Gruppo Ursa Trentino

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Gruppo Ursa Trentino Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Gruppo Ursa Trentino, Organizzazione di tutela ambientale, Via di Canova 10 Monte Terlago Vallelaghi, Trento.

Siamo un gruppo informale creato nel 2024 da cittadini ed esperti trentini che vogliono impegnarsi nella divulgazione delle informazioni scientifiche necessarie per la coesistenza tra orsi ed esseri umani sul territorio provinciale

Martedì 10 novembre ospiteremo Steve Penner che ci presenterà il suo ultimo libro "L'orso di Shakespeare".Un giallo ambi...
03/11/2026

Martedì 10 novembre ospiteremo Steve Penner che ci presenterà il suo ultimo libro "L'orso di Shakespeare".

Un giallo ambientato in val di Ledro tra orsi, maiali e montagne per scoprire il rapporto segreto, ma non troppo, tra esseri umani e ambiente nel nostro Trentino.

Vi aspettiamo a Smart Lab - Centro Giovani Rovereto alle 20.30!
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Siamo sicuri che sia le associazioni, e anche il   nel suo piccolo, che le istituzioni come  , Parco  Nazionale dello St...
11/10/2026

Siamo sicuri che sia le associazioni, e anche il nel suo piccolo, che le istituzioni come , Parco Nazionale dello Stelvio - Trentino e Parco Naturale Adamello Brenta Geopark sono certamente a disposizione per delle serate di ascolto e informazione sul tema 🐻
Comune di Ossana

Come Io non ho paura del lupo e WWF Trentino Alto Adige / Südtirol, esprimiamo la nostra preoccupazione per i toni del comunicato diffuso dalla sindaca di Ossana, Laura Marinelli, dopo il passaggio di un orso nell’abitato nella notte di venerdì 2 ottobre. 𝗟𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗮 𝗿𝗶𝗳𝗲𝗿𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹’𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮𝗹𝗲 𝗲̀ 𝗳𝘂𝗴𝗴𝗶𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝗽𝗽𝗲𝗻𝗮 𝗵𝗮 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗱𝘂𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲: 𝗲𝗽𝗽𝘂𝗿𝗲, 𝗱𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗮 “𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗮𝘀𝘀𝗲𝗱𝗶𝗼”.

Un orso nei pressi di un piccolo centro abitato merita attenzione, ma un animale che transita in piena notte e fugge alla vista delle persone non può diventare il protagonista di una scenografia da emergenza. Nessuno ha incontrato l’orco cattivo delle favole: per questo come Associazioni chiediamo che la comunicazione istituzionale parta dai fatti e smetta di alimentare questa rappresentazione.

Ossana è un piccolo paese di fondovalle ai margini del Parco nazionale dello Stelvio, in un territorio in cui boschi, fauna selvatica e abitazioni sono adiacenti. Raccontare il passaggio notturno di un animale selvatico come un’irruzione inconcepibile significa perdere il contatto con il territorio che si amministra. Comprendiamo che un incontro inatteso possa provocare paura, e ringraziamo chi ha avvisato la Forestale. Trasformare però le persone coinvolte in vittime, quando lo stesso comunicato descrive la fuga immediata dell’animale, è sproporzionato. Chi amministra ha il dovere di ascoltare la paura, spiegarla e ricondurla ai fatti, tuttavia esprimere "vicinanza" ai cittadini solo perché hanno visto un animale selvatico, è una reazione che sfocia nel ridicolo.

𝗤𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝘀𝗮𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝘁𝗼𝗹𝘁𝗮?
La sindaca denuncia una «forte limitazione delle libertà». Come Associazioni ci chiediamo quale libertà sia stata concretamente sottratta e su quali elementi si fondi una dichiarazione tanto pesante. Presentare ogni avvistamento come una minaccia collettiva alimenta proprio l’insicurezza che si dichiara di voler combattere. Da anni gruppi e posizioni estremiste soffiano sul fuoco, ostacolando un dibattito serio e rendendo sempre più difficile, anche per gli amministratori disponibili, proporre soluzioni concrete di convivenza. La comunità ha diritto a informazioni affidabili e alla possibilità di discutere senza che ogni proposta nella direzione della convivenza venga schiacciata dalla contrapposizione ideologica.

