Anpi Trezzo sull'Adda

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Anpi Trezzo sull'Adda L'anpi è la casa di tutti gli antifascisti impegnati nella valorizzazione della memoria della Resistenza e dei principi e valori della Costituzione.

Stasera alla festa ANPI ospiteremo la Senatrice Susanna Camusso! Vi aspettiamo!!
29/08/2026

Stasera alla festa ANPI ospiteremo la Senatrice Susanna Camusso! Vi aspettiamo!!

16/08/2026

Se c’è una donna che ha cambiato in modo radicale la vita di milioni di altre donne in Italia, quella è certamente Angelina Merlin, per tutti Lina.

Insegnante, antifascista, partigiana, madre costituente, prima donna eletta al Senato della Repubblica. Sempre e tenacemente dalla parte degli ultimi, la minoranza come lente attraverso cui leggere il mondo e tradurlo in azione.

Cresciuta a Chioggia, figlia di una maestra e di un segretario comunale, Lina studia, si diploma, completa gli studi in Francia, a Grenoble.

Poi il ritorno in Italia, all’alba del Ventennio. Nel 1919 un amico la invita a entrare nel neonato movimento fascista, ma lei si sente per indole più vicina alle idee socialiste.

È una collaboratrice stretta di Giacomo Matteotti, con cui condividerà fino all’ultimo un antifascismo di denuncia, rischiando spesso in prima persona.

Nel 1926 rifiuta il giuramento di fedeltà al regime, lo pagherà con il licenziamento. Lei non batte ciglio: “Ho l’onore di appartenere a un ideale di giustizia e la volontà di restarvi” risponde.

Intanto comincia a guardare in faccia la condizione delle donne, strette tra la gabbia della famiglia e la doppia morale di un Paese bigotto e ipocrita.

La situazione nel frattempo precipita. Lina Merlin finisce nell’elenco dei “sovversivi”, poi cinque anni di confino in Sardegna, dove si guadagna da vivere insegnando, con un’attenzione particolare alle donne, sempre loro, a cui parla di emancipazione, autonomia, indipendenza. Siamo negli anni ‘30, ma Lina Merlin è avanti di quarant’anni rispetto alla nascita dei futuri movimenti.

Dopo l’8 settembre sceglie la Resistenza, viene catturata dai nazifascisti e riesce a liberarsi. Il 25 aprile è una delle donne che contribuisce alla Liberazione di Milano.

E, appena due giorni dopo, il Comitato di Liberazione la nomina Commissario per l’Istruzione della Lombardia.

È l’inizio di una carriera politica folgorante che la porterà ad essere una delle 21 donne dell’Assemblea Costituente. Sarà lei a scrivere uno dei passi più importanti della Costituzione, all’articolo 3: “Senza distinzioni di sesso…”

Una riga che è il manifesto di una vita, le cui tappe coincidono con alcune delle più grandi conquiste del secolo scorso.

Il 10 giugno 1948 è la prima donna a parlare in Senato.

I dieci anni successivi li dedicherà soprattutto alla battaglia che porta ancora oggi il suo nome.

Un decennio di lotta conto i mulini a vento e un sistema maschile e maschilista che considera il corpo delle donne demanio pubblico, ma alla fine, il 20 febbraio 1958, passa la legge omonima che abolisce ufficialmente in Italia le case chiuse e colpisce lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione.

Non è la prostituzione ad essere un reato, ma lo sfruttamento e il sistema che lo regge in piedi.

Per la prima volta lo Stato si schiera e decide da che parte stare con una delle leggi in quel momento più avanzate d’Europa.

Cinque anni dopo, in un’intervista a Oriana Fallaci, pronuncerà queste parole di un’ironia raffinata e schietta:

“Ah! Questo Paese di viriloni che passan per gli uomini più dotati del mondo e poi non riescono a conquistare una donna da soli!”

Non solo.

Si batte anche contro la dicitura “figlio di N.N.”, che marchia i bambini nati fuori dal matrimonio e nel 1955 contribuisce a cancellarla dagli atti anagrafici, perché nessun figlio debba portare addosso lo stigma delle scelte degli adulti.

Riesce a far cancellare dall’ordinamento la clausola di nubilato, che permette di licenziare una donna quando si sposa. Un altro passo avanti straordinario nel progresso di un Paese oscenamente arretrato.

Lina Merlin è stata senza dubbio una delle donne più importanti del Novecento.

Le dobbiamo tutti moltissimo per conquiste che oggi diamo per scontate, senza sapere che esistono solo perché sono esistite donne come lei.

Lina Merlin se n’è andata a 92 anni, il 16 agosto del 1979, esattamente in questo giorno.

Il minimo che possiamo fare è ricordarla.

11esima edizione della Festa delle sezioni Adda Martesana! Dal 27 al 30 agosto all'oratorio Sacro Cuore di Melzo! Vi asp...
13/08/2026

11esima edizione della Festa delle sezioni Adda Martesana! Dal 27 al 30 agosto all'oratorio Sacro Cuore di Melzo! Vi aspettiamo!

12/08/2026

SANT’ANNA DI STAZZEMA, 12 AGOSTO 1944

Erano le sette del mattino.

Le SS salirono in tre colonne, con i fascisti del posto a fare da guida. Rastrellarono le case una per una, radunarono le famiglie nelle stalle e sul sagrato della chiesa, e le mitragliarono. Sui corpi gettarono le bombe a mano, poi le panche della chiesa, poi la benzina, e diedero fuoco.

