Network Against Migrant Detention

Network Against Migrant Detention Transnational network for the abolition of administrative detention for migrants.

The new European Asylum System is now in force.Behind the language of “order” and “responsibility” lies a reality of det...
13/06/2026

The new European Asylum System is now in force.

Behind the language of “order” and “responsibility” lies a reality of detention, border externalization, deportation and the unequal treatment of people on the move.

Migration should not be weaponized by the coloniality of European power to expand its control. Migration policies should protect rights, not criminalize mobility.

We demand freedom of movement, the end of detention, safe pathways and dignity for all people seeking safety.

Swipe to learn more about why the EU Pact on Migration and Asylum is not the solution it claims to be.

12/06/2026

Oggi entra in vigore il Nuovo Patto Europeo su Migrazione e Asilo.

Il patto vuole rivoluzionare il sistema di protezione internazionale, fin’ora argine all’azione degli Stati nazione su ogni individuo.

Con il patto l’accoglienza diventerà di fatto detenzione, senza autorizzazione del giudice ma solo con la decisione delle autorità di pubblica sicurezza. Quello che si vede già con il fermo preventivo adesso per migranti e per persone straniere diventerà la norma e l’ordinaria gestione dell’ “accoglienza”.

Vediamo Stati come Israele e Stati Uniti bombardare senza alcun tipo di responsabilità o problema. Sono senza confini e per la stessa “ragione di stato” molti altri sono reclusi in centri di detenzione e vivono i confini come una violenza personale.

Dalla Palestina, all’Europa, all’Italia, non possiamo partecipare a un sistema che sta degradando l’essere umano a una contrattazione tra Stati.

Il 22 settembre a Milano c’eravamo tuttx e continueremo ad esserci senza lasciare nessunx indietro

📍 Nantes, 22–25 maggio 2026Negli ultimi giorni come Network Against Migrant Detention abbiamo partecipato a importanti m...
27/05/2026

📍 Nantes, 22–25 maggio 2026

Negli ultimi giorni come Network Against Migrant Detention abbiamo partecipato a importanti momenti di confronto e convergenza politica transnazionale a Nantes.

In dialogo con e abbiamo discusso degli accordi Italia–Albania, del Memorandum Italia–Libia e del nuovo Patto Europeo su Migrazione e Asilo, che entrerà in vigore il prossimo 12 giugno.

Abbiamo inoltre partecipato al congresso federale della Federazione delle Associazioni di Solidarietà con Tuttə Immigratə. Insieme a e al collettivo transfrontaliero , abbiamo contribuito a una tavola rotonda dedicata al rafforzamento della cooperazione transnazionale contro detenzione, deportazioni e violenza di frontiera 🚧

Al termine della giornata si è svolta una commemorazione delle vittime della Fortezza Europa aperta da Agwa Ggueye, sorella di Babacar assassinato a Rennes nel 2015, attivista della associazione Giustizia per Babacar.

Tra assemblee, laboratori e momenti di confronto, è emerso con forza un punto centrale: la frammentazione delle lotte contro le politiche migratorie sempre più autoritarie e razziste dell’Unione Europea rappresenta uno dei principali limiti delle mobilitazioni attuali. Rafforzare la solidarietà transnazionale, condividere pratiche politiche e costruire lotte comuni oltre i confini non è quindi un’opzione, ma una necessità 🤝

Da Roma a Tirana, da fino a Nantes, reti, relazioni e pratiche comuni continuano a crescere. Nantes ha confermato ancora una volta l’importanza di rafforzare ulteriormente la dimensione transnazionale del nostro network e di continuare a costruire infrastrutture condivise di resistenza.

I 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐧𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐢 non sono più soltanto muri e respingimenti. Oggi si materializzano anche attraverso 𝐝𝐚𝐭𝐚𝐛𝐚𝐬𝐞 𝐛𝐢𝐨𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢𝐜...
25/05/2026

I 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐧𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐢 non sono più soltanto muri e respingimenti. Oggi si materializzano anche attraverso 𝐝𝐚𝐭𝐚𝐛𝐚𝐬𝐞 𝐛𝐢𝐨𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐢𝐠𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢. 

Sistemi come 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐝𝐚𝐜 𝐨 𝐒𝐈𝐒 𝐈𝐈 non sono strumenti neutrali: tramite la raccolta di dati biometrici 𝐢𝐧𝐟𝐥𝐮𝐞𝐧𝐳𝐚𝐧𝐨 𝐥’𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐝’𝐚𝐬𝐢𝐥𝐨, 𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚.