𝗜𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗶 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶?
Come associazioni ci chiediamo che cosa abbiano fatto concretamente i Comuni della Val di Sole per aiutare la comunità a comprendere la presenza dei grandi carnivori e ad affrontarla con maggiore consapevolezza. Quali percorsi continuativi di informazione e confronto hanno promosso? Quali incontri con tecnici ed esperti hanno organizzato? Quali iniziative hanno messo in campo per spiegare i comportamenti degli animali? A parte il pregevole, ma tardivo, intervento sui cassonetti anti-orso, finanziato attraverso apposite misure provinciali, assolutamente nulla.

Hanno invece sostenuto consultazioni che riteniamo inutili e ridicole: tali iniziative non aiutano a comprendere il fenomeno, non offrono strumenti concreti alla popolazione e non costruiscono sicurezza. Servono, semmai, a raccogliere consenso facendo leva sulla paura. Invitare la comunità a esprimersi contro l’orso non significa aiutarla a vivere in un territorio in cui l’orso è presente: significa assecondare il malcontento senza assumersi la responsabilità di affrontarne le cause. Si alimenta così l’illusione di una soluzione semplice e immediata — la rimozione di tutti gli orsi, compresi quelli che non rappresentano alcun pericolo — senza mai dichiarare apertamente che è questa la prospettiva suggerita. Quando poi questa promessa implicita si scontra con la realtà, si finisce puntualmente per dare la colpa alla Provincia e all’Europa, senza aiutare le persone a comprendere il mondo in cui viviamo, le regole che lo governano e le responsabilità che spettano a ciascuno.

«𝗠𝗮𝗻𝗶 𝗹𝗲𝗴𝗮𝘁𝗲»: 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮?
La sindaca lamenta di non poter «intervenire immediatamente per risolvere il problema» e di avere «le mani completamente legate». Intervenire come? Su quale base tecnica?

È grottesco trasformare la ripartizione delle competenze in una commedia dell’impotenza, invocando azioni di cui non si chiariscono né le ragioni né gli obiettivi. La retorica delle «mani legate» rischia inoltre di alimentare inconsapevolmente l’idea che qualcuno debba farsi giustizia da sé, presentando le istituzioni come incapaci di agire. È un messaggio particolarmente irresponsabile in un territorio già segnato da gravissimi episodi di bracconaggio, come l’uccisione a fucilate di due orse a Caldes. Informare correttamente, collaborare con i tecnici e sostenere la prevenzione: queste sono azioni concrete che il Comune può fare da ora. Hanno il vantaggio di essere efficaci, ma forse sono meno rumorose delle lamentele sul tema, cosa che per certi sindaci pare essere un difetto.

𝗨𝗻 𝗮𝗽𝗽𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗮𝗹 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲
La Val di Sole non ha perso nessuna libertà perché un orso attraversa un paese di notte e sparisce alla vista delle persone.
Vivere in montagna, come in qualsiasi altro luogo, richiede conoscenza e informazioni affidabili basate sulla realtà e non sulle favole.
Alla sindaca chiediamo tono istituzionale, chiarezza e rispetto dei fatti: la sicurezza dei cittadini si difende con la prevenzione, con l’informazione sui grandi carnivori e con le valutazioni degli organi competenti, non descrivendo come una comunità sotto assedio un piccolo paese alpino circondato da foreste da cui l'orso è fuggito a gambe levate, in piena notte, dopo aver visto due persone.




Foto Massimo Vettorazzi

Sabato 3 ottobre saremo ad Ecologica a Rovereto dove dalle 14 alle 15 dialogheremo con Monica Fedel, proprietaria della ...
29/09/2026

Sabato 3 ottobre saremo ad Ecologica a Rovereto dove dalle 14 alle 15 dialogheremo con Monica Fedel, proprietaria della Fattoria Cheyenne, sul tema dei cani da guardiania di cui è stata pioniera in Trentino.

