22/04/2026
🥶Quando le parole contano !!
INSIEME AL CNOP 😊
🎯Il Comitato Pari Opportunità del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi,
interviene nel dibattito di queste settimane sul disegno di legge in
materia di violenza sessuale, dopo la scelta
🎯– discussa e contestata – di far scomparire dal
testo la parola “consenso”, sostituendola con formulazioni centrate sul “dissenso” o sulla
“volontà contraria”.
🎯Non è una polemica nominalistica. Le parole, nel diritto, orientano la prova, la valutazione
dei fatti, la cultura giudiziaria e quella sociale.
🎯Se il baricentro diventa “ha detto no?”
invece di “c’era un sì libero, attuale, volontario?”, il rischio è che l’asse si sposti – ancora una
volta – sulla condotta della vittima: sulla sua reazione, sul tono, sul grado di opposizione, sul
“perché non…”.
🎯È un terreno già fin troppo noto a chi lavora nell’ascolto e nella presa in
carico: è lì che attecchiscono i miti sullo stupro e le aspettative irrealistiche di “resistenza”
come prova di credibilità.
🎯
Comprendiamo l’obiezione espressa nel dibattito: evitare qualunque scorciatoia che
sembri introdurre un’inversione dell’onere della prova o una “documentazione” del
consenso.
🎯Ma una cosa va detta con chiarezza: mettere il consenso al centro non significa
rovesciare garanzie costituzionali. Significa ricondurre la fattispecie penale al suo nucleo
etico e giuridico: gli atti sessuali sono leciti solo se fondati su una volontà libera e
volontariamente espressa.
🎯Peraltro, la Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia, indica che la violenza
sessuale riguarda atti “non consensuali” e chiarisce che il consenso deve essere dato
volontariamente, come libera manifestazione della volontà, valutata nel contesto e nella
situazione.
Alla luce di ciò, chiediamo alle Istituzioni – con rispetto e fermezza- di:
🎯Reintrodurre esplicitamente il riferimento al consenso come criterio cardine, evitando
che la tutela dipenda dal grado di opposizione manifestata.
🎯Garantire un impianto normativo coerente con gli standard sovranazionali e con una
lettura realmente “victim-centered”, senza arretramenti culturali mascherati da tecnicismi.
🎯Il consenso è una parola semplice, ma non banalizza nulla: rende finalmente esplicito che la
sessualità è relazione e reciprocità, non conquista né ambiguità “a carico” di chi subisce.
Una legge che rinuncia a nominarlo rischia di rinunciare anche a orientare il cambiamento
culturale di cui il Paese ha bisogno.
Come Comitato Pari Opportunità del Consilgio Nazionale, stiamo dalla parte delle
donne non per appartenenza, ma per mandato: pari dignità, pari sicurezza, pari libertà. E
perché una democrazia matura si riconosce da come tutela il diritto più elementare: quello a
dire sì, quello a dire no, e soprattutto quello a non dover “dimostrare” di averlo fatto nel modo giusto.