❌Con il 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐏𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐨 𝐬𝐮 𝐦𝐢𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐚𝐬𝐢𝐥𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐢𝐧𝐟𝐫𝐚𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐮𝐥𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐫𝐚𝐟𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚𝐭𝐚, anche attraverso meccanismi di 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝐝𝐚𝐭𝐚𝐛𝐚𝐬𝐞 che passano da avere funzioni di gestione delle domande di protezione internazionale a essere veri e propri 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀. Il confine non si limita a fermare i corpi: li trasforma in dati da governare.

𝑪𝒐𝒔𝒂 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒇𝒂𝒓𝒆 𝒏𝒐𝒊?
Sviluppare 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞 sul funzionamento di questi sistemi è sempre più necessario per 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐥𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.

17/05/2026

🛑NO CPR! NÉ A TRENTO, NÉ ALTROVE

Sabato 16 maggio siamo state alla manifestazione indetta contro l’apertura di un nuovo CPR a Trento. Siamo andate anche come Network Against Migrant Detention, perché il CPR di Trento non é un eccezione, non è una risposta locale a un problema locale. Il CPR di Trento è un pezzo del progetto della .

Per questo diciamo chiaramente che la lotta contro il CPR di Trento non riguarda solo Trento. Riguarda tutta Europa. Riguarda i CPR italiani, i Lager francesi, i campi in Grecia, le deportazioni dagli aereoporti tedeschi, gli hotspot alle frontiere, i centri costruiti in Albania grazie agli accordi coloniali di Rama e Meloni.

Contro tutto ciò dobbiamo costruire una rete transnazionale di resistenza. Come Network Against Migrant Detention, vogliamo costruire connessioni tra collettivi, realtà antirazziste, persone migranti e gruppi solidali in Italia, Germania, Francia, Albania. Perché se le frontiere sono organizzate a livello europeo anche la nostra lotta deve esserlo.

Denunciamo il ricatto istituzionale che lega permessi di soggiorno a sfruttamento lavorativo e regole inumane. Rifiutiamo l’idea che una persona possa essere rinchiusa senza aver commesso alcun reato, solo perché irregolarizzata da un sistema razzista. Rifiutiamo una società costruita sulla gerarchizzazione razziale della mobilità.

📢Non vogliamo nessun CPR a Trento, e non vogliamo nessun CPR altrove.


✊Condividi, diffondi, organizzati

🛑 Con il Patto UE il governo Meloni rilancia il modello Albania🇪🇺 Con l’entrata in vigore del nuovo Patto europeo su mig...
11/05/2026

🛑 Con il Patto UE il governo Meloni rilancia il modello Albania

🇪🇺 Con l’entrata in vigore del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, il governo Meloni vuole riattivare il meccanismo originario del Protocollo Italia-Albania: trasferire direttamente in Albania le persone soccorse in mare, per rinchiuderle nei centri detentivi sotto giurisdizione italiana in territorio albanese. 🇦🇱🇮🇹

📢 Una notizia che conferma ciò che denunciavamo fin dall’inizio: il Patto UE rischia di dare nuova legittimità al “modello Albania”, che, lungi dall’essere un’eccezione temporanea o una semplice questione bilaterale tra Italia e Albania, rischia di anticipare il nuovo regime di frontiera dell’intera Unione Europea.

⚖️ Nonostante le sentenze dei tribunali italiani e le pronunce della Corte di Giustizia UE sui limiti del concetto di “Paese sicuro”, il governo continua a investire politicamente ed economicamente in questo progetto, sperando nello “scudo europeo” che rappresenterebbe il Patto.

Questa estate l’hotspot di Shëngjin rischia dunque di tornare operativo.

✊Facciamoci trovare prontə.
🚫No ai CPR né in Italia, né in Albania, né altrove.

28/03/2026

💥 𝐎𝐆𝐆𝐈 𝐀 𝐑𝐎𝐌𝐀 𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝐆𝐑𝐀𝐍𝐃𝐄 𝐂𝐎𝐑𝐓𝐄𝐎 𝐍𝐎 𝐊𝐈𝐍𝐆𝐒!

Perchè i Re del nostro tempo sono anche quelli che stipulano 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐫𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐢𝐥 𝐏𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐔𝐄 𝐌𝐢𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐀𝐬𝐢𝐥𝐨 𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐑𝐚𝐦𝐚-𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢. Sono quelli che vogliono deportare le persone nei return hubs, quelli responsabili dei naufragi nel Mediterraneo.