Esploreremo la coesistenza con i grandi carnivori dal lato degli allevatori e cercheremo di fornire utili indicazioni a chi va in montagna su come comportarsi correttamente quando ci si imbatte in bestiame custodito.

Ringraziamo il Comune di Rovereto, Città della Pace e l'associazione SONG of the EARTH il CANTO della TERRA per l'invito, vi aspettiamo allo stand!

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In Bondone al Coesistenza Festival non abbiamo avvistato l'orso, ma qualche gatto sì. Abbiamo invece incontrato tante be...
18/09/2026

In Bondone al Coesistenza Festival non abbiamo avvistato l'orso, ma qualche gatto sì. Abbiamo invece incontrato tante belle persone con cui è stato veramente piacevole stare insieme.

Coesistenza non è solo il nome di uno splendido festival che da alcuni anni si svolge in Trentino ma un insieme di persone, enti e associazioni che vogliono cercare un modo per vivere assieme alle altre componenti dell'ambiente su un pianeta nel quale una specie, la nostra, batte ogni anno record di inquinamento e aumento della temperature globali.

Trekking, conferenze, laboratori e spettacoli teatrali ma soprattutto discussioni e chiacchiere sui prati e ai tavoli della Pro Loco Monte Bondone, avremmo voluto essere ovunque!

Ci portiamo a casa la consapevolezza che il nostro cammino è condiviso e supportato e faremo tesoro dei numerosi contatti raccolti per le prossime iniziative. Se qualcuno volesse aiutarci ad organizzarle è chiaramente il benvenuto, scrivi un dm o mandaci una mail!

Questo inizio di settembre poi vede anche altri festival in un vero tour de force: come esempi citiamo Orme Festival - Fai della Paganella sull'altipiano della Paganella e Gamberi. Festival delle Acque a Comano oltre che il ritorno delle serate di molte associazioni in tutta la provincia.

Noi ricominceremo l'attività il 26 settembre partecipando al Diffusion Festival organizzato da Neuruni in centro a Rovereto con due eventi speciali, presto avrete i dettagli!!

Mentre organizziamo i prossimi eventi in giro per il Trentino, prime news a breve, condividiamo le parole di Io non ho p...
02/09/2026

Mentre organizziamo i prossimi eventi in giro per il Trentino, prime news a breve, condividiamo le parole di Io non ho paura del lupo e WWF Trentino Alto Adige / Südtirol.

Il prossimo fine settimana andremo a far visita al Coesistenza Festival proprio sul Bondone, ci vediamo lì?

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𝗢𝗿𝘀𝗶 𝘀𝘂𝗹 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗕𝗼𝗻𝗱𝗼𝗻𝗲 (𝗧𝗡): 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗮 𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮. 𝗕𝗮𝘀𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮

Io non ho paura del lupo e WWF Trentino Alto Adige / Südtirol:

«𝗟𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗼𝗿𝘀𝗼 𝘀𝘂𝗹 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗕𝗼𝗻𝗱𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗻𝗼𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗻𝗲́ 𝘂𝗻’𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮. 𝗚𝗹𝗶 𝗮𝘃𝘃𝗶𝘀𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗻 𝗮𝗹𝗹𝗮𝗿𝗺𝗲. 𝗣𝗿𝗲𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹 𝗱𝗮 𝗴𝗿𝘂𝗽𝗽𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘁𝗿𝗲𝗺𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶-𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶 𝗰𝗮𝗿𝗻𝗶𝘃𝗼𝗿𝗶, 𝗮𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗼𝗳𝗳𝗲𝗿𝘁𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀».

L’area del Monte Bondone fa parte da decenni dell’areale dell’orso bruno in Trentino ed è un territorio particolarmente vocato alla presenza della specie. La stessa Provincia Autonoma di Trento, già molti anni fa, indicava il gruppo Bondone-Stivo tra le principali aree interessate dalla presenza dell’orso nel Trentino occidentale. Parlare oggi degli avvistamenti sul Bondone come se ci trovassimo davanti a un fenomeno inusuale rischia quindi di fornire ai cittadini e ai turisti una rappresentazione distorta della realtà.

