02/09/2026
Mentre organizziamo i prossimi eventi in giro per il Trentino, prime news a breve, condividiamo le parole di Io non ho paura del lupo e WWF Trentino Alto Adige / Südtirol.
Il prossimo fine settimana andremo a far visita al Coesistenza Festival proprio sul Bondone, ci vediamo lì?
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𝗢𝗿𝘀𝗶 𝘀𝘂𝗹 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗕𝗼𝗻𝗱𝗼𝗻𝗲 (𝗧𝗡): 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗮 𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮. 𝗕𝗮𝘀𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮
Io non ho paura del lupo e WWF Trentino Alto Adige / Südtirol:
«𝗟𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗼𝗿𝘀𝗼 𝘀𝘂𝗹 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗕𝗼𝗻𝗱𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗻𝗼𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗻𝗲́ 𝘂𝗻’𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮. 𝗚𝗹𝗶 𝗮𝘃𝘃𝗶𝘀𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗻 𝗮𝗹𝗹𝗮𝗿𝗺𝗲. 𝗣𝗿𝗲𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹 𝗱𝗮 𝗴𝗿𝘂𝗽𝗽𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘁𝗿𝗲𝗺𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶-𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶 𝗰𝗮𝗿𝗻𝗶𝘃𝗼𝗿𝗶, 𝗮𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗼𝗳𝗳𝗲𝗿𝘁𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀».
L’area del Monte Bondone fa parte da decenni dell’areale dell’orso bruno in Trentino ed è un territorio particolarmente vocato alla presenza della specie. La stessa Provincia Autonoma di Trento, già molti anni fa, indicava il gruppo Bondone-Stivo tra le principali aree interessate dalla presenza dell’orso nel Trentino occidentale. Parlare oggi degli avvistamenti sul Bondone come se ci trovassimo davanti a un fenomeno inusuale rischia quindi di fornire ai cittadini e ai turisti una rappresentazione distorta della realtà.
Gli avvistamenti delle ultime settimane meritano certamente attenzione e una gestione corretta, soprattutto laddove gli animali possano essere attratti da fonti alimentari di origine antropica. È quindi corretto intervenire sulla gestione dei rifiuti e dei cassonetti, come sta facendo, seppur tardivamente, il Comune di Trento, ma gestione e prevenzione sono una cosa, l’emergenza è un’altra.
Ad oggi le informazioni pubbliche disponibili non descrivono sul Bondone episodi di particolare rilievo, se non alcuni avvistamenti di orsi, come avviene del resto ogni anno. Molti degli animali sono stati osservati a grande distanza: per tale ragione non è neppure chiaro se i diversi avvistamenti riguardino lo stesso esemplare. Non comprendiamo quindi su quali elementi concreti possa basarsi la richiesta di alcuni operatori turistici di arrivare agli abbattimenti semplicemente perché alcuni orsi vengono osservati in un territorio nel quale la loro presenza è del tutto naturale, come peraltro lo sarebbe nel resto del Trentino.
𝗜𝗹 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼 𝘁𝗿𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗺𝗶𝗻𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗼𝗿𝘀𝗶
Ancora più difficile da sostenere con i dati è l’idea che la presenza dell’orso rappresenti di per sé una minaccia per il turismo. Nel settembre 2025 la Provincia autonoma di Trento ha presentato un’indagine Doxa commissionata da Trentino Marketing su un campione rappresentativo di oltre 2.000 italiani. I risultati sono estremamente chiari: per il 67% degli intervistati la presenza dell’orso non modifica la scelta di trascorrere una vacanza in Trentino; per il 20% aumenta addirittura l’interesse e solamente per il 13% lo diminuisce.
Tra le persone che stavano concretamente valutando una vacanza in Trentino, la percentuale di chi considera l’orso un elemento capace di aumentare l’interesse sale al 26%. E anche i numeri reali del turismo raccontano una storia molto diversa da quella di un territorio penalizzato dai grandi carnivori: la stagione estiva 2025 ha registrato un aumento del 4,9% sia degli arrivi sia delle presenze rispetto all’anno precedente, diventando la migliore stagione estiva dell’ultimo decennio.
L’orso, dunque, è anche uno degli elementi che rendono straordinario il patrimonio naturale del Trentino e, per una parte significativa dei visitatori, rappresenta un valore aggiunto e un motivo di interesse. Un territorio che voglia davvero mirare a destagionalizzare la sua offerta – come i cambiamenti climatici ogni giorno di più ci ricordano – senza perdere di vista la sua identità di ambiente naturale alpino dovrebbe guardare con serietà a questi numeri, senza lasciare che la discussione venga dettata dalla demagogia e dalle posizioni di pochi gruppi estremisti.
𝗟𝗮 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝘁𝗮 𝘀𝘂𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹
Quello che ci preoccupa maggiormente è il meccanismo che si sta consolidando attorno ai grandi carnivori. Sui social network, e in particolare su Facebook, sono attivi gruppi e pagine fortemente ostili alla presenza di orsi e lupi. Tale contrarietà è ovviamente del tutto legittima: meno lo è trasformare sistematicamente avvistamenti e normali episodi di presenza della fauna selvatica in situazioni di allarme.
Non appellarsi alla paura non significa negare i problemi legati alla presenza degli orsi. Gli individui che manifestano comportamenti realmente problematici devono essere identificati e gestiti secondo quanto previsto dalle norme e dai protocolli, arrivando alla rimozione quando ne ricorrano effettivamente le condizioni. Ma un orso avvistato non è automaticamente un orso problematico e la presenza di un orso nel suo habitat non costituisce un’emergenza. Lavorare per la sicurezza senza generare paura nei confronti dei grandi carnivori non è solo una possibilità: è un dovere, di tutta la cittadinanza come delle Istituzioni.
𝗔𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗮𝗺𝗽𝗮 𝗵𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀
Crediamo infine che anche il mondo dell’informazione debba interrogarsi sul proprio ruolo. Dare spazio è legittimo. Trasformare continuamente le dichiarazioni dei gruppi più estremi nel metro con cui misurare l’opinione di un’intera comunità è un’altra cosa.
La stampa dovrebbe dare almeno altrettanto spazio ai dati scientifici, ai numeri del turismo e alle aspettative dei visitatori, mettendole, dove necessario, a confronto anche con le vocazioni naturali di un territorio, che non può essere trasformato nel centro di Milano, e alla voce delle migliaia di persone che frequentano quotidianamente le montagne trentine senza vivere la presenza della fauna selvatica con spavento, paura o senso di emergenza.
Il Monte Bondone è una montagna viva, frequentata dalle persone e abitata dalla fauna selvatica. Gli orsi, come cervi, volpi, caprioli e quant’altro, ne fanno parte da molto tempo. Imparare a gestirne correttamente la presenza, ridurre le fonti alimentari artificiali, informare cittadini e turisti e intervenire sugli individui realmente problematici è la strada da seguire, assieme a piccole modifiche dei nostri comportamenti in montagna che vanno nella direzione della maggior consapevolezza che la conoscenza scientifica negli ultimi decenni ci ha regalato, nonché nel necessario rispetto che la maggior frequentazione impone se vogliamo continuare a godere dell’ambiente naturale in cui viviamo.
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Comunicato a firma di Io non ho paura del lupo APS e WWF Trentino Alto Adige / Südtirol
Foto di Massimo Vettorazzi / Beholding Nature