In poco più di tre ore.

560 persone. Oltre 130 bambini.

La più piccola si chiamava Anna Pardini e aveva venti giorni.

Don Innocenzo Lazzeri si offrì al posto dei suoi parrocchiani: lo uccisero con loro. Genny Bibolotti Marsili scagliò uno zoccolo in faccia a un SS per dare a suo figlio Mario, sei anni, il tempo di scappare: Mario si salvò, lei no. Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria.

Poi il silenzio, per cinquant’anni. Le carte dell’inchiesta finirono chiuse nell’”armadio della vergogna”, ritrovato solo nel 1994 in uno scantinato della Procura militare di Roma.

Nel 2005 il Tribunale militare di La Spezia condannò all’ergastolo dieci ex SS. Nessuno di loro ha mai scontato un solo giorno di carcere: la Germania non li ha mai estradati e nel 2012 la Procura di Stoccarda ha archiviato tutto.

Per questo la memoria non è e non può essere un rito.

Oggi Sant’Anna è Parco Nazionale della Pace. Le case bruciate sono rimaste dove erano. Ci si sale a piedi, e si legge una lapide dopo l’altra: interi cognomi ripetuti dieci, dodici volte. Famiglie cancellate in una mattina d’agosto.

Onore ai martiri di Sant’Anna di Stazzema.





Stasera alla Festa per la Libertà dei Popoli evento delle ANPI Sezioni Adda Martesana!!Non mancate!
16/06/2026

Stasera alla Festa per la Libertà dei Popoli evento delle ANPI Sezioni Adda Martesana!!
Non mancate!

Grazie a tutti quello che hanno aderito alla raccolta, noi abbiamo contribuito anche alle spese per spedire il container...
13/06/2026

Grazie a tutti quello che hanno aderito alla raccolta, noi abbiamo contribuito anche alle spese per spedire il container 😉

Natalia Aspesi, intervistando Paola Cortellesi e chiedendole conferma che la liberazione di Delia, la protagonista del s...
02/06/2026

Natalia Aspesi, intervistando Paola Cortellesi e chiedendole conferma che la liberazione di Delia, la protagonista del suo film C'è ancora domani, fosse arrivata con il voto, riceve questa risposta dall'attrice. “Esattamente. In quella famiglia lì, in quella condizione sociale lì, dopo che il fascismo aveva relegato le donne al ruolo di madre, moglie, sforna-figli, ricevere dallo Stato, che è tanto più importante di quegli aguzzini che sono il marito e il suocero, la lettera per votare ha rappresentato una svolta. Quella missiva era indirizzata a lei, c’era il suo nome scritto sopra. E infatti Delia la conserva come fosse di un amante”.

Nella parole di Paola Cortellesi c'è tutto il senso del primo esercizio del diritto al voto politico per le donne italiane. Il 2 giugno 1946 difatti le donne italiane si recano alle urne e finalmente votano.
È un passaggio storico fondamentale nel processo di ricostruzione dell’Italia, una conquista ottenuta a suon di battaglie femministe cominciate già nell’Ottocento, e consolidate con la partecipazione alla resistenza civile e alla lotta di liberazione. Così Nilde Iotti ricordava la prima volta delle donne al voto: “Sentivano la gioia di essere finalmente libere, come italiane e come donne, e quella scheda su cui mani incerte o sicure tracciavano una croce, era per loro un simbolo di democrazia, di libertà e di aspirazione finalmente realizzate”.

“Lunghissima attesa davanti ai seggi elettorali - scriveva nel 1946 la giornalista Anna Garofalo - Sembra di essere tornati alle code per l’acqua e per i generi razionati. Abbiamo tutte nel petto un vuoto da giorni d’esame, ripassiamo mentalmente la lezione: quel simbolo, quel segno, una crocetta accanto al nome. Stringiamo le schede come biglietti d’amore. Si vedono molti sgabelli pieghevoli infilati al braccio di donne timorose di stancarsi e molte tasche gonfie per il pacchetto della colazione. Le conversazioni che nascono tra donne e uomini hanno un tono diverso, alla pari”. Tornare alla data del 2 giugno 1946 significa ricordare che le donne italiane esercitarono per la prima volta il diritto a fare parte della politica e ad essere parte della decisione pubblica.

Tratto dalla pagina Se non ora quando

Vi aspettiamo nel cortile del Municipio alle 10:00. In caso di pioggia si procederà direttamente per la villa del castel...
02/06/2026

Vi aspettiamo nel cortile del Municipio alle 10:00. In caso di pioggia si procederà direttamente per la villa del castello dove si terrannono discorsi istituzionali e la lettura degli articoli della Costituzione.

Ora al Portico!
30/05/2026

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Jupe Culotte è una storia al femminile, una storia di disobbedienza e di riscatto ma è anche una storia che parla della ...
28/05/2026

Jupe Culotte è una storia al femminile, una storia di disobbedienza e di riscatto ma è anche una storia che parla della Costituzione Italiana. Oggi, scegliere di parlare della conquista di diritti, che sono uguali per tutti senza distinzione di genere, non solo ci ricorda ciò che è stato conquistato in passato, ma ci porta anche a riflettere con urgenza su una serie di domande: quanti diritti e doveri dei cittadini sono realmente rispettati e salvaguardati? I principi e i valori della Costituzione, indispensabili per il nostro futuro, godono dell'importanza che meriterebbero?

VI aspettiamo sabato 30 maggio alle 21 al Cineteatro Il Portico!

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