Liquilab

Liquilab Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Liquilab, Organizzazione non governativa (ONG), Piazzetta Dell'Abate, 1, Tricase.

Liquilab si occupa di identificazione, studio, ricerca, salvaguardia, educazione, valorizzazione e trasmissione del Patrimonio Culturale Immateriale nel Sud Salento.

𝗟𝗶𝗟𝘂𝗶𝗹𝗮𝗯 𝗜𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗜𝗮 𝗮𝗹𝗹’𝘂𝗻𝗱𝗶𝗰𝗲𝘀𝗶𝗺𝗮 𝘀𝗲𝘀𝘀𝗶𝗌𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝘀𝘀𝗲𝗺𝗯𝗹𝗲𝗮 𝗚𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗎𝗹𝗶 𝗊𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗌𝗻𝘃𝗲𝗻𝘇𝗶𝗌𝗻𝗲 𝗜𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗊𝗮𝗹𝘃𝗮𝗎𝘂𝗮𝗿𝗱...
17/06/2026

𝗟𝗶𝗟𝘂𝗶𝗹𝗮𝗯 𝗜𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗜𝗮 𝗮𝗹𝗹’𝘂𝗻𝗱𝗶𝗰𝗲𝘀𝗶𝗺𝗮 𝘀𝗲𝘀𝘀𝗶𝗌𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝘀𝘀𝗲𝗺𝗯𝗹𝗲𝗮 𝗚𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗎𝗹𝗶 𝗊𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗌𝗻𝘃𝗲𝗻𝘇𝗶𝗌𝗻𝗲 𝗜𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗊𝗮𝗹𝘃𝗮𝗎𝘂𝗮𝗿𝗱𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗮𝘁𝗿𝗶𝗺𝗌𝗻𝗶𝗌 𝗖𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗜𝗺𝗺𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 - 𝗊𝗲𝗱𝗲 𝗚𝗡𝗘𝗊𝗖𝗢 - 𝗣𝗮𝗿𝗶𝗎𝗶

Liquilab partecipa all’undicesima sessione dell’Assemblea Generale degli Stati Parte della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, in programma presso la Sede dell’UNESCO a Parigi il 17 e 18 giugno 2026.
Nel corso della mattinata odierna, i rappresentanti degli Stati Parte provenienti da tutto il mondo hanno approfondito il significato e il valore del patrimonio culturale immateriale, sottolineando come esso non riguardi soltanto la salvaguardia di tradizioni e pratiche culturali, ma rappresenti soprattutto un insieme di connessioni viventi tra le persone e le comunità.
Gli interventi hanno evidenziato il ruolo del patrimonio culturale immateriale quale strumento di coesione sociale e responsabilità collettiva, ponendo al centro la riflessione su ciò che le società scelgono di trasmettere alle nuove generazioni. È stata ribadita la natura dinamica del patrimonio, fondata sulla partecipazione delle comunità, sulla cooperazione multilaterale e su un approccio olistico che ne riconosce il valore per la resilienza delle comunità stesse e per l’educazione dei giovani.
Particolare attenzione Ú stata dedicata al legame tra patrimonio culturale immateriale, tutela degli ecosistemi e sviluppo sostenibile dell’umanità. Il patrimonio Ú stato descritto come un elemento fondamentale per attribuire significato all’esperienza umana e favorire la comprensione reciproca tra i popoli.
È stato inoltre sottolineato come il patrimonio culturale immateriale costituisca un pilastro nella costruzione di una cultura della pace e del dialogo interculturale, contribuendo al rafforzamento delle relazioni tra comunità e nazioni.

A margine dei lavori dell’Assemblea si sono svolte anche due sessioni del Forum delle ONG UNESCO, dedicate rispettivamente allo sviluppo strategico e organizzativo del Forum e a momenti di incontro, confronto e scambio tra le organizzazioni partecipanti.

