29/05/2026
Negli ultimi mesi incontriamo molti gruppi di adulti impegnati in oratorio e nell’animazione dei gruppi giovanili, di età e parrocchie diverse. Arrivano chiedendo strumenti, metodi, proposte operative. Ma quello che emerge con forza è altro: una profonda difficoltà a stare in relazione con i più giovani, soprattutto con chi non è “dei nostri”.
Ci colpisce vedere adulti che faticano a trasmettere qualcosa di vivo, che spesso si rifugiano dietro la parola “valori”, usata però più come espressione di cultura o di identità che come esperienza incarnata. In alcuni casi diventa un linguaggio vuoto, o addirittura un confine che separa.
Sempre più ci convinciamo che l’emergenza non riguardi tanto i ragazzi e le ragazze, quanto noi adulti: la nostra capacità di ascolto, di esposizione, di testimonianza reale; la nostra fatica ad abitare la complessità e la differenza senza difenderci.
L’oratorio, come ogni luogo di incontro dei ragazzi e delle ragazze, da sempre, vivono della qualità delle relazioni educative e della presenza di adulti capaci di prossimità, ascolto e testimonianza concreta.
Per questo sentiamo il bisogno di fermarci e aprire uno spazio di confronto sincero, senza ricette facili e senza nostalgie. Una domanda aperta che ci sta interrogando molto, anche sul tipo di accompagnamento e di formazione da proporre agli adulti oggi.
Nasce così l’ottavo appuntamento di “Cosa faccio se gli adulti…?”, dedicato a un tema che ci sembra sempre più urgente:
gli adulti sono educatori o hanno ancora bisogno di essere educati?
Un incontro per provare a leggere insieme le nostre fatiche, i linguaggi che usiamo, le paure che ci abitano e il modo in cui stiamo accanto alle nuove generazioni.
📍 Giovedì 4 giugno 2026
🕣 Ore 20.30
📌 Sala oratorio della Parrocchia di San Bartolomeo