Gli avvistamenti delle ultime settimane meritano certamente attenzione e una gestione corretta, soprattutto laddove gli animali possano essere attratti da fonti alimentari di origine antropica. È quindi corretto intervenire sulla gestione dei rifiuti e dei cassonetti, come sta facendo, seppur tardivamente, il Comune di Trento, ma gestione e prevenzione sono una cosa, l’emergenza è un’altra.

Ad oggi le informazioni pubbliche disponibili non descrivono sul Bondone episodi di particolare rilievo, se non alcuni avvistamenti di orsi, come avviene del resto ogni anno. Molti degli animali sono stati osservati a grande distanza: per tale ragione non è neppure chiaro se i diversi avvistamenti riguardino lo stesso esemplare. Non comprendiamo quindi su quali elementi concreti possa basarsi la richiesta di alcuni operatori turistici di arrivare agli abbattimenti semplicemente perché alcuni orsi vengono osservati in un territorio nel quale la loro presenza è del tutto naturale, come peraltro lo sarebbe nel resto del Trentino.

𝗜𝗹 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼 𝘁𝗿𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗺𝗶𝗻𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗼𝗿𝘀𝗶
Ancora più difficile da sostenere con i dati è l’idea che la presenza dell’orso rappresenti di per sé una minaccia per il turismo. Nel settembre 2025 la Provincia autonoma di Trento ha presentato un’indagine Doxa commissionata da Trentino Marketing su un campione rappresentativo di oltre 2.000 italiani. I risultati sono estremamente chiari: per il 67% degli intervistati la presenza dell’orso non modifica la scelta di trascorrere una vacanza in Trentino; per il 20% aumenta addirittura l’interesse e solamente per il 13% lo diminuisce.

Tra le persone che stavano concretamente valutando una vacanza in Trentino, la percentuale di chi considera l’orso un elemento capace di aumentare l’interesse sale al 26%. E anche i numeri reali del turismo raccontano una storia molto diversa da quella di un territorio penalizzato dai grandi carnivori: la stagione estiva 2025 ha registrato un aumento del 4,9% sia degli arrivi sia delle presenze rispetto all’anno precedente, diventando la migliore stagione estiva dell’ultimo decennio.

L’orso, dunque, è anche uno degli elementi che rendono straordinario il patrimonio naturale del Trentino e, per una parte significativa dei visitatori, rappresenta un valore aggiunto e un motivo di interesse. Un territorio che voglia davvero mirare a destagionalizzare la sua offerta – come i cambiamenti climatici ogni giorno di più ci ricordano – senza perdere di vista la sua identità di ambiente naturale alpino dovrebbe guardare con serietà a questi numeri, senza lasciare che la discussione venga dettata dalla demagogia e dalle posizioni di pochi gruppi estremisti.

𝗟𝗮 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝘁𝗮 𝘀𝘂𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹
Quello che ci preoccupa maggiormente è il meccanismo che si sta consolidando attorno ai grandi carnivori. Sui social network, e in particolare su Facebook, sono attivi gruppi e pagine fortemente ostili alla presenza di orsi e lupi. Tale contrarietà è ovviamente del tutto legittima: meno lo è trasformare sistematicamente avvistamenti e normali episodi di presenza della fauna selvatica in situazioni di allarme.

Non appellarsi alla paura non significa negare i problemi legati alla presenza degli orsi. Gli individui che manifestano comportamenti realmente problematici devono essere identificati e gestiti secondo quanto previsto dalle norme e dai protocolli, arrivando alla rimozione quando ne ricorrano effettivamente le condizioni. Ma un orso avvistato non è automaticamente un orso problematico e la presenza di un orso nel suo habitat non costituisce un’emergenza. Lavorare per la sicurezza senza generare paura nei confronti dei grandi carnivori non è solo una possibilità: è un dovere, di tutta la cittadinanza come delle Istituzioni.

