝑒𝑛𝑧𝑒 𝑑𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎𝑙𝑙’𝑎𝑙𝑡𝑟𝑎. 𝐼 𝑑𝑒𝑡𝑡𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑟𝑎𝑐𝑐𝑜𝑛𝑡𝑎𝑡𝑖 𝑑𝑎 𝐿𝑢𝑐𝑖𝑎, 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑙𝑒 𝑔𝑟𝑎𝑚𝑚𝑎𝑡𝑢𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑖𝑛𝑔𝑟𝑒𝑑𝑖𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑟𝑒 𝑖 𝑏𝑖𝑠𝑐𝑜𝑡𝑡𝑖, 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑓𝑜𝑛𝑑𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑒𝑟𝑣𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑠𝑎𝑝𝑒𝑟𝑖 𝑝𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐𝑖 𝑡𝑟𝑎𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑐𝑢𝑠𝑡𝑜𝑑𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑠𝑎𝑝𝑜𝑟𝑖 𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑢𝑚𝑖 𝑡𝑖𝑝𝑖𝑐𝑖."

Operare nell'𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝘃𝗶𝗼 𝗟𝗶𝗾𝘂𝗶𝗹𝗮𝗯 - 𝗕𝗼𝘁𝘁𝗲𝗴𝗮 𝗱𝗶 𝗠𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗲 𝗲 𝗜𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮̀ 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗶𝗹𝗶, dichiarato di interesse storico particolarmente importante dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Puglia riscoprire significativi pezzi delle microstorie legate al territorio salentino. Per i giovani conoscere e prendere consapevolezza dei patrimoni culturali del proprio territorio è importante per rafforzare il senso di appartenenza e favorire un processo di appaesamento, inteso come progressiva costruzione di un legame significativo con i luoghi che si abitano.

Fotografia 1: Ornella Ricchiuto e Lucia Cazzato. Autrice Silvia Licchelli. 9 marzo 2012.
Fotografia 2: Forno di Viva nel rione Puzzu. Autore Giuseppe Ricchiuto. Anno 2012.



Direzione generale Archivi
Soprintendenza archivistica e bibliografica della Puglia

25/08/2026

Ogni martedì e giovedì tamburo a cornice con il maestro Gianluigi Elia dalle 19.30 alle 20.30 a Liquilab.

Nel video l’indimenticabile incontro tra la Scuola Liquilab di tamburo a cornice insieme a Gianluigi Elia e ai musicisti del Carnevale di Satriano di Lucania durante l’XI edizione della Scuola di Storia delle Tradizioni Popolari organizzata da Liquilab - ONG UNESCO.

𝗦𝘁𝗮𝘀𝗲𝗿𝗮 𝟮𝟰 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗼𝗿𝗲 𝟮𝟭 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗖𝗼𝗺𝗶, 𝗟𝘂𝗰𝘂𝗴𝗻𝗮𝗻𝗼✨ PIZZICA PIZZICA ITINERANTE LIQUILAB – ESTATE 2026 ✨Nuova tappa con la S...
24/08/2026

𝗦𝘁𝗮𝘀𝗲𝗿𝗮 𝟮𝟰 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗼𝗿𝗲 𝟮𝟭 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗖𝗼𝗺𝗶, 𝗟𝘂𝗰𝘂𝗴𝗻𝗮𝗻𝗼
✨ PIZZICA PIZZICA ITINERANTE LIQUILAB – ESTATE 2026 ✨

Nuova tappa con la Scuola di Pizzica Pizzica Liquilab curata dai maestri Rosa Valiani e Rocco Sabella a Tricase Porto.
Per il mesi di agosto e settembre ci ritroviamo nelle piazze del centro storico di Tricase, nei rioni di Sant'Eufemia, Tutino e Caprarica e nelle frazioni di Depressa, Lucugnano e Tricase Porto.
Un percorso itinerante che attraversa tutta la città per riscoprire il piacere di ballare insieme, incontrarsi, condividere momenti di benessere e dare nuova vita agli spazi della comunità attraverso la danza.