Nel corso della giornata, una delegazione del Viet Nam ha inoltre presentato la tradizionale tecnica del paper dó, antica arte di produzione della carta realizzata a mano a partire dalla corteccia dell’albero dó. Questa pratica, tramandata di generazione in generazione, rappresenta un importante esempio di patrimonio culturale immateriale, espressione di saperi artigianali tradizionali, identità culturale e rapporto sostenibile con le risorse naturali. La presentazione ha offerto ai partecipanti l’opportunità di conoscere una tecnica che continua a svolgere un ruolo significativo nella conservazione delle tradizioni culturali vietnamite. La stessa delegazione ha inoltre illustrato e offerto in degustazione una varietà di tÚ tradizionali vietnamiti, valorizzando le pratiche culturali e sociali legate alla preparazione e al consumo del tÚ. Questo momento di condivisione ha rappresentato un’occasione di incontro interculturale, favorendo la conoscenza delle tradizioni, dei saperi e delle espressioni culturali del Viet Nam attraverso un’esperienza diretta e partecipata.

Intangible cultural heritage and civil society
UNESCO

𝗥𝗮𝗰𝗰𝗌𝗻𝘁𝗮𝗿𝘀𝗶: 𝘀𝘁𝗌𝗿𝗶𝗲 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘁𝗮, 𝘀𝘁𝗌𝗿𝗶𝗲 𝗱𝗶 𝗜𝗮𝗲𝘀𝗲 (𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗰𝗶𝗻𝗮)𝗊𝗰𝘂𝗌𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗊𝘁𝗌𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗧𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗌𝗻𝗶 𝗣𝗌𝗜𝗌𝗹𝗮𝗿𝗶 – 𝗫𝗜 𝗲𝗱𝗶𝘇𝗶𝗌𝗻𝗲𝗗𝗮𝗹 𝟮𝟭...
16/06/2026

𝗥𝗮𝗰𝗰𝗌𝗻𝘁𝗮𝗿𝘀𝗶: 𝘀𝘁𝗌𝗿𝗶𝗲 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘁𝗮, 𝘀𝘁𝗌𝗿𝗶𝗲 𝗱𝗶 𝗜𝗮𝗲𝘀𝗲 (𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗰𝗶𝗻𝗮)
𝗊𝗰𝘂𝗌𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗊𝘁𝗌𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗧𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗌𝗻𝗶 𝗣𝗌𝗜𝗌𝗹𝗮𝗿𝗶 – 𝗫𝗜 𝗲𝗱𝗶𝘇𝗶𝗌𝗻𝗲
𝗗𝗮𝗹 𝟮𝟭𝗮𝗹 𝟮𝟲 𝗹𝘂𝗎𝗹𝗶𝗌 𝗲 𝟯 𝗮𝗎𝗌𝘀𝘁𝗌 𝟮𝟬𝟮𝟲

