ISTRIT - Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano di Treviso

Indicazioni Sito Web

ISTRIT - Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano di Treviso ISTRIT è il Comitato trevigiano dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, nato nel 1936 a Roma, di cui condivide Statuto e finalità.

Dell’omonimo Istituto Nazionale l’ISTRIT (Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato di Treviso) condivide Statuto e Finalità, certo applicati in particolare al territorio della Marca Trevigiana e alle sue peculiari vicende storiche. Il Comitato Direttivo è formato da sei membri eletti dai Soci. Nella sua prima Assemblea lo stesso Comitato Direttivo procede alla nomina del Presidente (Direttore) e alla cooptazione dei Soci Aggregati, che hanno offerto la propria disponibilità a collaborare alle attività della struttura. Oltre ai membri del Comitato, sono presenti anche altri Soci, coinvolti nei programmi dell’Istituto con la qualifica di Soci Collaboratori. L’attuale Presidente/Direttore dell'ISTRIT è il colonnello Carmelo Raccuia.
---
Per ulteriori info e documentazioni si vedano i Siti Istituzionali: www.risorgimento.it e www.istrit.it

"Garibaldi non vinse la Sicilia da solo. La vinse con loro." 🇮🇹☀️Quando i Mille sbarcarono a Marsala nel maggio del 1860...
06/10/2026

"Garibaldi non vinse la Sicilia da solo. La vinse con loro." 🇮🇹☀️

Quando i Mille sbarcarono a Marsala nel maggio del 1860, erano poco più di un migliaio: studenti, artigiani e intellettuali arrivati dal Nord, privi di una reale conoscenza del territorio e del combattimento sulle montagne siciliane.

A fare la differenza sul campo furono i picciotti: giovani volontari siciliani — contadini, artigiani e insorti locali — che si unirono in massa alla spedizione.

📜 Perché il loro ruolo fu decisivo:

Conoscenza del territorio: Guidarono le colline, i passi strategici e le vie di fuga attorno a Calatafimi e Palermo.

Guerriglia e supporto: Crearono diversivi e bloccarono i rifornimenti borbonici con tattiche di scontro rapido.

Spinta popolare: Trasformarono un’impresa militare d’élite in un vero e proprio moto di popolo.

Il termine picciotto derivava dal dialetto siciliano per indicare semplicemente i "ragazzi" o i "giovani di bottega". Sebbene in epoche successive la parola abbia assunto sfumature diverse nella cronaca, nel 1860 rappresentava la gioventù siciliana che scelse di rischiare tutto per un'idea di libertà e di riscatto.

👉 Una curiosità da museo:

Nei nostri archivi conserviamo ritratti ed elenchi dei volontari: molti di questi ragazzi indossavano giacche di panno grezzo e berretti tradizionali affianco alle celebri camicie rosse.

Chi tra i vostri antenati o personaggi della vostra città ha fatto parte di questa storia? Raccontatelo nei commenti! 👇

🏛️️ Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano — Custodiamo la memoria, raccontiamo la storia.

🇮🇹 LE RADICI DELLA NOSTRA LIBERTÀ: TREVISO E IL RISORGIMENTO 🇮🇹Sapevate che il cammino verso l'Unità d'Italia ha visto l...
30/09/2026

🇮🇹 LE RADICI DELLA NOSTRA LIBERTÀ: TREVISO E IL RISORGIMENTO 🇮🇹

Sapevate che il cammino verso l'Unità d'Italia ha visto la Marca Trevigiana protagonista di momenti cruciali di coraggio, passione civile e sacrificio? 📜✨

Dal fermento delle sollevazioni del 1848 fino agli avvenimenti che hanno segnato il territorio veneto nel XIX secolo, le storie di donne e uomini della nostra terra continuano a parlarci di identità, diritti e memoria condivisa.

L’Istituto per la storia del Risorgimento italiano - Comitato di Treviso lavora ogni giorno per:
🔹 Custodire e valorizzare i documenti e le fonti storiche locali
🔹 Promuovere incontri, conferenze e ricerche sul XIX secolo
🔹 Coinvolgere le scuole e la cittadinanza nella riscoperta del nostro patrimonio culturale

👉 Vuoi approfondire la storia del nostro territorio o collaborare alle nostre iniziative?
Segui la nostra pagina per non perdere i prossimi appuntamenti ed eventi in programma!