🗓️ Dal 27 luglio al 14 settembre 2026
💃 Vieni a ballare con noi!
📞 Info: 348 346 7609
📧 [email protected]

𝟯 𝗔𝗚𝗢𝗦𝗧𝗢Il settimo appuntamento dell’𝐗𝐈 𝐞𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐓𝐫𝐚𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐏𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐫𝐢, organizzata da 𝗟𝗶𝗾𝘂𝗶𝗹...
22/08/2026

𝟯 𝗔𝗚𝗢𝗦𝗧𝗢
Il settimo appuntamento dell’𝐗𝐈 𝐞𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐓𝐫𝐚𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐏𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐫𝐢, organizzata da 𝗟𝗶𝗾𝘂𝗶𝗹𝗮𝗯 - 𝗢𝗡𝗚 𝗨𝗡𝗘𝗦𝗖𝗢, si è svolto nell’Atrio del Palazzo dei Principi Gallone di Tricase con il tema “Storie di acqua e di terra”.
A introdurre la serata è stata 𝗢𝗿𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗶𝗰𝗰𝗵𝗶𝘂𝘁𝗼 che ha illustrato alcune delle progettualità portate avanti da Liquilab sul tema del mare a partire dal 2010, mentre le altre sono conservate nell’Archivio Liquilab, dichiarato di interesse storico particolarmente importante dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia.
A seguire l’intervento del primo relatore, 𝗟𝗲𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼 𝗩𝗲𝗻𝘁𝘂𝗿𝗮, Direttore dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura, che si occupa della salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale a livello nazionale. Il Direttore ha illustrato le attività che l’Istituto porta avanti dal 2019 sulla cultura marinara: “Abbiamo avviato una serie di progetti partendo dall’idea che nella ricerca antropologica italiana il mare abbia spesso avuto uno spazio di scarsa attenzione. Abbiamo quindi cominciato a lavorare su varie tematiche legate al mare, tra cui una mappatura delle processioni a mare, in collaborazione con le Capitanerie di Porto, e l’avvio di un progetto su Porto San Giorgio, in uno spazio museale, con la nascita del Cantiere della Civiltà Marinara”. Leandro Ventura ha poi introdotto la proiezione del film “Via Maris”, del regista Francesco De Melis, etnomusicologo e compositore.
Nel secondo intervento, 𝗗𝗮𝗻𝗶𝗲𝗹𝗲 𝗣𝗮𝗿𝗯𝘂𝗼𝗻𝗼, Docente di Antropologia Culturale e Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Demoetnoantropologici dell’Università degli Studi di Perugia, ha ripercorso la storia antropologica e sociale del Lago Trasimeno, evidenziando il rapporto tra comunità, ambiente e attività produttive.
Particolare attenzione è stata dedicata alla pesca, alla sua centralità nell’economia tradizionale, alla crisi vissuta tra gli anni Settanta e Novanta e alla successiva valorizzazione attraverso la cooperazione e il turismo esperienziale. Attraverso le storie di vita di Aurelio Cocchini e Orlando Zuppitelli, Parbuono ha mostrato come la pesca e la lavorazione della canna palustre rappresentino forme di resistenza, solidarietà e integrazione tra comunità, economia e ambiente. L’intervento ha quindi evidenziato il Lago Trasimeno come un paesaggio vivo e in continua trasformazione, nel quale storia, lavoro, ambiente e identità delle comunità si intrecciano.
Il terzo intervento di 𝗥𝗼𝘀𝗮 𝗣𝗮𝗿𝗶𝘀𝗶, Docente di Antropologia Culturale dell’Università del Salento, ha analizzato il rapporto tra Brindisi, il mare e la comunità dei pescatori del rione Le Sciabiche. Richiamando la prospettiva di Braudel sul Mediterraneo come spazio di connessione tra terra e mare, Parisi ha evidenziato la necessità di valorizzare i saperi e il patrimonio della piccola pesca. Attraverso il concetto di “ANIMARE”, ha proposto di restituire centralità ai pescatori considerandoli non come una realtà destinata all’estinzione, ma come protagonisti della rigenerazione della città e della transizione ecologica. Tra le prospettive indicate: pescaturismo, formazione, ricerca, coinvolgimento delle scuole e tutela degli ecosistemi marini.

Fotografie di Giorgio Montanaro.



Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale
Scuola Di Specializzazione Dea

𝗗𝗮𝗹𝗹’𝗨𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝗣𝗮𝗹𝗲𝗿𝗺𝗼 𝗮 𝗟𝗶𝗾𝘂𝗶𝗹𝗮𝗯: 𝗶𝗹 𝘁𝗶𝗿𝗼𝗰𝗶𝗻𝗶𝗼 𝘀𝘂𝗹 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗼 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗼𝗺𝗼𝗱...
21/08/2026

𝗗𝗮𝗹𝗹’𝗨𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝗣𝗮𝗹𝗲𝗿𝗺𝗼 𝗮 𝗟𝗶𝗾𝘂𝗶𝗹𝗮𝗯: 𝗶𝗹 𝘁𝗶𝗿𝗼𝗰𝗶𝗻𝗶𝗼 𝘀𝘂𝗹 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗼 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗼𝗺𝗼𝗱𝗼𝗿𝗼

Dal mese di giugno Francesco Notaro, studente del corso di laurea in “Studi storici, antropologici e geografici” dell’Università di Palermo, sta svolgendo il tirocinio presso Liquilab partecipando attivamente alle iniziative organizzate; allo stesso tempo, seguito dalla tutor Ornella Ricchiuto, sta portando avanti una ricerca etnografica sull’universo della salsa di pomodoro.
Questo pomeriggio è stata intervistata Donata Colazzo, classe 1952, originaria di Galatina, che sin da piccola è stata iniziata alla vita di campagna dalle nonne e dalla mamma che le hanno trasmesso molte conoscenze sull’agricoltura e, di conseguenza, anche sul procedimento tradizionale per la preparazione della salsa.
Quando Donata era piccola non c’era acqua e le piantine di pomodoro erano molto piccole: crescevano autonomamente, grazie alle rare piogge, e la raccolta era quindi più contenuta. Non esistevano le macchinette, ma si utilizzava la “strattiera”, una pentola bassa dotata di fori in cui i pomodori venivano schiacciati a mano. Con il passare del tempo ci fu un’evoluzione: furono costruiti i pozzi e, con la maggiore disponibilità di acqua, aumentò anche la produzione. Arrivarono poi le macchinette manuali e quelle elettriche. Oggi, di conseguenza, la produzione è molto più abbondante, ma paradossalmente c’è meno gente disposta a dedicarsi alla preparazione della salsa.
Donata racconta che le piaceva molto fare la salsa, poiché era come vivere una giornata di festa ed erano in otto a prepararla: quattro fratelli, i genitori e la nonna. Ognuno aveva un proprio compito.
I pomodori venivano coltivati direttamente dalla famiglia. In passato utilizzavano soprattutto il pomodoro tondo di Galatina, piccolo, con molti semi; successivamente si aprirono ad altre qualità come per esempio il “tombolone” e il “fiaschetto”. Una volta raccolti, i pomodori venivano sistemati al fresco, sotto gli alberi, e lasciati per alcuni giorni, in modo che maturassero e diventassero rossi.
La salsa, secondo la ricetta di famiglia, prevedeva – e prevede ancora oggi – l’aggiunta di basilico, cipolle di propria produzione e sale. Ancora oggi la famiglia di Donata prepara la salsa coinvolgendo figli, cugini e nipoti. È un vero e proprio rituale caratterizzato dall’accensione dei fuochi con la legna, la sistemazione dei “tripiedi” e, sopra di essi, la “fersura”, una pentola di alluminio; in passato, invece, le pentole erano di rame rosso. La cenere prodotta dalla combustione della legna veniva poi riutilizzata per il bucato e per lavarsi i capelli.
Donata procede a una doppia bollitura e, al termine, copre le bottiglie con una manta che le avvolge e le mantiene coperte finché non si sono completamente raffreddate; ha sperimentato anche la modalità “a bagnomaria” che considera più rischiosa, poiché durante la cottura può comportare la rottura delle bottiglie.
Anche l’abbigliamento durante la preparazione deve essere rigorosamente adeguato: pantaloni, scarpe chiuse e maglietta a maniche lunghe. La cottura, infatti, poteva essere pericolosa a causa degli schizzi di pomodoro bollente.
L’esperienza di Francesco Notaro mette in evidenza l’importanza di svolgere tirocini coerenti con il proprio percorso di studi scegliendo realtà che permettano di entrare concretamente a contatto con la professione che si intende approfondire. Nel caso di Liquilab, il tirocinio offre l’opportunità di comprendere sul campo il lavoro dell’antropologo attraverso diverse attività: partecipare alle iniziative dell’associazione, conoscere e approfondire i patrimoni culturali nel territorio salentino, raccogliere testimonianze, realizzare interviste, procedere alla loro sbobinatura e redigere note etnografiche.
Queste attività permettono allo studente di confrontarsi direttamente con le persone e le comunità, di osservare pratiche, saperi e rituali e di trasformare l’esperienza diretta in materiale di ricerca. È proprio attraverso questo incontro tra formazione universitaria e pratica sul campo che il tirocinio può diventare un’esperienza realmente formativa offrendo allo studente gli strumenti per comprendere cosa significa fare l’antropologo sul campo e contribuendo, allo stesso tempo, alla salvaguardia, conoscenza e valorizzazione dei patrimoni culturali del territorio salentino.

Indirizzo

Piazzetta Dell'Abate, 1
Tricase
73039

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