12/01/2026
Pesca delle corbole in Laguna di Venezia
Le corbole (scientificamente Upogebia pusilla) sono piccoli crostacei decapodi notturni tipici del Mediterraneo, che vivono scavando tane nella sabbia e sono famose per essere un'esca eccezionale per pescare orate, spigole e altri predatori, sia vive che congelate, attirando i pesci grazie al loro caratteristico odore e movimento, sebbene siano una specie delicata e in via di estinzione in alcune zone.
La pesca delle corbole nella Laguna di Venezia è regolamentata: massimo 100 esemplari/giorno e uso del "corboler" con tazza max 15 cm di diametro (art.21), divieto di pesca dal 1 giugno al 31 luglio (art.29). Inoltre è richiesta la licenza di pesca regionale. Le norme generali per la pesca sportiva in laguna richiedono licenza, limitano gli attrezzi (es. 3 canne, max 3 ami), vietano certe zone e prevedono il rilascio immediato dei pesci sotto misura.
In alcuni casi vengono usate illecitamente le “turbosoffianti” con conseguenze nefaste per il fondale lagunare (sedimenti sabbiosi e argillosi) con conseguenze ambientali significative. L'uso di questi mezzi è considerato irrazionale e dannoso, portando oltre che alla distruzione dell'ambiente, all'impoverimento delle risorse ittiche, specialmente per specie autoctone come quella delle corbole.
Nella Regione Friuli Venezia Giulia, nelle Lagune di Marano e di Grado, l’uso delle turbosoffianti è severamente vietato proprio per la salvaguardia delle specie ittiche e dell’habitat naturale.
L'Articolo 9 della Costituzione Italiana stabilisce che la Repubblica promuove la cultura, la ricerca scientifica e tecnica, e tutela il paesaggio, il patrimonio storico e artistico della Nazione, con un'importante aggiunta del 2022 che include la protezione dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche per le generazioni future, e la tutela degli animali. Questo articolo fondamentale bilancia la promozione del progresso (cultura, scienza) con la protezione del patrimonio naturale e culturale, riconoscendo l'ambiente e gli animali come valori costituzionali.
In tale senso invitiamo gli Enti competenti e preposti, ad emettere un provvedimento che definisca in modo chiaro e preciso il divieto dell’uso delle turbosoffianti e di tutte quelle metodologie di pesca che arrecano danni alle specie ittiche e ambientali. Questo prima che sia troppo tardi, ben sapendo che tali attività sono conosciute da tempo ma in qualche modo “tollerate”.