SUNIA Treviso

SUNIA Treviso Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari. Per tutti i problemi riguardanti i contratti d'affitto, gli sfratti, le locazioni in generale.

Il SUNIA tutela e garantisce che la stipula del contratto di locazione sia effettuata in conformità alle norme vigenti; verifica le clausole contrattuali; controlla i contratti convenzionati, transitori e per studenti; fornisce assistenza per le incombenze burocratiche e per la registrazione del contratto di affitto. Il SUNIA è competente nel controllo e verifica delle spese condominiali e nell’as

sistenza e tutela degli inquilini in caso di sfratto, proroghe e rispetto delle normative contrattuali. Il SUNIA offre aiuto e consulenza nella compilazione delle domande per la partecipazione ai bandi d’assegnazione di alloggi di edilizia pubblica e per il sostegno al pagamento dell’affitto, informa gli inquilini sulle detrazioni ed agevolazioni fiscali, si fa promotore di azioni collettive volte all’emersione dei problemi legati alla casa

01/06/2026
27/05/2026

🟥 PIANO CASA: CGIL, FILLEA E SUNIA, INADEGUATO E AFFIDATO A MERCATO PRIVATO, SENZA RIPARI DA LOGICHE SPECULATIVE

▪️ “Un Piano deludente, tardivo e inadeguato, elaborato senza il coinvolgimento delle parti sociali, che scarica sugli operatori privati il problema del disagio abitativo, con forti rischi speculativi. È la definitiva abdicazione dello Stato al proprio ruolo di garanzia dei diritti sociali”

Questo il giudizio della segretaria confederale della Cgil nazionale Daniela Barbaresi, del segretario generale della Fillea Cgil Antonio Di Franco, e del segretario generale del Sunia Stefano Chiappelli sul disegno di legge di conversione del DL n. 66/2026 contenente le ‘Disposizioni urgenti per il Piano Casa’.

“Un milione di nuclei familiari in condizioni di povertà assoluta che vive in affitto, un milione e mezzo di famiglie in condizioni di disagio abitativo grave o acuto e 350 mila in graduatoria da decenni per una casa popolare: sono i numeri di un’emergenza sociale crescente alimentata dalla precarizzazione del lavoro, dalla caduta dei redditi e dalle diseguaglianze crescenti”, spiegano i dirigenti sindacali. “La risposta del Governo, al di là di annunci su 100 mila alloggi e 10 miliardi di euro in dieci anni – denunciano – è un Piano Casa che nasconde l’apertura alla rendita immobiliare, e l’ulteriore dismissione del patrimonio di edilizia pubblica, i cui ricavi non saranno destinati a nuovi alloggi, ma alla copertura del debito pubblico”.

Preoccupa il nodo delle risorse: “quelle certe – dichiarano Barbaresi, Di Franco e Chiappelli – sono solo 970 milioni di euro fino al 2030 (116 milioni nel 2026), già previste dalle ultime Leggi di Bilancio, le altre sono quasi tutte riallocazioni distolte dagli obiettivi cui sono destinate, quali la rigenerazione urbana, il contrasto alla povertà energetica. Nessuna previsione di stanziamento per i fondi di sostegno all’affitto e per la morosità incolpevole delle famiglie in affitto da privati, necessari per agire ex ante su condizioni di particolare difficoltà economica, prevenendo nuovi sfratti”.

Per quanto riguarda questi ultimi, “suscitano grande allarme e contrarietà i contenuti del disegno di legge con dichiarazione d’urgenza annunciato dal Governo, con misure per renderne più rapida l’esecuzione, compresi i casi di scadenza del contratto di affitto o di morosità dell’affittuario”.

Aggiungono che “la possibilità di semplificazioni, ampie premialità e deroghe per i grandi investimenti, comporta forti rischi speculativi e impatti sulle dotazioni urbane”.

“Il diritto alla casa – concludono i segretari di Cgil, Fillea e Sunia – necessita di un forte intervento pubblico. Mancano una strategia complessiva, risorse, strumenti adeguati e le necessarie riforme: una legge quadro sulle locazioni brevi, una normativa quadro sull’Edilizia Residenziale Sociale per qualificarne la natura, una legge quadro sugli ex IACP che definisca natura, regole compiti e criteri per la gestione”.

27/05/2026

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO CGIL NAZIONALE, FILLEA CGIL, SUNIA

Piano casa: Cgil, Fillea e Sunia, inadeguato e affidato a mercato privato, senza ripari da logiche speculative

Roma, 25 maggio – “Un Piano deludente, tardivo e inadeguato, elaborato senza il coinvolgimento delle parti sociali, che scarica sugli operatori privati il problema del disagio abitativo, con forti rischi speculativi. È la definitiva abdicazione dello Stato al proprio ruolo di garanzia dei diritti sociali”. Questo il giudizio della segretaria confederale della Cgil nazionale Daniela Barbaresi, del segretario generale della Fillea Cgil Antonio Di Franco, e del segretario generale del Sunia Stefano Chiappelli sul disegno di legge di conversione del DL n. 66/2026 contenente le ‘Disposizioni urgenti per il Piano Casa’.

“Un milione di nuclei familiari in condizioni di povertà assoluta che vive in affitto, un milione e mezzo di famiglie in condizioni di disagio abitativo grave o acuto e 350 mila in graduatoria da decenni per una casa popolare: sono i numeri di un’emergenza sociale crescente alimentata dalla precarizzazione del lavoro, dalla caduta dei redditi e dalle diseguaglianze crescenti”, spiegano i dirigenti sindacali. “La risposta del Governo, al di là di annunci su 100 mila alloggi e 10 miliardi di euro in dieci anni – denunciano – è un Piano Casa che nasconde l’apertura alla rendita immobiliare, e l’ulteriore dismissione del patrimonio di edilizia pubblica, i cui ricavi non saranno destinati a nuovi alloggi, ma alla copertura del debito pubblico”.

Preoccupa il nodo delle risorse: “quelle certe – dichiarano Barbaresi, Di Franco e Chiappelli – sono solo 970 milioni di euro fino al 2030 (116 milioni nel 2026), già previste dalle ultime Leggi di Bilancio, le altre sono quasi tutte riallocazioni distolte dagli obiettivi cui sono destinate, quali la rigenerazione urbana, il contrasto alla povertà energetica. Nessuna previsione di stanziamento per i fondi di sostegno all’affitto e per la morosità incolpevole delle famiglie in affitto da privati, necessari per agire ex ante su condizioni di particolare difficoltà economica, prevenendo nuovi sfratti”.

Per quanto riguarda questi ultimi, “suscitano grande allarme e contrarietà i contenuti del disegno di legge con dichiarazione d’urgenza annunciato dal Governo, con misure per renderne più rapida l’esecuzione, compresi i casi di scadenza del contratto di affitto o di morosità dell’affittuario”.
Aggiungono che “la possibilità di semplificazioni, ampie premialità e deroghe per i grandi investimenti, comporta forti rischi speculativi e impatti sulle dotazioni urbane”.

“Il diritto alla casa – concludono i segretari di Cgil, Fillea e Sunia – necessita di un forte intervento pubblico. Mancano una strategia complessiva, risorse, strumenti adeguati e le necessarie riforme: una legge quadro sulle locazioni brevi, una normativa quadro sull’Edilizia Residenziale Sociale per qualificarne la natura, una legge quadro sugli ex IACP che definisca natura, regole compiti e criteri per la gestione”.

01/05/2026

Leggi su Sky TG24 l'articolo 1 Maggio, cortei in tutta Italia per 'il lavoro dignitoso'. Schlein: La lotta serve. LIVE

01/05/2026

PIANO CASA
Dichiarazione di Stefano Chiappelli, segretario generale SUNIA

Roma, 30 aprile 2026 - Dopo anni di tagli il Governo si rende finalmente conto che esiste un “problema casa”.
La previsione di portare a 1 miliardo e 700 milioni di euro lo stanziamento complessivo per rendere agibili 60.000 alloggi attualmente non utilizzabili di edilizia residenziale pubblica risponde solo in parte alle domande inevase presso Comuni e presso ex IACP e non affronta il nodo di rilanciare il servizio abitativo pubblico con misure strutturali.

Il Piano Casa presentato oggi in CdM, in attesa di essere visionato nei testi che nei prossimi giorni verranno presentati, sembra lontano dall’affrontare la grave crisi abitativa, di fatto riproponendo un quadro carente di obiettivi senza considerare le urgenti priorità basate sui fabbisogni reali, soprattutto in relazione alle fasce in condizione di maggiore precarietà.

Si deve ribadire la mancata previsione di stanziamenti adeguati al fondo di sostegno all’affitto e per la morosità incolpevole, il primo privo di risorse da tre anni, necessari per affrontare l’emergenza e prevenire nuovi sfratti.

È grave e pericoloso quanto sarebbe stato deciso in merito ad una ulteriore accelerazione delle esecuzioni degli sfratti che, in gran parte, riguardano famiglie in gravi difficoltà economiche le quali, peraltro, attendono il contributo del fondo di sostegno all’affitto.

Desta forti perplessità il crescente ruolo attribuito ai soggetti privati per la realizzazione di alloggi a costi accessibili, che senza una precisa regia pubblica rischia di orientare gli interventi secondo logiche esclusivamente legate al mercato, anche speculativo, ed a favore della rendita immobiliare.

Un Piano Casa, del resto, in forte ritardo e discutibile nei modelli partecipativi, vista l’esclusione delle parti sociali di rappresentanza nei tavoli di confronto avvenuti presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

Buon primo maggio da   &
01/05/2026

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08/04/2026

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Mercoledì 09:00 - 12:00
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