Significa che 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐓𝐫𝐮𝐦𝐩 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐈𝐂𝐄 𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐦𝐢𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 stanno prendendo forma anche alle nostre latitudini.

Noi ci opponiamo a questo progetto di società autoritario e razzista
e continuiamo a 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐚𝐧𝐳𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 perché vogliamo un’Europa aperta, libera, transfemminista ed ecologista. 𝐔𝐧’𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐚 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞𝐠𝐢𝐨, 𝐦𝐚 𝐮𝐧 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨.

🔥 𝐍𝐨 𝐂𝐩𝐫 𝐧𝐞̀ 𝐪𝐮𝐢 𝐧𝐞̀ 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨𝐯𝐞!
𝐍𝐨 𝐏𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐌𝐢𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐀𝐬𝐢𝐥𝐨, 𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐜𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨!

📢 𝐑𝐨𝐦𝐚, 𝟐𝟖 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐏𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐮 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐈𝐧𝐯𝐢𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢 per ribaltare la logica del Patto Europeo Migrazi...
21/03/2026

📢 𝐑𝐨𝐦𝐚, 𝟐𝟖 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐏𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐮 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐈𝐧𝐯𝐢𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢 per ribaltare la logica del Patto Europeo Migrazioni e Asilo e chiedere regolarizzazioni permanenti per chi arriva, vive e lavora nel nostro Paese.
❌Contro i Cpr, dall’ Italia all’ Albania, la criminalizzazione delle Ong nel Mediterraneo e le politiche razziste e discriminatorie.
Ci incontreremo:
🕙 alle 12:00 📍Metro Colosseo
🕙 alle 14:00 📍Piazza della Repubblica ci uniremo al grande corteo
𝐂𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝐫𝐚𝐳𝐳𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚̀, 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐮𝐧’𝐚𝐥𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐚𝐢 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢.
✊🏿✊🏾✊🏼Scrivici per aderire: 𝑚𝑎𝑟𝑐𝑖𝑎𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖𝑖𝑛𝑣𝑖𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖@𝑔𝑚𝑎𝑖𝑙.𝑐𝑜𝑚

🛑IL GOVERNO MELONI STA RIEMPIENDO IL CPR DI GJADËR IN ALBANIAMentre la legalità del sistema è ancora sotto esame davanti...
15/03/2026

🛑IL GOVERNO MELONI STA RIEMPIENDO IL CPR DI GJADËR IN ALBANIA

Mentre la legalità del sistema è ancora sotto esame davanti alle corti europee, i trasferimenti continuano e i numeri aumentano.

⚖️Intanto il governo attacca i giudici che negano le convalide e fanno valere garanzie procedurali e costituzionali: una vera e propria guerra in vista del referendum per la riforma costituzionale della giustizia.

🇪🇺Il nuovo patto UE su Migrazione e Asilo rischia di dare nuova legittimità all’accordo con l’Albania e trasformare Gjadër nel primo LAGER EUROPEO, legalizzando ulteriormente il sistema di tortura che rappresenta.

⛓️‍💥Continuiamo a lottare per la libertà e la dignità di tutti

11/03/2026

✊🏽 L’8 marzo abbiamo attraversato le strade di Berlino per ribadire la nostra 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚̀ alle donne detenute nel CPR di Ponte Galeria - Roma e a 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐢 (𝐅𝐋𝐈𝐍𝐓𝐀/𝐐𝐮𝐞𝐞𝐫) 𝐦𝐢𝐠𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐢𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 di Fortress Europe, come nelle prigioni di tortura libiche!

Alle donne rinchiuse dentro, ma anche a quelle abbandonate a piangere i loro cari uccisi dallo Stato italiano nei CPR: 𝐀𝐮𝐠𝐮𝐬𝐭𝐢𝐧𝐞, moglie di 𝐒𝐢𝐦𝐨 𝐒𝐚𝐢𝐝 (25 anni, morto nel febbraio 2026); 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚𝐦𝐚, sorella di 𝐎𝐮𝐬𝐦𝐚𝐧𝐞 𝐒𝐲𝐥𝐥𝐚 (21 anni, morto nel 2024); 𝐃𝐣𝐞𝐧𝐚𝐛𝐨𝐮, madre di 𝐌𝐨𝐮𝐬𝐬𝐚 𝐁𝐚𝐥𝐝𝐞 (23 anni).

Morti per suicidio o per overdose di psicofarmaci in queste prigioni di detenzione e tortura.
Queste sono 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨!

Per questo continuiamo a costruire una catena umana di solidarietà interconnessa e internazionale contro questa catena di violenza.
𝐏𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚, 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢, 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝟑 ✊🏽

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