💬 Quale luogo o figura del Risorgimento trevigiano ti affascina di più? Faccelo sapere nei commenti!

QUANDO FINÌ DAVVERO IL RISORGIMENTO?Guardate questa fotografia.È Treviso, com’era più di un secolo fa. Le stesse strade,...
18/09/2026

QUANDO FINÌ DAVVERO IL RISORGIMENTO?

Guardate questa fotografia.

È Treviso, com’era più di un secolo fa. Le stesse strade, le stesse piazze, gli stessi palazzi che avrebbero visto passare una generazione cresciuta nel ricordo del Risorgimento e, subito dopo, una nuova generazione diretta verso il fronte.

Per chi viveva a Treviso ad inizi Novecento, l’Unità d’Italia non era una pagina lontana di storia.

Era una vicenda ancora vicinissima.

I nonni avevano conosciuto il Veneto austriaco. I padri avevano vissuto l’annessione del 1866. E per molti giovani che nel 1915 partirono per la guerra, Trento e Trieste non erano soltanto nomi sulle carte geografiche: rappresentavano una questione rimasta aperta dopo il 1861.

Ma la Prima guerra mondiale non fu semplicemente «l’ultima guerra del Risorgimento».

Dietro l’ingresso dell’Italia nel conflitto c’erano la questione delle terre irredente, certo, ma anche la diplomazia internazionale, gli interessi strategici e territoriali, le divisioni profonde della società italiana.

E così una città come Treviso si trovò al centro di un passaggio epocale: dalla memoria del Risorgimento alla realtà della guerra moderna.

Il 1915 trasformò radicalmente il Veneto. Il 1917, con Caporetto, lo trasformò ancora di più. E il 1918 avrebbe lasciato una società profondamente diversa da quella che era entrata in guerra.

📷 Una fotografia di Treviso per raccontare una storia molto più grande: quella del passaggio dall’Italia del Risorgimento all’Italia della Grande Guerra.

ISTRIT – Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, Comitato di Treviso

#1915 #1918

La Volpe del Deserto sul Piave: quando Rommel combatteva a due passi dal Vajont.Tutti lo ricordiamo nei libri di storia ...
16/09/2026

La Volpe del Deserto sul Piave: quando Rommel combatteva a due passi dal Vajont.

Tutti lo ricordiamo nei libri di storia come la "Volpe del Deserto", l'astuto stratega in Nord Africa durante la Seconda Guerra Mondiale. Pochi sanno, però, che l'incredibile ascesa militare di Erwin Rommel è cominciata proprio sulle nostre Alpi, a due passi dalla gola del Vajont e lungo le sponde del Piave, nel pieno del primo conflitto mondiale.
Nel novembre del 1917, all'indomani della rotta di Caporetto, un giovane e audace ufficiale del Württembergisches Gebirgsbataillon, Erwin Rommel, guidava una delle unità d'avanguardia incaricate di inseguire le truppe italiane in ritirata. Dopo le spettacolari operazioni sul Kolovrat e sul Monte Matajur, dove aveva contribuito alla cattura di circa 9.000 prigionieri, Rommel fu inviato verso Longarone attraverso le Prealpi Carniche. Passando per Claut, Cimolais e il Passo Sant'Osvaldo, la sua avanguardia raggiunse il 9 novembre la zona della gola del Vajont e si affacciò sulla valle del Piave.
Il giorno seguente, a Longarone, l'azione delle forze tedesche e austro-ungariche portò alla cattura di circa 10.000 soldati italiani e alla conquista di una grande quantità di materiale bellico. La sola unità di Rommel catturò a Cimolais, Faè e Longarone 7.450 soldati e 265 ufficiali.
Proprio per queste azioni tra il Friuli e il Bellunese gli venne conferita la "Pour le Mérite", la più alta onorificenza militare germanica.
A distanza di oltre un secolo, le vette incontaminate che sovrastano la zona del Vajont e la stretta di Longarone custodiscono ancora il ricordo di quei giorni drammatici, quando la storia del Novecento incrociò i suoi destini tra queste ripide pareti di roccia.