TRICASE – CASTRO – SUD SALENTO

Che cosa resta di un paese quando si spopolano le sue case, chiudono le botteghe e le piazze si svuotano? 𝗥𝗲𝘀𝘁𝗮𝗻𝗌 𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗌𝗿𝗶𝗲. Quelle raccontate sulle panchine, nelle corti d’estate, davanti a un caffÚ, all’uscita della messa, nelle cucine dove si tramandano ricette e memorie. Restano le voci delle persone, i soprannomi, le feste, i conflitti, i legami, le partenze e i ritorni. Restano le narrazioni che danno significato ai luoghi e tengono insieme una comunità.
L'XI edizione della Scuola di Storia delle Tradizioni Popolari, promossa da 𝗟𝗶𝗟𝘂𝗶𝗹𝗮𝗯 – 𝗢𝗡𝗚 𝗚𝗡𝗘𝗊𝗖𝗢 nel Sud Salento, nasce dalla convinzione che raccontare e ascoltare le storie di vita, di paese (e di cucina) sia oggi un atto culturale e civile. In un tempo segnato dallo spopolamento delle aree interne, dalla perdita di servizi e dall’indebolimento delle relazioni sociali, la Scuola vuole interrogarsi sul valore della memoria condivisa e sul ruolo che le comunità possono svolgere nel costruire nuovi orizzonti di futuro.
I paesi non sono soltanto luoghi geografici: sono reti di relazioni, patrimoni di conoscenze, pratiche quotidiane, ritualità, paesaggi umani e culturali. Ogni racconto custodisce tracce di una storia collettiva e contribuisce a mantenere vivo quel tessuto di solidarietà, appartenenza e partecipazione che rende una comunità tale.
Attraverso ricerche etnografiche, esperienze nazionali e internazionali legate al patrimonio culturale immateriale, progetti di etnomusicologia e documentazione audiovisiva, la Scuola offrirà occasioni di confronto tra studiosi, ricercatori, operatori culturali e comunità. Un dialogo aperto tra dimensione locale e prospettiva globale, tra memoria e innovazione.
𝗟𝗲 𝘀𝘁𝗌𝗿𝗶𝗲 𝗌𝗿𝗮𝗹𝗶 𝗿𝗮𝗜𝗜𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝗌 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗲𝘀𝗜𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗌𝗻𝗶 𝗜𝗶𝘂̀ 𝗜𝗿𝗲𝘇𝗶𝗌𝘀𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗜𝗮𝘁𝗿𝗶𝗺𝗌𝗻𝗶𝗌 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗺𝗺𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗌𝗻𝗌𝘀𝗰𝗶𝘂𝘁𝗌 𝗱𝗮𝗹𝗹'𝗚𝗡𝗘𝗊𝗖𝗢: pratiche vive, dinamiche e condivise che attraversano generazioni e confini. Custodirle significa riconoscere il valore delle persone e delle comunità che le producono, promuovendo una cultura fondata sul dialogo, sulla partecipazione democratica e sulla conoscenza reciproca.
Tra corti, piazze, cucine e nuovi spazi digitali, le storie continuano a viaggiare. La Scuola invita a raccoglierle, ascoltarle e condividerle, perché ogni racconto custodisce una memoria e ogni memoria può diventare una risorsa per il futuro.

𝐋𝐢𝐪𝐮𝐢𝐥𝐚𝐛 - 𝐎𝐍𝐆 𝐔𝐍𝐄𝐒𝐂𝐎, luogo di interesse storico-antropologico, di ricerca socio-artistica e di cinematografia etnografica per l'identificazione, ricerca, educazione, salvaguardia, valorizzazione e diffusione del patrimonio culturale immateriale.

𝗊𝗲𝗎𝗿𝗲𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮 𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮, 𝗮𝗿𝘁𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗌𝗿𝗎𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮
Liquilab | Piazza Dell’Abate, 1 - 73039 Tricase (Lecce) - Italy | ex Convento dei Domenicani
Tel.: +39 348 3467609 | E-mail: infoliquilab@gmail | Pec: [email protected] | Sito web: www.liquilab.it | Facebook - Instagram - YouTube

Antonio, all’interno di Liquilab, si sta occupando di censire il patrimonio museale, frutto di donazioni, acquisizioni e...
12/06/2026

Antonio, all’interno di Liquilab, si sta occupando di censire il patrimonio museale, frutto di donazioni, acquisizioni e produzioni laboratoriali.
Un patrimonio che riguarda non soltanto il Sud Salento, ma anche altri territori che si sono intrecciati nella storia di Liquilab. Una traccia importante che, ancora una volta, sottolinea lo spirito di apertura di Liquilab tra Salento, Mediterraneo e resto del mondo.
Le testimonianze materiali si uniscono a quelle orali per lasciare tracce indelebili, portatrici di valori e memorie per le future generazioni.
Siamo molto contenti che Antonio abbia incontrato il cammino di Liquilab e, grazie anche al suo lavoro, ci rendiamo conto di quanto il Museo Etnografico della Vita Popolare necessiti ancora di spazi, energie e occasioni di approfondimento per essere pienamente conosciuto, salvaguardato e valorizzato.