𝗔𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗮𝗺𝗽𝗮 𝗵𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀
Crediamo infine che anche il mondo dell’informazione debba interrogarsi sul proprio ruolo. Dare spazio è legittimo. Trasformare continuamente le dichiarazioni dei gruppi più estremi nel metro con cui misurare l’opinione di un’intera comunità è un’altra cosa.

La stampa dovrebbe dare almeno altrettanto spazio ai dati scientifici, ai numeri del turismo e alle aspettative dei visitatori, mettendole, dove necessario, a confronto anche con le vocazioni naturali di un territorio, che non può essere trasformato nel centro di Milano, e alla voce delle migliaia di persone che frequentano quotidianamente le montagne trentine senza vivere la presenza della fauna selvatica con spavento, paura o senso di emergenza.

Il Monte Bondone è una montagna viva, frequentata dalle persone e abitata dalla fauna selvatica. Gli orsi, come cervi, volpi, caprioli e quant’altro, ne fanno parte da molto tempo. Imparare a gestirne correttamente la presenza, ridurre le fonti alimentari artificiali, informare cittadini e turisti e intervenire sugli individui realmente problematici è la strada da seguire, assieme a piccole modifiche dei nostri comportamenti in montagna che vanno nella direzione della maggior consapevolezza che la conoscenza scientifica negli ultimi decenni ci ha regalato, nonché nel necessario rispetto che la maggior frequentazione impone se vogliamo continuare a godere dell’ambiente naturale in cui viviamo.




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Comunicato a firma di Io non ho paura del lupo APS e WWF Trentino Alto Adige / Südtirol
Foto di Massimo Vettorazzi / Beholding Nature

31/08/2026

Opposizione alla delibera della  Giunta provinciale n. 1259 del 7 agosto 2026 1. Si chiama “minimo vitale”. Sotto non c’è un margine: c’è la morte. Il Deflusso Minimo Vitale non è un obiettivo di qualità, non è un auspicio, non è una media da bilanciare con altre esigenze. È la sogli...

Che c’azzecca… la zecca con l’orso? Il parallelismo scientifico serve a contrastare fake news e paure irrazionali!Il Gru...
06/07/2026

Che c’azzecca… la zecca con l’orso?

Il parallelismo scientifico serve a contrastare fake news e paure irrazionali!

Il Gruppo URSA Trentino vi invita al terzo e ultimo appuntamento scientifico prima della pausa estiva.

🗓️ Martedì 7 luglio 2026
🕰️ Ore 20:30
📍 Sala “Eventi” di Cantiere 26, ad Arco.

Conosceremo da vicino la zecca dei boschi insieme alla dott.ssa Giulia Ferrari (Ricercatrice della Fondazione Edmund Mach), scoprendo:

- Biologia e segreti di questo temuto artropode alpino.
- Prevenzione sanitaria contro Borreliosi di Lyme e TBE.
- Falsi miti da sfatare per superare i timori irrazionali.
- ZeccApp, l'app di citizen science per monitorare il territorio.

Sostituiamo la disinformazione con la consapevolezza scientifica!

Vi aspettiamo numerosi per salutarci prima dell'estate, la rassegna tornerà poi in autunno. 🍂

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03/07/2026

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Il   e WWF Trentino Alto Adige / Südtirol propongono una serata per riflettere su un tema che va oltre la biologia: il v...
14/06/2026

Il e WWF Trentino Alto Adige / Südtirol propongono una serata per riflettere su un tema che va oltre la biologia: il valore della vita in sé, al di là della sua utilità per noi.

Partendo dal piccolo mondo degli anfibi, l'incontro affronta il punto in cui la tutela dell'ambiente si intreccia con il rispetto per i singoli animali, e cosa significhi provare a tenere insieme le varie sensibilità.

Una buona occasione per chi ama la natura e ha voglia di farsi qualche domanda in più.

Giovedì 18 giugno · ore 20:30
Cantiere 26 - Centro Giovani dell'Alto Garda e Ledro, Arco (via P. Caproni Maini 26/E)
Ingresso gratuito


Indirizzo

Via Di Canova 10 Monte Terlago Vallelaghi
Trento
38096

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