03/11/2023
Secondo una recente indagine di Amnesty International, che fa parte del progetto “I file predatori“, realizzato in collaborazione con European Investigative Collaborations (EIC) e con il supporto di approfondimenti aggiuntivi da parte di Mediapart e Der Spiegel, scioccanti attacchi tramite uno spyware invasivo chiamato “Predator” sono stati portati contro la società civile, giornalisti, politici e accademici nell’Unione europea, negli Stati Uniti e in Asia. Tra gli obiettivi dello spyware “Predator” ci sono funzionari delle Nazioni Unite, un senatore e un membro del Congresso degli Stati Uniti e persino i presidenti del Parlamento europeo e di Taiwan.
Tra febbraio e giugno 2023, le piattaforme social X (precedentemente Twitter) e Facebook sono state utilizzate per mirare pubblicamente ad almeno 50 account, appartenenti a 27 persone e 23 istituzioni. Lo strumento di cyber-sorveglianza utilizzato è lo spyware “Predator”, sviluppato e venduto dall’alleanza Intellexa. Questa alleanza, che si è pubblicizzata come “basata e regolamentata nell’Unione europea”, è un gruppo complesso e spesso mutevole di aziende che sviluppano e vendono prodotti di sorveglianza.