Rete Musei di Puglia

11/06/2026

Solo per ricordare che il laboratorio di tamburo a cornice continua per tutta l’estate e quindi vi invitiamo a ve**re a trovarci a Liquilab.
Ogni giovedì alle 19.30 con il maestro Gianluigi Elia!
Ti aspettiamo!

05/06/2026

Alle prese col tricoten

Oggi dalle ore 17 laboratorio di uncinetto e ricamo con la maestra Lucia Ianni a Liquilab.
C’Ú chi ha pensato di realizzare un costume da bagno in vista dell’estate
 E tu che aspetti a intrecciare fili?
Vieni a trovarci! Il laboratorio continua per tutta l’estate


04/06/2026

“E lu sule calau calau
mena patrunu ca me ne vau”

E con l’inizio di questo canto tradizionale di lavoro e di protesta contro il padrone, vi ricordiamo l’appuntamento di oggi con il laboratorio di tamburo a cornice curato dal maestro Gianluigi Elia.
Ore 19.30 a Liquilab! Passa a trovarci 😉

Sostieni Liquilab! Per donare il 5 X 1000 Ú sufficiente firmare  e scrivere il codice fiscale 90031730758 sull'apposito ...
04/06/2026

Sostieni Liquilab! Per donare il 5 X 1000 Ú sufficiente firmare e scrivere il codice fiscale 90031730758 sull'apposito spazio nella dichiarazione dei redditi nel riquadro “Finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici”.

“𝗜𝗹 𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗌 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮. 𝗗𝗶𝗮𝗿𝗶𝗌 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗶𝗻𝗰𝗌𝗻𝘁𝗿𝗌 𝗮 𝗕𝗶𝘀𝗮𝗰𝗟𝘂𝗶𝗻𝗌” 𝗱𝗶 𝗢𝗿𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗶𝗰𝗰𝗵𝗶𝘂𝘁𝗌 𝗲̀ 𝗜𝗿𝗶𝗺𝗌 𝗰𝗹𝗮𝘀𝘀𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗌 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗎𝗶𝘂𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗣...
01/06/2026

“𝗜𝗹 𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗌 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮. 𝗗𝗶𝗮𝗿𝗶𝗌 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗶𝗻𝗰𝗌𝗻𝘁𝗿𝗌 𝗮 𝗕𝗶𝘀𝗮𝗰𝗟𝘂𝗶𝗻𝗌” 𝗱𝗶 𝗢𝗿𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗶𝗰𝗰𝗵𝗶𝘂𝘁𝗌 𝗲̀ 𝗜𝗿𝗶𝗺𝗌 𝗰𝗹𝗮𝘀𝘀𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗌 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗎𝗶𝘂𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗿𝗲𝗺𝗶𝗌 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗌𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗧𝗵𝗿𝗶𝗻𝗮𝗞𝗶𝗮 𝗜𝗲𝗿 𝗎𝗹𝗶 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗮𝘂𝘁𝗌𝗯𝗶𝗌𝗎𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗶, 𝗯𝗶𝗌𝗎𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗶 𝗲 𝗜𝗌𝗲𝘁𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗊𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮 – 𝘀𝗲𝘇𝗶𝗌𝗻𝗲 𝗗𝗶𝗮𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝗮𝗎𝗎𝗶𝗌

Riportiamo le motivazioni del Presidente della giuria, Orazio Maria Valastro, relative all’assegnazione del premio:

«Il diario di Ornella Ricchiuto Ú primo classificato nella nostra sezione e la giuria conferisce il premio Thrinakia a quest'opera per la capacità di tradurre l’esperienza del viaggio in una forma di conoscenza profonda, restituendo alla Sicilia la sua dimensione di luogo dell'anima e di custode di umane dimenticate istorie.
In quest'opera il concetto di viaggio evolve da semplice spostamento fisico a immersione spirituale e umana. L'autrice rifugge con decisione la deriva del turismo di massa per abbracciare una filosofia dell'esplorazione basata sull'intimità e sull'incontro. Il viaggio diventa ricerca di piccole storie, rare e preziose, scovate non attraverso algoritmi digitali ma nel dialogo con l'anziano sulla panchina o nell'imprevisto che attende sul cucuzzolo della montagna.
È una lode all’invisibile che celebra l'ascolto come atto di salvataggio contro l'oblio. Il diario traccia una mirabile corrispondenza tra il paesaggio siciliano e la geografia dell'anima. Attraversando le distese dei campi verdi e le sponde del lago Poma, il testo trasforma il dato naturalistico in uno specchio emotivo.
Il rallentamento fisico del mezzo di trasporto si fa rallentamento interiore, segnando il passaggio dal rumore del mondo moderno a una dimensione sospesa dove lo smarrimento diventa la condizione necessaria affinché il viaggio cominci davvero.»

Alcuni frammenti del testo sono stati recitati da un’attrice presso il Palazzo della Cultura di Catania; noi ne condividiamo l’inizio:

𝐎𝑚𝑜 𝑖 𝑣𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑖𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎 𝑑𝑖 “𝑝𝑖𝑐𝑐𝑜𝑙𝑒” 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑒, 𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑧𝑖𝑜𝑠𝑒  𝑞𝑢𝑒𝑖 𝑣𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑡𝑟𝑜𝑣𝑖 𝑖𝑛 𝑟𝑒𝑡𝑒, 𝑚𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑜𝑛𝑜 𝑑𝑎𝑙𝑙’𝑖𝑛𝑡𝑖𝑚𝑖𝑡𝑎̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑟𝑒𝑐𝑐𝑖𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑙’𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑠𝑒𝑑𝑢𝑡𝑜 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑛𝑐ℎ𝑖𝑛𝑎 𝑎𝑙𝑙’𝑜𝑚𝑏𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑖𝑎𝑧𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑝𝑎𝑒𝑠𝑒, 𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑠𝑖𝑔𝑛𝑜𝑟𝑎 𝑖𝑛 𝑔𝑟𝑒𝑚𝑏𝑖𝑢𝑙𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑡𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑖 𝑝𝑎𝑛𝑛𝑖 𝑠𝑢𝑙𝑙’𝑢𝑠𝑐𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑎𝑠𝑎  𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑏𝑜𝑡𝑡𝑒𝑔𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑟𝑡𝑖𝑔𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑜𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑎 𝑚𝑎𝑛𝑜 𝑢𝑛 𝑝𝑒𝑧𝑧𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑟𝑒𝑡𝑎  𝑞𝑢𝑒𝑖 𝑣𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑜𝑑𝑜𝑟𝑎𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑎𝑛𝑒 𝑎𝑝𝑝𝑒𝑛𝑎 𝑠𝑓𝑜𝑟𝑛𝑎𝑡𝑜 𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑒𝑝𝑒𝑟𝑜𝑛𝑖 𝑓𝑟𝑖𝑡𝑡𝑖 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑚𝑎𝑡𝑡𝑖𝑛𝑒 𝑙𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑏𝑜𝑟𝑔ℎ𝑖  𝑣𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑎𝑖 𝑚𝑎𝑖 𝑐ℎ𝑖 𝑝𝑜𝑡𝑟𝑒𝑠𝑡𝑖 𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑜𝑝𝑜 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑡𝑖 𝑎𝑟𝑟𝑎𝑚𝑝𝑖𝑐𝑎𝑡𝑎 𝑠𝑢𝑙 “𝑐𝑢𝑐𝑢𝑧𝑧𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑜𝑛𝑡𝑎𝑔𝑛𝑎” 𝑜 𝑎𝑣𝑒𝑟 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎𝑡𝑜 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑑𝑒 𝑑𝑒𝑠𝑒𝑟𝑡𝑒 𝑒 𝑖𝑚𝑝𝑒𝑟𝑣𝑖𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑟𝑎𝑔𝑔𝑖𝑢𝑛𝑔𝑒𝑟𝑒 𝑖 𝑝𝑎𝑒𝑠𝑖 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑠𝑝𝑒𝑟𝑑𝑢𝑡𝑖 𝑒 “𝑖𝑚𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖”.
𝑆𝑜𝑛𝑜 𝑣𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑑𝑖 “𝑢𝑚𝑎𝑛𝑒 𝑑𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖𝑐𝑎𝑡𝑒 𝑖𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑒” 𝑐ℎ𝑒, 𝑠𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑡𝑖 𝑓𝑒𝑟𝑚𝑖 𝑎𝑑 𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑎𝑟𝑙𝑒, 𝑓𝑖𝑛𝑖𝑠𝑐𝑜𝑛𝑜 𝑙𝑒𝑛𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑛𝑒𝑙 𝑑𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜𝑖𝑜, 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑣𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑑𝑖𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑝𝑎𝑡𝑟𝑖𝑚𝑜𝑛𝑖 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑖 𝑖𝑚𝑚𝑎𝑡𝑒𝑟𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑙’𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑎 𝑢𝑚𝑎𝑛𝑖𝑡𝑎̀. 𝑆𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑠𝑜𝑠𝑝𝑒𝑠𝑒, 𝑖𝑛𝑣𝑖𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖, 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑢𝑚𝑎𝑛𝑜 𝑛𝑒𝑙 𝑠𝑖𝑙𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑙𝑢𝑜𝑔ℎ𝑖 𝑠𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑐’𝑒̀ 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑜 𝑑𝑖𝑠𝑝𝑜𝑠𝑡𝑜 𝑎𝑑 𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑎𝑣𝑣𝑒𝑟𝑜. 𝐶𝑜𝑠𝑖̀ 𝑒̀ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑚𝑖𝑜 𝑝𝑒𝑟𝑒𝑔𝑟𝑖𝑛𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑛 𝑆𝑖𝑐𝑖𝑙𝑖𝑎 𝑓𝑖𝑛𝑜 𝑎𝑑 𝑎𝑟𝑟𝑖𝑣𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑙 𝑏𝑜𝑟𝑔𝑜 𝑑𝑖 𝐵𝑖𝑠𝑎𝑐𝑞𝑢𝑖𝑛𝑜. (
)

Ricevere questo riconoscimento Ú motivo di immensa gioia, perché premia una visione della ricerca e della narrazione che da anni Liquilab porta avanti nel Sud Salento e oltre i confini regionali: l’ascolto delle comunità, la valorizzazione delle memorie locali e la tutela di quel patrimonio immateriale custodito nelle storie delle persone. In questo caso, il viaggio a Bisacquino, in provincia di Palermo, si Ú trasformato in un’esperienza di ricerca sul campo che ha permesso di incontrare e dare voce a donne e uomini della microstoria, protagonisti di racconti preziosi che rischierebbero altrimenti di essere dimenticati. Un riconoscimento che conferma il valore di un lavoro fondato sull’incontro umano, sull’ascolto e sulla restituzione della memoria collettiva.

𝗡𝗲𝗹 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗵𝗶𝗌 𝗰𝗮𝗹𝗱𝗌 𝗱𝗶 𝗣𝗮𝘁𝘂̀ 💚 𝗥𝗮𝗱𝗶𝗰𝗶 𝗿𝗶𝘇𝗌𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗲 𝗰𝗌𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗰𝗌𝗿𝘁𝗶𝗹𝗲All’interno del cerchio caldo (o forse bollente) d...
31/05/2026

𝗡𝗲𝗹 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗵𝗶𝗌 𝗰𝗮𝗹𝗱𝗌 𝗱𝗶 𝗣𝗮𝘁𝘂̀ 💚
𝗥𝗮𝗱𝗶𝗰𝗶 𝗿𝗶𝘇𝗌𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗲 𝗰𝗌𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗰𝗌𝗿𝘁𝗶𝗹𝗲

All’interno del cerchio caldo (o forse bollente) di Patù, ieri Ú emerso un concentrato di storie tra Persone e Paesi.
Con al centro la valigia di Liquilab, si sono intrecciate parole, simboli, esperienze, personaggi, paesaggi, emozioni uniti da un corredo culturale che ha portato alla ribalta alcuni interrogativi sull’eredità culturale:
- Cos’Ú la tradizione?
- Quando un patrimonio non esiste più, possiamo ancora considerarlo tale?
- Quando un bene culturale Ú privato, ma lo sentiamo come casa nostra e improvvisamente ci viene negato l’accesso, cosa possiamo fare? In questo caso, dov’Ú il confine tra pubblico e privato?
- E rispetto alle storie di vita, quando possiamo considerarle veritiere e quando, invece, menzognere?

Queste domande si sono incastonate in una ragnatela di casi concreti, ai quali sono state offerte alcune possibili risposte, che qui riportiamo attraverso alcuni punti chiave:
- salvaguardia attiva, intesa non solo come tutela e conservazione, ma soprattutto come consapevolezza e trasmissione;
- sostegno e valorizzazione attraverso una rete di cittadini, associazioni e istituzioni;
- sconfinamento tra materiale e immateriale così come tra pubblico e privato;
- valori umani, attivismo, costruzione di società più giuste e diritti all’accessibilità;
- “emozioni patrimoniali”, come l’amore o l’astio.

A completare e arricchire ulteriormente il quadro, sono stati poi ascoltati alcuni frammenti di storie di vita di abitanti di Patù, tra cui 𝗧𝗲𝗿𝗲𝘀𝗮 𝗙𝗲𝗿𝗿𝗮𝗿𝗶, 𝗔𝗱𝗮 𝗙𝗲𝗿𝗿𝗮𝗿𝗶, 𝗚𝗲𝗻𝗌𝗲𝗳𝗳𝗮 𝗊𝗰𝗵𝗶𝗻𝗮, 𝗟𝗌𝗿𝗲𝗻𝘇𝗌 𝗖𝗮𝘀𝘀𝗶𝗮𝗻𝗌 𝗲 𝗣𝗮𝘁𝗿𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗣𝗮𝗿𝗮𝘁𝗮, raccolti nel 2017 da 𝗜𝗹𝗲𝗻𝗶𝗮 𝗖𝗮𝘀𝘀𝗶𝗮𝗻𝗌 e 𝗚𝗲𝘀𝘀𝗶𝗰𝗮 𝗡𝗌𝗿𝗲𝗹𝗹𝗶 durante un percorso di alternanza scuola-lavoro presso Liquilab.

Infine, sottolineiamo due concetti emersi: tutti noi abbiamo 𝗿𝗮𝗱𝗶𝗰𝗶 𝗿𝗶𝘇𝗌𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲, ovvero una cultura formata da diverse esperienze, luoghi, lingue e tradizioni molteplici, anziché da una sola appartenenza immobile. Se le nostre radici si sviluppano attraverso connessioni e intrecci, allora ciò che ci salva sono le “𝗰𝗌𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗰𝗌𝗿𝘁𝗶𝗹𝗲”: lo stare insieme, il condividere e il tessere relazioni, che permettono di emanciparci mediante il riconoscimento del valore della storia unica di ciascuno di noi.
Un esempio tangibile di questa capacità di fare comunità ci Ú stato offerto da Gabriella, cittadina di Patù, che ci ha accompagnato alla scoperta della comunità patrimoniale impegnata, con cura e passione, nella realizzazione dell’𝗶𝗻𝗳𝗶𝗌𝗿𝗮𝘁𝗮. Un patrimonio vivo, costruito attraverso la collaborazione, la condivisione di saperi e il senso di appartenenza, che vi invitiamo a visitare il 6 e il 7 giugno.

Un sentito ringraziamento va ai partecipanti e a Francesca Casaluci per aver coinvolto Ornella Ricchiuto in qualità di esperta dell’incontro.



Infiorata Patù
Proloco Patù

“𝗜𝗹 𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗌 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮: 𝗱𝗶𝗮𝗿𝗶𝗌 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗶𝗻𝗰𝗌𝗻𝘁𝗿𝗌 𝗮 𝗕𝗶𝘀𝗮𝗰𝗟𝘂𝗶𝗻𝗌” 𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗿𝗲𝗺𝗶𝗌 𝗟𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗮𝗿𝗶𝗌 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗌𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗧𝗵𝗿𝗶𝗻𝗮𝗞𝗶...
29/05/2026

“𝗜𝗹 𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗌 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮: 𝗱𝗶𝗮𝗿𝗶𝗌 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗶𝗻𝗰𝗌𝗻𝘁𝗿𝗌 𝗮 𝗕𝗶𝘀𝗮𝗰𝗟𝘂𝗶𝗻𝗌”
𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗿𝗲𝗺𝗶𝗌 𝗟𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗮𝗿𝗶𝗌 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗌𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗧𝗵𝗿𝗶𝗻𝗮𝗞𝗶̀𝗮 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗌 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗊𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮

A seguito delle ricerche etnografiche condotte da Liquilab a Bisacquino, in provincia di Palermo, Ornella Ricchiuto ha trasformato l’esperienza dell’incontro etnografico e dell’ascolto attivo in una narrazione intensa e profondamente evocativa. Con il racconto “Il lamento che resta: diario di un incontro a Bisacquino”, l’autrice partecipa alla sezione “Diari di viaggio” dell’ottava edizione del Premio internazionale di scritture autobiografiche, biografiche e poetiche dedicate alla Sicilia.

L’opera, selezionata da una giuria internazionale, Ú entrata tra le finaliste del premio, riconoscimento che valorizza la capacità di intrecciare memoria personale, emozione e patrimonio culturale in una scrittura capace di restituire l’anima più intima dell’isola.

La cerimonia di premiazione si terrà domani 𝘀𝗮𝗯𝗮𝘁𝗌 𝟯𝟬 𝗺𝗮𝗎𝗎𝗶𝗌 𝟮𝟬𝟮𝟲, alle ore 15:30, presso l’Auditorium Concetto Marchesi del Palazzo della Cultura, nella città di 𝗖𝗮𝘁𝗮𝗻𝗶𝗮.

L’individuazione delle opere finaliste Ú avvenuta secondo le linee guida stabilite dal premio, che hanno valorizzato:
• la capacità di raccontare un vissuto personale trasformando l’esperienza in una narrazione ricca di significati e valori;
• l’abilità di rappresentare esperienze, stati d’animo, sensazioni ed emozioni;
• la capacità di raffigurare l’identità personale attraverso il patrimonio simbolico e culturale della Sicilia;
• la proposta di una visione personale del concetto di isola;
• l’uso di un linguaggio evocativo, simbolico e immaginifico nella trasfigurazione poetica dell’isola;
• la forza narrativa nel restituire un’immagine viva e intensa della Sicilia attraverso la scrittura.

Ci sono luoghi che si attraversano una volta soltanto e altri che continuano a vivere dentro di noi attraverso le storie che sappiamo raccontare.

Indirizzo

Piazzetta Dell'Abate, 1
Tricase
73039

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