Marsala, 11 maggio 1860: perché i cannoni borbonici non spararono?Quando le navi Piemonte e Lombardo, con a bordo i volo...
13/09/2026

Marsala, 11 maggio 1860: perché i cannoni borbonici non spararono?

Quando le navi Piemonte e Lombardo, con a bordo i volontari di Garibaldi, entrarono nel porto di Marsala e cominciarono a sbarcare gli uomini, comparvero all'orizzonte le navi da guerra borboniche.

Lo Stromboli e il Capri si avvicinarono rapidamente; poco dopo arrivò anche la fregata Partenope. Lo Stromboli, secondo la relazione dell'ufficiale britannico presente sul posto, era già a distanza utile per aprire il fuoco mentre una parte dei garibaldini si trovava ancora a bordo dei piroscafi.

Eppure i cannoni borbonici tacquero.

E qui entra in scena un elemento spesso dimenticato.

Nel porto di Marsala si trovavano infatti due navi della Royal Navy britannica: HMS Argus e HMS Intrepid.

Non erano lì per aiutare Garibaldi. Erano state inviate per proteggere cittadini e interessi britannici nella zona, fra cui quelli dei potenti commercianti inglesi del vino Woodhouse e Ingham.

La loro presenza trasformò però lo sbarco in una situazione estremamente delicata.

Le navi britanniche si trovavano infatti nel porto insieme ai piroscafi garibaldini. Un eventuale cannoneggiamento avrebbe potuto coinvolgere le unità inglesi e creare un gravissimo incidente internazionale.

Le testimonianze britanniche dell'epoca confermano che le navi borboniche non aprirono il fuoco mentre lo sbarco era ancora in corso, pur avendone la possibilità.

Quando finalmente iniziarono a sparare, gran parte dei volontari era già a terra e si stava dirigendo verso la città.

Il tempo, quel giorno, fu decisivo.

Non è corretto dire che la Royal Navy “salvò i Mille” impedendo ai Borbonici di sparare: le fonti britanniche negano esplicitamente una simile versione.

Ma è altrettanto difficile ignorare il fatto che la presenza delle navi britanniche condizionò profondamente l'azione borbonica proprio nei minuti cruciali dello sbarco.

E così, l'11 maggio 1860, una spedizione che poteva essere stroncata prima ancora di cominciare riuscì a mettere piede in Sicilia.

Da quel piccolo porto siciliano sarebbe partita una delle campagne militari più sorprendenti della storia italiana.

📖 L'Istituto Italiano per la Storia del Risorgimento torna a raccontarvi i retroscena, i documenti d'archivio e le storie umane che hanno costruito l'Italia, dal Risorgimento fino alla Grande Guerra.

💬 Conoscevi questo aneddoto sullo sbarco di Garibaldi? Raccontaci nei commenti quale evento di quest'epoca vorresti approfondire nei prossimi post!

👇 Segui la pagina per non perdere i prossimi appuntamenti con la storia.

11/05/2026
Sabato 7 marzo, alle 17.30, presso il Circolo Unificato dell’Esercito di Treviso, ospiteremo una seconda conferenza sul ...
05/03/2026

Sabato 7 marzo, alle 17.30, presso il Circolo Unificato dell’Esercito di Treviso, ospiteremo una seconda conferenza sul disastro del Vajont, tenuta sempre dal nostro socio Stefano Gambarotto. Oggetto di approfondimento, in questa occasione, sarà la vicenda processuale.
L’ingresso è libero, vi aspettiamo!

Sabato 20 dicembre, alle 17.30, presso il Circolo Unificato dell’Esercito di Treviso, il nostro socio Stefano Gambarotto...
18/12/2025

Sabato 20 dicembre, alle 17.30, presso il Circolo Unificato dell’Esercito di Treviso, il nostro socio Stefano Gambarotto riassumerà la nota vicenda del disastro del Vajont, cercando di ristabilire la verità storica e di sfatare alcune leggende sorte negli anni.
L’ingresso è libero, vi aspettiamo!

Indirizzo

Treviso
31100

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando ISTRIT - Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano di Treviso pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi